
Cosa succede al cristianesimo se Dio non è più necessario? Potremmo tradurre così la sfida affrontata in questo libro da Jan Loffeld. Il punto di partenza è un dato sociologico e pastorale ormai inaggirabile: nelle società europee la maggioranza delle persone vive in una condizione di apateismo: l'idea di Dio è semplicemente irrilevante. Loffeld indaga i caratteri di questa profonda trasformazione e allo stesso tempo ne saggia le potenzialità con strumenti di sociologia della religione e teologia pastorale. Davanti all'indifferenza non servono né l'irrigidimento identitario né la rincorsa apologetica. Ne deriva un chiaro invito a riscoprire una Chiesa «kenotica» - che rinuncia a privilegi e potere - e una teologia narrativa, capace di intrecciare la «grande storia» del Vangelo con le «piccole storie» individuali di ogni giorno. Una delle analisi più lucide e una delle proposte più discusse della recente teologia europea. «Questo libro di Jan Loffeld dovrebbe essere una lettura obbligatoria, soprattutto per tutti coloro che sono impegnati nelle chiese cristiane» (dalla Prefazione di Tomáš Halík). Il volume comprende inoltre una postfazione di Armando Matteo e, in appendice, il dibattito con Matthias Sellmann sul paradigma dell'ottimizzazione pastorale.
I Papi, dal Novecento fino ad oggi, hanno denunciato l’assurdità e la mostruosità di tutte le guerre, hanno richiamato governanti a percorrere vie di riconciliazione, di giustizia e di concordia, hanno chiesto l’impegno dei popoli per creare una famiglia umana armoniosa e solidale, hanno pregato e fatto pregare per la pace, il bene più importante e fondamentale. Oggi siamo chiamati tutti a dare il nostro apporto per costruire un mondo giusto e fraterno, per edificare ponti di dialogo e comunione, a partire dalle nostre famiglie. Non si può solo stare a guardare mentre intere popolazioni vengono sterminate in nome del dio denaro, mentre bambini ogni giorno muoiono di fame e di stenti, mentre la dignità di tanti è calpestata e oltraggiata senza alcuna remora. Noi cristiani dobbiamo essere testimoni credibili e coerenti di Gesù, il ponte di Dio verso di noi, e avere il coraggio di gridare contro ogni ingiustizia, menzogna, violenza. Il tema dell’agendina di quest’anno, "Essere ponti di pace", tramite gli appelli vigorosi e intensi dei Papi, così spesso disattesi e traditi anche dai cristiani, si fa esortazione a responsabilizzarsi e a diventare attivi operatori evangelici di pace.
Negare l'esistenza degli angeli equivale a rinnegare la verità di alcune pagine della Bibbia che descrivono episodi in cui gli angeli sono protagonisti.
Questi esseri svolgono il ruolo di messaggeri della Parola di Dio. Perché dovrebbero essere considerati semplicemente frutto dell'immaginazione dei loro interlocutori? Gli angeli si sono sempre manifestati per comunicare messaggi di grande importanza nel compimento del disegno divino. Tra gli altri, parlarono ad Abramo, ad Agar, a Giacobbe, a Mosè, a Zaccaria, ai pastori di Betlemme, a Maria, a Giuseppe e, infine, alle pie donne presso il sepolcro di Gesù. Dio si servì degli angeli per mettere alla prova l'uomo, ma anche per guidarlo amorevolmente sulla giusta via.
Anna Maria Cenci
Anna Maria Cenci, laureata in Medicina e scrittrice con una profonda passione per la Sacra Scrittura, ha dedicato la sua vita all'annuncio della Parola di Dio. E deceduta nel 2005. Per diversi anni, ha condotto su Radio Maria una rubrica intitolata: «La Bibbia in briciole» trasmessa ogni martedì mattina, con l'intento di far conoscere la Parola di Dio.
La rubrica è stata seguita da migliaia di persone.
Negli anni Ottanta e Novanta, ha pubblicato oltre una decina di titoli per il Centro Editoriale Cattolico e per il Progetto Editoriale Mariano, oggi facenti parte dell'Associazione Editoriale di Promozione Cattolica - A.E.P.C., che attualmente è impegnata nella diffusione di questi testi, ritenuti fondamentali per una catechesi di nuova Evangelizzazione. L'A.E.P.C. ha pubblicato, nel novembre 2025, la Quinta edizione di un altro importante libro di Anna Maria Cenci: Perché Non tutte le Religioni sono Uguali.
