
“Giovani e musica. Una prospettiva educativa” nasce dal frequente contatto con genitori, animatori, catechisti e insegnanti che comprendono l’importanza della musica per i giovani, ma sono spesso disorientati per la vastità, la complessità del fenomeno e la velocità di cambiamento di mode e tendenze. Ci si rende sempre più conto che la musica non è solo ascolto, bensì stile di vita; è riflesso del modo di sentire in quel dato momento; è codice per la cerchia degli amici; è rito da celebrare insieme ad altri “fedeli” della stessa “religione musicale”; è contesto sociale nel quale immergersi e trasformarsi; è laboratorio sperimentale della ricerca di identità; è spazio per esprimere la propria corporeità; è dimensione comunicativa per gli altri e per se stessi; è flusso liquido di suoni nel quale immergersi e isolarsi dal resto del mondo; è potente anestetico per stordirsi nei momenti di dolore personale; è un eccitante per celebrare l’euforia della propria giovinezza. È tutto questo e molto altro perché, come per tutti i linguaggi, la musica si racconta e ci racconta.
L’idea di fondo, che ha guidato questo scritto, è fornire a genitori, educatori, insegnanti, catechisti, e a tutti coloro che hanno a cuore l’educazione dei giovani, un quadro – per molti aspetti incompleto, ma sufficientemente ampio – capace di dar conto della complessità e della ricchezza dell’oggetto in questione.
La musica può essere maestra di vita, e lo è in quanto narrazione che si aggiunge a tutte le altre per nutrire l’uomo di quelle storie che gli servono per capire il senso profondo della vita.
L'amore per la scienza è in fondo amore per l’uomo e quindi legge fondamentale di ogni rapporto tra allievo e maestro, inteso come rispetto e attenzione per promuovere e sviluppare tutte le potenzialità presenti in ogni persona.
Il volume si apre con la prolusione del Sen. G. Viceconte, Sottosegretario di Stato
al MIUR , che richiama l’importanza della figura del maestro per la formazione
scolastica nel mondo antico.
Nella prima parte filologica: R. Bracchi illustra i termini “docēre et discĕre” nelle parole che definiscono i concetti, evidenziando che si realizza una relazione pendolare di scambio fra colui che consegna e colui che accoglie; T. De Mauro afferma che occorre distinguere tra due grammatiche per la scuola: una implicita o vissuta, e l’altra esplicita, riflessa.
La seconda parte presenta il maestro nel mondo antico pagano: C. Pavanetto presenta Omero, come primo interprete-docente della cultura greca antica; O.A. Bologna si focalizza su una significativa orazione di Isocrate, che costituisce quasi un documento programmatico per una educazione retorica e per una formazione culturale; M. Marin si sofferma sulla figura di Socrate, il maestro della verità nell’anima; C. Calvano chiarisce la figura e le qualità dell’insegnante ideale secondo Quintiliano; M. Pisini nelle Epistulae di Frontone a Marco Aurelio spiega che per l’educazione e la formazione del principe è necessaria una adeguata sintesi tra letteratura, filosofia, storia, partendo da una forte attenzione agli eventi della vita quotidiana; P. Filacchione scorre la iconologia della virga virtutis tra paganesimo e cristianesimo.
Nella terza parte si entra nel mondo cristiano: R. Spataro accenna al Discorso di ringraziamento di Gregorio Taumaturgo e allo stile educativo di Origene, per il quale essere maestro è un’autentica missione ecclesiale; M. Maritano evidenzia la figura, l’importanza e le qualità del maestro nelle lettere pedagogiche di Girolamo;
M. Sajovic sottolinea che Agostino anche da vescovo rimane un maestro; G.B. De Simone espone la grandezza della spiritualità di due maestri: Seneca e Agostino; M. Sodi, accostando i verbi “discere et docere” nel Sacramentarium Veronense coglie che la “figura del maestro” richiama immediatamente quella del discipulus che si pone al seguito del Maestro, il Cristo. Infine G. Bonney esamina le caratteristiche peculiari della scuola di Beda, alcuni aspetti importanti del suo pensiero e l’importanza della sua scuola per la Chiesa in Inghilterra.
