
Nuova edizione aggiornata.
Considerato a buon diritto l'arte emblematica della modernità, fino alla metà del Novecento il cinema ha avuto tra le diverse forme di spettacolo di massa un chiaro ruolo egemone. La sua storia è divisa fra gli stereotipi del puro intrattenimento, che stimola l'identificazione e lo stupore passivo dello spettatore, e le forme critico-espressive, che vorrebbero indurlo ad approfondire ed elaborare consapevolmente il fluire delle immagini. Nel delineare un'estetica del cinema, il volume da un lato analizza i diversi linguaggi cinematografici sperimentati nel corso del tempo, dall'altro identifica i tratti costitutivi dell'arte cinematografica: la mimesi della realtà, la narrazione, l'immagine, il montaggio. Questa nuova edizione contiene, oltre ad importanti aggiornamenti sullo stato degli studi sul cinema, una utile filmografia.
Mario Pezzella insegna Estetica nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Tra le sue pubblicazioni: "La concezione tragica di Hölderlin" (Il Mulino, 1993), "Narcisismo e società dello spettacolo" (Manifestolibri, 1996), "Il volto di Marilyn" (Manifestolibri, 1999), "La memoria del possibile" (Jaca Book, 2009).
Grazie alla fantasia i bambini giocano e gli adulti inventano storie che ci trasportano in mondi diversi da quello in cui viviamo. Ma la fantasia può anche essere fonte di inganno o autoinganno, fino ad "ammalarsi" intrappolandoci in labirinti dai quali non riusciamo ad uscire. E' possibile imparare ad usarla e a farla funzionare? Dai diversi tipi di fantasia alle sue patologie, agli esercizi per allenarla: le strategie e i vincoli cognitivi con i quali opera questa straordinaria capacità della mente umana, che non è affatto contrapposta al ragionamento logico.
Paolo Legrenzi insegna Psicologia nell'Ateneo Iuav di Venezia. Tra i suoi libri per il Mulino "La felicità" (1998), "La mente" (2002), "Creatività e innovazione" (2005), "Credere" (2008), "Neuro-mania" (con C. Umiltà, 2009), "Non occorre essere stupidi per fare sciocchezze" (2010).
Nella nostra società si confrontano due modelli di conoscenza. Quello "aperto", che ha le sue radici nell'affrancamento della scienza moderna dalla magia e dalla religione, trova oggi espressione nel successo di Internet e nella proposta del software libero e open source, ma anche in diverse altre esperienze: il rifiuto dell'Unione Europea di brevettare il software (come invece accade negli Stati Uniti), la legge italiana sui farmaci generici, la scelta di rendere pubblici i risultati della ricerca sul genoma umano. Il modello "chiuso" si è invece affermato negli ultimi trent'anni con l'industria del software, la privatizzazione della ricerca scientifica, l'estensione della proprietà intellettuale e in generale una visione della conoscenza come prodotto industriale. Sulla linea che unisce i due poli, sta a noi valutare - sottolinea l'autore di questo libro - la posizione capace di salvaguardare libertà individuali e bene collettivo. Rimaniamo infatti responsabili delle conseguenze che le nostre opzioni educative, morali e politiche avranno sulle generazioni future.
Luciano Paccagnella insegna Sociologia della comunicazione e Sociologia della conoscenza e delle reti nella Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Torino. Con il Mulino ha pubblicato "La comunicazione al computer. Sociologia delle reti telematiche" (2000) e "Sociologia della comunicazione" (2004).
Qui presentato in una nuova edizione aggiornata il manuale offre una trattazione completa della scienza delle finanze. Facendo ampio riferimento alla realtà istituzionale italiana, gli autori illustrano i temi relativi alle motivazioni dell'intervento pubblico, alla teoria delle entrate, al federalismo fiscale delineato dalla legge delega di applicazione della riforma del Titolo V, al welfare state, al bilancio dello stato.
Indice: Prefazione alla quinta edizione. - I. Le ragioni dell'intervento pubblico, di P. Bosi. - II. La finanza pubblica in Italia, il Bilancio dello Stato e la Legge finanziaria, di P. Bosi e P. Silvestri. - III. Teoria dell'imposta, di P. Bosi e M.C. Guerra. - IV. Il decentramento fiscale, di P. Bosi. - V. La politica fiscale nell'Unione economica e monetaria, di P. Bosi. - VI. Servizi di pubblica utilità e politiche per la concorrenza, di P. Bosi. - VII. La spesa per il welfare state, di P. Bosi. - Indice analitico.
Paolo Bosi e Maria Cecilia Guerra insegnano Scienza delle finanze nell'Università di Modena e Reggio Emilia; Paolo Silvestri insegna Sistemi di Welfare nell'Università di Modena e Reggio Emilia; Stefano Toso insegna Economia pubblica nell'Università di Bologna.
