
Le pecore avevano trovato uno spazio erboso e Mosè si guardava attorno ed osservava con aria distratta quella montagna imponente verso cui l'aveva condotto la ricerca di un pascolo. La sua attenzione improvvisamente si porta su un cespuglio di spine e sterpaglie che sembra aver preso fuoco. Quel fuoco lo attira. Mosè si avvicina... e si scopre aspettato da Qualcuno. Non è facile cogliere subito il significato di un incontro con Dio! Mai, come adesso, Mosè sente l'abisso della propria pochezza. Di' solamente "sì", Mosè, e porterai un popolo immenso attraverso il deserto fino alla terra promessa. E anche tu, chiunque tu sia, di' il tuo "sì", anche se non puoi sapere oggi quanto il Signore l'aspetta, non puoi conoscere il peso che potrà avere per te, per la Chiesa e per tutti i fratelli.
Nel segno del pane è un cammino che ti accompagna, settimana dopo settimana, dentro le zolle della vita dove Dio, meraviglioso agricoltore, ha seminato un chicco pronto a portare frutto per la tavola del mondo. Dovrai lasciarti coltivare e mietere da Lui per essere buon grano e diventare pane della comunità. Non sarà un cammino facile, ma sai di essere in buone mani.
"La storia della relazione vissuta da Dio con gli uomini è storia nuziale: Dio si porta e si comporta verso l'Umanità come fa lo Sposo con la Sposa. Questo egli ha inteso vivere e realizzare fin dall'inizio, fin da quando ha dato l'abbrivio alla vicenda degli uomini sviluppandola poi attraverso persone ed episodi diversi, ma tutti orientati al medesimo fine, tutte abitate dal medesimo cuore. Da quell'inizio è tutto come un diramarsi di rivoli diversi che portano tutti alla medesima foce: sfociano cioè nell'abbraccio nuziale di Dio per e con l'Umanità, la Città Sposa a lui destinata. L'intera storia dell'umana avventura, dalla sua origine prima alla sua fine passando per Cristo, non è che parte e momento della Città/sposa: perché questa è fatta di ogni umana persona di ogni tempo storico e di ogni regione geografico-culturale, che, raggiunta e incontrata da Cristo, si sia lasciata attirare e amare da Lui. In lei - la città, ogni umana persona - Egli pone il suo trono, la sua abitazione; di lei fa la sua dimora, la sua Città. Alla luce del Nuovo Testamento, è possibile intravedere che il modello originario della famiglia deve essere ricercato in Dio stesso, nel mistero trinitario della sua vita." (Giovanni Paolo II). Dall'inizio della Scrittura, sul frontespizio della storia, è già il Mistero che appariva loro (i Padri della Chiesa) nelle relazioni di Adamo e d'Eva. Ed è lo stesso Mistero che la Scrittura, dall'altro suo estremo, ancora offriva loro nella "donna vestita di sole" dell'Apocalisse. È dunque chiaro che non abbiamo qui semplicemente un simbolo tra altri, simbolo che si distinguerebbe soltanto per la sua frequenza e il suo maggior interesse. Tutti gli altri vi si riferiscono più o meno direttamente. È il simbolo centrale, e come l'anima che dirige tutta l'interpretazione dell'Antico Testamento. In maniera indissolubile questa interpretazione si presenta insieme come spirituale, storica e sociale ed è attribuirle insieme questa triplice nota, dire, con una sola parola, che essa ha per oggetto la Chiesa." (Henri de Lubac)
La vita del prete è dono e mistero, responsabilità e impegno. Ha un fascino incredibile, perché si snoda nella debolezza di un'umanità sostenuta dalla presenza amica di Cristo che la consacra con il dono dello Spirito Santo. Richiede perciò il coraggio di osare orizzonti alti e non ammette la mediocrità. La cronaca sacerdotale racconta il «mistero grande» dell'Amore. È illuminata dalle meraviglie che Dio opera e lascia intravedere linee precise di comportamento. Queste pagine, nate durante il cammino di formazione condiviso con i giovani sacerdoti, hanno il sapore della vita e sono ispirate da un unico desiderio: dare un piccolo contributo affinché ogni prete faccia uno scatto di qualità e diventi sempre più trasparenza di Cristo. Il cuore dell'avventura sacerdotale è, infatti, una frequentazione intima di Cristo: da essa scaturisce l'entusiasmo del servizio alla comunità e al mondo.
