
Gli Autori considerano la Pedagogia come una scienza pratico-progettuale, cioè una “scienza” direttamente riferita alla pratica, all’azione educativa; non prescrittiva, nel senso di indicare in maniera determinante quali modalità di intervento si devono assumere per raggiungere i risultati desiderati, bensì orientativa, al fine di dare senso e sostegno operativo all’azione educativa. Una scienza relativamente autonoma, in quanto essa tende a valorizzare tutto ciò che le varie scienze dell’educazione possono offrire al fine di comprendere più in profondità le differenti situazioni educative e poter intervenire in esse con incisività e validità.
L’aggettivo che la qualifica come scienza «pratico-progettuale» indica non solo che l’oggetto di studio è la pratica educativa, ma anche che i risultati che si ottengono non hanno valenza solo descrittiva, rappresentativa, esplicativa, bensì anche di guida all’elaborazione di progetti di intervento, di sostegno alla operatività dell’educatore, e di verifica della loro qualità. Di qui la necessità di un’analisi attenta dell’azione umana, e di quella pedagogica in particolare, da un molteplice punto di vista, in particolare filosofico e psicologico. Il processo decisionale che ne deriva conduce alla progettazione di uno schema d’azione, che comprende obiettivi, itinerari, contesti umani e relazionali, che risultino più coerenti e più chiaramente contestualizzati e finalizzati. La pratica educativa che ne segue può essere riletta in tale quadro come una conversazione che si protrae nel tempo e un dialogo interpersonale tra due interlocutori che si incontrano nel loro reciproco impegno; conversazione e dialogo che caratterizzano gli anni del passaggio alla vita adulta.
Questo messale contiene tutti i testi ufficiali delle preghiere e delle letture della messa delle domeniche e delle solennità e feste del Signore in lingua latina e italiana. I testi latini e italiani sono collocati in pagine affiancate. Il testo è diviso secondo i tempi liturgici: Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua, Tempo Ordinario, Solennità e feste del Signore, che, quando cadono di domenica, tengono il posto della liturgia domenicale. Nella parte centrale riporta il rito della Messa con tutte le preghiere eucaristiche.
I testi italiani sono ricavati dalla seconda edizione del “Messale Romano” e dalla recente edizione del “Lezionario domenicale e festivo” promulgato dalla CEI. I testi eucologici latini sono presi dalla terza edizione tipica del “Missale Romanum”, mentre i testi delle letture sono ricavati dall’edizione tipica della “Nova Vulgata”, promulgata da Giovanni Paolo II.
Questo messale può essere usato quando la messa viene celebrata in lingua latina, ma può essere utile anche quando la messa è celebrata in italiano, sia per prepararsi alla celebrazione sia perché il confronto con i testi originali latini può a aiutare a comprendere meglio il pieno significato dottrinale della preghiera.
Caratteristiche:
Stampa a 2 colori su carta tipo India
Formato: cm 12 x 17,5
Rilegatura cartonata
Di don Bosco si può dire quello che lui stesso scriveva a proposito di Vincenzo de’ Paoli: un santo che «si era proposto Gesù Cristo a modello; attingeva nel Vangelo tutta la sua morale, tutta la sua civiltà, tutta la sua politica; e coloro che l’hanno frequentato di più riguardarono come per sua insegna particolare quelle parole che un eccesso d’amore gli fece una volta pronunziare: Non trovo cosa che mi piaccia se non in Gesù Cristo».
Nei numerosi scritti di don Bosco F. Perrenchio ha contato 1.389 citazioni o riferimenti espliciti o impliciti al Vangelo di Matteo, 160 a quello di Marco, 756 a quello di Luca e 538 a quello di Giovanni. A questi 2.843 riferimenti si possono aggiungere le lunghe parafrasi dei testi evangelici che troviamo sia nella sua Storia sacra sia nella sua Storia ecclesiastica, e anche le abbondanti indicazioni reperibili nelle Memorie biografiche.
