
"È bello rimanere invischiati in una ragnatela di parole. Con Tonino Guerra accadeva e accade sempre. Le sue parole, profferite da una voce di narratore senza tempo, Omero di campagna, lontano dal fragore del mare e dal candore delle cime innevate coi piedi pesanti e le mani rugose del contadino, costruivano un’intelaiatura invisibile da cui non volevi più scappare. C’eri dentro con tutto te stesso e non volevi andare, lì desideravi restare. L’incantesimo si ripeteva anche quando il racconto era ben noto e già impresso nella memoria più o meno recente. Anche quando la sua storia era la stessa da trent’anni ma mai uguale. Cuore parlava a cuore, mente a mente, voce e sguardo dirette come lance a orecchie e occhi, arrivando a colpire anche quelli talvolta un po’ distratti, intanto il filo prezioso di seta luccicante andava costruendo la ragnatela. Ora, con questo libro dal peso specifico leggero, lo dico solo perché ha poche pagine, anche coloro che non hanno avuto la fortuna e il piacere di avvicinarlo o di leggerlo, potranno sfiorarlo con lievità, senza l’impegno di una lettura concentrata come richiede la poesia, determinata come vuole un racconto lungo o un romanzo. Vi è contenuta una raccolta di aforismi e di massime, pensieri conclusi e maturi, che ha donato nel corso della sua lunga vita, proposta in una selezione costruita graficamente per tematiche, così da tramutarsi in un invito stimolante a entrare nel mondo di un autore nato con la camicia del narratore".
Tonino Guerra sente la vita da novant’anni. E nel sentirla l’ha immaginata oltre ogni umana comprensione. L’ha resa eterea, la vita, con quel diluvio di fantasia e parole che la pazienza, la dedizione e il metodo gli fanno profondere ogni giorno nell’arte. La sua arte è il suo sentire. Le storie, i versi e i segni non sono che le differenti forme che assumono i suoi sensi sensibili. Questo libro è il viaggio che per la prima volta, e in forma sistematica, Tonino Guerra compie all’interno di questa molteplicità, un’enciclopedia del fantastico entro cui rifugiarsi per ritrovare la nostra sensibilità, la nostra fantasia, la nostra vita. Dice Tonino: “Se uno siede in un posto dove sedeva un altro finisce per sentirsi in qualche modo quell’altro.” Allo stesso modo leggendo questo libro, anche solo una pagina o per intero, tutto d’un fiato, potremo sperare di trasformarci in poeti, e se non tali, uomini dalle vite sensibili. Questo dicono pure alcuni amici di ieri e di oggi di Tonino, la cui testimonianza abbiamo voluto condividere insieme alle parole del poeta: Pedro Almodóvar, Theo Angelopoulos, Bernardo e Clare Bertolucci, Carlo Bo, Italo Calvino, Gianfranco Contini, Gerardo Filiberto Dasi, Enrica Fico Antonioni, Dario Fo e Franca Rame, Natalia Ginzburg, Andrea Guerra, Elsa Morante, Ennio Morricone, Giovanni Nadiani, Renzo Piano, Nicola Piovani, Juan Piqueras, Giuseppe Prezzolini, Francesco Rosi, Roberto Roversi, Luis Sepúlveda, Vittorio Sgarbi, Alberto Sughi, Ersilio Tonini, Umberto Veronesi, Wim e Donata Wenders.

