
Il testo scritto è spesso un elemento fondamentale nella costituzione delle identità religiose.
Pertanto un'indagine storica sulle differenti modalità di produzione, circolazione, ricezione e conservazione del libro inerente un territorio che, come le Valli valdesi, è caratterizzato dalla presenza di lunga data di due diverse confessioni cristiane si rivela di grande interesse.
Il volume – che raccoglie gli atti del XLIV convegno di studi sulla Riforma e sui movimenti religiosi in Italia – ne esamina in particolare tre aspetti: la stampa e la circolazione del libro tra il Piemonte sabaudo e l'Europa protestante; l'uso dei libri e la pratica religiosa tra cattolici e valdesi; infine, la formazione e la conservazione di biblioteche pubbliche e private nonché di istruzione e professioni.
Testi di: Alessandro Bima, Reinhard Bodenmann, Loris Canalia, Walter Canavesio, Paolo Cavallo, Paolo Cozzo, Andrea De Pasquale, Marco Fratini, Albert de Lange, Domenico Maselli, Roberto Morbo, Chiara Povero, Maria Prano.
Un delizioso libriccino illustrato che raccoglie dodici famose parabole di Gesù e le spiega ai più piccoli: la pecorella smarrita, il figliol prodigo, il seme di mostarda, la moneta d’argento, il tesoro nascosto, l’albero di fico…
Dalla quarta di copertina:
Gesù faceva dei "paragoni" – questo è il significato della parola "parabole" – molto semplici, perché tutti potessero riconoscere briciole della loro esperienza nelle storie che raccontava, ma soprattutto perché queste storie potessero "mostrare" le cose importanti che si possono vedere solo con gli occhi del cuore.
Ricordate che cosa diceva il Piccolo Principe? Le cose più importanti sono visibili solo col cuore.
Provate anche voi a leggere così questo libro.
Bibbia, parola degli uomini e Parola di Dio
Traduzioni e interpretazioni, due plurali d'obbligo
La retorica biblica, caratteristiche e differenze rispetto a quella classica
A partire dalla cosiddetta "lezione di Ratisbona" del pontefice Benedetto XVI e dalla risposta del vescovo luterano di Berlino Huber, giuristi, politologi, teologi e filosofi si confrontano da posizioni diverse sul rapporto tra fede e ragione, interrogandosi sull'influenza della religione sulla sfera pubblica.
Dalla quarta di copertina:
Dalla "lezione di Ratisbona" di Benedetto XVI alla replica del vescovo evangelico di Berlino, Wolfgang Huber: un problema che ha segnato la storia del cristianesimo occidentale si trova nuovamente al centro di un'accesa disputa sui criteri etici e politici della convivenza civile.
Fede e ragione oggi: non solo una riflessione sui fondamenti del cristianesimo e sui rapporti con la cultura religiosa e scientifica occidentale, ma una discussione sul rapporto tra religione e modernità, sul ruolo pubblico della religione e sulla laicità.
La crisi del pluralismo liberale, il "ritorno" del religioso sulla scena pubblica e il risorgere dei fondamentalismi ripropongono il nodo filosofico del rapporto tra fede e ragione.
Un testo dove giuristi e politologi, filosofi e teologi si confrontano e si incontrano nel tentativo di disegnare uno spazio di discussione tra credenti, protestanti e cattolici, e laici.
Da quando, nel 1896, il pastore Charles M. Sheldon (1857-1946) pubblicò in forma di romanzo i sermoni da lui pronunciati durante i culti pomeridiani della First Congregational Church di Topeka, il titolo della sua opera "Che farebbe Gesù?" è diventato una parola d'ordine per molti cristiani d'America. Venduto in diversi milioni di copie in tutto il mondo, questo classico del cristianesimo sociale propone infatti alle singole persone e ai movimenti che vi si ispirano una riforma della società intesa come realizzazione immediata e traduzione nella pratica del messaggio dell'evangelo. Un invito a seguire da vicino le orme di Gesù nel contesto della propria vita ed epoca.
Rifiutando il giogo dei discorsi "religiosamente corretti", Moser indica i percorsi lungo i quali affermarsi come cristiani nella società del XXI secolo, superando le alternative estreme di una spiritualità solo individualistica da un lato e di un'adesione incondizionata alle convinzioni di un gruppo dall'altro.
Materiale legale e culto sacrificale
Prescrizioni sui sacrifici, per la purità, il calendario...
La normativa cultuale data a Mosè sul Sinai
Il primo programma di riforma della chiesa scritto da Lutero
La denuncia della tirannide papale
La convocazione di un concilio cristiano per riformare la chiesa
L'appello Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca è il programma di riforma della chiesa formulato da Lutero.
Nato come denuncia della tirannide papale all'imperatore Carlo V e ai nobili tedeschi, nella stesura finale divenne un vibrante appello alla nobiltà cristiana della nazione tedesca a farsi carico della riforma della chiesa.
Dalla quarta di copertina:
Lutero intuì assai presto che una vera riforma della Chiesa non l'avrebbero attuata néil papa con la sua curia, al quale pure si era appellato, né un concilio generale, di cui aveva invano chiesto la convocazione. Si rivolse perció al laicato cristiano, riconoscendovi l'unica forza in grado di riformare la Chiesa.
Nacque cosí l'appello Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca, opera che ha dato origine al movimento della Riforma e alla nascita del protestantesimo.
Nella prima parte, più teologica, Lutero abbatte le "tre muraglie di paglia e di carta" con le quali la Chiesa di Roma ha respinto tutti i tentativi di riformarla. La seconda parte, più pratica, contiene 27 proposte concrete di riforma della Chiesa e della società. Se fossero state accolte, la storia della Chiesa d'Occidente sarebbe stata molto diversa.
Uno scritto per capire perché è nata, e non poteva non nascere, la Riforma.
Lasciandosi alle spalle le numerose interpretazioni sensazionaliste, Boring esamina il significato dell'Apocalisse quale esempio di profezia cristiana e, alla luce dell'atto redentore di Gesù, ne evidenzia il messaggio, importantissimo per quanti desiderano vivere nella fede e in modo responsabile nel difficile mondo odierno.
Dalla quarta di copertina:
Il commentario di Boring affronta l'Apocalisse nel suo complesso interrogandosi sulla sua funzione teologica e sul modo in cui i cristiani che oggi desiderano vivere nella fede e in modo responsabile nel mondo possano ritrovarvi la Parola di Dio.
Affrancandosi dalle interpretazioni sensazionalistiche, l'Autore analizza il libro come esempio di profezia cristiana e ne evidenzia il fenomeno centrale, ossia il Cristo risorto che parla alle chiese attraverso lo Spirito.
Si tratta di un messaggio imprescindibile per la chiesa contemporanea, che immagini violente e contenuti in apparenza bizzarri non dovrebbe oscurare, in grado di equipaggiare i cristiani per affrontare la tumultuosa vita nel presente alla luce dell'atto redentore di Gesù.

