
L’articolo di Andrea Vicini sugli orientamenti attuali della teologia nordamericana di lingua inglese completa la panoramica offerta nel corso degli ultimi anni su temi e orientamenti del dibattito teologico contemporaneo nelle aree di lingua tedesca, di lingua francese e di lingua spagnola. La teologia morale, di cui il prof. Vicini si è occupato prevalentemente nei suoi studi, rappresenta il prisma attraverso il quale è possibile cogliere le forme del confronto teologico e la presenza della teologia nel dibattito pubblico. Matteo Rupil prende in esame il confronto con il pensiero di Tommaso d’Aquino di tre autori - O. Casel, K. Rahner e L. M. Chauvet - che nella teologia del Novecento si sono sforzati di aprire vie nuove alla teologia sacramentaria
Andare verso Dio è il fine unico della nostra vita, seguendo la via che la sua volontà ci ha tracciata e usando i mezzi che ha messo a nostra disposizione con generosità. Con questa idea fondamentale ben fissa, il certosino don François Pollien tratta i punti nevralgici della dottrina ascetica, dai primi passi fino agli ultimi sviluppi della vita interiore, senza arrestarsi che alle vette della unione mistica. «Tu sarai uomo di principi e i principi non si prestano a nessun accomodamento: quando si tratta invece dei mezzi da adoperare, puoi e devi essere accomodante», diceva, da ottimo conoscitore delle anime. «Don Pollien non fu un cacciatore di novità — afferma padre Mondrone nella prefazione — l’originalità, se mai, gli va riconosciuta nell’aver saputo scorgere nel tesoro tradizionale della teologia e della spiritualità cristiana verità stupende».
L’accesso delle donne alla teologia ha reso evidente l’urgenza di un ripensamento generale dei modelli, rendendo obsolete le forme statiche e i cattivi infiniti che occultano nel neutro i propri presupposti. L’insegnamento teologico può oggi abbandonare questi paradigmi, smascherandone la pretesa di universalità e l’ingiustizia strutturale che la connotava. Condizione imprescindibile per questa svolta è quella di accogliere le differenze, vagliando criticamente le prospettive acquisite, introducendo l’esplorazione di campi di indagine inediti, formulando categorie e paradigmi nuovi. Per questo nasce una nuova Serie teologica. Ciascun volume rivisita in prospettiva di genere gli ambiti teologici e si propone di attestare possibili circolarità ermeneutiche: tra discipline e temi, tra appartenenze confessionali, tra interessi e posizionamenti. La firma doppia di ciascuna ricerca è un segno del carattere aperto e dialogico dell’impresa.
Attingendo a documenti originali e a testimonianze ancora inedite, Saverio Gaeta ricostruisce uno dei capitoli più interessanti della vita di don Amorth, quello che lo vide stimatissimo mariologo alla direzione del mensile paolino «Madre di Dio», e fautore presso le alte sedi italiane della consacrazione della nostra nazione a Maria, come risposta alla richiesta fatta dalla Madonna a Fatima. La consacrazione, inizialmente osteggiata, dopo una peregrinatio che vide protagonisti milioni di fedeli nelle più importanti città italiane, si celebrò a Catania 60 anni fa. Gaeta racconta la storia e gli aneddoti del percorso che condusse a questo significativo capitolo della devozione mariana e rilegge alcuni decisivi avvenimenti della nostra nazione a partire da quel segno di protezione mariana. La parte conclusiva del testo fa riferimento anche a un altro impegno della vita di don Amorth: a causa di alcune prese di posizione riguardanti Medjugorje, egli si scontrò nuovamente con alcuni ambiti ecclesiali. Anche di questa storia Gaeta traccia un percorso di interpretazione e restituzione al lettore di una eredità del grande esorcista, non completamente svelata fino a oggi. Una porzione di storia del popolo italiano e della devozione a Maria mai raccontata prima.
Il testo esamina le tre virtù teologali nella vita cristiana. Esse restano come la base per la crescita e la profusione del proprio impegno di battezzato nella Chiesa e nel mondo. Partendo dal loro significato etimologico e spirituale, l’Autore introduce alla vita cristiana mediante un’intensa trattazione dei Padri della Chiesa. La specificità dell’esposizione consente di superare le barriere di un linguaggio teologico difficile e apre alla comprensione dei misteri della fede, facilitando nel lettore l’opera di interiorizzazione. Provoca l’intelligenza e l’apre all’accoglienza di una sempre più maggiore responsabilità personale e comunitaria della fede. Il lavoro parte dalla Sacra Scrittura, attraversa la Tradizione e il Magistero della Chiesa. L’Autore presenta la modalità con cui la Grazia divina opera nel cuore dell’uomo, a partire dal sacramento del battesimo, con il processo di divinizzazione mediante la collaborazione umana nella preghiera e nella contemplazione (fede e speranza) e nell’aprirsi al mondo come luogo in cui esercitare l’amore che ricevuto diviene motore per servire Dio e gli uomini.
La convinzione che anima l'Autore del presente volume - forte dell'esperienza di una vita e di un'attività didattica teologica, che hanno attraversato il Novecento e i primi decenni del terzo millennio - è sintetizzata dalle battute di esordio: «Solo se si adducono argomenti che evidenziano la necessità di partecipare al mistero della salvezza, che si identifica con il Cristo (cf. Col. 2,2), presente ed operante nell'Eucaristia, si può offrire una risposta che avvii a risolvere il preoccupante problema del sempre crescente numero di fedeli che, nel giorno del Signore, non prende parte alla celebrazione eucaristica».
