
Un testamento spirituale che il pontefice ha consegnato, prima di scomparire, alle mani attente di Thomas Leoncini, che lo ha portato sino a noi per farne un "abbraccio a chi resta", capace di ricordarci che l'amore vero non muore mai.
Attento alle condizioni di vita di ciascuno, soprattutto dei più poveri, papa Francesco ha affidato a queste pagine un forte messaggio di speranza e di cambiamento: il Vangelo è vita nuova per tutti. I suoi insegnamenti e le sue riflessioni hanno intrecciato in modo originale l’annuncio cristiano e le grandi questioni sociali del nostro tempo, denunciando la logica dello scarto, dell’egoismo e del possesso senza limiti, e indicando la via di una cultura della responsabilità, del dialogo, dell’incontro e della solidarietà. Con parole semplici e radicali, emerge una visione di Chiesa vicina all’umanità ferita, capace di ascolto e di compassione. Un libro che raccoglie alcuni dei temi più cari al magistero di papa Francesco e che resta una voce profetica e attuale di fronte alle ferite della società contemporanea.
A un anno dalla morte di Papa Francesco, questo volume raccoglie alcune delle "pietre d’inciampo" che il suo magistero ha disseminato nel cammino della Chiesa. Non un bilancio storico né un’apologia, ma un percorso attraverso parole, gesti e scelte che hanno provocato, interrogato, talvolta spiazzato. Evangelizzazione e proselitismo, relativismo e tradizione, misericordia e giustizia, primato e sinodalità: ogni "pietra" è una domanda aperta, un invito a sostare e a pensare. Con lo stile diretto e appassionato che gli si riconosceva, le pagine di Francesco ci invitano a ripercorrere alcuni passaggi decisivi del suo pontificato, mettendo in luce la sua insistenza su una Chiesa in uscita, ospedale da campo, più attenta ai processi che alle formule, più premurosa verso le ferite che preoccupata di difendere confini. Per ogni "pietra-, alcune riflessioni di fratel MichaelDavide accompagnano il lettore in un esercizio di discernimento che non cerca risposte facili, ma custodisce la tensione tra fedeltà e rinnovamento. Perché il Vangelo non è proprietà da difendere, ma dono da riconoscere e da condividere. Un libro per non dimenticare, ma soprattutto per continuare a camminare.
Un viaggio unico lungo i sentieri percorsi da Gesù, ricostruiti con rigore storico, cartografico e spirituale. Alla luce degli scritti di Maria Valtorta, e delle fonti geografiche e archeologiche, questo libro offre una mappa inedita delle peregrinazioni del Maestro in Palestina: non solo luoghi, ma strade, pendenze, altimetrie, stagioni e paesaggi che hanno plasmato il ritmo della vita quotidiana di Gesù e dei suoi discepoli. L’Autore accompagna il lettore tra ritrovamenti storici, antiche vie carovaniere e tracciati realistici, mostrando come fatica, clima e asperità non siano semplici “sfondi”, ma parte integrante dell’Incarnazione: Dio entra nella storia anche attraverso la geografia. Un approccio che intreccia fede e scienza, esperienza mistica e metodo di ricerca, per restituire una dimensione profondamente umana e una prospettiva concreta sulla vita del Cristo. Ma soprattutto per mostrare la scientificità dell’opera di Maria Valtorta.
Gianluigi Porrà (Cagliari, 1955) è ingegnere, topografo e insegnante. Legge e studia Maria Valtorta da diversi anni approfondendo in particolare gli aspetti topografici e geografici dell’Evangelo. Promotore del Cenacolo valtortiano nella parrocchia di S. Giovanni Evangelista di Quartu S. Elena (CA), ha pubblicato con MIMEP-DOCETE Maria Valtorta - Ho visto tutta la vita di Gesù (2024).
**** Attenzione la Via Crucis 2026 verrà consegnata a partire da sabato 4 aprile come richiesto dall'editore ****
Il presente lavoro inaugura una trilogia che seguirà l'andamento trinitario suggerito dal Cardinale Carlo Maria Martini nel suo celebre scritto pastorale "Dio educa il suo popolo" (1987), cruciale per comprendere la natura spirituale dell'esperienza educativa cristiana - o, in altri termini, la natura educativa dell'esperienza spirituale cristiana - in relazione al testo degli "Esercizi spirituali" ignaziani; ogni punto, quindi, sarà oggetto di costante confronto con il dinamismo dell'itinerario di conversione suggerito da Ignazio di Loyola, al fine di cogliere i legami fondanti con la proposta martiniana proprio a partire dalla comune connotazione trinitaria. In particolare, l'attuale volume, il primo - appunto - di una trilogia, prenderà le mosse dalla considerazione della paternità di Dio e, ex parte hominis, della figliolanza come fondamentale paradigma teologico-spirituale di questa opera educativa sui generis, in cui Dio incontra l'uomo da padre e l'uomo incontra Dio da figlio; tale elaborazione troverà un riscontro soprattutto nel riferimento al «principio e fondamento» (EESS 23) ignaziano, con cui si apre l'intero itinerario degli "Esercizi spirituali".
Il libro raccoglie i 100 testi più belli di papa Francesco sul tema della Pace. Ne ha parlato e scritto continuamente e ovunque.La pace di papa Francesco è una parola piena, ha toni molto accesi e concreti perché riguarda tutti gli ambiti della vita. Per lui la pace è artigianale nel senso che va preparata come fa l’artigiano quando si appresta al suo lavoro che richiede impegno, fatica, creatività e soprattutto cuore! Per questo il primo passo è la preghiera.Testi brevi che possono essere usati come spunto per la preghiera personale o comunitaria, la meditazione, l’adorazione eucaristica.
