
La catechesi battesimale sta assumendo un'importanza crescente nell'attuale contesto sociale e pastorale italiano, sia come strumento di avvicinamento e responsabilizzazione dei genitori che scelgono il battesimo per i loro figli, sia come opportunità di prima evangelizzazione per i bambini in età prescolare. «Da questo punto di vista, non è indebito riconoscere nella pastorale battesimale un ambito prezioso di missionarietà della Chiesa italiana. Si può anche parlare di un campo di prima evangelizzazione, soprattutto se si intende la sigla "pastorale battesimale" nel senso di "cura pastorale per le prime età"» e per le giovani famiglie (dall'Introduzione).
A fronte di questa rinnovata prospettiva, si ridisegna anche il ruolo e la figura del catechista battesimale: all'équipe battesimale viene chiesto «non solo di preparare i genitori, ma di avviare una relazione con loro; non solo di informarli sul senso del sacramento, ma di prepararne e gestirne la celebrazione; non solo di donar loro contenuti e sussidi, ma di attivarne la soggettività in materia di fede». Tali compiti richiedono una formazione specifica e non superficiale, da realizzarsi singolarmente oppure in gruppo. A ciò, appunto, è dedicato il volume, che nasce da una sperimentazione sul campo e da una collaborazione 'a più mani' e comprende una parte teologico-liturgica, una parte pastorale-catechetica e una parte pedagogico-didattica, da utilizzarsi complessivamente oppure anche separatamente l'una dall'altra.
Sommario
Prefazione (mons. Franco Giulio Brambilla). Introduzione. Un nuovo ambito di evangelizzazione? 1. Il battesimo «porta dell'eucaristia» (P. Caspani). 2. La celebrazione del battesimo dei bambini (C. Magnoli). 3. Comunità ecclesiale e famiglie in dialogo (P. Sartor). 4. Il catechismo dei bambini Lasciate che i bambini vengano a me (G. Candiani Biader). 5. I genitori: adulti in formazione (S. Spinelli). 6. L'équipe battesimale: le sue dinamiche e le sue attività (S. Spinelli). Orientamenti bibliografici (V. Borgomanero - S. Spinelli).
Note sulla curatrice
Sonia Spinelli, laureata in scienze dell'educazione, collabora con la Commissione arcivescovile per l'iniziazione cristiana della diocesi di Milano. Ha pubblicato alcuni contributi di pedagogia religiosa e ha curato, con E. Ronchi, il volume Ricordati dell'Amore (Paoline, Milano 2007). Presso le EDB ha pubblicato con G. Biader e S. Noceti A piccoli passi. Itinerari post-battesimali per genitori e bambini 0-6 anni (2007).
Il volume costituisce la seconda edizione riveduta e accresciuta di un saggio dall'omonimo titolo, da tempo esaurito. Dall'uscita della prima edizione (1996), gli studi narrativi sui Vangeli e sugli Atti degli apostoli hanno compiuto enormi progressi.
Anche a motivo di ciò, la nuova edizione presenta un intero capitolo - il primo - dedicato alla teoria lucana della testimonianza, che divide piuttosto nettamente gli Atti degli apostoli in due parti. Con i suoi riferimenti all'attualità, esso aiuta fin dal principio il lettore a scoprire alcune idee fondamentali del narratore lucano, invitandolo a entrare nella dinamica del suo racconto.
Sommario
Prefazione alla seconda edizione. Introduzione. 1. Una teoria della testimonianza. 2. Quale posto per Dio nel racconto lucano? 3. Gesù e i discepoli. Le ragioni di un parallelismo. 4. Il Vangelo e l'implicazione dei suoi araldi. Una certa idea di testimonianza. 5. Il Vangelo e i suoi destinatari. Israele e le nazioni in Luca/Atti. 6. Il racconto come teologia. Il padre e i due figli: Lc 15,11-32. Conclusione. Quale tipo di racconto in Luca? Allegato 1: La composizione del libro degli Atti. Allegato 2: Griglia di lettura. Bibliografia. Indici dei passi studiati.
