
Per decenni docente all'Università di Urbino, Italo Mancini (1925-1993) è stato tra i maggiori filosofi e teologi della seconda metà del Novecento. A lui la cultura italiana deve la scoperta di autori come Karl Barth, Dietrich Bonhoeffer e Rudolf Bultmann, in opere dove la filosofia poneva la domanda su Dio, e la teologia non dimenticava il rigore dei concetti. Un cammino che ha portato Mancini a riflettere su - e a far propria - un'espressione di Pascal e Dostoevskij: "Dio nei doppi pensieri". In Dio coabitano i contrari, la miseria e la gloria, la perdizione e la salvezza. Pensieri abissali che, secondo Massimo Cacciari e Bruno Forte, mostrano l'eredità di Mancini, la sua attualità.
L’apertura eccezionale degli archivi del pontificato di Pio XII (1939-1958) nel 2020 non ha posto fine alle polemiche sul silenzio del papa di fronte alle atrocità naziste. Questo volume restituisce le motivazioni, le riflessioni e i dilemmi delle persone coinvolte in questa storia, le loro parole ma anche i loro silenzi, superando un approccio più "tradizionale" incentrato tutto sul papa e sulla diplomazia; e mette in luce le implicazioni politiche, umanitarie, religiose e culturali delle scelte della Santa Sede ricollocandole nel lungo periodo delle relazioni tra la Chiesa e gli ebrei, al fine di valutare il peso di una cultura plurisecolare di ostilità nelle risposte del Vaticano alle persecuzioni antisemite, prima e durante la guerra, ma anche dopo la Shoah. Dando voce ai protagonisti e alle vittime delle persecuzioni, in particolare alle famiglie miste ebraico-cristiane, Nina Valbousquet si interroga più in generale sul senso della religione di fronte al genocidio e sulla capacità delle nostre società civili di rispondere alle violenze di massa.
Il rito romano della Messa, a cui partecipa la maggior parte dei cattolici nel mondo, si è formato gradualmente nel corso dei secoli. In questo sviluppo storico - dall’Ultima Cena alla riforma del Concilio Vaticano II, passando per la formazione delle prime preghiere eucaristiche, le diverse formulazioni nel Concilio di Trento, il periodo medioevale e le sue varie codificazioni - l'autore, Uwe Michael Lang, in questo saggio individua e sottolinea quali sono gli elementi caratteristici del rito romano, consegnando al lettore una sintesi originale e completa. L’autore attinge a solide risorse magisteriali, storiche e teologiche, non in una prospettiva polemica, ma con l’obiettivo di comprendere la fede. L’obiettivo è aiutare tutto il popolo di Dio a partecipare consapevolmente alla liturgia della Chiesa, che è l’espressione della sua identità più profonda.
In un tempo segnato da profondi mutamenti culturali e spirituali, la catechesi è chiamata a ripensare il proprio ruolo e il proprio linguaggio. Questo volume propone una riflessione teologica e antropologica che pone al centro l’esperienza di fede come luogo vitale dell’incontro con Dio. Superando un approccio prevalentemente nozionistico, l’autore mostra come la catechesi possa diventare un autentico servizio allo Spirito, capace di accompagnare le persone nei processi interiori di ricerca, discernimento e trasformazione. Attraverso il dialogo con la teologia contemporanea, il magistero e le scienze umane, il testo offre criteri e prospettive per una catechesi più esperienziale, mistagogica e missionaria, in sintonia con le sfide della Chiesa di oggi.
Il sabato santo è il giorno del grande silenzio: le chiese spoglie, il tabernacolo vuoto, l’attesa che sembra sospendere il mondo. Dio sembra aver abbandonato l’uomo, non volergli rivolgere più la parola. In questo silenzio, Cristo discende nello šĕʾôl per raggiungere gli «spiriti imprigionati» (1Pt 3,19), che attendono la luce nella notte fonda dell’ombra di morte. Il testo guida il lettore dentro un mistero spesso dimenticato, intrecciando Scrittura, padri della chiesa e tradizione liturgica. Ne nasce una meditazione intensa, che restituisce al sabato santo la sua forza originaria: il punto in cui la speranza si riaccende e la vita nuova incomincia.
Una comunità piccola, emarginata, assediata. Sostenuta, però, dalla testimonianza di colui che si identifica come «il discepolo che Gesù amava». Giovanni propone un percorso di poche, dense parole: guardare, credere, rimanere, testimoniare. Quattro verbi insistenti, che scandiscono il cammino per riconoscerci anche noi discepoli amati, e perciò testimoni. Il libretto vuol guidare il lettore in tale itinerario, intrecciando esegesi e semantica biblica, teologia e spiritualità, per restituire peso e vita alle parole della Parola: dodici meditazioni che non temono di attraversare le tenebre del mondo, per approdare a una testimonianza di comunione con Gesù e il Padre e di amore reciproco, che è, essa stessa, vita nuova.
