
C’è un momento preciso, quando si cammina in montagna, in cui tutto si fa silenzioso. È quell’attimo in cui ti fermi a prendere fiato, il vento smette per un istante di soffiare, ti guardi attorno, osservi la meraviglia e ti rendi conto di quanto sei piccolo. È il momento per il quale tutti quanti noi arranchiamo sui sentieri e vaghiamo per i boschi, ci sorprendiamo di fronte alle cascate o scrutiamo i crinali alla ricerca di stambecchi e marmotte. Ma la montagna non è un luogo di vacanza come tutti gli altri, non è un luna park, bisogna accettare l’esistenza di pericoli e pianificare tutto, anche la rinuncia. Allora è importante sapere come preparare uno zaino, come leggere una carta, quali strumenti tecnologici sono utili e quali no. Un libro piacevole e divertente per tutti coloro che cercano uno scatto di fantasia e di immaginazione per uscire dai sentieri più battuti, dai panorami ‘instagrammabili’ e dagli eventi ‘esclusivi’ a 3000 metri.
Douglas Murray, autore di bestseller internazionali e noto commentatore culturale, affronta quella che considera la questione più urgente del nostro tempo. Attingendo a un intenso lavoro di reportage sul campo in Israele, Gaza e Libano, Murray presenta un’argomentazione articolata che colloca le più recenti violenze nel loro contesto storico. Conduce i lettori in un viaggio sconvolgente attraverso le conseguenze del massacro del 7 ottobre 2023, ricostruendo testimonianze esclusive di vittime, sopravvissuti e persino dei terroristi responsabili delle atrocità. L’impegno di Israele nei confronti dei valori fondamentali dell’Occidente - capitalismo, diritti individuali, democrazia e ragione - lo ha reso un faro di progresso in una regione dominata da autoritarismo ed estremismo. Murray contrappone i principi di Israele all’ideologia di Hamas. Se non arginata, sostiene l’autore, questa malriposta simpatia occidentale potrebbe rafforzare forze determinate a minare i valori democratici e a perpetuare una cultura della violenza.
Che cos’è l’America? La «patria delle libertà» o l’«impero del male»? Un Paese creatore di miti e valori, oppure in declino e diviso? Come si misura la «vera distanza» tra San Francisco e Miami? Come si spiegano le tragiche sparatorie e, al contempo, il record delle start-up, la bassa disoccupazione giovanile e la migrazione interna dalla California verso la Florida? Esiste davvero «l’americano medio» in un continente che ospita tante tribù, non solo nel senso etnico ma anche politico-ideologico? Capire gli Stati Uniti è una sfida, oggi più che mai: ci fa velo un secolo di stereotipi costruiti da cinema e letteratura, moda e arte, musica e serie televisive. E la presidenza di Trump ha fatto rinascere un sentimento antico e viscerale. Molti europei non hanno dubbi: dallo sfruttamento capitalistico al decadimento morale, ogni male dell’umanità sembra avere la sua causa nell’impero dello zio Sam. Ma bisogna avere radici profonde in questo Paese per superare i luoghi comuni e capire cosa resterà. Come Federico Rampini, che ci vive da un quarto di secolo e ne ha firmato un ritratto illuminante, un affresco brillante tra politica ed economia, cultura e società, quotidianità e genesi del Dna nazionale. Il suo è un viaggio nel tempo da John Kennedy a Barack Obama, da Bill Gates a Elon Musk. È uno slalom fra le contraddizioni, un’autentica operazione di pulizia dai preconcetti, che sfata leggende metropolitane e smaschera fake news. Perché, come spiega l’autore nella nuova edizione di questo bestseller, è una nazione che si può comprendere soltanto vivendo le molte Americhe di cui è fatta, e guardando oltre le apparenze. Per intuire, magari, dove andrà a finire.
Nel 2024 Susan Abulhawa, autrice del romanzo Ogni mattina a Jenin, uno dei libri sulla Palestina più letti e amati, è riuscita a entrare due volte a Gaza attraverso il valico di Rafah. Nei campi tenda ha organizzato una serie di laboratori di scrittura con giovani palestinesi sfollati, le cui vite sono state sconvolte dalla violenza, dalla fame, dalla perdita della casa, della famiglia e di ogni forma di normalità. Da quell'esperienza nasce questa antologia: diciotto racconti brevi e intensi, scritti durante il genocidio perpetrato da Israele, nei quali la vita reale assume la forza della letteratura. Queste storie aprono uno squarcio sull'esistenza a Gaza sotto le bombe. Raccontano l'orrore dall'interno, nei gesti minimi della vita quotidiana, nei suoni, negli odori, nella polvere sulla pelle: fare la fila per il pane, l'odissea per un buono alimentare, recuperare i propri vestiti dalle macerie, rinunciare a un letto per farne legna da ardere, il viaggio in ospedale per partorire, dare un nome a un bambino salvato dalla morte, bere un caffè davanti al mare dopo aver perso tutto. Come scrive Viola Ardone nella postfazione, «questi testi sono la narrazione in presa diretta della morte mentre avviene, della distruzione mentre avviene, del dolore mentre avviene, del battito mentre resiste. Sono vita». Con coraggio, rabbia, amore e - incredibilmente - speranza, queste voci restituiscono dignità, memoria e umanità a un popolo sotto assedio. E mostrano come, anche nella devastazione più estrema, raccontare possa diventare un gesto di resistenza. Fazi Editore devolverà il 5% dei proventi del libro al Palestine Writes Literature Festival, dedicato alla promozione della letteratura, dell'arte e della cultura palestinesi. Prefazione di Tomaso Montanari. Postfazione di Viola Ardone.