Se vogliamo “leggere il Vangelo con don Bosco”, troveremo al centro di tutto Gesù, il Cristo promesso nell’AT, e sua madre Maria. Gesù ci conduce al Padre celeste, nostro padre provvidente, onnipotente, misericordioso e giusto. Per conseguire la salvezza, andiamo con fiducia al nostro “divin Salvatore”, che ha sofferto ed è risorto. Se vogliamo conoscere la verità, ascoltiamo attentamente il nostro “divin Maestro”. E per vivere da veri discepoli di Gesù, dobbiamo sceglierlo in tutto come il nostro “gran Modello”. La sua Chiesa, fondata su Pietro, è assistita dallo Spirito Santo e fecondata dai sacramenti; essa ha bisogno di operai che lavorino, anche e specialmente con la professione dei consigli evangelici. E non dimentichiamo la vita del mondo che verrà! Ultima parola di don Bosco, nella sua lettura trasversale di tutto il Vangelo: Gesù ama “con parziale affetto” i fanciulli e i giovani.
Il titolo di questo libro è stato preso da Genesi 18,19: «Infatti io l’ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso». Sono le parole del Signore, che incontra Abramo alle Querce di Mamre, rivelando così la sua vocazione. Il patriarca è stato chiamato ad insegnare al Popolo di Dio la via del Signore e ad aiutare il Popolo nel suo agire con giustizia e diritto.
Questa immagine sembra riflettere anche quanto ha compiuto il Prof. Don Sabino Ardito, SDB, nella sua quasi trentennale attività come Professore e Decano per la Facoltà di Diritto Canonico dell’Università Pontificia Salesiana, oltre a quanto ha fatto attraverso vari uffici per l’Università, per la Congregazione Salesiana e per la Chiesa locale e universale. Il suo emeritato è un’occasione per noi – suoi studenti, suoi amici, suoi colleghi – per esprimere con il cuore il nostro apprezzamento e ringraziamento per tutto quello che ha fatto.
La vita che volge alla fine, le necessità dell’uomo morente, la morte: sono temi difficili, che nelle scuole si affrontano solo in via indiretta, senza riferimento alle realtà del mondo che ci circonda. Non siamo preparati a parlare della morte con i più giovani, e tali problematiche raramente sono previste nei materiali didattici. Questo libro è una proposta preziosa che tenta di colmare questa lacuna.
In una cultura in cui la morte è un tabù, una guida per gli insegnanti e gli educatori, che mostri come far familiarizzare gli allievi con questioni serie ed inesorabili, quali la morte ed il morire, può apparire insolita ma è necessaria. Inoltre, vengono forniti agli educatori suggerimenti preziosi su come parlare e sostenere gli allievi che vivono un lutto e vengono date indicazioni su come e dove affrontare tali difficili tematiche nell’incontro con i giovani, o come comportarsi di fronte a qualche reazione inconsueta degli allievi.
Il testo rappresenta sia una fonte teorica, sia uno strumento per aiutare a superare la paura della morte, per imparare a parlarne con i propri familiari, e comprendere che si può morire dignitosamente e coscientemente senza considerare la morte come una condanna. Il libro contiene anche informazioni su come aiutare i moribondi, affinché le loro ultime ore non diventino una lotta disperata, ma siano un tempo di pace, silenzio e intimità. L’aiuto alle persone sofferenti e morenti, infatti, costituisce il nucleo centrale della pubblicazione.
Il libro tratta anche della medicina palliativa e degli ospizi, che si impegnano a curare e supportare le persone morenti ed a fornire loro condizioni ambientali favorevoli, in modo che accettino e si preparino alla morte come ad una delle tappe inevitabili del ciclo della vita. Un fattore molto importante nell’attività degli ospizi, è rappresentato dal lavoro dei volontari: persone opportunamente preparate che si prendono cura direttamente del paziente, collaborando con il medico, l’infermiera o lo psicologo. Gli insegnanti e gli educatori possono informare con delicatezza ed equilibrio i propri allievi su realtà difficili come quella della morte, sensibilizzandoli alle necessità dei sofferenti ed invogliandoli ad impegnarsi nel soccorrere i più bisognosi mediante il volontariato. I giovani dimostrano spesso grande entusiasmo, energia e sensibilità, e vale la pena cercare la loro collaborazione, soprattutto perché sovente le azioni più semplici portano ai pazienti gioia e sollievo.