Alla luce dell'urgenza di una pastorale con e per separati, divorziati e risposati, questo volume invita la comunità cristiana ad una ricerca che, di fronte agli affetti feriti, non si blocchi tra imbarazzo e pregiudizi, ma abbia il coraggio di praticare una "fedeltà creativa" a Gesù Cristo nella Chiesa di oggi. Una fedeltà capace di aprire differenti scenari, immaginare nuovi orizzonti verso i quali incamminarci tutti, uomini e donne, figli e fratelli, alla ricerca del senso che, aprendo la nostra speranza, possa riscattare un desiderio incompiuto, all'interno di qualunque stato e scelta di vita.
L'interesse per la musica è uno dei caratteri della cultura contemporanea e si accompagna al crescente piacere dell'ascolto dal vivo nei concerti. Si tratta di un fenomeno positivo che contribuisce a elevare lo spirito e a educare personalità socialmente aperte, e che ha coinvolto anche la musica religiosa e portato alla frequente richiesta di poter usare le chiese come luogo per l'esecuzione. Questo pone ai pastori e alle comunità ecclesiali alcuni interrogativi di carattere religioso e culturale: la Chiesa, infatti, mentre si rallegra per tutto ciò che può elevare l'uomo, ha però anche il dovere di salvaguardare il significato autentico dei propri luoghi di culto. Le linee orientative indicate in questo sussidio mostrano come il consenso all'uso delle chiese per scopi non strettamente liturgici debba essere volto a incoraggiare artisti, cantanti, orchestrali e gruppi corali nel loro impegno di valorizzare il patrimonio musicale ecclesiastico e promuovere opere originali al servizio della fede cristiana, nello spirito dell'appello rivolto a tutti gli artisti dal Concilio Vaticano II.
«Lo scopo di questo volumetto è quello di aiutare a vivere l'adorazione eucaristica come uno "stare con Gesù", come una ricerca di una più intima comunione con lui, come un atto di amore gratuito. Soprattutto, i sussidi che qui si trovano, e che sono adattati ai tempi liturgici, intendono aiutarci a vivere l'incontro con Gesù e a sintonizzare il nostro cuore con il suo, come un'occasione per poter "crescere in lui"». (Dalla prefazione di Donato Ogliari osb)
Il libro è rivolto a tutti coloro che si domandano se e come il Cristianesimo abbia un avvenire nel contesto dell'Occidente.
Oggi viviamo tutti - europei e arabi, musulmani e cristiani, indiani e cinesi, statunitensi e latinoamericani - in un mondo globale in cui esistono vantaggi e svantaggi al di là delle appartenenze religiose, linguistiche e culturali. Il che comporta sfide autentiche, ma costituisce anche un'opportunità arricchente per l'identità cristiana e per il dialogo interreligioso. Questo libro intende testimoniarlo, sottolineando quanto i miti delle origini sui beni più significativi e importanti del nostro pianeta e del nostro vivere siano fondati fin da principio sull'ordine e il rispetto loro dovuto dall'uomo di qualsiasi cultura e religione. I miti sul creato, il cielo, l'acqua e le montagne sono un invito al dialogo tra le religioni. Da qualunque parte o cultura provengano, essi sottolineano la sacralità della natura e la necessità di proteggerla per il bene dell'uomo. Non si può fare un uso puramente strumentale della cultura e della religione, perché dobbiamo affrontare questioni comuni che necessitano di mettere in campo le energie di tutti.
I sette vizi capitali sono presentati ai ragazzi per essere conosciuti, compresi e anche vinti.