La "transizione" italiana non è finita: i partiti continuano a trasformarsi, la dinamica della loro competizione cambia e diventa più aspra, le istituzioni e la legge elettorale rimangono al centro di un confronto teso, astioso quanto sterile. Se un'operazione di pulizia concettuale, di spiegazione del contenuto delle parole che vengono utilizzate dai politici e dai giornalisti, dai cittadini e dai politologi appare assolutamente necessaria in qualsiasi sistema politico, lo è a maggior ragione in Italia. Dal 1994 in poi nel nostro paese hanno fatto la loro comparsa inusitate versioni di termini politici tradizionali e nuove espressioni incomprensibili se non con riferimento alla lotta politica italiana. Il libro individua alcune parole e alcuni concetti essenziali della politica, quelli, in un certo senso, più controversi e più discutibili, quelli peggio trattati, quelli più spesso travisati, e li illustra in modo chiarificatore. A cominciare da Antipolitica passando per Fine della storia, Scontro di civiltà, Mercatismo e Porcellum, Paese normale, Quote rosa, Vocazione maggioritaria, il lettore troverà molto materiale interessante presentato con poco sussiego e molta ironia.
Gianfranco Pasquino è professore di Scienza politica nell'Università di Bologna. Insegna inoltre al Bologna Center della Johns Hopkins University. Per Il Mulino ha pubblicato il "Nuovo corso di scienza politica" (2009, IV ed.) e ha curato, con S. Ventura, "Una splendida cinquantenne. La Quinta Repubblica francese" (2010). E' socio dell'Accademia dei Lincei.
Che si parli di Ogm, cellule staminali o situazioni di fine vita, il dibattito pubblico sembra prigioniero di uno schema consolidato. Da un lato i fautori di uno sviluppo illimitato della tecnoscienza; dall'altro, coloro che invocano un argine all'invasione di campo della ricerca in ambiti tradizionalmente appannaggio di scelte e pratiche sociali, politiche o religiose. Paradossalmente i due fronti condividono un medesimo pregiudizio. Entrambi considerano scienza e società come entità internamente compatte, rigidamente separate e reciprocamente impermeabili. Alla scienza spetta di mettere continuamente sul tavolo nuove proposte, che la società attende al varco per boicottarle. In realtà i frequenti cortocircuiti tra discorso scientifico e opinione pubblica, tra le priorità della ricerca e le aspettative di cittadini e consumatori erodono i confini tra scienza e società evidenziando le divisioni entro i rispettivi fronti: si pensi ad esempio alle discussioni su temi quali il clima, l'energia nucleare o la biomedicina. E' questo intreccio - qui illustrato in una stringente argomentazione - ad alimentare l'antagonismo fra scientisti e antiscientisti, in un illusorio gioco delle parti che impedisce di cogliere e di valorizzare pienamente le sfide della tecnoscienza.
Massimiliano Bucchi insegna Scienza, Tecnologia e Società all'Università di Trento. Tra i suoi libri: "Scegliere il mondo che vogliamo. Cittadini, politica, tecnoscienza" (Il Mulino, 2006, tradotto anche in inglese); "Handbook of Public Communication of Science and Technology" (con B. Trench, Routledge, 2008); ha ideato e curato l'"Annuario Scienza e Società" (con F. Neresini, Il Mulino, 2010).
Le società moderne sembrano contrassegnate dall'incapacità di elaborare significati condivisi, e perciò di assicurare coesione. Le istituzioni che in passato se ne facevano carico - famiglia, scuola, chiesa, stato - appaiono ormai inadeguate ad assolvere queste funzioni, condannando l'individuo a un angoscioso isolamento e sconcerto. Ma è una diagnosi fondata, oppure una mera riformulazione dell'"eterno lamento" per un mondo paventato come vacillante solo perché le nostre opere sono caduche e la nostra esistenza irrevocabilmente segnata dalla finitezza? Ne ragionano, in modo lucido e pacato, Berger e Luckmann, due grandi veterani della riflessione sull'uomo e sulla società.
Quali sono gli aspetti psicologici che entrano in gioco in una storia d’amore? Come si combinano tra loro? Quali influenze producono sul clima emotivo e sugli esiti di un rapporto (felicità o infelicità, rottura o stabilità)? Basandosi sull’approccio della teoria dell’attaccamento, gli autori forniscono una originale ed efficace lettura delle dinamiche della relazione di coppia dal punto di vista della regolazione degli affetti e dell’intreccio tra i sistemi motivazionali dell’attaccamento, dell’accudimento e della sessualità. Un utile strumento per studiosi e professionisti della terapia di coppia nell’analisi e nella gestione delle problematiche della relazione a due.
