
Questa opera nasce con l'intenzione di studiare l'agire umano nel mondo, preseguendo la ricerca già avviata con "Essai sur l'agir humain" , che coglieva l'azione nel suo originarsi nell'intimo della soggettività. Poiché ogni agire è un incontro con l'alterità dell'altro, in queste pagine l'autore indaga la nozione dell'altro, esaminandone le figure e i tipi e volgendo, contemporaneamente, l'attenzione alle attitudini del soggetto nella cui interiorità l'altro è già presente prima di ogni persona. Dall'altro materiale all'altro soggetto personale, passando attraverso l'alterità della società e dei valori, l'indagine approda all'alterità del Trascendente, che fonda tutte le altre e, mediante l'amore, consente, conservandole, di superarne la negatività.
Molteplici sono le prospettive attraverso le quali è possibile tentare una lettura del matrimonio. In questo studio si vuol fare luce sulla realtà umana e teologica mediante l'approfondimento del particolare determinarsi delle libertà che lo pone in essere e che lo costituisce. La scelta matrimoniale e la scelta di fede, secondo l'autore, rivelano un'insospettabile sintonia lasciando trasparire l'originaria ordinazione cristologica del mistero dell'amore coniugale.
Questa dissertazione studia il cosiddetto processus brevior introdotto nella legislazione processuale canonica nel 1971 dal Motu proprio Causas matrimoniales di Paolo VI e confermato nella nuova codificazione sia latina che orientale. Dopo aver chiarito se possa essere considerata "d'appello" oppure no, se ne mostra l'autentica indole giudiziaria. Viene poi studiato il tema dei limiti della pronuncia giurisdizionale e della disponibilità delle parti sul rapporto processuale, affronta le questioni di carattere processuale quali la possibilità di acquisizione delle prove, l'oggetto della valutazione dei giudici, la forma e il tipo di motivazione del decreto.

