
Ricordarsi che la morte fa parte della vita e che, prima o poi questo passaggio toccherà anche a noi, può insegnarci ad aprire il cuore a un amore e a un rispetto sconfinati per Dio, per il creato e per la vita stessa. Quando si comprende davvero questa verità ogni cosa viene ridimensionata.Questo libro, con san Francesco come guida, offre pagine intense e luminose sul mistero della morte.Perché accettare Sorella morte come parte della nostra esistenza è una consapevolezza che ci scuote, che tocca cuore e mente, e può restituire autenticità e pienezza alla nostra vita.
Il manuale del responsabile Bella Fra! raccoglie tutte le proposte per vivere a pieno l’Oratorio estivo, dalla preparazione di laboratori e giochi, alla cura dell’ambientazione e le questioni logistiche. La parte più rilevante di questo volume è il racconto della vita di san Francesco suddiviso nelle 30 giornate di Oratorio estivo: partendo dalle Fonti Francescane, una parafrasi dei testi permette ai responsabili di raccontare la vita del santo di Assisi attraverso un linguaggio semplice e accessibile, attraverso brevi episodi che rendono concreta la parola chiave della giornata, offrendo spunti per l’attualizzazione nella vita dei ragazzi. Ogni episodio è corredato da un’illustrazione ad hoc.
Tra il 1956 e il 1964 Gershom Scholem tenne una serie di conferenze ai Colloqui di Eranos, ad Ascona, in parte rielaborate dall’autore e raccolte in questo volume pubblicato per la prima volta in Germania nel 1970. La sua straordinaria conoscenza della tradizione ebraica gli consente, in poche pagine, di costruire un’architettura tanto agile quanto chiara e approfondita dei concetti fondamentali dell’ebraismo, quali la concezione di Dio, la creazione, la rivelazione, la tradizione e la redenzione, e di seguire il loro sviluppo nella mistica ebraica. In questa nuova edizione, l’ampia e documentata introduzione di Saverio Campanini ricostruisce la vicenda editoriale del libro cogliendo uno degli aspetti più sofferti per Scholem: il rapporto con la lingua madre. Dopo la scelta del filosofo di vivere in Israele e la rinuncia alla cittadinanza tedesca, in equilibrio sul filo dell’identità era anche lui fra quanti «sanno di essere scrittori di lingua tedesca, ma di non essere "tedeschi"», come scrisse riferendosi a Freud, Kafka e Benjamin.
La libertà di Francesco incontra la freschezza nelle vignette: un viaggio illustrato tra storia, poesia dantesca e preghiera per celebrare gli 800 anni del santo di Assisi, ripercorrendo gli episodi della vita e l’opera. In occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco e nell'anno del Giubileo francescano, Roberto Benotti firma un’opera originale che parla al cuore e agli occhi. Attraverso una serie di vignette dallo stile fresco e immediato, il libro ripercorre gli episodi più significativi della vita del Poverello, rendendo la sua testimonianza quanto mai attuale. Il volume si articola in tre momenti preziosi: La vita a fumetti: una narrazione per immagini che cattura lo spirito libero e rivoluzionario di Francesco, ideale per avvicinare anche i più giovani alla sua figura. Dante e Francesco: una sintesi illustrata e commentata dell'XI canto del Paradiso, dove la poesia del Sommo Poeta incontra il tratto di Benotti per raccontare le "nozze" con Madonna Povertà. La voce dello spirito: una raccolta delle preghiere più belle di san Francesco, per unire la riflessione visiva al raccoglimento interiore. Impreziosito dalla prefazione del custode di Terra Santa, Padre Ielpo, Francesco anima libera non è solo un omaggio storico, ma uno strumento per riscoprire una gioia e una libertà che sanno ancora parlare all'uomo contemporaneo.
Il volume documenta per la prima volta la diffusione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nata a Milano nel 1921, nelle diocesi del meridione d’Italia. Già nei primi anni di vita l’Ateneo costituisce nel Sud, attraverso la Gioventù Femminile di Armida Barelli, la Giornata universitaria e l’Associazione Amici, una rete di sostegno che assicura un intenso legame con l’intero Paese. La ricerca ha interessato in particolare Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Vi hanno partecipato ricercatori locali e docenti di varie università, confermando la vocazione nazionale della Cattolica, riconosciuta come Ateneo dei cattolici italiani. Un compito che si realizza in vari modi: elaborando, accanto ai corsi curriculari, una cultura di riferimento per la vasta ed articolata realtà della cattolicità italiana e perseguendo una formazione piena e autentica della persona. Contribuire allo sviluppo intellettuale e morale di ogni studente significa, come scriveva Padre Gemelli, preparare una gioventù alla quale «è affidato il compito arduo di promuovere in se stessa e negli altri e quasi di sintetizzare nella propria azione lo sviluppo della vita nazionale». I saggi raccolti nella pubblicazione fanno emergere un panorama interessante della società e della sensibilità culturale delle regioni coinvolte e un’articolata rete di relazioni umane. Una rete di cui fanno parte anche gli studenti che, recatisi a studiare a Milano, una volta rientrati nei luoghi d’origine e divenuti professionisti stimati si sono posti al servizio dello sviluppo del territorio, impegnandosi anche sul piano amministrativo in numerose città. Nell’insieme le ricerche offrono un’immagine inedita della Cattolica, vista dalla "periferia" e un ricco spaccato della realtà culturale dell’Italia meridionale nei decenni centrali del Novecento, in cui si integrano le interessanti testimonianze di numerose figure in contatto con l’Ateneo e con il suo Rettore. Sono così offerti numerosi spunti e sollecitazioni per ulteriori approfondimenti. Prefazione di Elena Beccalli.