L’educazione greca e romana è fondamentalmente legata alla realtà concreta della
vita: il suo contenuto è essenzialmente il mos maiorum acquisendo sapere unitario
ed humanitas. Il cristianismo, accogliendo i procedimenti della scuola classica, apre
orizzonti più vasti: nel rapporto educativo sia il maestro sia gli allievi devono rapportarsi a Cristo, l’unico vero maestro, che insegna interiormente e conduce alla verità
Da quando, nel 1978, il governo cinese ha adottato la politica di riforma e di apertura al mondo esterno, l’istruzione tecnica e professionale in Cina ha subito grandi cambiamenti e realizzato notevoli conquiste, assumendo un ruolo sempre più importante nello sviluppo socio-economico del paese. Per sfruttare appieno le risorse umane e tradurre il gravoso onere della popolazione in un grosso vantaggio, e per dare impulso allo sviluppo socioeconomico in modo sostenibile, il governo cinese ha adottato la strategia della promozione dello sviluppo dell’istruzione nazionale intensificando gli sforzi volti alla promozione dell’istruzione professionale e ha messo in atto una serie di misure di riforma.
Nell’era della globalizzazione economica e dell’internazionalizzazione dell’istruzione, è necessario che il popolo cinese si apra al mondo e allo stesso tempo che il mondo sappia di più della Cina. La reciproca comprensione è la base che favorisce lo scambio e la collaborazione. Al fine di aiutare i lettori stranieri a farsi un’idea della situazione generale dell’istruzione tecnica e professionale in Cina, il presente libro offre uno studio sistematico e globale realizzato su questo tipo di istruzione. In esso si analizza l’istruzione tecnica e professionale cinese da differenti angolazioni, ovvero i diversi livelli e tipologie, lo sviluppo storico, le leggi e le politiche, i doveri sociali, il curricolo e la configurazione delle specializzazioni, il personale docente, la gestione, ecc. Nel complesso, il libro studia a fondo lo sviluppo dell’istruzione professionale in Cina e la tendenza delle riforme attuate in merito.
Esso è il frutto del sapere collettivo di vari autori coinvolti nella redazione del testo. L’intero libro è stato rivisto e corretto da Wu Xueping e Ye Yiqun (Zheijang University of Science and Technology).
Una pur rapida scorsa dei temi trattati in questo libro, mostra che questa riflessione sui diritti dei minori e della famiglia non appare di circostanza, semplice celebrazione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. L’attenzione si focalizza su alcuni nodi relativi all’ampia mappa rappresentata dalla Carta dei diritti: non si limita a questioni meramente teoriche, ma si muove dal vissuto; dalla stretta connessione dei diritti dei minori con quelli della famiglia; dalla prassi di protezione a cui hanno titolo; dalla rete di istituzioni e di soggetti coinvolti.
Proprio in questo consiste il grande pregio della pubblicazione.
È, dunque, da questo punto prospettico e pratico che essa può essere di valido supporto all’impegno quotidiano di difesa e di promozione di tutti questi diritti, sia sul piano pedagogico che su quello delle istituzioni.
(dalla Prefazione di Sua Ecc. Mons. Mario Toso, SDB, Segretario, Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace).
La Vita Consacrata, che appartiene “alla vita e alla santità” della Chiesa, affronta oggi delle grandi sfide che diventano materia vincolante della riflessione dei responsabili ecclesiastici, dei superiori e di ogni singolo consacrato. A diverso titolo e responsabilità i consacrati sono testimoni e protagonisti di un processo non concluso di trasformazione che include novità e ridimensionamenti a largo raggio. Per approfondire le dinamiche di tale trasformazione, l’Istituto di Pedagogia Vocazionale della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana ha organizzato un seminario di studio sul tema «La Vita Consacrata nel Postconcilio. Tra novità e ridimensionamento».
Questo volume raccoglie gli interventi degli esperti: Coordinate del cammino della vita consacrata nel Postconcilio (M.O. Llanos); Le grandi sfide della vita religiosa, oggi (E. Rosanna); Dinamismo progettuale e pedagogico della vita consacrata postconciliare (M.O. Llanos); Prospettive ed esigenze del ridimensionamento a partire dalla Pedagogia Vocazionale (G.M. Roggia); Ridimensionamento degli Istituti di Vita Consacrata. Situazione dell’Africa (M. Gahungu); Voce di un’esperienza in corso (F. Farina e E. Miraglia)
Un tema sempre e di nuovo attuale, atteso il forte incremento – soprattutto qualitativo – delle scienze empiriche, che interpellano in modo nuovo la teologia morale. Un tema a cui non solo non nuoce ma si addice la modalità seminariale, che si manifesta sempre più consona ad affrontare lo stato interdisciplinare e plurale delle questioni moderne, nelle loro interconnessioni e nelle loro stratificazioni dimensionali. Il volume, che raccoglie gli atti del Seminario di studio svoltosi ad Assisi nel luglio 2011, appuntamento biennale dell’intensa attività dell’ATISM, presenta una istruzione aggiornata ed una seria articolazione degli snodi, al momento inaggirabili, del dialogo tra le ‘scienze empiriche’ e una ‘scienza interpretativa pratica’, quale è la teologia morale. L’avvertenza critica della portata e del limite della competenza di ogni scienza, senza invadenze e resistenze improprie e nocive, è la premessa per ogni proficuo dialogo interdisciplinare, un obiettivo sempre di nuovo in gioco, l’obiettivo promozionale di questo volume.