Il presente testo è parte di un progetto, in due volumi, che ha l’intento di presentare il contributo della «Logoterapia e Analisi Esistenziale» alla comunità scientifica psicoterapeutica. Esso raccoglie, innanzitutto, quanto scritto da Frankl e da coloro che successivamente si sono identificati significativamente nell’Analisi Esistenziale frankliana e lo sistematizza nella stesura di un modello clinico coerente e operativo, evidenziandone elementi di forza e peculiarità, accanto agli immancabili aspetti perfezionabili.
Questo primo volume contiene: la presentazione di Frankl come uomo e come scienziato e le origini del modello da lui fondato: l’Analisi Esistenziale (capitoli 1-3); la definizione del modello clinico della «Analisi Esistenziale e Logoterapia» (capitolo 4); una verifica dell’Analisi Esistenziale a partire dal conforto dei dati della ricerca sperimentale e dal confronto con i modelli psicoterapeutici contemporanei (capitoli 5-6).
Dopo aver evidenziato nel primo volume le caratteristiche peculiari dell’Analisi Esistenziale frankliana, in questo volume l’Autore si prefigge di valorizzare le acquisizioni proposte e testate dallo psichiatra viennese inserendole all’interno di un modello integrato che si fondi sull’ontologia dimensionale proposta da Frankl e si caratterizzi metodologicamente per un approccio clinico di tipo fenomenologico-esistenziale. Esso contiene: una collocazione dell’Analisi Esistenziale all’interno dell’attuale sviluppo del movimento d’integrazione, con particolare attenzione ad alcuni tra i più diffusi ed efficaci approcci integrati di psicoterapia (capitoli 7-8); la valorizzazione di quanto emerso nei precedenti capitoli e la proposta di linee operative verso la definizione di un modello clinico integrato a orientamento fenomenologico-esistenziale e del relativo percorso formativo in psicoterapia (capitoli 9-10).
O tema do estudo – a Ciência Litúrgica contemporânea – quer ser uma leitura das diversas propostas e tendências presentes nos dias de hoje, diante de uma visão unitária do pensar inteligente da fé, atualizada per ritus et preces na celebração da Igreja, para fomentar a vida dos fiéis.
Como a própria ciência, também a Ciência Litúrgica hodierna manifesta o reflexo da razão fragmentada, em parte por opção metodológica.
A especialização é necessária. Ela permite conhecer sempre mais. Porém sacrificando a unidade da experiência. A Ciência Litúrgica não escapa à especialização do conhecimento e do acúmulo de dados. Mas essa fragmentação tem ainda outro motivo, do qual nem sempre somos conscientes. A visão que a Ciência Litúrgica tem da realidade, ao adotar a perspectiva das ciências humanas, é necessariamente fragmentada. Porque essa é a condição da razão científica: escolher um ponto de vista. O problema começa com a delimitação metodológica de uma perspectiva, esquecida da sua realidade global, e apresentada como a visão da realidade. O resultado é a absolutização do que não passa de um aspecto: semântico, histórico, pastoral, ritual, especulativo-teológico e fenomenológico.
A reflexão em pauta se propõe apresentar a discussão ao redor da Ciência Litúrgica contemporânea, durante o pós-Concílio Vaticano II, com a contribuição de teológos e liturgistas; ao mesmo tempo em que se evidencia a construção de um saber que objetiva a unidade e diversidade do saber teológico-litúrgico-existencial, condição sine qua non para a continuidade de um sadio sentido eclesial e teológico e de sua inovação e compreensão dos sinais, gestos e palavras do Senhor Jesus.
Il sistema delle scuole frequentate da tutti i bambini dai 3 ai 14 anni in Italia è composto da tre livelli (scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di 1° grado) che nel tempo sono evoluti con storie diverse e che via via si stanno integrando in un percorso unitario nell’ambito di Istituti che li comprendono tutti.