Papa Francesco ha portato nella Chiesa un vento nuovo. Coinvolgendo l’intero Popolo di Dio, ha aperto veri e propri "cantieri" in cui operare in questo cambiamento d’epoca che interpella la realtà ecclesiale con nuove sfide: relazioni più fraterne, un servizio umile e una spiritualità capace di alimentare la compassione e l’attenzione agli esclusi. Questo libro racconta e interpreta quei cantieri, offrendo chiavi di lettura e piste di cammino a chi desidera essere parte viva della Chiesa che sogna Dio: una Chiesa più sinodale e missionaria.
Il titolo I misteri di Cristo nella vita della Chiesa esprime il contenuto e lo scopo di questo libro. Si tratta di riflessioni su momenti ed eventi centrali della vita di Gesù, tese a mettere in luce il loro significato attuale per la Chiesa. In questa opera monumentale si nota più che mai l’impegno di padre Cantalamessa per una teologia come quella dei Padri della Chiesa, che al rigore della cattedra unisce il calore e la vivacità del pulpito, frutto, questo, della sua duplice, successiva esperienza di docente di teologia e di predicatore della Casa Pontificia. Le riflessioni qui raccolte possono servire non solo per la meditazione personale, ma anche come traccia e sussidio per ritiri ed esercizi spirituali, per la catechesi e la predicazione al popolo, soprattutto nei "tempi forti" dell’anno liturgico e nelle grandi festività di Natale, Pasqua e Pentecoste. Una raccolta monumentale di magistrali riflessioni su momenti ed eventi centrali della vita di Gesù, tese a mettere in luce il loro significato attuale per la Chiesa.
Questo scritto nasce dalla preoccupazione dell'autore nel constatare che i suoi tre nipotini avevano assimilato, attraverso l'odierno insegnamento, l'idea comune del darwinismo l'origine animalesca dell'uomo sintetizzata spesso in una immagine che mostra una scimmia assumere gradualmente la posizione eretta fino a evolversi in uomo.
Non condividendo quella visione, ritenuta priva di solide basi scientifiche, l'autore ha deciso di raccogliere suoi pensieri per sviluppare un'argomentazione in grado di mettere in discussione quell'idea, con l'intento di rimuoverla dalla mente innocente dei suoi piccoli nipoti.
Nel corso del suo lavoro, egli si è imbattuto nei dettati trascritti da una mistica italiana, Maria Valtorta. In alcuni di questi dettati, l'autore ha trovato convincenti confutazioni proprio della teoria dell'origine animalesca dell'uomo e le ha quindi integrate nelle sue argomentazioni, rafforzandole. Ma non si fermato qui. Nella sua introduzione spiega: "l'approfondimento degli scritti della mistica ha stravolto il progetto. Ciò che ho letto è strabordato, straripato, esondato, diventato incontenibile, e i capitoli da due sono diventati trenta."
Lo scritto ha, dunque, man mano ampliato il suo orizzonte, trasformandosi in un'opera più vasta, che ha aperto squarci su temi cruciali, come le origini e il destino dell'uomo, il senso della famiglia, la vita dopo la morte, l'avvento dell'anticristo e la fine del mondo.
Il libro, che raccoglie alcune riflessioni del Magistero di Papa Leone XIV, è un invito a riscoprire il cuore vivo del Vangelo: il perdono come gesto libero, preveniente, capace di spezzare il ciclo del male. In queste pagine il Santo Padre conduce il lettore a contemplare un paradosso profondamente cristiano: il vero perdono non nasce come risposta al pentimento, ma come suo annuncio. Non attende che l’altro si converta, ma gli corre incontro, come il padre della parabola che abbraccia il figlio ancor prima che questi pronunci una sola parola. Papa Prevost mostra come la giustizia di Dio non coincide con la punizione, ma con la misericordia. Dio non ignora il male, non lo minimizza: lo vede, lo prende sul serio e lo redime, assumendolo su di sé. È in questo mistero - nella Croce che trasforma l’ingiustizia in salvezza - che si rivela la vera misura del perdono cristiano. Un libro che è un percorso da vivere: un incoraggiamento a lasciarsi toccare dalla misericordia e a diventare, a propria volta, segno visibile di un amore che non chiede nulla in cambio.
In queste pagine, nate dalle riflessioni proposte a papa Leone XIV e alla Curia Romana per il ritiro del 2026, Erik Varden accompagna il lettore in un itinerario spirituale che restituisce alla scelta cristiana la sua radicalità e la sua promessa di luce. Assumendo come guida la sapienza di san Bernardo di Chiaravalle e le sue celebri meditazioni sul Salmo 90 (Qui habitat), l’autore esplora le dinamiche della lotta interiore: dal combattimento contro le "passioni nocive- alla ricerca di una libertà autentica che non si piega alle mode del momento. Ponendo in dialogo la grande tradizione monastica e le inquietudini della modernità, Varden affronta con coraggio i temi della verità, della giustizia e delle ferite - personali ed ecclesiali - che attendono di essere trasformate dalla Grazia, e ricorda che la gloria di Dio non è un ideale lontano, ma una presenza operante nel quotidiano. Ne emerge una proposta esigente ma liberante: un testo di meditazione e discernimento per chiunque desideri "portare il proprio fardello fino alla fine", scoprendo che, nel dono di sé e nel silenzio dell’ascolto, ogni peso può farsi leggero.