Rosetta Castellano è dottore di ricerca in Psicologia dinamica, clinica e dello sviluppo e specializzanda in Psicologia clinica presso la Sapienza-Università di Roma. Patrizia Velotti è assegnista di ricerca presso la Sapienza-Università di Roma, dottore di ricerca in Psicologia dinamica, clinica e dello sviluppo, gruppoanalista Laboratorio di Gruppoanalisi (COIRAG). Giulio Cesare Zavattini è professore ordinario di Valutazione e intervento psicodinamico-clinico nella coppia presso la Facoltà di Psicologia della Sapienza-Università di Roma. Psicoanalista SPI e IPA, per il Mulino ha pubblicato «Psicologia delle relazioni di coppia» (con L. Carli e D. Cavanna, 2009).
Già da tempo oggetto di studio dell'economia, solo di recente il commercio internazionale è divenuto terreno di indagine specifica delle discipline politologiche, interessate soprattutto alle ricadute sociali dei suoi effetti redistributivi interni e al suo ruolo nella promozione di interessi strategici in politica estera. Significativamente sono i periodi di crisi internazionale a stimolare l'avvicinamento dei due tipi di analisi, economica e politica, suggerendo che la criticità delle contingenze spinge a interrogarsi in maniera congiunta sulla natura complessa del fenomeno commerciale, in riferimento sia al legame tra stato e mercato, sia ai rapporti tra stati in mercati diversi. In questo filone di studi si inserisce il presente volume, che illustra i risultati di un'ampia e approfondita ricerca intesa a valutare il peso delle determinanti politiche nei flussi commerciali internazionali.
Indice: Prefazione. - Introduzione. - I. Le cause politiche del commercio nella letteratura di International Political Economy. - II. Modelli, metodi di stima e variabili. - III. Le cause politiche del commercio (1): le istituzioni politiche interne. - IV. Le cause politiche del commercio bilaterale (2): le alleanze militari. - V. La cooperazione commerciale istituzionalizzata. - VI. Commercio, alleanze, democrazia. - VII. Mercato e Res Publicae: una legge aurea? - VII. Il dividendo della pace tramite il commercio: Il caso del SAFTA. - IX. Democrazia, guerra e diplomazia commerciale nell'età della globalizzazione. - Appendici. - Riferimenti bibliografici.
Eugenia Baroncelli è ricercatrice nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Bologna, sede di Forlì, dove insegna Politica dell'economia mondiale.
La condizione giuridica delle confessioni religiose in America Latina è oggi al centro dell'attenzione grazie al concorso di diversi fattori: il consolidarsi del pluralismo religioso; l'affermarsi di comunità indigene che rivendicano una propria originale visione del mondo; l'imporsi, dopo decenni di regimi autoritari, della democrazia. Il volume ricostruisce l'assetto dei rapporti fra gli Stati e le confessioni religiose in questa parte del mondo, con l'obiettivo di fornire una panoramica articolata dei sistemi giuridici esistenti, che ha l'ulteriore pregio di evidenziare immediatamente analogie e differenze.
Indice: Parte prima: Stato, Chiese e libertà religiosa in America Latina (scritti di J.G. Navarro Floria; C. Salinas Araneda; J.J. Ruda Santolaria). - Parte seconda: I sistemi giuridici nazionali (scritti di J.G. Navarro Floria; J.M. Navarro Ameller; E.C. Callioli; A.M. Celis Brunet; V. Prieto; J. Baquero; R. González Schmal; G. Flores Santana; C. Asiaín Pereira; M. Nuñez Torres).
Juan G. Navarro Floria insegna Diritto civile, Diritto ecclesiastico argentino, nonché Diritto della Chiesa e dello Stato in America Latina presso la Pontificia Università Cattolica Argentina. E' membro fondatore e attuale Presidente del Consejo Argentino para la Libertad Religiosa (Calir) e del Consorcio Latinoamericano de Libertad Religiosa. E' membro del comitato promotore dell'International Consortium for Law and Religious Studies (Iclars). Autore e curatore di diversi volumi e di numerosi articoli pubblicati in America ed Europa, è stato Capo di Gabinetto della Secretaría de Culto della Repubblica argentina. Daniela Milani è ricercatrice presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano. Svolge inoltre attività di insegnamento e ricerca all'Istituto Internazionale di Diritto Canonico e Diritto Comparato delle Religioni (DiReCom) della Facoltà di Teologia di Lugano. Tra le sue pubblicazioni: "Segreto, libertà religiosa e autonomia confessionale. La protezione delle comunicazioni tra ministro di culto e fedele" (Lugano, Eupress Ftl, 2008).

