
In un mondo dilaniato dalle guerre, il primo appello di Leone XIV è chiaro e diretto: fermare le armi e scegliere la via della pace. Una pace vera e duratura, fondata sul rispetto del diritto, sulla giustizia e sulla fraternità tra i popoli, perché solo così è possibile costruire una convivenza serena e armoniosa. Questa riflessione si innesta in un magistero fondato sulla concretezza della vita e della testimonianza cristiana, che pone al centro tre parole fondamentali: fede, amore e unità. Sono queste le basi per «camminare insieme» come Chiesa, superando le divisioni e costruendo ponti: tra Oriente e Occidente, tra le diverse confessioni cristiane, tra religioni, culture e continenti. Un cammino che coinvolge sia i luoghi centrali che le periferie del mondo, dall'America all'Asia fino all'Africa. Questo impegno missionario, saldamente radicato in Cristo, nell'annuncio del suo Vangelo e nella comunione della Chiesa, è da sempre alla base dei pensieri e dell'azione di Leone XIV. A un anno dalla sua elezione a Pontefice, questo volume raccoglie in un'organica sintesi i suoi scritti più significativi, offrendo al lettore una guida chiara per conoscere il suo messaggio. Un messaggio che, pur restando in continuità con Papa Francesco, ha una sensibilità nuova, capace di parlare al presente e di tracciare una rotta per gli anni a venire.
Gerard O’Connell ed Elisabetta Piqué, tra i più autorevoli vaticanisti e amici personali di papa Francesco, raccontano in forma di diario i giorni che seguono la morte del Pontefice e conducono al conclave del 2025. Con un ritmo avvincente e un’enorme ricchezza di dettagli, gli autori ricostruiscono l’impatto globale della scomparsa di Francesco, le congregazioni generali, le manovre interne e il clima di attesa che precedette l’elezione di Leone XIV, il primo papa "dei due mondi". Un libro unico per le fonti a cui ha avuto accesso e per lo sguardo che getta sulle dinamiche reali del Vaticano. Una lettura appassionante per chi si interessa di storia della Chiesa o ha seguito con passione il pontificato di Francesco.
8 maggio 2025. Al secondo giorno di conclave e al quarto scrutinio, il cardinale Robert Prevost viene eletto Papa assumendo il nome di Leone XIV. Lo aspettava un compito difficile, con un mondo sconvolto da gravi crisi economiche e militari, una Chiesa con semi di divisione, l’eredità pubblica ingombrante di Papa Francesco. È il primo Papa statunitense ma è anche un missionario, un pastore tra la gente ma anche un prelato inserito nelle strutture di governo della Chiesa, un appartenente a un ordine religioso ma anche un uomo capace di confrontarsi con prelati da una parte e laici dall’altra. In dodici mesi abbiamo cominciato a capire con chi abbiamo a che fare. Sobrio, diretto, misurato. Poco incline alla spettacolarità, molto attento a ogni parola e a ogni gesto. Non cerca il consenso delle folle, eppure sa dare sicurezza, perché la sua solidità non è rigidità: è equilibrio. Ribadisce la centralità dei poveri e della pace, sottolinea l’amore e la misericordia di Dio, ma non genera ambiguità negli insegnamenti fondamentali. Un uomo di fatti, e di fatti ben ponderati. Un anno non è lungo, ma è sufficiente per intravedere una direzione. Leone XIV sembra avere in testa un obiettivo preciso: l’unità. Dentro la Chiesa, tra i cristiani, tra le religioni, verso il mondo. Non un’unità di facciata, non un compromesso al ribasso, ma qualcosa di più esigente e più solido: la comprensione reciproca come fondamento della convivenza. Un anno da Leone è il primo bilancio di un pontificato appena iniziato e già, in molti modi, riconoscibile.
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Per la prima volta vengono pubblicati gli scritti di Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV, quando era Priore generale dell’Ordine Agostiniano. Si tratta di interventi, scritti, meditazioni e omelie di Prevost durante il periodo in cui ha guidato l’Ordine, testi dai quali emerge in pienezza la spiritualità del nuovo Papa. Un documento unico e straordinario, con il quale conoscere la radice spirituale più profonda del Pontefice statunitense. Il volume è pubblicato su iniziativa dell’Ordine di Sant’Agostino-Agostiniani.
Luigi Maria Epicoco accompagna il lettore in un vero e proprio ripensamento delle potenzialità della vita cristiana, partendo dalla contestazione di una certa visione "buonista" della fede e ricordandoci che la vita del credente non dipende da nessuna legge che non sia quella della Carità di Cristo a noi donata nel Battesimo. Non a caso «i santi sono quelli a cui funziona il Battesimo», è scritto in queste pagine; e le potenzialità che il Battesimo immette in noi sono riassumibili nelle tre virtù teologali — Fede, Speranza e Carità — che sfociano in quella che è la condizione della vita secondo Cristo: un’esistenza gioiosa e libera, perché amata. Il libro di Luigi Maria Epicoco si propone, dunque, di riflettere e ripensare queste "tre virtù- a partire dalla vita stessa, illuminata da alcune storie bibliche, che divengono traccia e provocazione per l’esistenza di ognuno.
"Quello che vogliamo, l’opera che dobbiamo realizzare - l’opera è parte dello scopo della Fraternità - è il movimento. L’opera che vogliamo realizzare è che questa esperienza di fede e di umanità si diffonda il più possibile, s’approfondisca e si diffonda il più possibile. Ora, quello che noi ci aspettiamo dalla Fraternità è che essa crei, educhi, maturi tanta gente che collabori alla diffusione di questa esperienza, vale a dire che edifichi il movimento".
