
Il libro ripercorre la vita di don Francesco Cavazzuti (Carpi, 1934-2021), sacerdote italiano giunto in Brasile nel 1969 come missionario nella diocesi di Goiás. Ispirato dal concilio Vaticano II e dalla teologia della liberazione, Chicão, così era affettuosamente chiamato, si schierò con i più poveri, denunciando le ingiustizie sociali e la dittatura militare. Perseguitato dai servizi segreti e minacciato di espulsione, continuò il suo ministero fino al 1987, quando un attentato lo privò della vista. Una testimonianza di fede profetica e impegno per i diritti umani nel Brasile del Novecento. Prefazione di Erio Castellucci.
Esce in Italia l’opera definitiva su suor Maria della Trinità, la clarissa di Gerusalemme la cui causa di beatificazione sta suscitando un interesse crescente in tutto il mondo cattolico. Non è solo una biografia, ma un’immersione nei testi autografi di una delle mistiche più affascinanti del novecento. Racconta con una penna nuda e vibrante la sua conversione: dal deserto dell’ateismo e della malattia fino al "colloquio interiore" con una voce che le parlava nel silenzio del chiostro. Arricchito da lettere inedite, poesie e testimonianze dirette, il libro svela il carisma di una donna che ha saputo trasformare la sofferenza in un’offerta d’amore universale.
Un libro pensato per i catechisti per accompagnare i più piccoli alla scoperta dell'iniziazione cristiana: il coraggio di fare il primo passo verso gli altri, proprio come ha fatto Gesù. Attraverso attività creative, momenti di riflessione e spunti pratici, i bambini impareranno che ogni loro piccolo gesto è un modo per costruire il Regno di Dio. Pensato per catechisti, genitori, educatori per la lettura-gioco con i più piccoli, il libro unisce il rigore di un percorso di iniziazione cristiana alla forza pedagogica della creatività: forbici, carta e colla diventano strumenti di evangelizzazione, proprio come nello stile che ha reso Din Don Art un punto di riferimento per la catechesi dei più piccoli in Italia. Introduzione di Santo Marcianò.
Come può una comunità cristiana essere davvero missionaria e sinodale? Imparando a convergere senza smettere di divergere: convergere su ciò che è essenziale; divergere per custodire le differenze, aprirsi alla novità e liberarsi dalla rigidità. A partire dallo stile di Gesù, uomo libero e divergente, questo libro invita a ripensare relazioni, missione, comunione, servizio e formazione secondo la logica sinodale del Vangelo, che chiede di ascoltare tutti. In questo spazio può agire lo Spirito di Dio, che sorprende e apre strade nuove. Nasce così l’immagine di una Chiesa “divertente”: viva, capace di cambiare direzione, lasciarsi trasformare dall’incontro e abitare il mondo con libertà, creatività e fedeltà al Vangelo.
Saggio di teologia spirituale, memoria biografica o percorso di preghiera? Al di là delle cose è tutto questo e molto di più. Pubblicato nel 1969 e divenuto rapidamente una lettura di riferimento per intere generazioni, racchiude l’eredità spirituale di Carlo Carretto dopo gli anni trascorsi nel deserto algerino sulle orme di Charles de Foucauld. In un’epoca di grandi stravolgimenti, Carretto sceglie di “contestare con amore”, facendosi voce profetica che invita a riscoprire la dimensione verticale della vita. Attraverso la contemplazione e una meditazione sulle Beatitudini, guida il lettore dall’Assoluto di Dio all’assoluto dell’uomo. Un invito attuale e travolgente a fare spazio nel caos quotidiano per superare le apparenze e «gridare il Vangelo con la vita».
È ancora attuale san Tommaso nel pensiero filosofico e teologico? In quale misura la riflessione contemporanea continua a basarsi sulla sua opera? Hanno provato a chiederselo, in una ricerca congiunta, l’Istituto Teologico di Basilicata, l’Università degli studi della Basilicata (Dipartimento di studi umanistici) e la Scuola di Anagogia di Bologna. I risultati sono condensati in questo volume, in cui i vari studiosi approfondiscono aspetti diversi della problematica. L’intervento di Giuseppe Barzaghi offre una lettura anagogica del tomismo: il conoscere non è mediazione tra soggetto e oggetto, ma luogo di una coincidenza intenzionale in cui l’apparire stesso diventa intelligibile. A partire da questo denso contributo si articolano gli altri testi, dove vengono approfonditi punti di vista differenti e prese di posizione da parte dei grandi autori del secolo passato.
Libretto tascabile con una catechesi del 1991 di Giovanni Paolo II sulla preghiera. Il filo conduttore: la preghiera non è sforzo umano ma dono dello Spirito che prega in noi, e questo viene mostrato da Gesù che esulta "nello Spirito Santo" e si ritira nel deserto, fino a Paolo, per cui è lo Spirito a farci gridare "Abbà, Padre" e a intercedere in noi "con gemiti inesprimibili". Il testo magisteriale è accompagnato da fotografie a piena pagina di paesaggi alpini e del Santo Pontefice in alcune gite e nei soggiorni estivi in montagna: un secondo racconto visivo che fa eco, per assonanza più che per illustrazione diretta, al "deserto interiore" di cui parla la catechesi e al respiro del titolo.
