
Nel battesimo ogni credente diventa anima, cristo e sposa: unico e irripetibile, consacrato nello Spirito, chiamato alla comunione sponsale con il Signore. In queste pagine, p. Ottavio De Bertolis guida a riscoprire la bellezza di questa identità attraverso un cammino semplice e profondo: rinnovare le promesse battesimali, lasciarsi formare da Maria, entrare nel Cuore di Cristo fino a condividerne l'amore pasquale. Un itinerario per tutti, capace di rinnovare la vita spirituale e la gioia della fede. Prefazione di Angelo De Donatis.
Il suicidio di chi amiamo lascia dietro di sé domande che spesso resistono a ogni tentativo di risposta immediata. Il tema interroga la fede, mette alla prova il linguaggio della Chiesa e induce a considerare entro i confini dell'esperienza del lutto spinte contrastanti, che derivano dal senso di colpa, dalla rabbia dell'incomprensione, ma anche dalla compassione e dalla speranza instancabile nella misericordia divina. Rhonda Mawhood Lee affronta il tema del suicidio nel contesto della tradizione cristiana, ripercorrendo gli insegnamenti ecclesiali che nei secoli hanno cercato di fornire riferimenti e interrogandosi sulla loro validità per i credenti di oggi. L'autrice, da pastora e da figlia sopravvissuta a un evento suicidario, propone una prospettiva cristiana che rimetta al centro la promessa della risurrezione e la solidarietà all'interno della comunione dei santi, con l'obiettivo di superare le letture semplicistiche o puramente colpevolizzanti del suicidio. Scostandosi con forza dalla tentazione diffusa di pronunciare giudizi, in queste pagine trova spazio la possibilità di riconoscere il dolore che conduce a una morte volontaria, senza rinunciare a custodire il valore della vita umana né perdere mai la fiducia nella misericordia di Dio.
A dieci anni dalla pubblicazione di Amoris laetitia, il presente volume si propone come uno strumento pensato per approfondire la svolta impressa da papa Francesco alla riflessione teologica ed ecclesiale con questa esortazione apostolica. Attraverso la forma del glossario, esperti di rilievo internazionale analizzano le categorie fondamentali che compongono la "grammatica" dell'amore cristiano: dall'accompagnamento al discernimento, dalla centralità della coscienza alla riabilitazione della fragilità. L'opera mira a superare un'impostazione puramente legalistica per approdare a una «morale dell'esistenza», capace di accogliere la «meravigliosa complessità» delle relazioni umane e di integrare le ferite dei legami contemporanei nella logica del «bene possibile». Il volume non è solo un bilancio critico del decennio trascorso, ma una bussola per una Chiesa che intende abitare la realtà concreta delle famiglie come vero locus theologicus. Prefazione di Erio Castellucci.
C'è una sensazione sottile ma persistente che accompagna l'esperienza umana da sempre: la percezione che qualcosa, nel mondo e dentro di noi, non funzioni come dovrebbe. Per quasi due millenni abbiamo chiamato questa condizione peccato originale. Questo libro invita a riscoprire il significato autentico di un'idea complessa e controversa, liberandola dai pregiudizi moderni e dalle interpretazioni troppo letterali accumulate nei secoli. Dalle inquietudini dei pensatori antichi fino alle sfide della modernità, il percorso attraversa la storia del pensiero per interrogare ciò che ci definisce come esseri umani: l'abisso della nostra incapacità di salvarci da soli e la portata radicale di una Grazia che ci raggiunge proprio dove ci eravamo smarriti. Prefazione di Gianmario Pagano.
1° volume della serie: Domande scomode. "Perché proprio a me?". Quante volte la fede è disorientata da questa domanda di fronte a situazioni difficili come la malattia? Eppure la malattia non è una punizione divina. Troppe volte però proprio questa convinzione, spesso implicita, radicata nel profondo e nell'immaginario comune, deforma il nostro modo di vivere il dolore. Affrontiamo la sofferenza con uno sguardo penitenziale e sacrificale, come se ci fosse qualcosa da espiare. In un itinerario che intreccia antropologia, esperienza, scienza e Vangelo, l'autrice decostruisce l'immagine di un Dio che manda "prove", per restituire un orizzonte più ampio e liberante. Il corpo torna ad avere voce, la fragilità si apre a possibilità inattese e la malattia stessa può essere riletta come passaggio dentro un cammino di evoluzione. Una provocazione decisiva: cambiare lente, cambiare Dio, cambiare sguardo sulla vita.
Che cosa stiamo costruendo, mentre la tecnologia trasforma il nostro modo di vivere, lavorare, comunicare e credere? Muovendo dalla domanda centrale di Magnifica humanitas, il libro accompagna il lettore dentro l'Enciclica di Leone XIV con uno stile accessibile ma rigoroso. Capitolo dopo capitolo, i grandi temi del testo - persona, comunità, Intelligenza artificiale, lavoro, pace - vengono riletti alla luce del pensiero contemporaneo e dell'esperienza ecclesiale, offrendo chiavi di comprensione e strumenti di discernimento. Completa il percorso una proposta operativa in sette tappe, pensata per parrocchie, gruppi e comunità che desiderano vivere un cammino condiviso di riflessione e di azione.
Chi è lo Spirito Santo? E in che rapporto sta con il Padre e con il Figlio? Per secoli la Chiesa cristiana ha vissuto con questa domanda aperta, affrontata spesso in modo marginale, mai con la chiarezza che il tema richiedeva. Antonio Bonato ripercorre il lungo e tormentato cammino che ha condotto alla piena definizione teologica della terza Persona divina: dagli Apologisti del II secolo, Giustino, Teofilo, Atenagora, passando per Ireneo di Lione, Tertulliano e Origene, fino alla svolta decisiva del IV secolo, quando la sfida pneumatomaca degli omeusiani e degli ariani costringe la riflessione cristiana a uscire dall'ambiguità. In questo itinerario emerge con forza il contributo dei Padri cappadoci e di figure come Atanasio e Didimo il Cieco, che getteranno le fondamenta per il riconoscimento della perfetta consustanzialità dello Spirito con il Padre e il Figlio.
