
Può Dio farsi uomo? E, se sì, che cosa significa questo per Dio stesso e per il pensiero che tenta di comprenderlo? Ecco la domanda radicale che Hans Küng affronta nel suo Hauptwerk filosofico, scritto per il bicentenario della nascita di Hegel (1970) e qui riproposto in una edizione ampliata, con una Introduzione e nuovi testi inediti per il pubblico italiano. Conducendo il lettore in un serrato confronto con l'intero arco del pensiero hegeliano - dai frammenti giovanili sulla religione fino alla Filosofia della religione della maturità -, Küng mostra come l'idea dell'incarnazione di Dio costituisca il nucleo più profondo e più problematico della filosofia Hegel. L'intento non è celebrare né liquidare il sistema hegeliano, ma interrogarlo teologicamente: che cosa resta della fede cristiana con Hegel e dopo Hegel? La cristologia può ancora dire qualcosa di credibile sulla presenza di Dio nella storia? Il volume, oltre che una rigorosa introduzione al pensiero teologico di Hegel, è al contempo un'autobiografia intellettuale: Küng ripercorre la propria formazione dalla neoscolastica tomista all'esistenzialismo di Sartre, fino all'incontro decisivo con l'Idealismo tedesco. Le riflessioni filosofiche tardive - tra cui i discorsi per i dottorati honoris causa di Genova e Madrid - completano il quadro, estendendo il dialogo tra fede e ragione ai temi dell'etica mondiale, del diritto e della nascita dell'intellettuale nel mondo islamico. Un'opera che, a più di cinquant'anni dalla prima edizione, non ha esaurito la propria forza di provocazione.
Il volume affronta la questione del primato del vescovo di Roma in una prospettiva rigorosamente storico-teologica, operando una recensione ecumenica del documento Il vescovo di Roma Primato e sinodalità nei dialoghi ecumenici (2024). Il testo si articola intorno a tre nuclei fondamentali: le basi scritturistiche e storiche del primato petrino, la critica dei presupposti dogmatici del Vaticano I e la ricerca di possibili modi di esercizio del primato compatibili con le ecclesiologie ortodossa e protestante. Attorno a questi tre fuochi si sviluppa un ricco confronto a più voci - introdotto da Giacomo Canobbio - che intende aggiornare e proporre una lettura ecumenica serie e non concordista del primato, senza falsi compromessi ma riconoscendo la legittimità delle obiezioni storiche ortodosse e protestanti. Infatti, solo accogliendo la relatività del primato rispetto all'esperienza ecclesiale, si può davvero aprire il dialogo ecumenico a risultati significativi.
Che cosa significa veramente "servire" nella chiesa? Come e perché sono nati i ministeri nelle comunità cristiane delle origini? Quale ruolo hanno avuto le donne nella fondazione e nella guida delle prime chiese locali? L'evoluzione dei ministeri nella chiesa può considerarsi conclusa oppure è ancora aperta? Michael Theobald risponde a queste domande con un percorso che risale alle origini dei ministeri nel Nuovo Testamento e getta una luce nuova sui movimenti di riforma della chiesa di oggi. A fronte della sacralizzazione e della clericalizzazione delle strutture ecclesiastiche lungo i secoli, Gesù insegna che «servire, non dominare» è il principio fondamentale per chi vuole occupare posizioni di responsabilità nella comunità del Regno. Strutturato in tre sezioni - Fondamenta, Sviluppo e Tradizione - il volume ricostruisce la genesi storica dei ministeri, ne analizza gli sviluppi e li confronta con la tradizione ecclesiale fino al concilio Vaticano II. Sullo sfondo della domanda di riforma che attraversa oggi la comunità cristiana, Theobald mostra come il Nuovo Testamento custodisca una lezione ancora dirompente per rinnovare l'autocomprensione della chiesa nel XXI secolo.