Il volume indaga la ricchezza della Chiesa nell’Italia basso medievale, mostrando come cattedrali, monasteri, conventi, ospedali e confraternite siano stati protagonisti non solo nell’ambito della spiritualità e dell’assistenza, ma anche in quello dell’economia. Attraverso ricerche dedicate a patrimoni, fiscalità, archivi e pratiche amministrative, il libro ricostruisce strategie, conflitti e innovazioni che influenzarono città e territori fra XIII e XV secolo, valorizzando soprattutto gli straordinari depositi di documentazione inedita. A emergere è un mondo sorprendentemente dinamico, in cui la gestione dei beni sacri dialogava con mercati, poteri politici e società urbana, rivelando il ruolo originale e decisivo della Chiesa nella storia economica e sociale italiana.
Semestrale della Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna.
Dal 1555 al 1870, salvo brevi interruzioni, gli ebrei di Roma furono confinati nel Ghetto, un quartiere murato con portoni chiusi dal tramonto all'alba. Il volume ricostruisce la storia della comunità ebraica romana in questi tre secoli (guerre d'Italia, Riforma, Illuminismo, Risorgimento), evidenziando la loro capacità di resistere a discriminazioni, battesimi forzati e difficoltà economiche, mantenendo la propria identità religiosa in un ambiente ostile ma in parte accogliente. Le vicende del gruppo, deciso a preservare la propria differenza, sono narrate attraverso viaggi, conflitti, incontri e figure storiche. Con l'Unità d'Italia, il Ghetto fu smantellato come simbolo di un'intolleranza ritenuta superata, ma che resta profondamente impressa nella memoria degli ebrei di Roma, i quali considerano ancora oggi quel quartiere uno spazio significativo della loro storia.
Il lungo processo diventa l'occasione per Paolo per testimoniare la sua fede nel Cristo risorto, la cui gloria aveva visto sulla strada per Damasco e dal quale era stato chiamato per poter portare la sua Parola ai gentili. Nella visione lucana la fede di Paolo, fariseo figlio di farisei, nel Cristo risorto non comporta l'abbandono della fede dei padri. Luca ritiene che Paolo sia l'espressione più perfetta della continuità, nel disegno salvifico voluto da Dio e rivelato da Gesù Cristo, tra Israele e la Chiesa. Per Luca non c'è alcuna cesura tra le promesse divine annunciate nell'Antico Testamento, la venuta di Gesù riconosciuto come il Messia, la successiva nascita della Chiesa, dopo la risurrezione del Cristo, e la missione ai pagani. La promessa nella risurrezione dei morti, in cui anche l'Israele autentico credeva, si è già adempiuta in Cristo. Con il trasferimento del processo a carico di Paolo a Roma si avvera quello che il Signore risorto aveva predetto ai suoi discepoli prima di ascendere al cielo: «e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,8). E che successivamente in due visioni, accennate anche in 2Cor 12,1, Cristo risorto aveva preannunciato allo stesso Paolo (At 22,21; 23,11).
A sessant'anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, il suo lascito e la sua interpretazione continuano ad essere oggetto di studio. Per meglio comprenderne i documenti e per riflettere sulla loro importanza per la chiesa di oggi, questo libro offre una prospettiva ratzingeriana sul Vaticano II, sia indagando il contributo specifico del teologo e pontefice tedesco che sviluppandone le intuizioni. Dai diciotto capitoli del testo, che riprendono gli interventi della giornata di studi tenuta presso l'Ateneo Regina Apostolorum, emerge come la capacità di Ratzinger di integrare fede e ragione, tradizione e novità, dogma e spiritualità, rappresenti una bussola particolarmente affidabile per accostare i testi del concilio e restituire al Vaticano II la sua vera portata missionaria: un'apertura al mondo, che nasce dall'incontro con il verbo incarnato, crocifisso e risorto, per riproporre all'uomo contemporaneo il vangelo in tutta la sua radicalità.
Un libro che interpella la vita, lo stare al mondo e il lavorare: scritto nel 1948, dopo la seconda guerra mondiale, la prima in cui i bombardamenti colpirono deliberatamente città e civili, propone una modalità di ricostruzione che, in contrapposizione al marxismo, tenga conto di uno sguardo più profondo sulla natura umana, che comprenda anche la dimensione spirituale. Cuore della riflessione è il concetto di otium, strettamente legato alla capacità di contemplazione, approccio alla realtà di cui solo l'uomo è capace, liberandosi dalla schiavitù della prestazione, dell'affermazione di sé contro gli altri e di una visione del lavoro alienante. Non si vive per lavorare, ma, seguendo Aristotele, si lavora per avere otium, che è tale in quanto legato a un tempo altro, quello della festa e in particolare della festa religiosa - cristiana - che ha il suo culmine nel culto di Dio.

