
Fin dal suo primo discorso in pubblico Papa Leone XIV ha posto la pace come tema decisivo per la Chiesa oggi. Questo libro presenta in maniera articolata, secondo un ordine strutturato, un itinerario nei discorsi e interventi di Papa Leone nel corso del primo anno di pontificato intorno al tema della ricerca della pace, del rifiuto della guerra, del rigetto del disarmo e delle soluzioni pacifiche nelle controversie internazionali. Un testo da leggere, rileggere e meditare per trovare nuove ragioni nell'impegno per la pace e contro ogni guerra.
Un inedito di due grandi maestri della spiritualità: Giuseppe Dossetti e Umberto Neri. Una grande riflessione che incoraggia, in profondità e in dialogo con il racconto biblico, ad un risveglio interiore e a una responsabilità personale e collettiva. In particolare, è posta grande attenzione sulla parabola del padre misericordioso del Vangelo di Luca. Nel commento e nella meditazione dei due Maestri, emerge una figura di cristianesimo molto legata alla sequela di Gesù di Nazareth la cui via mostra una possibilità per l’esistenza umana che non rifiutando la solidarietà - il con-essere - e la dedizione può dirsi beata e nella gioia.
In un tempo segnato dalla fretta e dallo smarrimento interiore, questo libro aiuta a riscoprire la presenza di Dio nella propria vita grazie alla sapienza degli Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola proposti però in un itinerario attualizzato capace di parlare con linguaggio vivo all'uomo contemporaneo. Un vero e proprio cammino spirituale accompagna il
contemplazione della Creazione fino al compimento ultimo dell'esistenza. Attraverso le dinamiche del discernimento degli spiriti, la lotta tra desolazione e consolazione e la ricerca sincera della volontà di Dio, il lettore viene condotto a guardare Cristo come centro della propria vita. In questo cammino trovano spazio la riflessione sui comandamenti e sulle beatitudini, la meditazione della Passione, l'invito alla conversione personale e alla crescita nelle virtù, fino all'affidamento filiale a Maria.
Un sussidio pratico per tutti i credenti che aiuta a ritrovare il filo della propria esistenza.
Cari genitori, questo libro è stato scritto per voi, con la speranza di potervi offrire un piccolo aiuto nell'educazione religiosa dei vostri figli. Oggi è in per colo la trasmissione della fede, che è av venuta per due millenni attraverso la stretta collaborazione fra la famiglia e la Chiesa. Le nuove generazioni rischiano di crescere fuori dal cristianesimo semplicemente perché non l'hanno mai conosciuto o l'hanno sfiorato solo superficialmente. Questo succede per ché sta venendo a mancare la capacità dei genitori di incidere sulla formazione religiosa e morale dei propri figli. Si pensa erroneamente che questo compito spetti alla Chiesa. In realtà, senza l'aiuto della famiglia, la Chiesa non può fare molto.
I primi anni di vita sono decisivi per canto riguarda gli orientamenti religiosi e morali. I bambini, anche prima di raggiungere l'età della ragione, sono aperti a Dio e ascoltano la sua voce, so no aperti alla trascendenza e disponibili all'insegnamento religioso che trova un terreno fertile nella loro mente e nei loro cuori. Essi apprendono con facilità le verità della fede e imparano volentieri pregare. Spesso sulle loro labbra affiora quella sapienza divina che è negata ai superbi, ma è rivelata ai piccoli. Dedicarsi con amore e perseveranza all'educazione alla fede dei propri figli significa generarli una seconda volta, facendo di essi delle « nuove creature ».
Un incontro che cambia tutto. Al Liceo Berchet di Milano, tra il 1955 e il 1958, un giovane studente incrocia don Luigi Giussani (1922-2005), fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione, destinato a diventare il “padre” della sua fede. Da lì nasce un’avventura cristiana capace di stare dentro ogni circostanza con uno sguardo costruttivo.
