
Questo studio propone di avanzare un’ipotesi capace di spiegare le ragioni dell’originalità del Quarto Vangelo, individuando le fonti a cui l’Evangelista attinge, le linee guida che segue, i destinatari dell’opera e, infine, l’intento che ne ha motivato la composizione; esso mostra la plausibilità che il filo rosso seguito da Giovanni lungo tutto il Vangelo sia la sequenza di Genesi 1-4, ipotesi suggerita da numerose "coincidenze", e rileva inoltre come Giovanni sembri avere un’ulteriore guida e fonte d’ispirazione nei commenti di Filone di Alessandria ai capitoli 1-4 della Genesi, nel quadro di un progetto orientato al desiderio di evangelizzare i giudei di Alessandria.
Quando una comunità vive un tempo di grande cambiamento, come sta accadendo oggi alla maggioranza di esse, ciò che è veramente decisivo è la lettura del rapporto tra il passato, il presente e il futuro. Il re Ezechia, di cui parla il Libro dei Re, fece una riforma religiosa e civile fondamentale per il suo popolo. Tra le sue azioni decisive ci fu la conservazione dell’arca dell’alleanza voluta da Mosè e la distruzione del bastone di bronzo, a forma di serpente, che pure era di Mosè, il "fondatore". Ezechia dovette gestire l’eredità del passato, discernendo tra la parte buona da custodire (l’arca) e quella da dimenticare (il serpente), dopo avergli reso la dovuta gratitudine. Così è per le comunità, anche quelle di oggi le quali, per avere ancora futuro, devono operare scelte simili a quelle di quel Re giusto. Il libro continua la riflessione di Bruni sulle comunità spirituali e ideali - articolata lungo tre assi: il carisma, le persone, le strutture - andando a individuare le sfide cruciali da affrontare perché la promessa di ieri si possa compiere, incarnandosi in strutture che favoriscano la fioritura del carisma e delle sue persone.
Paolo di Tarso è il fondatore del cristianesimo? No, ma sicuramente ha fornito, per primo, alle origini cristiane, da ebreo sapientemente dotato di tre culture, un modo di ragionare, un linguaggio, una prospettiva di vita che sono state essenziali fin dalla metà del I secolo d.C. per la diffusione del Vangelo di Gesù Cristo. Questo libro intende aiutare lettrici e lettori molto vari a confrontarsi con questa figura appassionante e con i suoi scritti, tutti aspetti fondamentali per la cultura di ispirazione cristiana e molto rilevanti nel patrimonio culturale euro-mediterraneo e globale. Tale confronto, che queste pagine confidano di rendere comprensibile e avvincente, potrà far cogliere quanto universale possa essere l’apporto delle lettere di Paolo ad un umanesimo del cuore e della mente, chiaro nelle sue radici e inclusivo nelle sue attenzioni. Tutto ciò nella logica quotidiana di una fede che si costruisce attraverso l’amore fraterno.
Padre Luca Arzenton, autore dei seguitissimi canali social della Koinonia Giovanni Battista - Oasi di Biella, presenta i suoi commenti al Vangelo di Marco. Dopo una breve introduzione sulla nascita del suo servizio di evangelizzazione online, che coinvolge oggi circa ottantamila followers in diversi social network, il libro raccoglie le omelie di padre Luca sul più antico dei quattro vangeli. Con uno stile che riscopre la profondità teologica del testo biblico mediante gli strumenti della moderna predicazione digitale, "Segui Gesù" offre un percorso unico di comprensione e attualizzazione della Parola di Dio. L’opera è il primo di una serie di quattro volumi - uno per ogni vangelo - che usciranno tra il 2026 e il 2027.
Dialogo tra due esperti della Sacra Scrittura che indagano il significato e la portata esistenziale di 18 domande di Dio all’uomo e dell’uomo a Dio, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. Un libro unico, che mette a confronto uno degli autori cattolici più noti al mondo con un giovane e brillante biblista: un incontro di generazioni e di esperienze diverse che dà vita a un testo ricco, profondo e suggestivo.
