
I capitoli 10–15 del libro della Sapienza si situano al centro dello scritto e costituiscono come un grande intermezzo nello sviluppo totale del libro, tra l’elogio proprio della Sapienza (1–9), e le antitesi finali del libro (16–19). Il presente volume cerca di spiegare i motivi che hanno portato l’autore a svolgere queste riflessioni, a partire dal capitolo 10 sulla Sapienza che guida la storia dell’umanità e del popolo di Israele fino al passaggio del Mar Rosso, poi proseguendo con una digressione sulla moderazione divina nel castigare nei capitoli 11–12 e, infine, con un’altra digressione sul tema dell’idolatria nei capitoli 13–15. Ne emerge una grande coerenza e coesione dei temi e del loro svolgimento nel contesto generale di tutto il libro di Sapienza che è una rilettura dei grandi temi biblici, in particolare quelli riguardanti il Dio creatore e Signore della storia, lui «Signore, amante della vita» (Sap 11,26) come ha pienamente rivelato in Gesù Cristo.
La lettera ai Colossesi, così come quella agli Efesini, colpisce il lettore per uno stile che si discosta dalle altre grandi lettere paoline. La ridondanza, i lunghi periodi con frasi relative e proposizioni participiali a cascata, l'abbondanza di complementi a catena con il genitivo, il vocabolario per certi versi ampolloso, l'utilizzo di materiale di origine liturgica o catechetica, differiscono in effetti dallo stile nervoso, ellittico, paradossale e conciso che caratterizza spesso le altre missive di Paolo. Per di più Colossesi non usa esplicitamente le Scritture di Israele. Per contro, i caratteri che contraddistinguono sovente il genere epistolario paolino sono presenti anche in Colossesi: l'indirizzo iniziale, l'azione di grazie per la vita della comunità, il corpo principale della lettera di tenore dottrinale, le esortazioni etiche, le notizie personali e dei suoi collaboratori e i saluti conclusivi. Quindi se lo schema epistolare corrisponde fondamentalmente a quello che conosciamo dalle altre lettere di Paolo, lo stile invece se ne discosta. Questa rilevazione ha, nella storia dell'esegesi, messo in dubbio la paternità paolina della lettera. Occorre però notare che il carattere stesso dello scritto offre il motivo di uno stile particolare. L'esigenza di mettere in luce il mistero di Cristo nella sua sovrabbondanza e efficacia esige uno stile come quello che riscontriamo in Colossesi che è appunto sovrabbondante, ridondante, con frasi ampie e vocabolario che imprime l'idea di pienezza.

