
I primi seguaci di Gesù non si considerarono mai esponenti di una nuova religione. Furono uomini e donne che, dopo la morte del Maestro, cercarono di comprendere il senso della sua vicenda e di riorientare attorno a lui la propria vita. Il libro ricostruisce la storia delle origini del movimento di Gesù fra gli anni Trenta e gli anni immediatamente successivi alla distruzione del Tempio di Gerusalemme, un periodo decisivo per la formazione di un'identità cristiana. Attraverso un confronto critico e serrato con le fonti, si seguono le vicende dei primi credenti, da Pietro a Stefano, da Paolo a Giacomo il Giusto, nei loro diversi contesti. Lontano dall'idea di un cristianesimo da subito definito e separato dal giudaismo - non già un albero forte e rigoglioso, ma una pianta che ha dovuto plasmare il suo spazio adattandosi al bosco in cui è cresciuta -, il volume restituisce un'immagine dinamica, fluida, plurale del movimento dei primi seguaci di Gesù.
Il volume è una grammatica di ebraico biblico rivolta principalmente agli studenti universitari di teologia e di scienze religiose, che favorisce sin dall'inizio un approccio diretto al testo biblico. Concepita in moduli, offre dapprima una visione d'insieme della lingua e, di seguito, una trattazione sistematica dei distinti argomenti di morfologia e sintassi. Si articola in spiegazioni sintetiche, numerosi esempi e tabelle, corredati di esercizi di verifica e passi biblici da tradurre. Opportuni riferimenti alla grammatica storica intendono facilitare la comprensione delle forme irregolari e delle eccezioni, illustrandone le ragioni linguistiche e stimolandone così l'apprendimento. I brani proposti sono accompagnati da note che mettono in luce particolarità grammaticali, lessicali e sintattiche; il glossario finale aiuta il lettore a sviluppare autonomia nell'analisi e nella traduzione. Pensato per accompagnare un corso di circa 60 ore, il libro può essere utilizzato con profitto anche da autodidatti e costituisce al tempo stesso un pratico strumento di consultazione per l'approfondimento di specifici aspetti della lingua ebraica biblica.
Siamo abituati a pensare che il Nuovo Testamento sia opera di pochi uomini illustri: Matteo, Marco, Luca, Giovanni e Paolo, ma la realtà storica è molto diversa. Nel mondo romano, scrivere un libro era un'impresa che dipendeva dal lavoro invisibile di una moltitudine di collaboratori anonimi di origine schiavile. Candida Moss ci conduce nel cuore delle officine scrittorie dell'antichità, mostrando come segretari e amanuensi abbiano fornito un contributo essenziale nella realizzazione dei primi manoscritti dei vangeli: erano loro a produrre la pergamena su cui venivano vergati i testi, a scrivere sotto dettatura e a rifinire le parole degli apostoli, essendo dotati di una cultura letteraria, giuridica e storico-culturale pari a quella dei loro padroni. Senza questi veri e propri coautori dimenticati, il messaggio di Gesù non avrebbe mai raggiunto i confini dell'Impero. Il volume, frutto di una ricerca rigorosa, approfondisce il ruolo degli schiavi nella diffusione del cristianesimo, nello sviluppo di concetti fondamentali della dottrina cristiana e nella stesura della Bibbia, ribaltando la nostra visione delle origini cristiane e restituendo il giusto posto nella storia a chi, pur in catene, ha contribuito a formare la civiltà occidentale.
Francesco d'Assisi, con i primi fratres, volle dar vita a una comunità itinerante, il cui orizzonte doveva essere il mondo intero, secondo la forma del Vangelo. Per questo rifiutò tutte le Regole già approvate dalla Chiesa, che prevedevano comunità stabili, fisse in un luogo, e nel 1223 riuscì a far approvare la "sua" Regola, la prima nella storia della Chiesa che consentiva ai frati di «andare tra i saraceni e gli altri infedeli». Nacque così una storia di predicazione di pace e fratellanza che ha toccato Parigi, ma anche Khambaliq (Pechino) e Tenochtitlán (Città del Messico). Basandosi sulle fonti e sulla storiografia più accreditata, il volume ripercorre la storia e le metamorfosi di questo messaggio che da oltre otto secoli si irradia da Assisi al mondo intero.
Che cosa sappiamo davvero dell'antica religione d'Israele? Si tratta di un tema complesso, a lungo studiato quasi esclusivamente sulla base della Bibbia. Ma tale immagine trasmette in modo corretto la realtà storica? Superando questo tipo di lettura, il libro ricostruisce la religione d'Israele e Giuda dalle origini fino all'epoca persiana (ca. 1150-538 a.C.) attraverso un rigoroso approccio storico-religioso e valorizzando le testimonianze archeologiche ed epigrafiche coeve. L'indagine restituisce la complessità di un universo religioso nel quale divinità, credenze, pratiche cultuali, profezia e magia costituivano aspetti fondamentali della vita quotidiana in Israele e Giuda. La seconda parte del volume amplia lo sguardo alle religioni dei popoli vicini - Fenici, Aramei, Ammoniti, Moabiti, Edomiti e Filistei - collocando l'antica religione ebraica all'interno del più vasto contesto culturale e religioso del Levante antico. Una sintesi accessibile, ma scientificamente documentata, rivolta a chiunque voglia comprendere le origini e le trasformazioni dell'antica religione d'Israele e delle coeve tradizioni religiose del Levante.
