
La raccolta dei Discorsi viene proposta in un’edizione arricchita, riveduta e criticamente commentata. Essa costituisce un tassello prezioso per addentrarsi negli aspetti rimasti ‘sottotraccia’ della vicenda biografica del prete cremonese, nella misura in cui è l’espressione più diretta del suo ufficio sacerdotale, che lo vede chiamato a guidare la comunità parrocchiale, a presiedere le funzioni liturgiche, ad accompagnare i fedeli nella conoscenza della Scrittura, in un momento storico segnato da intrecci ancora profondi tra piano religioso e piano civile.
Il corpus documentario racchiude 129 testi pronunciati in un arco temporale che – con l’eccezione del saluto rivolto nel 1915 alla prima messa di un confratello bresciano – si dipana dal 1932, quando tenne l’omelia di ingresso a Bozzolo nelle due parrocchie riunificate, al 1959, quando, poche settimane prima di morire, fu chiamato a commentare il Vangelo dei lunedì di Pasqua davanti alla propria gente.
I Discorsi di don Primo costituiscono un testo prezioso per aprire nuovi squarci su una figura che visse in forme originali il travaglio di varie generazioni di presbiteri nella ricerca di modalità non dedotte semplicemente dal passato per incarnare il Vangelo nella storia: in ciò consiste l’attualità del loro messaggio.
Con questo secondo volume, che segue Il compagno Cristo, la Fondazione Don Primo Mazzolari e le EDB proseguono nell’edizione critica delle opere di Mazzolari. I criteri della revisione vengono di volta in volta illustrati dal curatore, nella nota introduttiva che apre ogni titolo.
Sommario
Introduzione. Natale. Tempo di Natale. Quaresima. Domenica delle Palme. Triduo pasquale. Pasqua. Tempo di Pasqua. Pentecoste, Santissima Trinità, Corpus Domini. Il 1° maggio. San Pietro. Feste mariane. Le feste dei santi. Alla frontiera dei due mondi. Il 4 novembre. La famiglia. Discorsi politici. I poveri. Discorsi per vari personaggi. Discorsi in varie circostanze. A Roncadello Po. La missione di Milano. La missione di Ivrea. Indici.
Note sul curatore
Paolo Trionfini, dottore di ricerca in storia del movimento sindacale, è professore a contratto di storia contemporanea all’Università di Parma. Autore di diversi saggi e articoli apparsi in opere collettanee e riviste specializzate, tra i suoi ultimi lavori ha curato, insieme a M. Guasco, il volume Don Zeno e Nomadelfia. Tra società civile e società religiosa, Brescia 2001; ha pubblicato con G. Vecchio e D. Saresella la monografia Storia dell’Italia contemporanea. Dalla seconda guerra mondiale al Duemila (Bologna 2002), suoi sono inoltre i profili L’«antifascismo cattolico» di Gioacchino Malavasi, Roma 2004, e Zeno Saltini. Il prete che costruì la città della fraternità universale, Milano 2004.
La stesura della vita di mons. Luigi Moreno, vescovo di Ivrea dal 1838 al 1878, è per mons. Bettazzi occasione di riflessione circa la posizione dei cattolici in politica all’epoca del Risorgimento. Essa oscillava tra due visioni contrapposte: da un lato il costituirsi nel mondo civile e sociale del corpo dei cattolici che, a motivo del suo peso, avrebbe potuto imporre i propri intenti al resto della popolazione, dall’altro una prospettiva «laica», che chiedeva ai cristiani di vivere la vita sociale assieme gli altri, aggregandosi secondo valutazioni frutto delle analisi umane sull’organizzazione della convivenza civile.
«Poiché mi è parso che le due posizioni del mondo ecclesiale di quel tempo in realtà esprimessero due atteggiamenti possibili dei cattolici in ogni età della storia, ho voluto richiamare quella lontana vicenda per invitare a una riflessione che possa coinvolgere anche i cattolici (ma anche i non cattolici) di oggi e di domani. E credo che, a parte le posizioni personali, sia utile comunque aver posto il problema» (dalla Premessa).