Questo epistolario fra l’autore e il «don Gius», inconsueto perché postumo, è un tributo riconoscente e vibrante, fatto di ricordi personali e riflessioni limpide sulla Chiesa e sul mondo. Un filo rosso lo attraversa: l’appartenenza a una comunità guidata con tenerezza e fermezza, in cui ogni persona è al centro e il riferimento di tutti è Gesù Cristo, come compimento di ogni desiderio di bene.
Zola testimonia che obbedienza e libertà non sono in conflitto: nell’unità vissuta si accende una creatività audace, una presenza “baldanzosa” nella realtà, nella vocazione, nelle responsabilità, nelle amicizie, nella società. Il volume è introdotto da un Invito alla lettura di Davide Prosperi e da una Prefazione di mons. Massimo Camisasca.
Auschwitz, 14 agosto 1941, un frate avanza di un passo e si offre al posto di un padre di famiglia condannato a morte. Da quel giorno buio del passato l'autore risale all'origine di un uomo capace di dire che «l'odio non serve a niente, solo l'amore crea». La vita di san Massimiliano Maria Kolbe, tra povertà, genialità e devozione all'Immacolata, diventa un itinerario di fede concreta non improvvisata. Tra Roma, la Milizia dell'Immacolata e la prigionia, si scopre che la santità è una scelta possibile, persino in tempi feroci come quelli della seconda guerra mondiale.
Vuoto: una parola che, soprattutto nel cammino spirituale, possiede due poli ben distinti. Da un lato, descrive lo stato a cui molti aspirano nella meditazione o nella preghiera: il vuoto di pensieri e preoccupazioni, distrazioni, ma anche del proprio Ego, per essere ricolmati da Dio, o da ciò che si potrebbe definire "qualcosa di più nella vita". Dall'altro, è qualcosa che incute timore; per esempio quando, dopo anni di pratica spirituale, si avverte improvvisamente solo un senso di vuoto anziché di vicinanza a Dio. Oppure quando ci si rende conto, nella vita di tutti i giorni, che il significato delle proprie azioni è andato perduto e che si stanno compiendo solo rituali vuoti. I due poli sembrano inizialmente contraddirsi, ma, a un livello più profondo, si fondano su un desiderio esistenziale di abbondanza, di qualcosa di più grande di noi stessi. Il prerequisito per trovare tale abbondanza è la volontà di confrontarsi con il proprio vuoto interiore. In questo libro, Anselm Grün ci accompagna ad affrontare il senso di vuoto e ad affidarci a Dio con l'aiuto dei più grandi maestri della tradizione mistica occidentale e orientale.
Leggere questo diario è come aprire un grande portone, prendere posto nell’intimità di una casa speciale, quella di Santa Marta e sedere lì con il desiderio di restare, di restare ancora accanto a Lui, accanto a Papa Francesco, il vicario di Cristo. Frate Marius da missionario della misericordia quale è, con la grande carità di cui è capace, ci suggerisce e indica un segno nuovo o forse inedito della Misericordia che è l’amicizia vissuta in Gesù Cristo. Lo fa semplicemente raccontando il suo rapporto con il Santo Padre Francesco, donandoci tutti i momenti più significativi di un incontro che ha cambiato la sua vita ed anche la mia. (Francesca Stilla, Prefazione)
Viviamo in una fase della storia che ha perso la visione trascendente della vita e nella quale rischiamo di venire travolti dal correre ininterrotto del tempo che passa e che tutto divora. È una visione ben triste a cui non dobbiamo rassegnarci, ma lottare per uscire dai limiti angusti nei quali ci siamo rinchiusi. Dal fondo del cuore avvertiamo una spinta ad andare oltre, perché l'uomo non è un pugno insignificante di polvere. La nostra generazione, in pochi decenni, ha perso Dio e di conseguenza ha perso l'anima e la proiezione verso l'eterno. Adesso vaghiamo qua e là, come dice la Madonna a Medjugorje, nelle tenebre e senza una meta. Questo libro è una collezione di pensieri spirituali tratti dal Vangelo e dai messaggi della Regina della pace, esposti con un linguaggio semplice, che parla non solo alla mente, ma anche e soprattutto al cuore, L'obiettivo è quello di offrire una meditazione quotidiana che aiuti a vivere la fede in profondità, incarnandola nella propria vita, in modo tale da tenere alto lo sguardo nelle fatiche di ogni giorno. Noi siamo chiamati ad essere «le mani tese» di Maria verso tutti coloro che satana ha ingannato con le sue false luci e con le sue promesse ingannatrici (Padre Livio).
