
Alberto Mello torna alle pagine fondamentali della scrittura: i primi undici capitoli della genesi. L’autore conduce il lettore in un viaggio attraverso "L’opera degli inizi", intesa non come evento confinato in un passato remoto, ma come atto creativo continuo che si rinnova ogni giorno. Con uno stile rigoroso e coinvolgente, Mello mette a confronto il racconto biblico con le cosmogonie del vicino oriente antico, facendo emergere l’originalità della rivelazione d'Israele. L’analisi si snoda tra la solenne architettura liturgica della fonte sacerdotale e la narrazione sapienziale, più "terrena" e drammatica, che indaga l’origine del male e del dolore umano. Arricchito da riferimenti ai Padri della Chiesa e ai maestri d'Israele, il testo esplora temi universali: la creaturalità come fondamento della salute spirituale, la responsabilità dell’uomo nel mondo e la speranza di una "nuova creazione" che resiste alla violenza della storia
Senza la Regola Bollata il fascino e il carisma di Francesco si sarebbero esauriti con lui. La Regola Bollata è il vertice mistico di Francesco: dal ‘noi' sognato da lui al ‘noi' sognato con Dio. È la sua notte dello spirito, la sua crisi meno nota: non di fede, non di fraternità, ma di futuro. Lo scritto che Francesco sente meno suo («lo feci scrivere») è nello stesso tempo quello che porta a compimento il suo Ordo Amoris. Egli inventa un nuovo genere letterario: una Regola per fratelli. Non un punto di arrivo ma di partenza. La Regola Bollata è il passaggio dalla paternità possessiva a quella che dona vita e sa farsi da parte. Qui vediamo un Francesco vicino a chiunque - sia un genitore, un educatore, un leader - abbia mai dovuto imparare che governare non significa legiferare, ma custodire e consegnare un mistero.
Questa raccolta ripercorre la storia di una Quaresima e di un tempo di Pasqua vissuti in isolamento. È la cronaca di un cammino spirituale guidato e sostenuto ai tempi del coronavirus da Fra Anto Radoš, nell'anno 2020. Si presenta come un diario spirituale, la fedele ricostruzione del percorso quaresimale e del tempo di Pasqua. L'inizio è segnato dal mercoledì delle Ceneri e si conclude con la domenica di Pentecoste. Raccoglie le riflessioni di un frate francescano che da Hannover ha riunito le sue comunità dietro uno schermo per la celebrazione dell'Eucarestia e per seminare parole di conforto. Quanto più l'orizzonte sembrava cupo e la liberazione dall'incubo coronavirus lontana, tanto più s'intensificavano la preghiera e le occasioni d'incontro. Nel suo piccolo è stato un faro di luce: ha mantenuto viva la speranza grazie alle quotidiane occasioni d'incontro virtuali, ma soprattutto trascendentali. È un percorso spirituale che può essere seguito in ogni periodo dell'anno, non solo in Quaresima, ma ogni qualvolta si avverta la necessità d'intensificare la preghiera e nei momenti di sconforto, quando tutto sembra perduto e l'unica speranza è il fiducioso abbandono tra le braccia del Padre, seguendo l'esempio di Gesù nel Getsemani.
La Chiesa cattolica venera gli angeli come esseri spirituali distinti da Dio, ministri della sua provvidenza e protettori umani mentre nel protestantesimo sono stati progressivamente “cacciati” dalla centralità della fede.
Marcello Stanzione, esperto di angelologia, ripercorre la storia dalla Riforma luterana e calvinista al disincanto del XIX secolo, analizzando Barth, Bultmann e altri teologi per trovare il motivo di questa differente concezione.
Un viaggio tra Scrittura, magistero e critiche protestanti, per riscoprire il ruolo essenziale degli angeli nella fede cristiana autentica. Un testo indispensabile per comprendere le divergenze dottrinali e l’attualità della tradizione cattolica.
Tra le prime indicazioni del pontificato di papa Leone XIV spicca il richiamo alla «sana laicità». Il suo magistero è appena agli inizi, e solo il tempo ne chiarirà gli sviluppi, ma anche di fronte al dilagare degli usi politici del cristianesimo, il nuovo pontefice sembra riaffermare con chiarezza il principio della reciproca indipendenza tra sfera politica e religiosa. Fino a che punto questa affermazione rispecchia il vissuto dalle Chiese nazionali? Attraverso il caso emblematico della Chiesa italiana, il volume ricostruisce il tortuoso percorso dal clericalismo alla laicità, segnato da resistenze, compromessi e ambiguità fino alle eredità ancora presenti dell'assetto concordatario. Un'analisi che interroga il significato e i limiti del ruolo pubblico della Chiesa.
L'indagine sugli abusi sessuali nella Chiesa chiama in causa il rapporto tra la memoria, con il suo valore identitario, e la storia, a cui spetta il compito di interpretare i racconti individuali in una prospettiva più ampia: l'atto violento non è mai isolato, nasce in un sistema relazionale di abuso di potere che accomuna diversi tipi di istituzioni. La prima parte del volume esamina il contesto specifico della Chiesa cattolica: il contributo dell'approccio giornalistico e giuridico nei casi di denuncia; il modo in cui catechismi e manuali di dottrina hanno forgiato l'immagine del sacerdote; le definizioni teologiche e canoniche dell'abuso nei discorsi sulla sessualità; la tendenza a collocare la violenza sessuale nell'ambito del peccato e non del crimine. La seconda parte approfondisce casi di abuso verificatisi tra il XVI e il XX secolo, accomunati da interrogativi di fondo sul dovere di denuncia, la reazione delle autorità ecclesiastiche, le varie forme di silenzio - delle vittime e delle famiglie, dell'abusatore, della Chiesa, degli archivi. Qui, nella capacità di leggere i silenzi tanto quanto le testimonianze, il ruolo dello storico si rivela essenziale. Ricostruire la storia degli abusi sessuali e di potere nella loro dimensione relazionale e sistemica «è una tappa ineludibile nel processo di riparazione collettiva che è uno dei doveri della nostra epoca». Contributi di: Fernanda Alfieri, Carlos Álvarez, Sarah Barthélemy, Mita Choudhury, Tommaso Dell'Era, Karlijn Demasure, Massimo Faggioli, Jean-Pascal Gay, Claudia Stella Geremia, Vincenzo Lavenia, Silvia Mostaccio, Virginia Reinburg, Alessandro Serra.