Lo strumento dell’enneagramma è una metodologia di studio della personalità molto antica, le radici sono addirittura risalenti a oltre duemila anni fa. Questo metodo di conoscenza e crescita umana e spirituale ha beneficiato dell’apporto di una molteplicità di discipline e approcci. Tra questi sono particolarmente interessanti e ancora poco conosciuti, quelli che si intrecciano con la tradizione dei Padri della Chiesa dei primi secoli del Cristianesimo. E in molti testi sull’enneagramma si allude spesso a Evagrio Pontico. Secondo Evagrio la parte razionale - l’intelletto - può cedere all’assalto dei nostri "demoni" solo se la parte passionale è stata già conquistata. In altri termini, la passione è l’elemento primario. È dalla passione che l’intelletto viene corrotto e condizionato, dando origine a quei tarli mentali che definiamo fissazioni. E conoscere i propri "demoni" attraverso l’enneagramma e la sapienza dei Padri non è solo un esercizio teorico, ma una via pratica per ritrovare la propria vera identità.
I mutamenti che vanno investendo il nostro tempo sono così radicali e repentini da sembrare una fine. Il clima che cambia, la tecnologia che spadroneggia, vecchi fantasmi nucleari che tornano, e le turbolenze geopolitiche che agitano il mondo, sono ombre lunghe gettate sul domani che ci attende. Il sentimento apocalittico sembra dominare il nostro sguardo sul futuro, e il suo immaginario spopola ovunque. Un antico mondo letterario, prosperato attorno alla cultura biblica, torna a offrire le sue suggestioni, specie nella loro versione catastrofica, che fa della fine del mondo uno scenario nello stesso tempo terrorizzante e spettacolare. Ma il senso cristiano dell’apocalisse, che significa rivelazione di Dio nella storia, non parla della fine catastrofica del mondo, quanto piuttosto del riscatto promesso alla storia degli umani, già operante nel mondo a dispetto di ogni apparenza. La vera rivelazione riguarda il bene che vince, grazie all’avvento di Cristo, e orienta ogni contraddizione della storia al suo compimento, al suo giungere alla giustizia che il mondo contemporaneamente calpesta e reclama. Nella nostra epoca, agnostica e secolare, occorre riportare il sentimento apocalittico al suo tratto genuinamente evangelico, che invita a leggere anche le contraddizioni della storia alla luce della giustizia che esse invocano, e a scommettere sul bene che ha già vinto, una volta per tutte.
Con questo volume si conclude la prima traduzione integrale della Concordia Novi ac Veteris Testamenti di Gioacchino da Fiore. Nel precedente (libri I-IV, 2022) Gioacchino ha presentato e applicato il principio della «concordia», che gli ha permesso di individuare puntuali corrispondenze tra serie di generazioni distanti nel tempo e nello spazio. Nel V libro, equivalente per dimensioni alla somma dei precedenti, considera i significati profondi dei racconti dell’Antico Testamento. Entro l’orizzonte della dialettica lettera-spirito, propone dodici specie di «comprensione spirituale» delle Scritture, che includono le sette specie di «comprensione tipica». Queste rivelano l’impronta delle relazioni trinitarie nelle storie bibliche e nei corrispondenti passaggi della storia del mondo. Il grandioso progetto offre un fondamento divino alla concezione dei tre stati della storia e agli annunci di novità imminenti: il ritorno dei Greci all’unione con la Chiesa Romana, la conversione dei Giudei, la venuta dell’Anticristo, l’instaurazione terrena del breve stato dello Spirito.
A sessant'anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, il suo lascito e la sua interpretazione continuano ad essere oggetto di studio. Per meglio comprenderne i documenti e per riflettere sulla loro importanza per la chiesa di oggi, questo libro offre una prospettiva ratzingeriana sul Vaticano II, sia indagando il contributo specifico del teologo e pontefice tedesco che sviluppandone le intuizioni. Dai diciotto capitoli del testo, che riprendono gli interventi della giornata di studi tenuta presso l'Ateneo Regina Apostolorum, emerge come la capacità di Ratzinger di integrare fede e ragione, tradizione e novità, dogma e spiritualità, rappresenti una bussola particolarmente affidabile per accostare i testi del concilio e restituire al Vaticano II la sua vera portata missionaria: un'apertura al mondo, che nasce dall'incontro con il verbo incarnato, crocifisso e risorto, per riproporre all'uomo contemporaneo il vangelo in tutta la sua radicalità.
Uno studio critico che espone le petrine ragioni della fede in Cristo e offre una visione della civiltà umana, non allineata al pensiero oggi dominante, ben documentata grazie ai titoli universitari dell'autore, ai suoi studi e al suo vivere cristiano. Dopo aver letto questo libro non si potrà facilmente associare a Cristo nessuno degli umani inventori di religioni o rimanere nell'ignoranza nella società moderna. Il libro cancella le pseudoragioni escogitate contro Gesù considerato come figlio di Dio. Un affresco veramente innovativo e critico sulla costruzione del mondo in cui viviamo che presenta la modernità in una veste assolutamente originale e depurata dalle mistificazioni del pensiero dominante. Il libro è un valido strumento per educatori, insegnanti, persone che vogliano usare lo spirito critico per capire il mondo attuale.
Nel 1985/86 Andrea Vannoni passa un anno in America Latina, sbarca in Colombia, prosegue con la Panamericana fino a Lima, incontra Gustavo Gutiérrez, padre della Teologia della Liberazione, prosegue per Cile e Argentina, incontra Clodovis, fratello dell’altro esponente della TdL Leonardo Boff. "Un’esperienza estrema, povertà tragica, violenza feroce, oppressione dei deboli, Sendero Luminoso..." dice Vannoni. Questo libro è la sua tesi di laurea "sul campo", la sua testimonianza diretta sull’unicità, allora come ora, della TdL, cui anche Papa Francesco doveva qualcosa.

