
Educare ai valori vuol dire educare alla civile convivenza. Anzi, educare la società. La maggior parte dei valori, infatti, è in stretto rapporto con la vita sociale. L'educazione ai valori deve iniziare in età precoce, e in casa propria. Il libro L'albero dei valori di Esteve Pujol i Pons si articola attorno a 20 valori (rispetto, pazienza, costanza, prudenza, buone maniere, responsabilità, ordine, sincerità, fiducia, dialogo, tolleranza, creatività, cooperazione, compassione, generosità, amicizia, libertà, giustizia, pace, gioia) scelti da un équipe di professionisti dell'educazione che ha lavorato per sei anni in diversi centri scolastici e ambiti sociali. Ogni capitolo contiene: una parte teorica sufficiente a chiarire le idee fondamentali relative al valore; testi letterari che illustrano le caratteristiche di ciascun valore: favole, semplici dialoghi o narrazioni che trasmettono un messaggio abbozzato ma molto efficace; uno sguardo agli antivalori, per vedere i limiti di ogni valore e i falsi concetti che possono mascherare il loro significato autentico; una selezione di frasi di grandi pensatori; una parte pratica: proposte e suggerimenti direttamente applicabili alla vita familiare.
Questo libro del padre Ranwez può essere considerato un classico, capace di dare un grande aiuto per trasmettere la fede ai piccoli, evitando quegli errori che portano a forme di fede inventate" e per niente cristiane.
I temi più adatti e amati dai ragazzi della "seconda fascia" della catechesi (12-14 anni), presentati attraverso una grande ricchezza di immagini che rendono più facile, piacevole e gradito l'incontro: "Amici, compagni di vita", "Lo Spirito ci guida alla libertà", "Che cos'è bene, che cos'è male?", "È facile perdonare?", "Ragazzi & ragazze", "Uno sguardo sul mondo", "Esiste davvero il diavolo?". Tre, invece, gli obiettivi di fondo di questo coloratissimo sussidio: motivare i ragazzi a vivere insieme e alla ricerca di gruppo; orientarli nelle scelte importanti della vita e verso i valori evangelici, perché imparino a guardare il mondo con l'"occhio della fede"; affrontare temi inusuali e curiosi, per viverli veramente "al soffio dello Spirito".
Dio ama l'uomo e si lega a lui con un'alleanza eterna che assume lungo la storia della salvezza - progressivamente e sempre di più - i tratti di una storia d'amore sponsale: è questo il filo conduttore del libro.
Dio e l'uomo sono i protagonisti di questa relazione amorosa: Dio, che prima che l'uomo "fosse", già lo amava di amore eterno, un Dio talmente "devastato" dall'amore per la Sua creatura da farsi carne e da scegliere di morire nella forma più patibolare e ignominiosa; e l'uomo, che - nonostante la propria finitudine e il proprio peccato - fin dagli esordi della sua stessa esistenza è oggetto dell'amore tenero e infinito del Creatore. L'autrice attraverso un'analisi puntuale delle sacre scritture, là dove si parla dell'amore tra Dio e l'uomo, scopre un appropriato parallelismo tra l'amore divino e l'amore sponsale, considerata l'esperienza umana e più simile all'amore divino.
AGATINA ABBATE è docente di religione presso la Diocesi di Noto. Dopo la laurea in Economia e commercio, ha conseguito prima il magistero presso l'ISSR all'Apollinare della Pontificia Università della Santa Croce di Roma e, successivamente, la laurea magistrale in Scienze religiose presso l'Istituto San Metodio di Siracusa. Ha conseguito inoltre un master in Bioetica presso l'Istituto Rergina Apostolorum di Roma e completato un corso di Ebrarico biblico.
Autrice di un libro di spiritualità - "Gesù è il mio unico amore". Teresa di Lisieux, Giorgio La Pira, Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi - attualmente studia presso la Pontificia Facoltà Auxilium di Roma e sta per conseguire il dottorato in Pedagogia e Didattica della religione, con una tesi su tematiche familiari.
E' difficile trovare oggi un padre che si cimenta con semplicità e passione nella difficile arte, antica e fondamentale, della trasmissione della fede". Essa è la ragione per cui il cristianesimo, in tutte le sue diverse declinazioni storiche, si è diffuso e tramandato nel tempo. Prefazione di don Emilio Salvatore. "
Terzo di quattro "quaderni-laboratorio", strumenti che raccolgono tutti gli elementi utili per il cammino catechistico sulla base dei catechismi Cei. Ogni incontro di catechesi è strutturato attorno a cinque momenti: riferimento all'esperienza dei fanciulli; lettura e spiegazione della Parola di Dio; riflessione e approfondimento della Parola; spunti di preghiera; idee e indicazioni per il coinvolgimento dei genitori.
Ultimo di quattro "quaderni-laboratorio", strumenti che raccolgono tutti gli elementi utili per il cammino catechistico sulla base dei catechismi Cei. Ogni incontro di catechesi è strutturato attorno a cinque momenti: riferimento all'esperienza dei fanciulli; lettura e spiegazione della Parola di Dio; riflessione e approfondimento della Parola; spunti di preghiera; idee e indicazioni per il coinvolgimento dei genitori.
Secondo di quattro "quaderni-laboratorio", strumenti che raccolgono tutti gli elementi utili per il cammino catechistico sulla base dei catechismi Cei. Ogni incontro di catechesi è strutturato attorno a cinque momenti: riferimento all'esperienza dei fanciulli; lettura e spiegazione della Parola di Dio; riflessione e approfondimento della Parola; spunti di preghiera; idee e indicazioni per il coinvolgimento dei genitori.
Primo di quattro "quaderni-laboratorio", strumenti che raccolgono tutti gli elementi utili per il cammino catechistico sulla base dei catechismi Cei. Ogni incontro di catechesi è strutturato attorno a cinque momenti: riferimento all'esperienza dei fanciulli; lettura e spiegazione della Parola di Dio; riflessione e approfondimento della Parola; spunti di preghiera; idee e indicazioni per il coinvolgimento dei genitori.
Il fascicolo è dedicato al sacramento del Battesimo, dal Rito alla comprensione dei gesti e del significato di questo dono di Grazia.
Tra le "procedure" che tanti genitori attivano alla nascita del secondo figlio, c'è ancora il passaggio in Parrocchia per chiedere il Battesimo. Sospesi tra un "già visto" e qualche novità. Questo fascicolo si inserisce qui: dà la parola ad alcuni genitori che "qualche tempo fa" hanno "già visto" il Battesimo del primo figlio e raccontano "cosa è capitato da allora". E ripercorre passo passo il Rito del Battesimo, con l'ambizione di accompagnare a vivere come "novità" questa "seconda volta".
"Si può essere sereni anche nel dolore, poiché la serenità non dipende dagli esiti (quelli dipendono dal figlio), ma dal proprio dovere compiuto fino in fondo. Invece che corrergli dietro, ci si dispone ad attenderlo. Nella speranza sempre viva che le circostanze della vita lo aiutino a capire ciò che non ha voluto apprendere. C'è molto amore nell'attesa".