Con quali occhi guardavano Gesù i primi discepoli che erano tutti ebrei? Perché vedevano compiersi in lui le parole della Torà e dei Profeti? Questo libro di narrativa dà voce a un personaggio silenzioso del Nuovo Testamento, lo scriba del Tempio di Gerusalemme che seguì il Rabbì di Nàzaret e lasciò una piccola traccia nel Vangelo di Matteo. Il suo sguardo di custode della tradizione di Israele riporta il lettore alla radice ebraica della fede cristiana, al fondamento che non si può ignorare senza tradire l'Incarnazione stessa. In questo viaggio emozionante, basato sui testi biblici e rabbinici, molti episodi contenuti nei Vangeli ricevono una luce del tutto particolare per non dire sorprendente: dalla questione del Messia a quella della salvezza attraverso la Legge e del rapporto (spesso frainteso) con i farisei e la loro tradizione, fino alla sfida inaudita posta dal Figlio di Dio. L'opera offre uno sguardo originale e documentato sulle origini ebraiche del cristianesimo, per una lettura ebraica dei Vangeli e un contributo al dialogo interreligioso.
Il corpo della letteratura noto come midrash è generalmente diviso in midrash aggadico (narrativo) e halakhico (legale). Le raccolte che contengono principalmente storie, parabole e omelie sono classificate come midrash aggadah, mentre le raccolte incentrate principalmente sullo sviluppo della legge sono chiamate midrash halakhah. I maggiori volumi di midrash aggadah sono spesso indicati collettivamente come Midrash Rabbah. Questo gruppo di testi comprende dieci raccolte compilate nel corso di otto o più secoli. Ogni volume commenta uno dei cinque libri della Torah (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio) o delle cinque Megillot (Cantico dei Cantici, Rut, Lamentazioni, Qoèlet ed Ester). Shir ha-Shirim Rabbah è un midrash del settimo secolo sul Cantico dei Cantici compilato in terra d'Israele. L'opera interpreta il Cantico dei Cantici in maniera allegorica, supponendo che la relazione tra gli amanti descritta nel libro biblico sia una metafora del rapporto di Dio (lo sposo) con Israele (la sposa). Fuggi, amato mio, simile a gazzella o a cerbiatto sopra i monti dei balsami! Gli anziani dell'Assemblea di Israele diranno allora: «Mio Diletto, Padrone del mondo, fuggi da questa terra impura e poni la tua Šekinah nel più alto dei cieli, ma quando ti rivolgeremo le nostre preghiere, sii simile al daino che dorme con un occhio aperto e l'altro chiuso, o come un cerbiatto che, fuggendo, guarda dietro di sé. Così ci terrai in considerazione e guarderai la nostra tribolazione e la nostra afflizione dall'alto dei cieli fino al momento in cui vorrai liberarci e condurci sulle montagne di Gerusalemme dove i sacerdoti ti offriranno l'incenso degli aromi (Targum di Ct 8,14).
Ancora oggi l’umanità anela alla pace. In un mondo provato dalla violenza e dalle prevaricazioni, nasce spontaneamente il desiderio di vedere finalmente "giorni di pace". Allo stesso tempo conosciamo le forti tensioni che agitano l’animo umano, dinamiche di resistenza, pregiudizio e ostilità che spingono contro l’altro in forme aggressive, escludenti, impositive. Tutti facciamo esperienza di quanto sia difficile coltivare la pace, dentro e fuori di noi. Quale specchio dell’esperienza umana, la Sacra Scrittura mette in evidenza queste antitesi e, in seno a una storia spesso controversa e segnata dall’orgoglio e dall’ira, traccia un sentiero che segue i passi del "principe della pace". Il libro raccoglie alcune lectio di diversi autori per scrutare in profondità i passi biblici più belli e importanti sul tema della pace. Contributi di: Laura Bernardi, Anna Maria Borghi, Andrea Bottaro, Marzia Ceschia, Michele Marcato, Roberta Ronchiato, Grazia Papola, Alberto Vela.