Qual è il destino della parrocchia, oggi? È possibile rinnovare un'istituzione appesantita da modelli storici ormai inadeguati? Per secoli la parrocchia è rimasta ancorata al modello tridentino, fondato sul protagonismo del clero: ai nostri giorni questa forma presenta, per molti aspetti, dei limiti evidenti. Ernesto Palafox propone diverse strategie per un rinnovamento radicale, in particolare la cura di un ascolto strutturato. Suggerisce anzi un percorso concreto di conversione sinodale, articolato in quattro movimenti - comprendere, convertire, rinnovare, riformare - perché i consigli parrocchiali diventino veri epicentri di sinodalità. La chiave è guardare alla parrocchia come "cassa di risonanza" e "microcosmo" della vita ecclesiale e come "comunità di comunità", aperta a tutti e a tutte. Ciò significa abbandonare un clericalismo che si pretende onnicomprensivo e ritrovare la creatività e la plasticità necessarie a un autentico rinnovamento strutturale. Ecco, dunque, uno strumento agile e operativo per accompagnare un passaggio epocale ormai inevitabile, che da più parti suscita resistenze e paure, ma anche slanci e sogni di rinnovamento.
Come si prendono le decisioni in una comunità cristiana? Chi ascolta chi? E come si passa dall'ascolto alla scelta condivisa? Il sinodo sulla sinodalità ha rimesso al centro della vita ecclesiale gli organismi di partecipazione: consigli pastorali, consigli per gli affari economici, consigli presbiterali (diocesani e parrocchiali). Non apparati burocratici, ma luoghi in cui il popolo di Dio impara a discernere insieme la volontà dello Spirito. Nella pratica, però, questi organismi faticano: spesso non vengono istituiti, mancano le competenze, si confondono i ruoli, sicché le decisioni restano nelle mani di pochi. Carolina Bacher accompagna passo dopo passo le fasi di un autentico processo decisionale ecclesiale: comprendere la funzione dei consigli, dare voce a chi resta ai margini (donne, giovani, poveri), discernere alla luce della Parola senza rinunciare all'intelligenza critica, assumere le decisioni in modo trasparente e corresponsabile. Completano il volume tre schede pratiche per verificare e rilanciare i consigli nella pastorale delle parrocchie e delle diocesi, insieme ad alcune pagine dedicate alle conclusioni del Cammino sinodale delle Chiese in Italia.
Tornando dal viaggio apostolico in Turchia e Libano a inizio dicembre 2025, papa Leone XIV ha risposto alla richiesta che un giornalista tedesco gli aveva rivolto, circa un libro da leggere «per capire chi è Prevost», oltre alle opere di sant'Agostino. «Ce ne sono tanti, ma uno di questi è un libro davvero semplice, di qualcuno che non firma neanche con il suo cognome, fra Lorenzo, scritto molti anni fa. Ma descrive un tipo di preghiera e spiritualità con cui uno semplicemente dona la sua vita al Signore e permette al Signore di guidarlo». Questo piccolo classico spirituale raccoglie quanto ci rimane degli scritti e dell'insegnamento di fra Lorenzo, un autentico uomo di Dio, un umile e semplice frate converso vissuto nel XVII secolo nel monastero carmelitano di Parigi. Come scrive padre Luigi Borriello nella Presentazione, «grande lezione per i cristiani è quella di discernere e di liberare le scintille della Presenza divina, affinché possano raggiungere il monotono quotidiano trasfigurandolo in un continuo atto d'amore, così come è accaduto a fra Lorenzo della Risurrezione».
«Com'è possibile, dal punto di vista della comunione, che uomini e donne battezzati in Cristo, per il fatto di essere ciò che sono, senza una scelta a priori da parte loro, siano respinti ed esclusi dal cammino comunitario?». A partire da tale interrogativo, don Cristóbal Rodríguez Hernández affronta, con rigore teologico e sensibilità pastorale, le più importanti questioni che ruotano attorno alla presenza, effettiva e auspicata, dei credenti LGBT nella Chiesa. Si tratta innanzitutto, ci dice l'autore, di riconoscere la fondatezza della loro esperienza spirituale e da qui costruire un percorso di inclusione all'interno del tracciato del magistero della Chiesa. Il riferimento costante è l'esortazione apostolica di papa Francesco Amoris Laetitia, mentre dalla tradizione spirituale ignaziana don Cristóbal prende in prestito il modo di intendere il discernimento e l'accompagnamento, per una prospettiva che non può non far riflettere, per una Chiesa del futuro salda nei principi, ma dialogica.