Il libro si presenta come una vera e propria guida per gli educatori e i responsabili della pastorale giovanile. L’autore ha tracciato un vero e proprio itinerario di formazione, mettendo in evidenza quei temi tanto cari a Papa Francesco e necessari per la crescita in età, sapienza e grazia, dei nostri ragazzi. L’insegnamento del Papa è stato saggiamente organizzato intorno alle problematiche attuali con cui si confrontano i giovani: il senso della vita, le sfide, la fragilità, la fede, la paura, la conversione, la vocazione, la testimonianza…
In queste brevi pagine, sono raccolte alcune preghiere che ho voluto scrivere ispirandomi alla figura del papa; così la preghiera di tutti si fa comunione verso il Signore che continua a donare alla Chiesa la sua visibile presenza attraverso successore dell'apostolo Pietro. Il Signore mediante il papa ci consegna il comandamento dell'amore: «Amatevi come io ho amato voi… cioè fino a dare la vita».
La figura di Francesco è decisiva nella storia della Chiesa e dell'Occidente. Si tratta di liberarlo da false credenze e pregiudizi. Bisogna però partire dalle fonti biografiche e dagli scritti autografi. Lí troviamo la verità della sua esperienza. Francesco rimane a tutti gli effetti un personaggio "eccessivo", estremo nelle scelte e nella proposta. La figura di Francesco d'Assisi è decisiva nella storia non solo della Chiesa ma di tutto l'Occidente e oltre. Pur essendo Francesco ormai semplificato fino quasi a sfiorare la banalità, egli rimane a tutti gli effetti un personaggio "eccessivo", estremo nelle scelte e nella proposta. Luigi Maria Epicoco e Giuseppe Forlai cercano, in questo libro, di liberare Francesco da alcune false credenze e dai pregiudizi. Bisogna iniziare a parlare di lui partendo dalle fonti biografiche ma soprattutto dagli scritti autografi. Lí troviamo la verità dell'esperienza del Santo e abbiamo l'occasione di liberarci da quei miti che iniziarono a proliferare senza misura con il protestantesimo anglosassone del secolo scorso.
La vita umana costeggia il baratro della mediocrità ma l'appello verso il sublime ci inquieta. Non si può vivere senza bellezza. Ne esiste una scuola? Se ne può apprendere l'arte? La bellezza ha un contenuto, ma soprattutto una modalità. Come si apprende questa modalità? Si chiede don Fabio Rosini in questo suo nuovo libro, il primo di un percorso in cinque tappe. Esiste qualcuno, un maestro che addestri nel sentiero fra il mediocre e il sublime? C'è, e non è un maestro, ma una maestra: Maria. In che modo? Si inizia dal permesso dato a Dio di operare in lei: «Avvenga di me secondo la tua parola». Questo sentiero si può percorrere, e un nostro "sì" a Dio può valere molto! Per la fede, come mostra don Fabio in questo volume, ci si apre al sublime, a una sorprendente bellezza, a condizione però di abbandonare l'assolutizzazione dei nostri progetti e delle nostre risorse per lasciarsi guidare da Lui, che può compiere in noi opere grandi. È magnifico passare dalla parte di Dio, è splendido fidarsi ed entrare in un'avventura con Dio.
Che cosa significa pregare oggi, in un tempo segnato dalla crisi della fede, dalla secolarizzazione e dall'apparente assenza di Dio? Il corvo di Elia è una meditazione intensa e radicale sulla preghiera come esperienza essenziale dell'uomo credente, lontana da ogni spiritualismo evasivo o ritualismo sterile. Prendendo le mosse dalla figura biblica di Elia, che nel deserto attende il Signore senza parole né formule, Enzo Bianchi propone una preghiera fatta di ascolto, di silenzio, di attesa gratuita. Non una tecnica né una ricetta, ma un cammino umano e spirituale che attraversa la Bibbia, l'esperienza monastica e le inquietudini dell'uomo contemporaneo. La preghiera appare qui come dialogo fragile e necessario, come spazio in cui Dio si rivela non potente ma presente nella debolezza, e l'uomo riscopre la propria responsabilità e libertà. Un testo lucido e provocatorio, capace di parlare a credenti in ricerca e a chi fatica ancora a trovare le parole per rivolgersi a Dio.
I testi più significativi di Papa Leone XIV si offrono a noi proponendo un magistero che invita la Chiesa e l'umanità intera a "camminare insieme". Dalle omelie ai discorsi, dagli appelli per la pace alle riflessioni sulla famiglia, sulla missione e sulla speranza, emerge una voce al contempo paterna e profetica, capace di parlare ai nostri giorni difficili con chiarezza evangelica e profonda tenerezza e di invitare ciascuno all'impegno per una testimonianza sincera in un mondo che fatica ad accogliere Cristo e il mistero della Vita. Al centro risplende l'annuncio della salvezza per tutti, luce che non abbaglia ma orienta, che non impone ma attrae. Leone XIV richiama con forza l'urgenza di una fede vissuta nella comunione, di una Chiesa missionaria, lievito nella pasta del mondo, testimone di unità in un'epoca segnata da divisioni e fragilità. Le sue parole aprono orizzonti di speranza, invitano a disarmare i cuori, a custodire le famiglie, a servire la vita e a riscoprire la gioia dell'Eucaristia. Queste pagine non sono soltanto memoria di un anno, ma promessa di un cammino: perché nessuno si salva da solo e la gioia del Vangelo fiorisce quando diventiamo, insieme, popolo in cammino verso la casa del Signore.