Pur non avendo incontrato personalmente Gesù di Nazaret, Paolo di Tarso è il primo a scrivere dei testi che annunciano con vibrante passione il Cristo Risorto e gli effetti dirompenti di vita nuova prodotti dall’adesione credente a lui. Per Paolo «vivere è Cristo», in un intreccio sempre più stretto tra la predicazione missionaria incarnata in uno stile di vita concretamente trasformato dal Vangelo e, viceversa, un’esistenza rinnovata che avverte come necessità l’annuncio di Gesù morto e risorto.La stessa dinamica attraversa anche le altre lettere neotestamentarie, delle quali sono approfondite quelle non giovannee.Destinato in particolare agli studenti di scienze religiose e di teologia, il manuale si presenta come introduzione didattica alla letteratura epistolare del Nuovo Testamento. Accanto alle informazioni di carattere storico e letterario di ciascun testo, la peculiarità del volume è la guida alla lettura seguendo lo sviluppo logico-argomentativo degli scritti. In tal modo, è possibile accostarsi a questa letteratura cogliendo la situazione epistolare che ha originato ciascuno scritto e l’intenzione retorica perseguita dagli autori. Ampio spazio è riservato all’indagine esegetica di brani scelti, così da favorire un contatto diretto con i testi.
Sapevate che Gesù faceva giochi di parole? O che Paolo non chiama mai se stesso o le persone a cui scrive "cristiani"? O che ignoriamo chi abbia scritto la Lettera agli Ebrei, né se si tratti davvero di una lettera? James McGrath fa luce su questi e molti altri fatti sorprendenti. Sfatando miti comuni e malintesi su passaggi problematici, guida i lettori attraverso i meandri della critica più rigorosa. Lo studioso americano, in questa sua agile introduzione al Nuovo Testamento, mette a disposizione dei profani le sue conoscenza specialistiche. Ogni capitolo di questo volume fresco e accessibile inizia con un aneddoto o un fatto provocatorio, per poi svelare ai più curiosi fra i lettori come gli studiosi di professione affrontano la questione. Pagina dopo pagina McGrath spiega con umorismo e chiarezza la terminologia e la metodologia poco familiari ai non specialisti, per ravvivare la nostra conoscenza della seconda parte della Bibbia cristiana. In definitiva, questo non è semplicemente l’ABC per chi ambisce a conoscere il Nuovo Testamento: McGrath parte da lì, dai "fondamentali", ma conduce i lettori molto più lontano (e in profondità).
La Quaresima è il tempo forte in cui la Chiesa ci invita a risvegliarci dalla sonnolenza spirituale e a confrontarci con l’essenziale della fede. Questo libro è un invito quotidiano a percorrere i Vangeli di Quaresima e Pasqua, meditando sui grandi temi della vita spirituale: il vero amore (la Samaritana), la fragilità della libertà (il giudizio dei Farisei), il dono totale (l’Eucaristia) e il trionfo della Risurrezione. Prepariamoci a vivere la Quaresima con un cuore rinnovato e a scoprire che la Pasqua non è solo un ricordo, ma una Verità che modella il tuo presente. Il percorso quotidiano proposto: ascolto del Vangelo del giorno, riflessione sugli spunti più importanti, proposito personale della giornata: un piccolo gesto che ci aiuterà a mettere in atto la Parola del Vangelo ascoltata e meditata.
Cos'è la vita che Dio ci dona e come possiamo viverla in pienezza? Con un linguaggio accessibile, Semeraro offre una risposta a questa domanda interrogando il libro della Genesi in cui si racconta la creazione dell'uomo e la scoperta del "fuoco- necessario alla trasformazione della creazione in autentica relazione. Questo fuoco è, indubbiamente, la scoperta della libertà. Il dono della vita e quello della libertà sono il grande giogo che ci è imposto per camminare dignitosamente verso la felicità come superamento di ogni disarmonia e ristabilimento della vera pace. Un libro che aiuterà i lettori ad assumere la vita in tutti i suoi risvolti, senza timore ma anzi con il coraggio e la gioia di lasciarla trasformare dalla Parola.

