
La prima enciclica di papa Leone XIV fin dal titolo - Magnifica humanitas - fa emergere la centralità della persona e dell'umanità, nel senso più pieno. E diviene fin dalle prime pagine un appello alla responsabilità personale, ecclesiale e sociale. Nel tempo che vede le nuove tecnologie intelligenti e generative diventare sempre più pervasive e influenzare i processi decisionali, l'immaginario collettivo, i sistemi di governo e le coscienze, c'è una scelta decisiva da compiere: «innalziamo una nuova torre di Babele o edifichiamo la città dove Dio e l'umanità abitano insieme»? Magnifica humanitas vede la luce nel 135° anniversario della promulgazione della enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, ma oggi non è più sufficiente ripetere i suoi insegnamenti, dice il Papa; è necessario interpretare e comprendere i progressi e le sfide del nostro tempo, e agire. Il Magistero del Papa ancora una volta sembra ribadire la centralità dell'umanità nella sua autenticità e singolarità e il dovere evangelico e morale della custodia.
Un manuale che fornisce gli strumenti introduttivi allo studio della linguistica del discorso e li applica agli studi biblici. Un testo che fornisce nella prima parte un’introduzione alle proprietà del discorso e alle diverse metodologie di studio e, nella seconda, presenta una serie di esempi tratti dall’Antico Testamento, con ampio commento ed esposizione delle caratteristiche discorsive che condizionano anche l’interpretazione del testo.
Nel quarto vangelo Gesù è un giudeo che nutre speranze per i giudei. Tutto il vangelo è "ebraico". perché pensato e scritto nell'ambito dell'ermeneutica biblica, dell'escatologia e delle feste liturgiche che hanno il loro centro nel tempio di Gerusalemme.
Come spiegare la presentazione polemica e negativa dei giudei in un vangelo così "giudaico"? Per rispondere a questa domanda, Di Luccio, esperto conoscitore del contesto ebraico del primo cristianesimo, scandaglia i capitoli che l'evangelista Giovanni ambienta durante le feste dei giudei, in modo particolare quelle del tempio. Ne ricava che esse hanno la funzione di spiegare la novità che la messianicità di Gesù apporta in relazione a tutto il sistema religioso giudaico imperniato sul culto al tempio di Gerusalemme.
Grazie a questa prospettiva, temi chiave come l'acqua e la luce acquistano nuova profondità, illuminando in modo innovativo la cristologia del quarto vangelo. L'attenzione al contesto giudaico permette inoltre di chiarire il ruolo dei "giudei" nel racconto evangelico.
La storia di san Francesco è oggetto di ricerca da otto secoli; ogni indagine ne ha fatto emergere un ritratto differente: pacifista, ecologista, pauperista, ma anche santo che parla agli animali, che riceve le stimmate... Non è impresa semplice restituire un'immagine che tenga insieme tutte le anime che compongono il ritratto del Poverello di Assisi. Paolo Curtaz decide di mettere ordine tra le tante notizie e curiosità sulla sua figura, recuperandone il centro, che è l'imitazione perfetta di Gesù. Curtaz si interroga e noi con lui sulle ragioni e le intuizioni che hanno accompagnato ogni scelta, ogni rinuncia dell'uomo Francesco, ma anche sul contesto storico in cui si è mosso e sulle persone che gli erano attorno. Il risultato non è un saggio agiografico né accademico, bensì un viaggio emozionante nelle profondità spirituali di Francesco, al cui cuore c'è Cristo, riferimento costante, pietra d'angolo: Colui di cui il Santo di Assisi era sinceramente innamorato e a cui senti di voler assomigliare giocando tutta la la vita in questa straordinaria avventura.
Nato a a Lisbona nel 1195, Sant'Antonio di Padova mostra fin da bambino una profonda inclinazione all preghiera. A soli quindici anni entra in monastero per dedicarsi allo studio, ma la svolta riva nel 1220, quando la testimonianza dei martiri francescani lo spinge a partire per il Marocco. Un'esperienza che segnerà per sempre la sua salute, ma che lo condurrà all'incontro con San Francesco d'Assisi e all'ingresso nell'Ordine. Divenuto predicatore, dopo un periodo in Francia si stabilisce a Padova, dove vive tra contrasti e grandi successi fino alla morte nel 1231. Canonizzato appena un anno dopo da Papa Gregorio IX, sarà proclamato Dottore della Chiesa nel 1946. La sua figura parla ancora oggi, soprattutto ai giovani: Antonio invita non restare prigionieri del passato, né dei suoi errori né delle sue nostalgie, ma a farne tesoro per vivere il presente con intensità e costruire il futuro con desiderio, come uomini e donne affamati e assetati di senso e di speranza.