Nella Roma del Novecento, tra baracche e miseria, nasce Bruno Cornacchiola, uomo segnato dalla povertà, dalla ribellione e da un odio profondo verso la Chiesa. Ma il suo cammino prende una svolta inaspettata quando, alle Tre Fontane, la Vergine Maria gli appare, affidandogli messaggi di conversione, unità e speranza. Se nel 2016 la pubblicazione del Veggente squarciò la cappa di silenzio imposta dal Vaticano sull'apparizione del 1947 e svelò i segreti che la Madonna aveva comunicato al protagonista di quel prodigioso evento, "I diari del veggente" consentono ora una più ampia conoscenza dei numerosissimi messaggi soprannaturali ricevuti da Cornacchiola fino alla morte nel 2001 e delle significative annotazioni che quotidianamente egli vergava sul suo diario. Vengono così finalmente alla luce innumerevoli riferimenti alle vicende storiche della seconda metà del Novecento, spesso anticipate dalle profezie mariane ricevute dal veggente. È la testimonianza della straordinaria vicenda di un'anima tormentata, attraversata da dubbi, visioni mistiche e lotte interiori, che si trasforma in fervido cattolico e profeta dei nostri tempi. Tra persecuzioni, sogni premonitori e incontri con figure spirituali come Padre Pio e i Papi del Novecento, Bruno si trova al centro di una battaglia tra luce e oscurità, chiamato a difendere la verità in un'epoca di crisi e divisione.
Il cinichilismo è un termine inventato per indicare un atteggiamento diffuso nella società contemporanea in cui la perdita dei valori (nichilismo) si combina con un adattamento pragmatico e disincantato a questa perdita (cinismo). Si può dire che il cinichilismo è la situazione in cui si sa che molti valori tradizionali (verità, giustizia, ideali) sono stati svuotati o messi in dubbio, ma invece di reagire o cercare nuovi fondamenti, ci si adatta consapevolmente e cinicamente, continuando a vivere puntando solo a ciò che funziona. Questo atteggiamento si traduce in una postura culturale e politica sempre più diffusa e pericolosa che attraversa l’intera piramide sociale: dai vertici del potere politico ed economico al mondo tecnologico, fino alle giovani generazioni che crescono in un contesto privo di riferimenti stabili. Il libro propone un percorso di analisi attraverso alcuni dei nodi più critici del nostro tempo mostrando come molte dimensioni della nostra epoca sembrino essere state progressivamente contaminate da questo "morbo" culturale, le cui conseguenze sono stata intuite e denunciate da una delle voci più autorevoli e illuminate del nostro tempo, Papa Francesco.
In un’epoca di crisi strutturale che da tempo investe l’Occidente, il volume intende offrire approfondimenti molteplici sulla questione del potere quale elemento decisivo di tale crisi: ne esplora i vari ambiti in cui si manifesta o si cela e le modalità con cui si forma e accresce. Quale risposta nonviolenta può essere attuata da parte dei singoli
e delle comunità? La scelta della nonviolenza attiva, là dove autenticamente vissuta e praticata, è in grado essa stessa di
esercitare un grande potere trasformativo, personale e collettivo. Essa pone al centro la partecipazione e la responsabilità che contrastano le concentrazioni di potere, contro ogni sistema oppressivo e contro la preparazione e l’attuazione di qualsiasi guerra. Il testo è stato pensato quale laboratorio di idee e di pratiche, e si connota per essere un work in progress aperto. Auspichiamo che possa essere
utilizzato quale strumento per dibattiti e lavori di gruppo, in modo tale che la riflessione continui e sia generativa di impegno condiviso.
Che cos'è la massoneria? Come è nata, quali realtà la compongono, quali riti vi si celebrano? Quali progetti persegue? E perché la Chiesa la condanna scomunicando i cattolici che vi aderiscono? È vero che Caino è considerato il primo massone? E che il luciferismo gioca un ruolo importante, decisivo.
all'ombra delle logge?