Note sull' autore
Jean-Noël Aletti è docente di Nuovo Testamento al Pontificio Istituto Biblico di Roma, ove è stato anche decano. È noto per la sua competenza in narratologia, della quale il presente volume è un frutto; specialista di san Paolo, presso le EDB ha pubblicato Lettera ai Colossesi. Introduzione, versione e commento (1994).
Il volume delinea un quadro storico della posizione ortodossa sulla contraccezione - ogni tipo di pratica per impedire la fecondazione dell'ovulo da parte dello spermatozoo -, allo scopo sia di verificare l'atteggiamento proprio di quella Chiesa sul tema, sia di creare un parallelo con l'elaborazione della Chiesa cattolica.
Da una parte, emerge la parentela stretta tra la situazione originaria della teologia ortodossa e quella della teologia cattolica riguardo alla contraccezione, dovuta al ruolo determinante svolto anche nell'Ortodossia dalla Tradizione e dal Magistero, seppure in una forma diversa rispetto a quella cattolica.
Dall'altra, appare un processo che può essere definito di rielaborazione dell'attitudine etica tradizionale riguardo alla contraccezione, sotto la spinta della forza della realtà: un processo che si attiva progressivamente in parallelo al crescere della forza di un determinato comportamento o di un determinato segmento di realtà. Con ciò, si intende dire che nell'Ortodossia vi è stato un progressivo modificarsi dell'atteggiamento nei confronti della contraccezione, nel tentativo da una parte di mantenere la fedeltà ai contenuti essenziali della Tradizione e dall'altra di tener conto adeguato della forza della realtà sul credente. Un processo che è intimamente connesso con l'economia ortodossa, ovvero con lo stile ortodosso di porre in rapporto legge e realtà, norma e dato dell'esperienza.
Sommario
Prefazione. 1. Le fonti della teologia morale ortodossa. 2. La tradizione canonica e pastorale. 3. L'origine e lo sviluppo del dibattito teologico: dimenticanza, protesta, mediazione e appello all'economia. 4. Dal secondo al terzo millennio. Lo stabilizzarsi del consenso. Conclusione. Bibliografia.
Note sull'autore
Basilio Petrà (Arezzo 1946), figlio di genitori greci, laureato in filosofia e dottore in teologia morale, è presbitero della diocesi di Prato. È professore ordinario di teologia morale fondamentale e di morale familiare presso la Facoltà teologica dell'Italia centrale (Firenze); dal 1979 è docente invitato di teologia morale patristica greca presso l'Accademia Alfonsiana (Roma); dal 1992 tiene corsi di morale ortodossa presso il Pontificio Istituto Orientale (Roma). È consultore della Congregazione per le Chiese orientali cattoliche, professore invitato presso l'Istituto ecumenico San Nicola di Bari, membro del Board of Governors dell'Intams (International Academy for Marital Spirituality) di Bruxelles. I suoi ambiti di ricerca e di pubblicazione sono la teologia morale, la tradizione ortodossa e la teologia del matrimonio. Presso le EDB ha pubblicato: Tra cielo e terra. Introduzione alla teologia morale ortodossa contemporanea (1992); Il matrimonio può morire? Studi sulla pastorale dei divorziati risposati (1996); Preti sposati per volontà di Dio? Saggio su una Chiesa a due polmoni (2004); La penitenza nelle Chiese ortodosse. Aspetti storici e sacramentali (2005) e La Chiesa dei Padri. Breve introduzione all'Ortodossia (2a ed. aumentata, 2007).
Nel nascere e nell'affermarsi della pastorale familiare in Italia, don Gianfranco Fregni (1934-1999) occupa un posto tutto particolare. Malgrado il suo impegno si sia svolto all'interno della diocesi di Bologna, il suo ministero si è progressivamente irradiato in tutta Italia attraverso una fitta rete di presenze, dalla partecipazione ai convegni ai numerosissimi incontri con coppie di sposi, che gli consentirono di stabilire solidi legami con tutto il movimento italiano di pastorale familiare e con lo stesso episcopato che ripetutamente si avvalse della sua competenza, soprattutto negli ambiti catechetico e di pastorale familiare.
Gli scritti presentati nel volume - tutti compresi tra il 1972 e il 1997 - contribuiscono quindi a ricostruire aspetti importanti del cammino della pastorale italiana.