Negli ultimi anni, importanti saggi hanno riscoperto il ruolo dell'immaginazione in teologia. Da queste riflessioni nasce il percorso proposto dall'autrice: un dialogo fra teologia e linguaggi della cultura, soprattutto la letteratura, attraverso il contributo di chi ha già percorso la via immaginativa.
In un tempo che illude di bastare a se stessi, la chiesa ricorda che la vocazione rimane necessaria: nel sacerdote e negli sposi cristiani si rende visibile la trascendenza. Questo volume offre una guida solida e chiara alla teologia del sacramento dell'ordine e del matrimonio: per questo sviluppa il nesso inseparabile tra consacrazione e missione, in Cristo, negli apostoli e nei ministri ordinati, fino alla loro identità come rappresentazione sacramentale di Cristo capo e pastore. Ma illumina anche la grandezza del matrimonio, sacramento che affonda le radici nell'inizio della storia della salvezza, mostrandone la profonda somiglianza con il mistero di Dio e di Cristo, fino alla celebrazione liturgica e alla vita quotidiana degli sposi.
Durante l’eucaristia il popolo di Dio è invitato a proclamare il simbolo, a professare nel Credo la propria fede. Questo libro prende le mosse da un momento vissuto così di frequente, il più intimo nella vita dei credenti, per rispondere ad alcune domande: quando e in che modo la professione di fede si è innestata nella liturgia, e in particolare nella celebrazione eucaristica? È così da sempre? È così ovunque? Grazie a un’analisi rigorosa delle fonti (bibliche, patristiche e liturgiche) e dei testi teologici, Federico Badiali offre una ricostruzione accurata dei molteplici contesti in cui, nei secoli, il simbolo ha trovato la sua collocazione nelle varie tradizioni liturgiche ed entro i diversi contesti celebrativi: pagine che fanno luce sullo sviluppo storico e su aspetti inediti del legame profondo tra liturgia e teologia.
Che cosa significa davvero dire che "Dio è amore"? È solo un’espressione devota, o la rivelazione più profonda sull’essere stesso di Dio e sul destino dell’uomo? In questo volume, Renzo Lavatori conduce il lettore dentro il cuore del mistero cristiano: il Dio uno e trino, pienezza dell’amore, sorgente unica da cui sgorga ogni forma autentica di amore sulla terra. Non si tratta di un sentimento generico né di un ideale morale, ma della realtà viva di Dio stesso, che è comunione eterna tra Padre, Figlio e Spirito Santo. Solo alla luce della Trinità l’amore non è solitudine, bisogno o possesso, ma dono reciproco, relazione, vita che si comunica. Partendo dalla Scrittura, dal Catechismo della Chiesa Cattolica e dalla grande tradizione teologica e spirituale, l’Autore mostra come tutto nasca da qui: la creazione, la redenzione, la misericordia, la vocazione dell’uomo ad amare e a lasciarsi amare. Senza questo riferimento al Dio trinitario, l’amore umano si svuota, si deforma, diventa ricerca di sé; unito alla sua sorgente divina, invece, si purifica, si risana e trova la sua pienezza. Non si tratta dunque di una semplice esposizione dottrinale: se Dio è veramente amore, allora l’uomo trova la sua verità solo entrando in questo movimento eterno di comunione.
Nell’epoca in cui tutto è diventato user-friendly, quella della fede rimane un’avventura impegnativa e per questo degna della libertà. La prosa cristiana - comprensibilmente, in un tempo complesso come il nostro - ha preferito tacere il tema e rassicurare tutti: una certa retorica, poco accorta, rischia però di banalizzare l’insegnamento esigente di Gesù. Questo libro non offre soluzioni, ma è un invito a riscoprire la bellezza e i pericoli del cristianesimo. Forse, così, smetteremo di pensare che credere in Dio, una delle questioni che ha impegnato l’umanità per millenni, significhi confrontarsi con orizzonti di piccolo cabotaggio. Occorre piuttosto esporsi alle radicali domande che il vangelo pone al nostro modo di stare al mondo. Di attraversare i pericoli del cristianesimo ne vale senz’altro la pena: quando ci si cimenta con il difficile, la vita è sottratta alla legge della necessità e dischiude l’incanto che custodisce sotto la sua dura scorza.