A queste e a molte altre domande risponde il presente Quaderno del Timone, scritto dallo studioso Mario Arturo lannaccone e che si conclude con una intervista a padre Paolo Siano, religioso appartenente alla famiglia dei Francescani dell'Immacolata, che ha studiato la massoneria fin nelle sue oscure profondità.
Mario A. lannaccone (Milano, 1964) scrive per mestiere, ha pubblicato molti libri di storia e storia della cultura.
Ha scritto centinaia di articoli per quotidiani e riviste.
Con il Timone ha pubblicato il romanzo La fuga ed è stato co-autore e curatore di cinque dei nostri Dizionari.
L’Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2026 si propone come strumento indispensabile di analisi dei grandi cambiamenti in corso nel bacino del Mare nostrum, segnato dalla tragedia senza fine del conflitto israelo palestinese e sconvolto dalla guerra aperta tra Israele e Iran. Nella sezione Approfondimenti, il saggio di Dalia Ghanem racconta la percezione che di Israele hanno gli Stati arabi della regione, con uno scollamento non di rado significativo tra governi e opinioni pubbliche. Il contributo di Nimrod Goren ribalta invece la prospettiva, descrivendo come Israele percepisce se stesso dopo il 7 ottobre e restituendo la fotografia di un Paese che spesso si ritiene incompreso dagli alleati, ma in cui parte della società civile non si esime da un approfondito esame di coscienza. La sezione Schede Paesi offre poi una ricostruzione storica e una lettura aggiornata delle dinamiche politiche, economiche, sociali e internazionali degli 11 Stati della sponda sud del Mediterraneo, mentre quella dei Dialoghi mediterranei inquadra il ruolo di alcuni rilevanti attori politici nell’area e la loro reazione alla crescente instabilità che l’attraversa. Giunto alla sua dodicesima edizione, l’Atlante si conferma punto di riferimento editoriale per capire il Mediterraneo, in uno dei momenti più travagliati della sua millenaria storia.
Cosa provano davvero i giovani d'oggi? In un mondo dove le generazioni sembrano parlare lingue diverse, coltivare spazi di incontro tra giovani e adulti è oggi la sfida educativa più grande. Questo libro esplora le nuove traiettorie di crescita, unendo il rigore della ricerca sociologica ed educativa alla forza delle testimonianze dirette, e propone una lettura pedagogica volta ad evidenziare l'importanza della cura educativa e a fornire agli adulti gli strumenti per riscoprire l'ascolto e agire sulla prevenzione «prima che accada». Perché il futuro dei giovani si scrive oggi, nell'attenzione che sappiamo dare ai loro bisogni prima che diventino silenzi.
La mindfulness viene spesso intesa, da chi non la conosce o la pratica meccanicamente, come un esercizio senza scopo e senza relazione. In realtà la mindfulness è intrinsecamente relazionale, con noi stessi, con gli altri e, in senso trascendente, con i valori che vogliamo realizzare in queste relazioni. Lambiase e Cantelmi guidano il lettore a utilizzare la mindfulness per entrare meglio in relazione con noi stessi e con gli altri in modo autentico, non giudicante e orientato alla realizzazione dei valori in cui crediamo. La mindfulness permette infatti di eliminare il filtro di giudizi preconfezionati, riuscendo così a essere gentili, compassionevoli, altruisti, pazienti e generosi; migliorando noi stessi e il mondo che ci circonda.
In questo libro intenso e provocatorio, l'autrice accompagna madri e padri in un viaggio profondo dentro sé stessi, là dove nascono le radici invisibili del loro modo di educare. Attraverso un'analisi lucida e senza sconti, viene esplorato come la maturità emotiva, la capacità di ascolto e il vissuto personale possano influenzare — spesso inconsapevolmente — la crescita dei figli. Quante volte, senza accorgercene, chiediamo ai nostri bambini di colmare vuoti che non appartengono a loro? Quante volte comportamenti apparentemente innocui nascondono il bisogno dell'adulto di trattenere, invece che accompagnare? Al centro di questa riflessione emerge il delicato e spesso frainteso concetto di "seduzione" in ambito genitoriale: non come provocazione, ma come dinamica sottile che rischia di mettere i bisogni dell'adulto davanti a quelli del bambino. Un invito potente a invertire la prospettiva: rimettere il bambino al centro, con i suoi desideri autentici, e riscoprire il ruolo del genitore come guida capace di "tendere verso la vita". In queste pagine è nascosto un prezioso e rivoluzionario repertorio di gesti affettuosi, per riscoprire il valore delle coccole come fondamento di una relazione sicura, rispettosa e profondamente nutriente. Un libro che non offre risposte facili, ma apre domande necessarie. E che può cambiare, nel profondo, il modo di essere genitori. Prefazione di Roberta Giommi.