Sommario
Premessa. 1. Lo Statuto del 1848, L'Armonia, don Margotti. 2. Né eletti né elettori. 3. Le esitazioni del Vaticano. 4. Lo spettro del socialismo. 5. La vittoria dell’astensionismo. 6. Liberali cattolici? 7. Al di là delle etichette. 8. Una riflessione storico-ecclesiale. 9. Una riflessione ideologica. 10. Una riflessione evangelica.
Note sull'autore
Mons. Luigi Bettazzi (1923) è vescovo emerito di Ivrea. Laureato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e in filosofia presso l’Università degli studi di Bologna, viene ordinato sacerdote nel 1945. Impegnato nei movimenti giovanili, è nominato assistente diocesano e vice-assistente nazionale degli universitari cattolici della F.U.C.I. Nominato vescovo ausiliare di Bologna il 10.8.1963, viene trasferito a Ivrea il 26.11.1966. È stato presidente di Pax Christi Italia e presidente della Commissione Iustitia et pax della Conferenza episcopale italiana.
Rivista dedicata alla storia del cristianesimo e alla storia dell'interpretazione cristiana ed ebraica della Bibbia, dall'antichità ad oggi, tema centrale per le scienze umane e teologiche. "Annali di storia dell'esegesi" riserva sempre più spazio ai temi più attuali della storia del cristianesimo e dei fenomeni religiosi con una prospettiva interdisciplinare, nell'intento di seguire lo sviluppo contemporaneo della riflessione scientifica. Gli articoli sono attenti ai diversi ambiti culturali, dall'esegesi alla storia delle dottrine, dall'antropologia culturale alla letteratura, dalla storia dell'arte all'archeologia. In ogni fascicolo appaiono anche recensioni e rassegne critiche. Ogni anno si pubblicano numeri monografici. La rivista è aperta a una forte collaborazione internazionale come mostra il suo comitato scientifico.
Molte delle differenze che caratterizzano cristianesimo ed ebraismo possono essere colte in maniera particolarmente chiara attraverso l’esame delle rispettive feste. Il calendario ebraico riprende infatti la maggior parte delle feste attestate nella Bibbia e fa memoria di importanti eventi storici del popolo d’Israele, primo fra tutti l’esodo. Il calendario cristiano è invece incentrato sull’evento di Cristo; recepisce due feste ebraiche – Pesach diviene Pasqua; la festa delle Settimane diviene Pentecoste –, ma interpretandole in maniera nuova. Anche la domenica, giorno del Signore, finisce nel tempo col subentrare allo Shabbat.
Ma quale rapporto devono conservare i cristiani con le feste veterotestamentarie? «I valori intrinseci delle feste che il cristianesimo non celebra più fanno parte, anche per il cristianesimo, della storia che è degna d’essere ricordata. Che i cristiani non lo facciano nell’ambito di feste, che questo ricordo non sia scritto nel corso della storia, rimane uno spazio vuoto. Esso indica che il cristianesimo non è in grado di sostituire l’alleanza, mai revocata, di Dio con Israele, né può portare da solo l’eredità dell’Antico Testamento, ma per la realizzazione della direttiva di Dio dipende dall’ebraismo e dalla sua pratica della Torah» (I. Müllner).
Il volume fa parte di una collana che illustra i contenuti dell’Antico e del Nuovo Testamento sui temi fondamentali della fede. Ogni tema è presentato da due autori: uno per l’Antico e uno per il Nuovo Testamento, che poi, in un dialogo conclusivo, discutono come le idee centrali dell’AT vengono filtrate, assunte o modificate nel NT. Il lettore può così percepire la tensione e l’unità esistente tra i due Testamenti.
Ecco il piano completo dell’opera: 1. C. Dohmen - T. Söding, Il Dio uno; 2. K. Koenen - R. Kühschelm, La fine dei tempi (2001); 3. J. Schreiner - R. Kampling, Il prossimo lo straniero il nemico (2002); 4. G. Vanoni - B. Heininger, Il Regno di Dio (2004); 5. H.-J. Fabry - K. Scholtissek, Il Messia (2005); 6. C. Brüning - K. Kertelge, Il problema del male; 7. G. Fischer- K. Backhaus, Espiazione e riconciliazione (2002); 8. G. Steins - M. Theobald, La creazione; 9. I. Müllner - P. Dschulnigg, Feste ebraiche e feste cristiane; 10. U. Berges - R. Hoppe, Povero e ricco; 11. C. Frevel - O. Wischmeyer, L’uomo; 12. F.-L. Hossfeld - K. Berger, Lo Spirito di Dio; 13. P. Deselaers - C.-P. März, Morte e risurrezione.