Calendario liturgico quotidiano per il Rito romano dalla I domenica di Avvento. Nell'anno liturgico 2027 si segue il Ciclo domenicale e festivo dell'Anno B e il Ciclo feriale I. In appendice sono aggiunti sinteticamente gli snodi fondamentali del Calendario liturgico per il Rito ambrosiano, ugualmente dalla sua I domenica di Avvento sino alla domenica conclusiva dell'anno liturgico.
In un mondo che spesso distoglie lo sguardo, questo libro dà voce ai martiri del nostro tempo: uomini e donne che, in ogni angolo del pianeta, pagano con la vita la loro fedeltà a Cristo. Robert Royal ricostruisce le vicende drammatiche di sacerdoti, religiosi e laici perseguitati da fondamentalisti, regimi oppressivi, criminalità organizzata ed estremisti di ogni genere, rivelando una realtà nascosta ma viva, fatta di coraggio, fede incrollabile e testimonianza luminosa. Attraverso queste pagine scopriamo le radici spirituali del martirio, la sua autentica definizione, gli insegnamenti della Chiesa contemporanea e le forme - cruente e invisibili - in cui esso continua a manifestarsi. Un viaggio sconvolgente e necessario che mostra come il sangue e la sofferenza dei cristiani perseguitati diventino ancora oggi seme di speranza, richiamo alla verità e forza per tutta la Chiesa. Un invito a conoscere i nostri fratelli e sorelle e a non lasciarli soli. Prefazione di George Marlin.
Dialogo audace sulle grandi questioni etiche del nostro tempo nell’era delle intelligenze artificiali, il confronto etico assume nuove, affascinanti dimensioni. Cosa succede quando due voci autorevoli del pensiero contemporaneo incontrano un’IA avanzata, pronta a esplorare i confini della moralità? Questo libro cattura l’essenza di un confronto senza precedenti: Renzo Puccetti, medico e bioeticista di fama, e padre Giorgio Maria Carbone O. P., teologo, si misurano con Gemini, un modello di intelligenza artificiale, in un dialogo schietto e provocatorio. Dall'aborto all'eutanasia, dall’orientamento sessuale all'identità di genere, fino alle frontiere più complesse della bioetica e della vita umana, ogni tema è esplorato con profondità, argomentazioni rigorose e la sorprendente prospettiva offerta da un’intelligenza non umana. Questo volume non offre risposte facili, ma invita il lettore a una riflessione critica e stimolante, dimostrando come il dialogo tra scienza, fede e tecnologia possa illuminare le sfide etiche che la nostra società è chiamata ad affrontare. Un testo indispensabile per chiunque desideri comprendere meglio le complesse intersezioni tra morale, scienza e futuro.
Negli ultimi pontificati è tornato centrale, nella Chiesa cattolica e nel dibattito pubblico, il tema del rinnovamento ecclesiale, che in realtà non ha mai cessato di affiorare nel corso dei secoli. Il volume presenta, in forma sintetica, una storia delle idee ed esperienze di riforma della chiesa cattolica dal medioevo all’età contemporanea, seguendo alcuni snodi significativi: la povertà evangelica e lo spiritualismo apocalittico medievale; la crisi del Papato tra XV e XVI secolo e la successiva riforma cattolica e tridentina; l’impatto delle idee democratiche del Settecento; la lunga e complessa ricomposizione con la modernità, da Rosmini al Vaticano II e oltre. Dopo un’introduzione generale, che offre una lettura tematica e cronologica del percorso, il libro presenta una sezione antologica con testi rappresentativi (in traduzione), corredati da brevi introduzioni, commenti e indicazioni bibliografiche.