La lettura non è un'abilità naturale, ma una straordinaria conquista culturale capace di trasformare il nostro cervello e il nostro modo di stare al mondo. Mentre il numero di lettori cresce a livello globale, cambia il modo di leggere, ma tra carta e schermo le differenze cognitive non sono molto marcate. Attraverso le più recenti ricerche di neurolinguistica e salute pubblica, le autrici mostrano come leggere significhi promuovere comportamenti che potenziano le abilità cognitive e relazionali. Particolare rilievo assume la distinzione fra testi narrativi e informativi: i primi favoriscono il coinvolgimento emotivo e la simulazione mentale, i secondi l'analisi e la costruzione della conoscenza. Dall'infanzia all'età adulta, fino all'invecchiamento, la lettura migliora la qualità della vita. In questo percorso, le biblioteche divengono veri archivi della salute: spazi di inclusione e benessere per comprendere il mondo contemporaneo.
Nell’ultimo decennio la formazione e la professione degli psicologi sono molto cambiate: anche in Italia, come in altri paesi, si registra un notevole incremento delle richieste di aiuto psicologico a cui tuttavia non corrisponde un significativo innalzamento della qualificazione. Il testo tratta il tema delle competenze professionali dello psicologo in modo organico e completo e si propone come riferimento valido per gli studenti dei corsi di laurea abilitanti in Psicologia, per coloro che a vario titolo si occupano di formazione universitaria e per chi già opera nel campo. In tale prospettiva sono considerati innanzitutto il quadro normativo della professione, la formazione universitaria e i principali aspetti di deontologia professionale. Sono quindi presentate, con un approccio prevalentemente pratico e scientificamente fondato, sia le competenze propedeutiche che quelle di tipo tecnico riguardanti gli atti tipici della professione psicologica.
Che cos'è la Qabbalà? Rispondere è complesso: il termine si riferisce a un vasto panorama di speculazioni dottrinali, pratiche liturgiche e strutture spirituali che sfuggono a qualsiasi definizione univoca. Ma è partendo da quest'interrogativo che nel volume prende avvio un percorso alla scoperta di una dottrina assai variegata, frutto dell'adattamento di materiali antichissimi a situazioni sociali in costante evoluzione. Un itinerario nello spazio e nel tempo che privilegia il ruolo svolto dalla nostra penisola nella diffusione della sapienza ebraica segreta e nello sviluppo delle sue diramazioni cristiane.
Le Riforme, sia quella protestante sia la Controriforma cattolica, sono state per lungo tempo raccontate come storie di uomini. Ma le donne furono fondamentali nelle trasformazioni in materia di fede che ebbero luogo in Europa, e non solo. Le loro azioni e le loro idee plasmarono il cristianesimo e influenzarono le società di tutto il mondo. Merry Wiesner-Hanks esplora la storia delle donne e delle Riforme, presentando personaggi ben noti come Teresa d'Ávila, Elisabetta i e Anna Hutchinson, ma anche figure femminili meno note. Lungo il percorso, incontriamo convertite in Giappone, suore spagnole nelle Filippine e sante in Etiopia e in America. Le esperienze di monarche, madri, migranti, martiri, mistiche e missionarie rivelano che la storia delle Riforme non è più semplicemente europea, e che le donne vi hanno svolto un ruolo cruciale.
Il giudaismo antico - i sei secoli che intercorrono tra il ritorno degli Ebrei dall'esilio babilonese (538 a.e.v.) e la fine della rivolta di Bar Kokhba (135 e.v.) - è uno dei periodi più fecondi della storia religiosa dell'Occidente. In questo arco di tempo prese forma la Bibbia ebraica, si svilupparono correnti di pensiero di straordinaria vitalità - apocalittica, sapienza, messianismo - e nacquero le premesse tanto del giudaismo rabbinico quanto del cristianesimo delle origini. La nuova edizione del volume ha una impostazione rinnovata che vede storia e letteratura non più trattate come compartimenti separati, ma lette in costante rapporto di interdipendenza. Le vicende politiche - dominio persiano, ellenismo, crisi maccabaica, egemonia romana - sono analizzate insieme ai testi che le interpretarono: i libri del periodo, la biblioteca di Qumran, la letteratura apocalittica, gli scritti della diaspora. I rotoli del Mar Morto occupano un posto centrale, e particolare attenzione è dedicata al loro rapporto con la versione greca dei Settanta. Aggiornato agli studi più recenti, il testo si rivolge, oltre che agli studenti, ai lettori che desiderano un'introduzione rigorosa e accessibile al tema.