L'enciclica «Magnifica humanitas»: custodire l'umano nella rivoluzione digitale
Nelle Canarie il Papa ha levato la voce per umanizzare le frontiere
«Alzad la mirada» (Gv 4, 35): il viaggio apostolico di Leone XIV in Spagna
Equità intergenerazionale e cura delle generazioni future
Il «beato transito» di San Francesco
Martin Heidegger a 50 anni dalla morte
Borges: una vita per le lettere
Chi era davvero Gesù? Che cosa sappiamo con certezza di questo giovane della Giudea capace di dare vita a una religione che ha cambiato per sempre la storia del mondo? Al culmine di una carriera che l'ha consacrata tra le voci più autorevoli nello studio del cristianesimo, Elaine Pagels ripercorre i momenti essenziali della vita di Gesù, dalla nascita alla resurrezione, attraverso una lettura innovativa dei vangeli canonici e apocrifi. Scopriamo così che Gesù parlava agli apostoli e alle folle «in codice», riecheggiando le Scritture per nascondere, per esempio, verità sgradite all'occupante romano, e che la sua crocifissione - una condanna politica - fu rielaborata dai discepoli come prova di un sacrificio divino per sottrarre il primo movimento cristiano all'accusa di ribellione. Disorientati e perseguitati, i suoi primi seguaci rinnovano infatti la grammatica del meraviglioso per dare un senso al trauma, alla perdita e alla speranza. Con la nascita verginale coprono lo scandalo di un figlio probabilmente illegittimo e restituiscono dignità a una donna forse violata; con i miracoli testimoniano l'irruzione del sacro ai margini della società; con la resurrezione rielaborano il senso della fine e trasformano il lutto in memoria, la perdita in promessa. Pagels allarga la sua indagine anche alle forme contemporanee del cristianesimo e alle diverse rivisitazioni proposte da artisti e cineasti - dalle tele di Chagall e Dalì ai film L'ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese e Maria Maddalena di Garth Davis - che, sebbene distanti dall'ortodossia, sono manifestazioni di un cristianesimo ancora capace di ispirare e innovare. In un saggio colto e appassionante, che assume spesso le tinte del giallo storico, l'autrice intreccia storia, filologia, antropologia e spiritualità per restituire la figura di Gesù alla sua complessità umana e simbolica. Senza rinunciare al rigore della ricerca, si rivolge ai credenti e ai non credenti, agli studiosi e ai curiosi, non limitandosi a chiarire la natura e il significato degli innumerevoli «miracoli» di cui è costellato il Nuovo Testamento, ma interrogandosi sulla forza segreta di un messaggio di speranza che, dopo più di duemila anni, continua ad attrarre e ispirare milioni di persone.
Medjugorje è una cosa seria, da prendere in considerazione: è questo il titolo del primo dei quaranta temi proposti alla riflessione per dimostrare la fondatezza e la serietà della lunga mariofania nella cittadina dell’Erzegovina, da oltre quattro decenni al centro di pellegrinaggi provenienti da ogni parte del mondo. Come è noto, la Chiesa ha atteso molto tempo prima di dare il nulla osta, che non è ancora il riconoscimento della soprannaturalità dell’evento, ma l’apprezzamento dei frutti spirituali e dei numerosi messaggi di indubbio valore per il cammino di fede. Ciò che ha reso difficile il giudizio dell’autorità ecclesiastica è stata la novità con cui questa volta la Madonna si è manifestata, proponendosi in un modo totalmente nuovo, come mai era accaduto prima. La vera novità di questo evento stupefacente è la sintonia con i grandi problemi del momento storico attuale, la crisi spirituale dell’umanità, il dilagare della violenza e l’approssimarsi di un conflitto mondiale capace di distruggere il mondo. In questa prospettiva, la presenza della Madonna a Medjugorje appare sempre più come l’unica àncora di salvezza che l’umanità ha a disposizione per poter sperare nel futuro. Questo infatti è il senso delle parole che il grande Pontefice San Giovanni Paolo II ha rivolto alla veggente Mirjana: «Medjugorje è la speranza del mondo».
Gesù è stato raccontato per secoli come il fondatore di una nuova religione, quasi in contrapposizione al mondo ebraico da cui proveniva. Eppure tutto, nelle sue parole e nei suoi gesti, parla la lingua dell’ebraismo: la Torah, i Profeti, lo Shema Israel, il sabato, l’attesa del Regno di Dio, la misericordia, il linguaggio sapienziale e parabolico dei maestri d’Israele. Questo libro nasce dal desiderio di restituire a Gesù la sua identità storica: quella di un ebreo del suo tempo, radicato nella tradizione d’Israele, nella sua fede, nelle sue attese e nelle sue Scritture. Con rigore storico e chiarezza divulgativa, Giuseppe Altamore guida il lettore alla scoperta del vero volto di Gesù: il maestro che pregava il Dio d’Israele, che parlava con la voce dei profeti e che si comprende pienamente solo dentro l’universo ebraico da cui è nato. Ma questo è anche un libro sulle deformazioni che, nei secoli, hanno oscurato quella verità: contrapposizioni artificiose, letture distorte, antigiudaismo cristiano, fino alle manipolazioni ideologiche dei nostri giorni. Per capire chi fosse davvero Gesù, e perché riconoscerne l’identità ebraica sia oggi più necessario che mai.