«Non sono ciò che sono, ma ciò che fanno: nella storia degli angeli si nasconde la più antica teoria del potere». Quando appaiono non si lasciano riconoscere facilmente. Hanno un aspetto ordinario, il volto e il corpo di un uomo qualunque. Ridono, piangono, parlano, litigano anche tra loro. Eppure non sono mai ciò che sembrano. Gli angeli sono di gran lunga le creature più curiose della mitologia cristiana: hanno un corpo fatto d'aria, volano e sono divini solo per partecipazione. Ma soprattutto, stando al mito, fanno parte della più antica delle società del cosmo, quella dove tutto dovrà tornare alla fine della storia. Il nome che la teologia riservava alla loro comunità era gerarchia, letteralmente 'potere sacro', la misura della fusione tra divinità, potere e socialità. Per essi, la divinità non era però una qualità del loro essere, ma la pura esperienza sociale di esseri superiori agli altri. Con la raffinata scrittura di tutti i suoi libri, Coccia racconta la storia e la logica di questi miti e mostra come essi continuino a influenzare il pensiero politico e sociale occidentale nella modernità europea.
Dopo la presentazione generale dello scritto inviato da Paolo alla comunità di Roma, così rivoluzionario che - a giudizio dell'autore - il cosiddetto sensus fidelium è spesso sguarnito di fronte a ciò che la teologia di Romani vuole mettere in rilievo, il volume si concentra sull'analisi strutturale, filologica ed esegetica del testo della lettera. La parte finale propone, invece, uno studio sul contesto storico culturale dello scritto paolino.
Incontri tra popoli, culture e civiltà del Mediterraneo: questo è "Fantastico Medioevo", narrazione avvincente ma rigorosa di un passato che parla al presente e orienta il futuro. Nel 1130, a Melfi, crocevia del potere politico e religioso, nacque il Regno di Sicilia. A ‘inventarlo' dal nulla fu una figura controversa: l'antipapa Anacleto II. Nel corso dei secoli quell'istituzione, pur cambiando variamente denominazione, avrebbe influenzato le sorti dell'Italia e dell'intera Europa.
Nel cuore della guerra fredda, mentre il mondo vive sotto la minaccia nucleare con diversi conflitti aperti e le religioni sono ancora divise da secoli di diffidenze e scontri, Giovanni Paolo II compie un gesto destinato a cambiare la storia: invita ad Assisi, il 27 ottobre 1986, i leader delle grandi religioni mondiali a pregare per la pace. È la prima volta nella storia. Cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, induisti, scintoisti e rappresentanti dei culti animisti siedono gli uni accanto agli altri nella città di san Francesco. Non per confondere le religioni, ma per mostrare che la pace è al cuore di ogni esperienza religiosa. Da quella giornata nasce e si diffonde ciò che Wojtyła definì "lo spirito di Assisi": un nuovo linguaggio spirituale e umano, capace di attraversare la fine del Novecento, di globalizzarsi e di parlare ancora al nostro tempo inquieto. Con la forza narrativa dello storico e la partecipazione del testimone diretto, Andrea Riccardi ricostruisce la genesi di quell'evento straordinario: le resistenze della Curia, le tensioni internazionali, il ruolo delle religioni nella crisi del mondo contemporaneo, i sogni di fraternità oltre i muri ideologici e politici. Questo tuffo nella storia non racconta soltanto una giornata memorabile ma anche le realizzazioni che ne seguirono, fino ad oggi. Prima tra queste la trasformazione delle religioni da elemento di conflitto a risorsa di pace sulla scena globale. Da Assisi ha preso forma una delle intuizioni più profetiche del mondo contemporaneo: l'idea che il destino dell'umanità dipende anche dalla capacità delle religioni di incontrarsi, parlarsi, stimarsi e disarmarsi.
Un supporto. Un aiuto che forse mancava, per argomentazione, per didattica, per prospettiva, per la natura dei confronti proposti, per le analisi concettuali a tutto campo. L'intenzione di questo libro è offrire un punto di riferimento che sia a un tempo duttile ed esaustivo, lineare e rigoroso. È destinato a studenti di scienze religiose e laici impegnati nel sociale; insegnanti di religione e di lettere; a parroci e catechisti; a intellettuali e semplici cristiani che desiderano approfondire la propria fede; a filosofi e teologi, come a ragazzi che si interrogano sulla ragionevolezza del Cristianesimo. Quattro grandi sezioni; una successione continua di settanta paragrafi, anche esaustivi in sé; una ripetizione dialettica dei passaggi concettuali più difficili, da diversi punti di vista; un linguaggio a volte provocatorio e non sempre politicamente corretto, affinché ogni tesi sia stimolante e costringa a pensare, a riflettere, a rielaborare criticamente ogni posizione. L'esistenza di una filosofia cristiana è un dato di fatto: i dogmi hanno assunto concetti filosofici; l'evangelizzazione - radicata nelle Scritture e nella Rivelazione e attuata dall'opera sacramentale della Chiesa - ha assunto un linguaggio e una logica, nell'attendibilità dei fatti storici, nel confronto con dottrine alternative, nel tentativo di raggiungere il cuore e la mente di ogni uomo e di ogni donna. Non è affatto in contraddizione con ciò che Paolo chiama «scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani» (1Cor 1,23). Il pensiero cristiano contempla invece la contraddizione: Cristo mostra la contraddizione di ogni cuore, contraddizione che porterà alla resurrezione oppure (aut) alla caduta (cfr. Lc 2,34-35). Il Cristianesimo rivela l'irriducibile contraddizione e inconciliabilità tra lo Spirito Santo e lo spirito del mondo, tra grano e zizzania. Il peccato originale di Adamo pone l'uomo nella condizione universale e irreversibile di peccato, colpa, condanna, pena e morte. L'unico modo - assurdo - di risolvere l'irrisolvibile è proprio e solo l'Incarnazione di Dio: solo una Persona che sia vero Uomo e vero Dio, che abbia quindi senza confusione le due nature, è in grado di pagare ciò che la Giustizia di Dio esige. La filosofia cristiana si radica in questo e si pone nel pensiero occidentale che le è proprio, tra coloro che l'hanno preceduta, coloro che l'hanno elaborata e coloro che l'hanno combattuta. Si tratta ora di capire, come, dove e perché.