Il volume offre una lettura inedita degli Atti degli Apostoli, uno dei testi fondanti del cristianesimo. Si concentra su un’interpretazione antropologica e sociologica, oltre che storica. Gli autori individuano negli Atti pratiche e concezioni che hanno influenzato due millenni di storia: il rapporto cioè tra religione e potere, l’esigenza di una protezione giuridica del movimento di Gesù, ma anche grandi utopie come l’uguaglianza sociale, la comunità dei beni, e il Regno di Dio che porterà giustizia e salvezza dalla povertà e dalla malattia. Il commento è attento a fenomeni religiosi fondamentali come preghiera, digiuno, miracoli, esorcismi, visioni e rivelazioni soprannaturali. La ricostruzione dell’ambiente culturale antico permette di comprendere la subordinazione della donna, così evidente negli Atti, e di svelare la condizione degli schiavi, ma anche la dialettica tra i seguaci di Gesù e gli ebrei. Illumina così alcuni degli aspetti più drammatici della storia cristiana successiva. Alla luce di questa lettura, gli Atti risultano il libro del Nuovo Testamento che mostra maggiormente come il cristianesimo penetri nella complessa struttura della società imperiale. E ne risulti trasformato.
L'annuncio della morte di Dio è stato quantomeno affrettato. Per oltre un secolo, il pensiero occidentale ha dato per acquisito che il progresso scientifico, lo sviluppo economico e la secolarizzazione avrebbero consegnato la fede agli archivi della storia. Ma oggi la realtà restituisce un quadro diametralmente opposto: il mondo non è mai stato così pervaso dalla dimensione spirituale come in questi ultimi decenni. La passione religiosa non sta scomparendo: sta cambiando pelle, spostando il proprio baricentro e tornando a occupare un ruolo fondamentale nella politica globale. In questo saggio, Matteo Matzuzzi, caporedattore e vaticanista del «Foglio», disegna una mappa dei nuovi poli della fede: dall'Arizona, dove migliaia di persone si sono riunite per il funerale di Charlie Kirk, in un'America in cui il nazionalismo cristiano si trasforma in una forza elettorale compatta e muscolare, all'Africa, il nuovo «polmone spirituale» del pianeta destinato a diventare il centro del cristianesimo mondiale. Attraverso un'analisi che spazia dai complessi e delicati rapporti tra il Vaticano e la Cina di Xi Jinping alla guerra in Ucraina benedetta dal Patriarca Kirill, dalla tenuta del regime clericale in Iran fino alle ferite aperte in Terra Santa dopo il 7 ottobre, Matzuzzi dimostra che ignorare il fenomeno religioso oggi significa fraintendere il nostro tempo. La religione non è un retaggio del passato, ma una forza attiva, spesso identitaria e talvolta violenta, che modella alleanze, confini e conflitti. Mentre l'Europa sembra scivolare verso una «apostasia silenziosa», il resto del mondo si riscopre post-secolare: la fede è più viva che mai, e la sua influenza sulla geopolitica è una chiave imprescindibile per decifrare il futuro che ci attende.
Quella valdese è una storia di lunga durata, fatta di attraversamenti, fratture, resistenze, ri-costruzioni e aperture. Bruna Peyrot la ripercorre con uno sguardo storico ampio e una scrittura limpida, seguendo il filo delle trasformazioni che hanno segnato comunità e persone: la predicazione delle origini, la Riforma, i conflitti con il potere, l’Emancipazione, il ruolo della scuola, il contributo alla società italiana contemporanea. Un racconto che non isola i valdesi in una memoria separata, ma li ricolloca dentro la storia europea e italiana, restituendo al lettore e alla lettrice la complessità, la continuità e l’attualità di questa esperienza. Per i valdesi, la storia risulta imprescindibile perché dal passato germogliano i significati della loro identità collettiva. Non si tratta di un serbatoio chiuso, colmo di caratteristiche che definiscono i soggetti o una comunità, quanto piuttosto di un insieme dinamico di tratti che amalgamano passato e presente, offrendo posizionamenti verso il futuro. A conclusione della nostra narrazione, la domanda sul destino futuro dell’esistenza valdese e protestante potrebbe passare per tre parole-nodo: storia, identità, educazione, affinché resti vivo il rispetto del dissenso, cartina di tornasole delle società democratiche.

