
Clemente Rebora, David Maria Turoldo e Cristina Campo, tre poeti, tre creature oranti in cammino lungo sentieri nascosti e vertiginosi. Scribi del mistero, con lo sguardo orientato all'eterno oltre la trama del tempo e del visibile, hanno attraversato il silenzio per attingere alla fonte della vita della parola: parola in forma di poesia, poesia illuminata dalla grazia, che incarna il suo destino originario di essere invocazione, preghiera e canto liturgico.
Leggere e interpretare i grandi testi e temi dell'umanità - soprattutto quelli ebraicocristiani, patristici, dogmatici, agiografici, teologici, filosofici, poetici e letterari - significa scavarli come pozzi, perforarli come roccia, per portare allo scoperto 'il non detto' che celano, il loro 'dire' ancora oggi.La Bibbia è il più grande manifesto etico e rivoluzionario di cui l'umanità abbia mai disposto e disponga. Per questo va letta, con passione, da tutti, credenti e non credenti, oggi più che mai.
A legare fra loro il "santo", il grande genio musicale e uno dei massimi teologi del XX secolo è il comune interesse per la musica, il linguaggio, più di ogni altro, "divino".
Partendo dalla riflessione sullo slittamento di significato che il termine 'laicità' ha subito negli ultimi anni decenni, il saggio propone una 'nuova laicità', intesa come terreno di confronto e di dialogo (personale e pubblico) tra credenti e non-credenti.
Questo libro riassume in poche pagine la storia della filosofia occidentale così come l'autore, vescovo emerito di Ivrea, ma un tempo insegnante in Seminario, l'ha presentata ad alcuni studenti africani.