E se una chiave per comprendere il vangelo di Matteo fosse un’altimetria dello spirito? Questo saggio propone un viaggio in sette tappe attraverso i monti che scandiscono la missione di Gesù: dal monte della tentazione nel deserto al monte delle Beatitudini, dalla notte di preghiera dopo una giornata interminabile al monte dove ogni malattia trova guarigione, dal monte della Trasfigurazione al buio del Getzemani, dove la paura della morte si fa reale anche per il Figlio di Dio. Il percorso culmina sul monte di Galilea, dove il Risorto invia i suoi discepoli a tutte le genti. È da qui che ripartiamo con Gesù che ci assicura: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, per sempre».
Tra i riferimenti più importanti per comprendere le origini del cristianesimo gli autori dei primi scritti cristiani di poco successivi al Nuovo Testamento sono fondamentali: parliamo del piccolo trattato della Didachè, della lettera e del racconto del Martirio di san Policarpo, delle lettere di san Clemente Romano, di sant'Ignazio di Antiochia e di Barnaba, oltre a quella, di autore ignoto, a Diogneto. Questi testi vengono qui riproposti in una edizione, corredata da schede che aiutano la comprensione e la possibilità di utilizzo per i singoli e nelle comunità cristiane di oggi. Il volume è il primo di una serie con la quale la casa editrice intende riproporre ai suoi lettori e lettrici gli scritti fondamentali della Chiesa dei primi secoli, non come opere appartenenti a un lontano passato, da tramandare passivamente, ma come testi vivi, preziosi tanto per la loro originalità quanto per la capacità di parlare ancora oggi agli uomini e alle donne di fede.
Da quando conosco l'etimologia della parola "insegnare" faccio sempre più fatica a definirmi "insegnante". In-segnare è segnare nel profondo, nel cuore, l'altro. È lasciare una traccia indelebile e non solo parole superficiali, epidermiche. Non posso definirmi "insegnante" perché bisognerebbe chiedere ai miei alunni con quale profondità li ho segnati. Quello che posso riconoscere è il segno profondo che loro hanno lasciato in me. Loro si mi hanno in-segnato. Tra queste pagine troverai tracce dei segni profondissimi lasciati dai miei alunni (e dalla scuola) in me. Un viaggio non solo per studenti, ma anche per insegnanti, genitori, educatori. Un viaggio per chiunque desideri un in-segnamento nella propria vita, a una condizione però: tornare, per qualche tempo, studenti.
San Francesco d’Assisi è uno dei santi più conosciuti e amati, ma quanto conosciamo davvero dell’uomo che ha rivoluzionato il suo tempo? Quest’opera ci presenta il santo come un enigma storico e teologico: da giovane “re delle feste” a profeta scomodo che sceglie di abbracciare gli emarginati. Emanuele Maestri fa dialogare tre sguardi di eccezione – la Legenda Maior di san Bonaventura, la ricerca di Franco Cardini e la voce profetica di don Primo Mazzolari – per restituire un Francesco immerso nei conflitti socio-economici del suo tempo, oltre il mito romantico del santo gentile. Dal bacio al lebbroso al presepio di Greccio, dall’incontro con il sultano di Damietta fino al sorprendente parallelo tra il saio e l’algoritmo nell’era dell’intelligenza artificiale, ci mostra come la “nudità del cuore” francescana continui a interrogare la politica, l’economia e la tecnologia di oggi. Un libro originale, documentato e provocatorio, che invita a riscoprire il vero volto di san Francesco e la straordinaria attualità della sua testimonianza.
In due millenni la Chiesa cattolica ha occupato immensi spazi nelle vite delle persone, convincendole oppure no, immensi spazi nel dibattito pubblico, diventandone un fattore essenziale, immensi spazi nella storia dell’umanità, creandone robusti capitoli, immensi spazi sulla superficie della Terra, disegnandone e definendone aspetto, identità e separazioni. Ed è ancora oggi protagonista di questi e altri spazi, sia con quello che di più solido e immutabile le associamo, sia con grandi cambiamenti che sono a loro volta causa ed effetto dei cambiamenti di tutto il resto. In questo numero di COSE Spiegate bene si raccontano i meccanismi della sua organizzazione accanto alle storie essenziali ai suoi rituali. Gli impegni di papa Francesco per modernizzare la Chiesa e l’organizzazione della curia romana, le clamorose dimissioni di papa Benedetto XVI, le vicende di abusi che riguardano membri della gerarchia ecclesiastica, i dati sulla diffusione del cattolicesimo in Italia e nel mondo. E poi il culto sorto intorno alle presunte apparizioni della Madonna a Medjugorje, qual è l’origine religiosa di molte festività, e come nacque la riforma protestante. E si parla anche di sesso, miracoli, bestemmie, esorcismi, alieni, libri e film. Tutto per dare sia a chi crede, sia a chi si incuriosisce alla Chiesa con maggiore disincanto, letture utili a capire il funzionamento della più grande organizzazione del mondo. Con testi di Matteo Bordone, Gabriella Caramore, Jovanotti, Mariapia Veladiano e della redazione del Post.

