
Oggi si parla spesso e facilmente di sessualità; in televisione, sui giornali, tra amici è un argomento di conversazione ricorrente. Le più ampie informazioni sull'argomento però non impediscono che esista ancora una conoscenza insufficiente e spesso superficiale sui suoi reali contenuti. Eppure la sessualità è una realtà intrinseca ad ogni essere umano, che attraversa tutta la sua esistenza, ed è una componente determinante nella formazione dell'identità personale da cui dipendono conseguenze d'importanza decisiva sia per, la vita dei singoli che della società. E quello che sottolinea l'Autore nel presente volume in cui, grazie ad una lunga esperienza di medico e di consulente nei corsi di preparazione al matrimonio, affronta con competenza e delicatezza l'argomento, rivelando doti non comoni di comunicatore e divulgatore. Attraverso i contributi delle diverse scienze umane si cerca di cogliere il significato e il valore della sessualità in una prospettiva antropologica cristiana. Uno strumento utile per sposati, fidanzati, educatori, formatori e per quanti desiderano avvicinarsi o approfondire l'argomento.
Il volume parla della sessualita e dell'amore ed e rivolto soprattutto ai giovani, single o fidanzati, ma puo essere uno strumento utile anche per educatori e formatori.
È ancora vivissimo il ricordo del dibattito scatenato dal caso Welby sull'eutanasia e l'accanimento terapeutico che ha coinvolto i medici e interessato l'opinione pubblica. Tra tutti i problemi esistenziali quello del dolore infatti (insieme a quello della morte che gli è intimamente correlato) rappresenta il problema dell'umanità, il muro irrisolto ed ultimo dei tanti perché che la assillano. Varie risposte sono state date, molte delle quali insoddisfacenti, e anche quella cristiana che presenta una sua profonda e appagante giustificazione spesso è stata ed è ancora presentata in modo improprio: si sente dire infatti che siamo nati per soffrire, che il dolore è frutto del peccato originale ed ha una funzione espiatoria. Non è propriamente così. In queste pagine l'Autore tenta di fare chiarezza sulla visione cristiana del dolore offrendo gli strumenti conoscitivi, sia sul piano religioso che su quello medico.
Scritta per confutare l'eresia messaliana, l'opera e' la testimonianza di un'epoca di dispute teologiche e di eresie emergenti. In prima traduzione italiana.
Tra le numerose opere di Massimo il Confessore sono state scelte quelle che trattano l'arduo tema dell'umanita e divinita di Cristo.
Nei suoi Insegnamenti spirituali, di cui si presenta qui la prima traduzione italiana, Doroteo si fa maestro di vita per i suoi monaci, trasmettendo loro l'eco della tradizione ascetica e spirituale dei Padri del deserto con incantevole semplicita' colloquiale.
Primo trattato sistematico della letteratura cristiana antica sul problema antropologico, l'opera affronta molteplici aspetti dottrinali.
Composta in forma di dialogo fra il 434 e il 437, l'opera e' rivolta contro l'eresia cristologica di Teodoro di Mopsuestia e Nestorio, i quali sostenevano che in Cristo vi sono non solo due nature, ma due persone distinte: quella divina e quella umana.
Una raccolta di brani che rientrano nei generi letterari dell'Historia monachorum e del bios.
«Le lezioni, tenute da don Giacomo Tantardini nei Convegni sull' attualità di sant'Agostino all'Universitàdegli Studi di Padova e qui presentate, costituiscono un "caso" di grande interesse culturale. Una volta riconosciuta l'originale, e per certi versi sorprendente, apertura al dialogo, dimostrata dall'Università di Padova, occorre, però, riconoscere anche la straordinaria capacitàpedagogica di don Giacomo, che, rinunciando alla fredda e distaccata lezione cattedratica, ha lasciato umilmente parlare un classico dell' esperienza umana e cristiana del calibro di sant'Agostino, accontentandosi di metterne in evidenza la profondità e l'attualità del pensiero».