Sommario
I. Antico Testamento (I. Müllner). 1. Tempo e tempi. 2. Gli spazi. 3. Le feste nel corso dell’anno. 4. Uomini in festa e azioni solenni. II. Nuovo Testamento (P. Dschulnigg). Introduzione. 1. Lo shabbat e la domenica. 2. Pesach e Pasqua.. 3. Feste e stimoli di festa secondo la doppia opera lucana. 4. Le feste nel Vangelo di Giovanni. 5. Cristo, il sommo sacerdote della riconciliazione definitiva (Eb 9,1ss). 6. Retrospettiva e prospettiva. III. Dialogo. Antico Testamento (I. Müllner). Nuovo Testamento (P. Dschulnigg). Bibliografia.
Note sugli autori
Ilse Müllner (1966), dottore in teologia, è docente di Antico Testamento all'Università di Essen.
Peter Dschullnigg (1953), dottore in teologia, è docente di Nuovo Testamento all'Università di Bochum.
Che cos’è la spiritualità del creato? A tale quesito è stato regolarmente sottoposto l’autore, ogni qual volta manifestava la volontà di mettere mano alla redazione di un dizionario sulla materia. La spiritualità del creato resta infatti ancora una terra inesplorata per molti, teologi compresi, e lo stesso concetto suscita per lo più il sospetto di eccessiva prossimità all’esoterismo o al romanticismo della natura.
Tale constatazione rivela già di per sé una lacuna a livello di storia del pensiero e di teologia sistematica. A tutt’oggi non esiste infatti alcuna adeguata riflessione sulla relazione di fede con il creato. Il Dizionario vuole contribuire a colmare almeno in parte questo vuoto. Esso presenta le concezioni basilari di tremila anni di vita di fede ebraico-cristiana, i contributi offerti da grandi pensatrici e pensatori, la sfida delle attuali minacce al creato da parte dell’uomo.
In quanto atteggiamento di fede, la spiritualità cristiana del creato possiede un profilo proprio, indipendente dalle elaborazioni profane in materia di salvaguardia dell’ambiente e delle specie animali e dalle spiritualità delle altre religioni, ma aperto a entrambe. Il dialogo con esse diviene indispensabile se si vuole che il pianeta resti abitabile. D’altro canto, la fede, pur disponibile a lasciarsi interpellare, è chiamata a esercitare una funzione critica e di stimolo nei riguardi delle altre elaborazioni. Solo così la spiritualità cristiana del creato diventerà «il sale della terra» (Mt 5,13).
Sommario
Prefazione. Elenco delle voci. Indice dei riferimenti biblici. Documenti a cui si rinvia più frequentemente nel dizionario. Abbreviazioni e sigle. Dizionario.
Note sull'autore
Michael Rosenberger (1962) ha studiato teologia a Würzburg e Roma. Dopo l’ordinazione sacerdotale a Roma (1987), ha svolto attività pastorale nella diocesi di Würzburg dal 1989 al 1995. Conseguito il dottorato nel 1995, dal 1996 è assistente della cattedra di teologia morale dell’Università di Würzburg. Nel 1999 ha ottenuto l’abilitazione in teologia morale, diventando libero docente. È autore di numerose pubblicazioni sull’etica e sulla spiritualità del creato.
Descrizione dell'opera
Il volume presenta la morale sessuale cattolica, senza evitare il confronto critico e costruttivo anche con altre visioni culturali ed etiche. La riflessione dell’autore procede in un crescendo continuo e trova il principio unificante nella categoria «amore», considerata in base all’esperienza e alla parola di Dio. L’ideale dell’amore dell’uomo e della donna viene quindi confrontato con il vissuto umano, tenendo conto di difficoltà e problemi.