Paolo Carlotti è ordinario di teologia morale presso la Facoltà di Teologia dell’Università Pontificia Salesiana e docente invitato presso le Pontificie Università Gregoriana, Urbaniana e altre Istituzioni accademiche.
Paolo Benanti è dottorando in teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana e docente presso l’Istituto Teologico di Assisi (Perugia) e il Pontificio Seminario regionale di Anagni (Frosinone).
Erich Fromm, nel suo L’arte di amare, evidenzia una chiara distinzione tra l’amore immaturo e quello maturo. Nella prima forma, l’individuo ama in quanto ha bisogno dell’altro. Nella seconda forma, quella matura o che tende a una piena maturità, si è in presenza di un sentimento libero e liberante. Tale riflessione sull’amore umano ha spinto l’autore a raccogliere idee, esperienze, valori e convinzioni intorno al tema dell’amore familiare e di coppia, traendo spunto da una quasi trentennale esperienza di lavoro con le coppie e con le famiglie.
Nel primo capitolo, l’attenzione va al modello di amore e di coppia che viene veicolato dai mass media e, in particolare, dai testi delle canzoni. Nel secondo capitolo, la focalizzazione si sposta sul sistema famiglia e l’intenzione è quella di riflettere e possibilmente rispondere alla domanda sul senso della famiglia: dove sta andando? Quali scopi emergono nel contesto contemporaneo? Il terzo capitolo evidenzia il ruolo e le modalità di una comunicazione intra-familiare che sia funzionale e rispettosa della dignità e della crescita dell’altro. Il quarto capitolo sottolinea ulteriormente il tema della responsabilità, intesa come una abilità a fornire risposte adeguate alle diverse tappe evolutive e situazioni esistenziali. Infine, il quinto capitolo tira in qualche modo le fila delle riflessioni offerte in precedenza, guardando alla «crisi» delle relazioni affettive che caratterizza il mondo e la cultura contemporanea, non tanto in maniera negativa e disfattista, quanto piuttosto come vera occasione di crescita per una ripresa, un rinnovamento della propria capacità di amare, intesa come la tensione e il desiderio a mettere al centro l’altro.
Bellantoni utilizza un approccio di tipo fenomenologico-esistenziale, che cioè non si limita alle fonti teoriche e alle ricerche accademiche, ma che sa osservare e ascoltare gli uomini e le donne che ci camminano accanto e che ogni giorno incontriamo nella nostra vita. In questo gli è testimone e maestro insuperabile quel Viktor Frank, psichiatra viennese e fondatore dell’Analisi Esistenziale, che nella sua esperienza di vita ha saputo non solo riflettere sull’amore ma anche e soprattutto amare!
Il volume espone i principali elementi introduttivi di statistica descrittiva, quel ramo della statistica che si occupa di criteri di rilevazione, di classificazione, di sintesi delle informazioni relative ad un campione o ad una popolazione oggetto di studio. Le informazioni si organizzano in distribuzioni e si sintetizzano descrittivamente attraverso gruppi di misure come la tendenza centrale, la variabilità, la forma, le relazioni statistiche. La statistica descrittiva ha come finalità principale l’organizzare, il riassumere e il presentare i dati in modo ordinato. Gli strumenti presentati (ad es. tabelle e grafici) permettono quindi di sintetizzare e presentare i dati. Nel testo è presentata una rassegna delle fonti e dei principali organismi internazionali, europei e nazionali, ufficiali e privati, preposti a fornire dati e informazioni autorevoli. La pubblicazione è rivolta agli studenti iscritti a insegnamenti integrativi per i curricoli di base delle facoltà di scienze dell’educazione e della formazione che hanno la necessità di conoscere i concetti introduttivi e di applicare le procedure elementari di elaborazione per apprendere la metodologia corretta e per stilare rapporti di ricerca empirica.