Un primo aspetto della proposta di don Fregni è la capacità di partire dal testo biblico, per mostrarne la fecondità permanente in ordine alla vita della famiglia cristiana anche nel nostro tempo. Una seconda struttura portante del suo pensiero è rappresentata dalla riscoperta della famiglia come unità, e dunque come comunità, a partire dalla centralità della casa. Altra esigenza fortemente avvertita è il superamento di una visione giuridico-canonica del matrimonio, con il recupero della sua dimensione misterica. E, infine, quarto tema ricorrente, è l'attenzione alle situazioni di difficoltà relazionale della coppia, in una prospettiva di misericordia assai più che di giudizio, di autentica «prossimità» della
comunità cristiana a quanti vivono in situazione, almeno formalmente, «irregolare».
Sommario
Presentazione (card. C. Caffarra). Introduzione (G. Campanini). Notizie biografiche (A. Deoriti e P. Ridolfi). Scritti di don Gianfranco Fregni (a cura di G. Dore e A. Fughelli). I. Il fondamento della spiritualità coniugale. II. Le radici bibliche della spiritualità coniugale. III. La casa della famiglia, casa del Signore. IV. Famiglia ed eucaristia. V. Famiglia come vocazione.
Note sull' autore
Gianfranco Fregni (1934-1999), sacerdote delle diocesi di Bologna dal 1956, ha ricoperti numerosi incarichi in Azione Cattolica e nella pastorale giovanile, per poi dedicarsi, dalla fine degli anni '60, prevalentemente alla pastorale coniugale e familiare, dapprima in diocesi, poi anche in ambito nazionale, portandovi appieno lo spirito del Concilio. Collaboratore del Centro di Orientamento Pastorale e membro del Centro Italiano di Studi sulla Famiglia, docente di pastorale coniugale e familiare allo Studio Teologico Accademico Bolognese, è stato tra i fondatori del Centro di documentazione e promozione familiare "G.P. Dore" di Bologna. Ha fondato la rivista CLeF (Chiesa Locale e Famiglia) e ha scritto volumi di spiritualità e sussidi pastorali tra i quali, per le EDB, Una casa, due tavole, tre pani (1997) e Tobia e Sara (1998 52006).
Il tema sviluppato nel volume prende spunto da un'affermazione della costituzione liturgica del Vaticano II Sacrosanctum concilium,che invita a organizzare le celebrazioni in modo tale da rendere «evidente che, nella liturgia, rito e parola sono intimamente connessi» (n. 35).
Nati in occasione della Settimana liturgico-pastorale 2008 (43a edizione), i vari contributi proposti si concentrano a riflettere attorno alla celebrazione della Parola in sé e alla connessione tra rito e Parola, che sono due punti centrali per la liturgia, per la teologia dei sacramenti e per la spiritualità.
Sommario
Presentazione (M. Ferrari). 1. Parola e comunità (B. Marin). 2. La proclamazione/celebrazione delle Scritture nella tradizione e nella liturgia ebraica (C. Di Sante). 3. Scrittura e pietà personale nella tradizione spirituale (V. Bonato). 4. «In auribus populi recitatur evangelium». Il ruolo dell'oralità secondaria nella lectio celebrata. (C.U. Cortoni). 5. «Sei degno di prendere il libro e di aprire i suoi sigilli» (Ap 5,9). Il «ministero» della Parola nella celebrazione liturgica (M. Ferrari). 6. L'ambone (P. Bedogni). 7. Celebrare la Parola: verità dimenticate ed evidenze sospette dell'approccio teologico-liturgico (A. Grillo). Appendice. Piccola antologia di testi.
Note sul curatore
Matteo Ferrari è monaco benedettino della comunità di Camaldoli. Licenziato in liturgia all'Istituto di liturgia-pastorale "Santa Giustina" di Padova e in teologia biblica alla Facoltà teologica dell'Italia centrale di Firenze, ha conseguito il diploma superiore in scienze biblico-orientali e archeologia presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Presso le EDB ha curato la pubblicazione degli atti delle Settimane liturgico-pastorali di Camaldoli Come celebrare l'eucaristia (2007) e Il frutto delle labbra (2008).