La materia è ripartita in quattro sezioni: la prima riscopre il senso («mistero») della sessualità e la riscatta da una visione riduttiva («la sessualità non è genitalità»): l’analisi dell’esperienza affettiva porta a concludere che la sessualità si presenta come una vocazione all’amore, dove l’uomo e la donna raggiungono la felicità. La seconda esamina «la realtà», «la verità dell’amore», distinguendo tra amore come passione e amore come scelta. La terza si dilunga sulla complessità dell’amare: per vivere una comunione autentica, non bastano sentimento, generosità, decisione, ma occorre l’abilità propria di un’arte – l’arte di amare –, che a nessuno è data per natura e che ciascuno deve acquisire. In questo contesto, l’autore riflette sulle difficoltà di amare, sulle differenti integrazioni dell’affettività, sulla virtù della castità e sulla carità forma e madre della castità. La quarta e ultima parte è dedicata all’unione coniugale, che realizza pienamente il senso unitivo e procreativo della sessualità.
Il testo affronta anche alcune tematiche specifiche quali omosessualità, fecondazione artificiale, contraccezione, rapporti prematrimoniali, non in quanto tali, ma trattandole entro il quadro dottrinale che l’autore progressivamente costruisce. In merito a tali questioni, distingue accuratamente tra la valutazione oggettiva e soggettiva (delle persone, della loro storia e situazione), indicando alla pastorale un cammino sapienziale.
Sommario
Introduzione. I. La vocazione all’amore: sessualità e felicità. II. Imparare ad amare: passione e scelta. III. Un amore eccellente: castità e carità. IV. La consumazione dell’amore: il dono sponsale. Epilogo.
Note sull'autore
José Noriega, sacerdote e dottore in teologia, è professore di morale speciale presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II (Roma) e professore invitato nella Facoltà di teologia San Damaso di Madrid (Spagna). Ha pubblicato Guiados por el Espìritu (2000) e curato insieme a Livio Melina Domanda sul bene domanda su Dio (1998), oltre a numerosi articoli su riviste specializzate.
Ritornare all’archetipo monastico dei primi secoli è sempre fonte di grande arricchimento, e ancor più se ad accompagnare nel percorso è un maestro del vaglio di p. Adalbert De Vogüé. Il suo metodo di studio è storico, muove cioè dal vivere concreto delle comunità delle origini, e la sua ricerca è di tipo esegetico: a partire dai testi, giunge a dare ragione delle evoluzioni del pensiero teologico-monastico, sia nel contesto dell’Oriente cristiano che nel passaggio al monachesimo d’Occidente.
Il volume propone in lingua italiana quattro studi tra i più significativi apparsi nella voluminosa raccolta di scritti dell’autore pubblicata col titolo Regards sur le monachisme des premiers siècles (Studia Anselmiana 130, Roma 2000, pp. 910). Sono i temi classici del monachesimo che vengono approfonditi: la separazione dal mondo, l’obbedienza, i ritmi e gli orari della preghiera, il lavoro, la lettura e la meditazione, l’importanza del silenzio.
Descrivendo la necessità del cenobitismo e insieme il grande valore della vita eremitica, De Vogüé presenta i rapporti costitutivi tra eremitismo e vita comune per una autentica e sana vita monastica: non si tratta infatti di due vie in opposizione ma piuttosto complementari ed entrambe decisive per la costituzione ecclesiale del monachesimo.
Sommario
Presentazione (A. Barban). 1. Per leggere i monaci antichi. 2. Le comunità dei monaci alla luce del Nuovo Testamento. 3. Vita religiosa. 4. Rinuncia e desiderio.
Note sull'autore
Adalbert De Vogüé (1924) è monaco benedettino nell’abbazia Sainte-Marie de la Pierre-qui-Vire (Francia). Massimo studioso della Regula Magistri e della Regula Benedicti, ha dedicato la sua ricerca agli autori, alla dottrina e alle istituzioni dei primi secoli del monachesimo cristiano. Per molti anni è stato professore di teologia monastica presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo (Roma). Tra le sue opere, in italiano: La Regola di S. Benedetto. Commento dottrinale e spirituale, Abbazia di Praglia 1988; Il monachesimo prima di S. Benedetto, Abbazia S. Benedetto di Seregno 1999; S. Benedetto uomo di Dio, Cinisello Balsamo 1999; in francese, sette volumi sulla Regola di Benedetto nella collana «Sources Chrétienne» (nn. 181-186); De saint Pachome à Jean Cassien. Etudes littéraires et doctrinales sur le monachisme égyptien à ses débutes (Studia Anselmiana 120), Roma 1996.
