
Questo volume esprime la speranza che la sapienza essenziale e umanissima di san Benedetto possa suggerire risposte alle odierne domande inevase, vie di risoluzione alle contraddizioni irriducibili e alle crisi in cui l’umanità del nostro tempo si dibatte. Le prospettive problematiche della cultura occidentale del XXI secolo sembrerebbero precludere ogni dialogo con la cultura benedettina per l’assoluta mancanza di un linguaggio e di valori comuni. Eppure, la stessa marginalità del monachesimo favorisce una vicinanza umana, un umile e partecipe ascolto che, accogliendo la sofferenza e il disagio dei nostri fratelli nel mondo, li può condurre a leggere nel proprio cuore per riscoprirne la causa e far emergere il bisogno, forse inconscio, di trovare un senso all’esistenza. Una lettura in chiave attuale della Regola di san Benedetto può forse ancora aprire cammini di luce e di speranza.
Che cosa ha da dire il monachesimo all’uomo di oggi la cui esistenza è spesso in frantumi?
In questa conversazione Madre Geltrude, alla luce di una lunga esperienza, ci guida a comprendere il senso di una vita rivolta a Dio per accogliere e donare speranza a chi desidera ritrovare sé stesso.
Dio infatti si china sulle ferite degli uomini per prendersene cura e rendere la vita di ciascuno unica, irripetibile e preziosa.
«Siamo amati non perché amabili,
ma perché Dio è amore».
Madre Geltrude