Per dare una visione sintetica ma non troppo riduttiva della realtà delle scuole di base in Italia, il volume presenta ciascun livello da tre punti di vista complementari:
- Istituzionale, illustrando le norme ufficiali che regolano il funzionamento, utilizzando soprattutto fonti ufficiali;
- Pedagogico, con riferimento all’evoluzione delle idee guida che ispirano le impostazioni istituzionali e le pratiche, con richiami ai più significativi principi ed autori e presentando anche qualche brano antologico;
- Didattico, della vita e dell’attività effettiva sul campo, anche attraverso le testimonianze di chi vi opera.
Il volume risponde all’intento di mettere a disposizione uno strumento in-formativo documentato e fruibile in contesti culturali diversi ed eterogenei. Nel testo, quindi, si trovano schede illustrative, riflessioni argomentate e testimonianze professionali che permettono di fare un ‘viaggio/immersione’ nelle discorsi e nelle azioni delle scuole di base italiane.
Si può “dimostrare”, attraverso un’argomentazione filosofica, che Dio esiste? Che valore hanno le “cinque vie” di san Tommaso d’Aquino?
Questo studio, facendo ricorso a numerosi testi finora inediti presenti in manoscritti di varie biblioteche europee, ed a fonti di autori spagnoli del XVI e XVII secolo, esamina come i tre articoli (“Se sia di per sé evidente che Dio esiste”; “Se sia dimostrabile”; “Se Dio esista”) della questione 2 della I Pars della Summa Theologiae del Dottore Angelico sono stati commentati – nelle lezioni universitarie e nelle prime opere pubblicate – dai teologi domenicani che per più di un secolo si sono avvicendati sulle principali cattedre della prestigiosa sede accademica salmantina, luogo che – come noto – ha visto nel “Siglo de Oro español” il sorgere e lo svilupparsi, all’interno della “Seconda Scolastica”, di una tradizione di pensiero particolarmente originale e significativa.
Il saggio consta di due parti: la prima – dal titolo Studio sugli autori: ricerca, testo, considerazioni – è suddivisa in sei capitoli, che trattano rispettivamente di Pedro de Sotomayor, Mancio de Corpus Christi, Bartolomé de Medina, Juan Vicente de Astorga, Domingo Báñez e Pedro de Godoy; la seconda – dal titolo Testi – riporta la trascrizione di tutte le fonti non confluite nei capitoli, compresi i ff. 49v-57r del Ms 1042 della Biblioteca Angelica di Roma. Di ciascuno degli autori si ripercorre brevemente la carriera accademica, in vista di collocare cronologicamente e contestualmente il commento alla questione 2, e si descrivono tutte le fonti a disposizione, fornendone la trascrizione insieme con alcune note di apparato. Nel caso di Domingo Báñez e di Pedro de Godoy si utilizzano per lo studio anche i testi pubblicati negli Scholastica Commentaria e nelle Disputationes Theologicae. Ogni capitolo si chiude con alcune fondamentali considerazioni storico-teoretiche che permettono di confrontare i commenti dei teologi domenicani qui esaminati con quelli dei maestri che li precedettero (a partire da Francisco de Vitoria, Domingo de Soto, Melchor Cano e Ambrosio de Salazar), e di segnalarne le caratteristiche peculiari e più significative. Si potranno così evidenziare – almeno su questo specifico argomento – le particolarità del “tomismo” salmantino, e comprendere le influenze immediate dei nostri autori rispetto ai commenti posteriori sia dei maestri domenicani sia dei teologi appartenenti ad altre “scuole” ed ordini religiosi, tra i quali gli agostiniani, i carmelitani e soprattutto i gesuiti.
La discussione sul tema del valore “apodittico” delle quinque viae e sulla validità intrinseca ed oggettiva della dimostrazione risulta essere particolarmente interessante non solo nel preciso contesto che viene trattato in questo volume, segnato soprattutto dal confronto con l’interpretazione fornita a proposito dal cardinale Gaetano, ma anche nell’attuale contesto culturale, come si mette in evidenza nella Conclusione. La “questione Dio” permane infatti come “domanda radicale” che appartiene all’integralità della stessa esistenza della persona umana, e al senso più profondo della sua vita.