A venticinque anni dalla sua fondazione (1975), nel 2000 l’ITC-isr «Centro per le Scienze Religiose» in Trento si è dotato di uno strumento che, anno dopo anno, ne rifletta le scelte tematiche e il profilo e nel quale far confluire gli studi e le ricerche di quanti gravitano attorno ad esso. Esce ora il sesto tomo, relativo al 2005. L’articolazione degli Annali prevede quattro sezioni entro cui ordinare i vari contributi:
i dialoghi, riguardanti le religioni e i saperi profani, il rapporto tra tecnica, scienze naturali e discorso religioso, il confronto antropologia-teologia, tematiche ecumeniche e rapporto tra le religioni, il dialogo interreligioso;
i nodi, in cui confluiscono interventi relativi a filosofia, teologia e pedagogia delle religioni, fondazione dell’etica e pensiero religioso, approfondimenti sistematici nelle tradizioni religiose, culti e liturgie, espressioni artistiche e contenuti delle religioni;
le fonti che hanno per oggetto le Sacre Scritture, le fonti letterarie e storiche, la vita delle comunità, la formazione delle dottrine e delle eresie, le istituzioni religiose;
le rubriche, ricche di informazioni sull’attività scientifica e convegnistica del Centro e sul Corso superiore di Scienze Religiose, aggiornamenti sulle pubblicazioni dell’Isr e sul suo patrimonio librario.
Sommario
I dialoghi. Lo statuto della Chiesa cattolica e dei suoi fedeli nel territorio dello stato russo X-XVIII sec. (E. Astafieva). Il modernismo cent’anni dopo: cultura religiosa e paradosso cristiano nel «Santo» di Antonio Fogazzaro (P. Marangon). Il contributo di Mircea Eliade alla scienza integrale delle religioni (S. Jellici Formilan). Il dossier egiziano nel «Prato Spirituale» di Giovanni Mosco. Alcune riflessioni (M. Giorda).
I nodi. Provincia di «Lombardia propinquior» e «Ordo Carthusiensis» nel XV secolo (L. Cuttin). «Der fremde Gott». Aspetti della ricezione del «Marcione» di Harnack e trasformazioni storiche della categoria di marcionismo (A. Ardovino). Dio, filosofia e storia. La collocazione sistematica della «Staatslehre» del 1813 di J.G. Fichte (S. Furlani). Religione filosofica e significato ultimo della storia nell’«Offenbarung» di Schelling (P. Moretti). Teodicea, ottimismo e figure del male nel pensiero fichtiano (R. Picardi). La dissoluzione della natura umana. Il potenziale critico delle biotecnologie fra emancipazione ed essenzialismo (M. Weiss). Seelensorge verträgt keine Teilung. Ignaz von Döllinger und die Frage des Zölibats (A. Berlis).
Le fonti. Nota esplicativa (A. Autiero). Volti di donna nel Quarto Vangelo (A. Rotondo). Testi, letture e discorsi fra sacro e modernità (S. Morra). Una donna perfetta? A proposito di Proverbi 31,10-31 (D. Scaiola). Thekla und die jüngeren Witwen der Pastoralbriefe. Ein Beispiel für die Situationsgebundenheit paulinischer Tradition (M. Betz). Ungerechte (biblische) Texte und gerechte Sprache. Überlegungen zur Hermeneutik des Übersetzens (D. Erbele-Küster). Dialogische Autorität. Feministisch-theologische Überlegungen zu kanonischen Schriftauslegung (I. Müllner). Amor de sí, amor de Dios, amor del prójimo. Una relectura femminista a partir de Mc 12,28-34 (M. Navarro Puerto). Interpretation und Auslegung. Bibelrezeption am beispiel der polnischen «Befreiungstheologie» (M. Walùs). «Sakrale Sprache» und «heilige Worte»: die Erzählung von Jephtas Tochter (Ri 11,29-40) ein «text of terror?» (M. Bauks).