E se si leggesse l'Apocalisse di Giovanni come una denuncia contro un sistema politico, economico e sociale oppressivo? Se interpretarne i segni, oggi, si rivelasse una risorsa per far fronte alle crisi sotto le quali il mondo sta crollando? In questo libro, Catherine Keller, teologa e filosofa, parte dal Libro della Rivelazione per esplorare il concetto di "apocalisse": intesa storicamente come fine violenta del mondo, sembra ben adattarsi allo scenario globale attuale, tra crisi climatica, declino delle democrazie, povertà e ingiustizia sociale: tutte catastrofi di cui l'essere umano è vittima e autore insieme. Intrecciando teologia, filosofia, ecologia e politica, Keller cerca di sottrarre l'immaginario apocalittico alle interpretazioni che cedono alla facile paura (e ne fanno spesso strumento di oppressione e controllo) restituendogli la propria carica rivoluzionaria e dirompente. L'apocalisse può essere opportunità di cambiamento, di apertura al nuovo, per cogliere con speranza le ultime occasioni di salvezza rimaste.
Virginia de Leyva è la donna a cui si è ispirato Alessandro Manzoni per la monaca di Monza deI promessi sposi. Manzoni la liquidò in tre parole - «la sventurata rispose» - e lasciò due immagini così efficaci da essersi impresse in chiunque sia andato a scuola: la bambina che gioca con le bambole vestite da suora, perché è già dalla nascita avviata alla clausura, e la ciocca di capelli che spunta sotto la benda sul capo, segno minimo e ostinato di trasgressione. Sono entrambe inventate. Quel che Manzoni non raccontò è stato riempito da romanzi, film, melodrammi, ciascuno con la propria versione: la monaca lasciva, la ribelle, la vittima del patriarcato. Questo libro torna alla documentazione storica. A partire dagli atti del processo e dai pochi scritti autografi sopravvissuti, ricostruisce l'intera vicenda: la monacazione forzata a tredici anni, la relazione quasi decennale con Gian Paolo Osio, le gravidanze clandestine, gli omicidi, la condanna a essere murata viva in una cella di tre metri per due. Ma soprattutto racconta ciò che il mito ha risolto troppo in fretta: Virginia de Leyva sopravvive. E quello che fa della propria vita dopo il carcere è forse la parte più inquietante dell'intera sua storia. Ne emerge una figura irriducibile a qualsiasi semplificazione, che non subisce mai del tutto, che manipola anche quando cede. Quella che ci racconta Lisa Roscioni è la storia vera dietro il più celebre silenzio della letteratura italiana, più estrema di qualsiasi sua reinvenzione.
Il volume propone il dettaglio delle specifiche descrittive della scheda CEI-OA utilizzata nel Progetto diocesano d'inventariazione dei beni storici artistici dalle Diocesi italiane, ricostruendone il contesto e restituendone le tappe principali a trent'anni dall'avvio (1996-2026). Muovendo da un'analisi tecnica, lo sguardo dell'autrice, partecipe in prima persona degli avvenimenti, porta a comprendere la visione profetica della Chiesa in Italia vocata a scommettere sulle risorse culturali come occasione d'incontro con Dio e strumento di dialogo tra popoli e religioni. L'impostazione progettuale dell'iniziativa contribuisce a consolidare l'identità diocesana, a rafforzare la struttura di governo dei beni culturali ecclesiastici e insegna concretamente la programmazione degli interventi. L'inventario ottenuto, oltre a tutelare e certificare la proprietà dei beni, è utilizzato per la gestione delle risorse, per promuovere iniziative di conoscenza e valorizzazione per la missione della Chiesa: il culto, la catechesi e la carità. Il portale BeWeB, pubblicato dal 2000, rende largamente fruibile il risultato dei censimenti ed evidenzia la natura sacra di questo patrimonio attraverso narrazioni, approfondimenti e visite virtuali.