Nei primi giorni del pontificato, Papa Leone XIV presenta la scelta del suo nome come risposta alle sfide del progresso digitale e come invito a rinnovare la bioetica alla luce della dottrina sociale della Chiesa. Il libro propone un cammino interiore ispirato a Sant’Agostino, orientato alla ricerca della verità e all’incontro con Dio nel cuore dell’uomo. Attraverso una riflessione teologica e antropologica, l’opera mostra come la dignità umana derivi dall’essere creati a immagine della Trinità. Ne scaturisce un’etica cristiana fondata sull’amore, capace di illuminare le sfide della tecnologia e della società contemporanea. Al centro vi è l’inclusione come espressione concreta della carità evangelica: accogliere ogni persona riconoscendone la dignità e il volto di Dio. Un invito a vivere la fede in ogni ambito dell’esistenza e a intraprendere un autentico esodo interiore verso una vita pienamente umana e aperta agli altri.
Quest’opera straordinaria rappresenta la prima traduzione italiana e l’esegesi teologica della celebre biografia scritta in latino dall’abate Celestino Telera. L’opera non si limita a essere una biografia storica, ma si configura come la restituzione di un Santo al cuore della Chiesa, finalmente liberato dai pregiudizi della storia e dalle moderne distorsioni esoteriche o superstiziose. Attraverso 11 capitoli, il lettore viene accompagnato lungo un cammino spirituale che unisce il rigore della ricerca alla bellezza della meditazione e della preghiera. Per favorire un’assimilazione del testo, ogni capitolo è preceduto da una breve nota introduttiva che offre la chiave di lettura e si chiude con un commento teologico che ne evidenzia l’attualità spirituale. Il volume è ulteriormente impreziosito dalle presentazioni dell’Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, mons. Antonio D’Angelo, e del Sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi.
Il 2025 segna il 1700° anniversario del Concilio di Nicea. Questo volume esplora la dinamica tra concili, sinodi e liturgia: le implicazioni dei sinodi sulla lex orandi della Chiesa e come la liturgia celebrata nei sinodi rivela la loro identità ecclesiale, illuminando il fondamento storico e teologico della sinodalità come dimensione costitutiva della Chiesa.
Questo libro è una testimonianza personale consegnata con semplicità e umiltà a quanti desiderano intraprendere un cammino di fede o ritrovare il gusto della preghiera, ma sentono di non avere gli strumenti, le conoscenze o la forza necessaria per iniziare. Benedetta Palella non si propone come una maestra distante, bensì come una compagna di viaggio che condivide la propria esperienza concreta. Offre racconti, riflessioni ed esempi tratti dalla Parola di Dio, dalle testimonianze dei santi e dalla sua vita. Narra, in modo particolare, come, durante l’adolescenza, abbia vissuto un incontro autentico con Gesù, un incontro che ha trasformato profondamente il suo modo di guardare la realtà e che oggi rappresenta il centro della sua vita e della sua missione digitale.
Il volume affronta il tema del diaconato nella storia della Chiesa. Si parte dalle testimonianze degli autori antichi e da quanto sappiamo o ignoriamo rispetto alla rilevanza di figure apparse nel corso del primo millennio. Dopo aver progressivamente perso importanza lungo i secoli, riducendosi a una tappa di passaggio verso il sacerdozio, con il Concilio Vaticano II il diaconato maschile recupera un suo ruolo, sebbene non omogeneo nei diversi scenari geografici. Vengono inoltre analizzati i motivi dell'esclusione delle donne da tale servizio, mostrando come le diverse commissioni di studio degli ultimi cinquant'anni hanno portato a conclusioni diverse rispetto alla declinazione solo maschile del diaconato. Forse nel giro di qualche anno la situazione potrebbe cambiare, e in questo senso il libro delinea una proposta di studio e di ricerca.
Il volume raccoglie, per la prima volta in traduzione italiana, undici omelie sulla celebrazione liturgica, pronunciate nel 1919, e uno scritto del 1942 dedicato alla predica mistagogica, che introduce al mistero eucaristico. Riallacciandosi alla tradizione antica e medioevale dei commenti alla Messa, Romano Guardini reinterpreta questo genere di predicazione in maniera personale e originale, anticipando la strada che sarà indicata dal Concilio Vaticano II. La predica mistagogica si inserisce nello svolgimento del rito liturgico al fine di preparare l'azione sacra, di spiegarne simboli e gesti, di «lasciarla risuonare nell'anima» dei fedeli che vi assistono, per farli entrare nel mistero celebrato e porre i significati simbolici della Messa in relazione con le esperienze e le realtà della vita. Nella loro apparente inattualità, le omelie qui proposte rinnovano oggi l'invito a restituire alla liturgia la sua forma essenziale, come esperienza viva e sensibile della Grazia, e al popolo di Dio la possibilità di parteciparvi in pienezza. Romano Guardini (1885-1968) è stato uno dei protagonisti della storia culturale europea del sec. XX. Presso la Morcelliana è in corso di stampa l'Opera Omnia.