Le rubriche. Religione e sfera pubblica: fine della secolarizzazione? A colloquio con Martha Nussbaum, Charles Taylor, Charles Larmore (P. Costa cur.). Friedenskonzepte aus Japan. 60Jahre nach Hiroshima/Nagasaki (H.K. Okano). Il dialogo ebraico-cristiano. Il cammino fatto, i problemi aperti (I. Gargano). Una via filosofica e al femminile per il dialogo tra islam e cristianesimo (S. Lazzeri).
Bollettino. Attività convegnistica. Borse di studio. Visiting Fellows. Progetti.
Il volume affronta in maniera sistematica la materia relativa al diritto amministrativo canonico, a partire dai suoi fondamenti, posti nella Chiesa-corpo mistico e comunità eucaristica: ben al di là del principio dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, a norma del diritto i fedeli, membri di una stessa comunione, cooperano infatti affinché nella Chiesa si prendano decisioni giuste ed eque.
Il trattato è suddiviso in tre parti. Nella prima, dopo un preambolo sui fondamenti teologici e un excursus storico sulla Chiesa e il suo diritto, l’autore si sofferma sul concilio Vaticano II, da cui è poi scaturito il nuovo Codice di diritto canonico del 1983. Nella seconda, dopo un’esposizione sulla sacra potestas conferita da Cristo alla Chiesa, viene affrontata la fondamentale questione della distinzione tra attività amministrativa e giudiziaria nei due codici per mettere poi in luce la tipicità degli atti amministrativi nello Stato e nella Chiesa.
La terza parte prende avvio con un excursus storico sull’evoluzione normativa del contenzioso amministrativo per poi soffermarsi sull’evoluzione normativa della Seconda sezione della Segnatura apostolica. Segue un’ampia disamina del Codice dei canoni delle Chiese orientali. Particolarmente ricco è il materiale presentato in appendice, largamente dedicato alla giurisprudenza della Seconda sezione del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, dove trovano spazio anche sussidi utili per il diritto amministrativo e un elenco delle fonti legislative di maggiore rilevanza.
Sommario
Presentazione (mons. V. De Paolis). Introduzione. Presentazione alla I edizione (mons. R. Funghini). Prefazione alla I edizione (card. M.F. Pompedda). I. La Chiesa: mistero e istituzione. 1. Fondamenti teologici. 2. La Chiesa e il suo diritto. 3. Il Vaticano II e il CIC ’83. 4. Persona e ordinamento nella Chiesa comunione-società. IIa. Funzione esecutiva. 1. La Chiesa e la Sacra Potestas conferitale da Cristo. 2. La Potestas Regiminis. 3. Il diritto amministrativo canonico e i principi generali. 4. Gli uffici ecclesiastici amministrativi. 5. I soggetti della potestà di governo. IIb. Attività amministrativa. 1. Distinzione tra attività amministrativa e attività giudiziaria. 2. L’atto amministrativo. 3. Tipologia degli atti amministrativi. 4. Qualità anomalie e vizi dell’atto amministrativo. 5. Il silenzio amministrativo. 6. I ricorsi amministrativi. III. La giustizia amministrativa. 1. Storia ed evoluzione normativa del contenzioso amministrativo. 2. L’evoluzione normativa della Seconda sezione della Segnatura apostolica. 3. L’evoluzione della norma codiciale. 4. La costituzione apostolica Pastor bonus. 5. Peculiarità e contraddizione nel Tit. XXII del CCEO. 6. Regolamento generale della curia romana. 7. La procedura presso la Seconda sezione del Supremo tribunale della Segnatura apostolica. Appendici. Bibliografia. Indici.
Note sull'autore
Pio Vito Pinto (Noci BA, 1941)è prelato uditore della Romana Rota, docente allo Studium Romanae Rotae e alla Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Urbaniana; ha insegnato alla Facoltà teologica dell’Università di Strasburgo e all’Università St. Paul di Ottawa. Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo il poderoso Commento al Corpus Iuris Canonici, 3 voll.: CIC, CCEO, Leggi della Curia Romana, Città del Vaticano 2001-2003.