L'antologia riunisce, con una impostazione del tutto originale, un intento divulgativo e un taglio agevole, testi che nella poesia italiana delle origini appartengono alla tradizione del canto di lode e di contemplazione. Il punto di partenza è costituito dalle Laudes creaturarum di san Francesco, a cui variamente si ricollega la sensibilità di diversi generi: laude anonime estrapolate da vari laudari, testi didattici sulle verità ultime della fede (Giacomino da Verona, Bonvesin da la Riva), laude d'autore (da Iacopone da Todi fino a Girolamo Savonarola), cantari religiosi in ottave (come nel caso del senese Niccolò Cicerchia) e sacre rappresentazioni. Si tratta di una costellazione di opere poetiche pensate in origine per rivolgersi a un uditorio ampio e variegato, dotate di una forte carica comunicativa e caratterizzate da una potente immaginazione. Questa raccolta colma un vuoto editoriale, non essendoci sul mercato antologie con approccio simile, e intende inserirsi, con una propria singolarità, all'interno delle celebrazioni dell'ottavo centenario della morte di san Francesco (1226-2026).
«Quando fede e teologia si esprimono sul significato e sull'importanza salvifica dell'uomo nella storia di Dio, devono parlare anche di Maria». L'atto, libero e non dovuto, con cui Dio comunica se stesso al mondo culmina nell'Incarnazione del Figlio: con il suo sì Maria ha corrisposto a quest'offerta di grazia, ha accolto in sé il Salvatore e, con lui, la salvezza per l'umanità intera. Le meditazioni qui raccolte, frutto delle prediche tenute da Karl Rahner a Innsbruck nel mese di maggio del 1953, approfondiscono la figura di Maria, il suo posto nella teologia e nella storia della salvezza e le verità di fede che la riguardano: è Madre di Dio e Immacolata Concezione, vergine, esente dal peccato e, dopo la morte, assunta in cielo in anima e corpo. Emerge così il suo significato per la vita personale del credente: Maria è realizzazione piena di ciò a cui ogni cristiano è chiamato, in lei prende corpo la promessa che un'umanità pienamente realizzata è possibile. Ci invita a essere, gli uni per gli altri, mediatori di salvezza.
Il Francesco di Dante non è una biografia o una agiografia. È l’elogio d’una esemplare povertà evangelica. Pochi, perciò, ma essenziali, i momenti della sua vita scelti dal poeta: la nascita ad Assisi-Oriente, lo scontro col padre e lo sposalizio con Madonna Povertà, i primi seguaci e la Regola, la missione presso il sultano, le stimmate, la morte.
Il Natale è la festa cristiana che, più di qualsiasi altra, coinvolge tutti i credenti, anche quelli che normalmente si dichiarano "non praticanti". Il Natale crea pathos e dà vita a emozioni che si possono riscontrare soltanto in un altro giorno dell'anno, anch'esso molto particolare, sebbene di segno totalmente opposto, cioè il venerdì santo. Ecco perché credo sia doveroso, da parte di ciascun cristiano, prepararsi a vivere bene il Natale, quello vero: certamente, laddove è possibile, con una intensa partecipazione interiore alle diverse liturgie di questo tempo o, almeno, a qualcuna di esse, ma anche con tanta semplicità.
I Papi, dal Novecento fino ad oggi, hanno denunciato l’assurdità e la mostruosità di tutte le guerre, hanno richiamato governanti a percorrere vie di riconciliazione, di giustizia e di concordia, hanno chiesto l’impegno dei popoli per creare una famiglia umana armoniosa e solidale, hanno pregato e fatto pregare per la pace, il bene più importante e fondamentale. Oggi siamo chiamati tutti a dare il nostro apporto per costruire un mondo giusto e fraterno, per edificare ponti di dialogo e comunione, a partire dalle nostre famiglie. Non si può solo stare a guardare mentre intere popolazioni vengono sterminate in nome del dio denaro, mentre bambini ogni giorno muoiono di fame e di stenti, mentre la dignità di tanti è calpestata e oltraggiata senza alcuna remora. Noi cristiani dobbiamo essere testimoni credibili e coerenti di Gesù, il ponte di Dio verso di noi, e avere il coraggio di gridare contro ogni ingiustizia, menzogna, violenza. Il tema dell’agendina di quest’anno, "Essere ponti di pace", tramite gli appelli vigorosi e intensi dei Papi, così spesso disattesi e traditi anche dai cristiani, si fa esortazione a responsabilizzarsi e a diventare attivi operatori evangelici di pace.