L'elezione di Leone XIV introduce diverse novità nella storia della Chiesa, ma una spicca su tutte: è il primo papa proveniente dagli Stati Uniti. Il suo insediamento è avvenuto nel contesto di una rottura dell'ordine internazionale liberale creato dopo la fine della Seconda guerra mondiale, che porta con sé una serie di incertezze riguardanti non solo l'asse transatlantico, ma anche i rapporti tra la Chiesa e il mondo, e all'interno della Chiesa globale. Un mutamento epocale che deriva dalla politica degli Stati Uniti di Trump e del movimento MAGA, in cui il rapporto tra religione e politica è ridefinito in una direzione diversa, se non per certi versi opposta, rispetto alla visione espressa dal magistero della Chiesa cattolica. La lezione di Agostino di fronte alla crisi dell'Impero Romano diventa per Leone XIV un modello per affrontare le tensioni interne alla Chiesa, in un mondo dove è ritornata la guerra come mezzo per la risoluzione dei conflitti tra le nazioni. A queste sfide inedite che il pontificato di Leone XIV si trova ad affrontare, e che investono l'unità della Chiesa e la pace nel mondo, si aggiunge quella rappresentata dall'intelligenza artificiale, al centro della enciclica Magnifica Humanitas, ampiamente commentata in queste pagine.
Il volume Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV si offre come una preziosa bussola dottrinale e spirituale per affrontare le sfide della rivoluzione digitale.Una riflessione profonda che esorta i fedeli e le comunità a difendere l'antropologia cristiana dal riduzionismo degli algoritmi.
In un’epoca fortemente segnata dall'evoluzione tecnologica, il testo Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV interroga la coscienza credente su un tema cruciale: la salvaguardia del cuore umano e dell'identità personale di fronte all'avanzata degli algoritmi. Attraverso una lucida analisi teologica e pastorale, il Pontefice guida la Chiesa e la società contemporanea a riscoprire i tratti del volto umano, minacciati da una spersonalizzazione tecnologica che rischia di trasformarsi in una nuova Babele. Il testo evoca la necessità di edificare, al contrario, una Gerusalemme rinnovata, fondata sulla solidarietà e sulla comunione ecclesiale.
Centralità della Persona e Dottrina Sociale
Inserendosi nel solco della Dottrina Sociale della Chiesa, Papa Leone XIV offre una strenua difesa della persona umana contro ogni sistema che tenda a ridurla a un mero dato statistico o commerciale. L'opera mette in luce due pilastri fondamentali dell'antropologia cristiana:
La valorizzazione della fragilità: intesa non come limite da superare artificialmente, ma come spazio sacro di relazione, di accoglienza reciproca e di apertura alla grazia divina.
La dignità del lavoro: riaffermato come espressione viva della creatività umana e della cooperazione all'opera del Creatore, e non come semplice fattore di produzione sostituibile.
L'appello pontificio invita a disarmare la cultura della potenza e dell'efficienza fine a se stessa per edificare concretamente la civiltà dell'amore. In questa visione, l'intelligenza artificiale (IA) e le innovazioni tecnologiche non sono demonizzate, ma ricondotte al loro fine autentico: servire il bene comune e promuovere un'ecologia integrale in cui nessuno sia escluso o scartato.
Per la sua duplice natura — dottrinale e spirituale — questo testo si rivolge a un pubblico ampio e stratificato. È un sussidio indispensabile per i fedeli laici che desiderano orientare il proprio impegno quotidiano e professionale nel mondo digitale con sapienza evangelica. Al contempo, costituisce uno strumento autorevole per sacerdoti, teologi, operatori pastorali e responsabili di comunità religiose, utile per animare incontri di formazione, catechesi degli adulti e dibattiti culturali sul rapporto tra fede e modernità.

