
Il quaderno Cielo fan fornisce gli strumenti utili agli animatori per un percorso che parte dalla preparazione dell'oratorio estivo, li accompagna nelle settimane vissute sul campo e fornisce gli spunti per una verifica alla fine dell'estate. Nella prima parte vengono forniti gli strumenti per un percorso personale di maturazione delle scelte, delle schede di approfondimento sulle tecniche di anmazione e schemi per la preghiera in preparazione al tema Nasinsù. La seconda parte è dedicata alle preghiere da vivere durante l'oratorio estivo, approfondendo gli stessi brani della Parola che guidano il cammino dei ragazzi. Accanto al momento di preghiera ne viene proposto uno per la verifica, sia quotidiana che settimanale. In fondo al quaderno troverete uno schema per una veglia-ritiro che nel mese di settembre permetta di rileggere l'esperienza compiuta e rilanciare il cammino di servizio durante l'anno pastorale.
"'Siate sempre lieti nel Signore!' (Lettera ai Filippesi 4,4): l'invito di san Paolo ci viene proposto come spunto di riflessione per la XXVII Giornata Mondiale della Gioventù. Questo sussidio per gli Oratori Estivi intende sottolineare proprio l'importanza della gioia nella vita cristiana. I bambini e gli adolescenti, ancor più degli adulti, hanno bisogno di percepire che la via indicata da Gesù, non solo è buona, ma anche bella. Ricordiamolo, diciamolo e annunciamolo anche ai nostri ragazzi! Il sussidio, attraverso un percorso di quattro settimane, evidenzia la necessità di alcuni passaggi importanti: dalla ribellione alla libertà, dall'apparenza alla bellezza, dall'interesse all'amore, dal divertimento alla gioia vera. È importante che i bambini e gli adolescenti imparino a fare questi passaggi, anche attraverso l'incontro con testimoni affascinanti." (Dalla presentazione di don Maurizio Mirilli)
Il lungo brano di Giovanni (Gv 9,1-41) racconta la storia di un uomo cieco dalla nascita, narra il suo travaglio e la speranza che per lui si accende incontrando con il Signore.Capita anche a te di essere cieco, a volte. Perché sei stanco, sei disperato o confuso. Ma è proprio in quei momenti che la fede ti apre gli occhi, permettendoti di vedere Gesù e facendoti capace di affidarti a Lui.Non c'è notte che duri per sempre.
L’odierno dibattito sulla globalizzazione si arricchisce, con il presente volume, di un originale contributo che intende superare due limiti di prospettiva assai diffusi nel proliferare della pubblicistica sull’argomento: da un lato, quello di pronunciarsi, ora a favore, ora contro una dinamica storica che sembra procedere autonomamente, senza dipendere dal consenso di nessuno e dall’altro quello di concentrarsi solo sui suoi aspetti economici. Senza negare né sottovalutare il ruolo fondamentale dell’economia nel processo di mondializzazione, Mastrojeni sottolinea come esso si estenda ormai oltre il piano dei mercati e delle relazioni commerciali tra gli stati: non si tratta più, solamente, di far cadere le barriere mediante le quali le economie nazionali, specie in passato, tendevano a proteggersi dalla competizione internazionale, ma anche di favorire lo sviluppo e tutelare i diritti degli individui e dei popoli. L’equilibrio globale del pianeta intreccia, infatti, molteplici dimensioni, tra loro inseparabili: il rispetto per l’ambiente, lo sviluppo per tutti, la libertà e la pace. La consapevolezza di tale interdipendenza indirizza oggi l’operato delle organizzazioni internazionali, delle quali si sottolinea l’insostituibile ruolo di attori di una globalizzazione orientata alla realizzazione del bene comune. E tuttavia non si nasconde che il cammino da compiere in questa direzione è ancora lungo, poiché, se è vero che la comunità internazionale è giunta a una lucida analisi della situazione attuale, le strategie di guida della globalizzazione sono ancora tutte da inventare. A partire da un principio fondamentale, ossia la centralità dell’uomo, la sua funzione di protagonista di un fenomeno storico del quale egli non è solo beneficiario o – nel peggiore dei casi – vittima, ma responsabile artefice.
Grammenos Mastrojeni, diplomatico di carriera, ha ricoperto, a partire dal 1991, numerosi incarichi tra cui quello di delegato alla 49a Assemblea generale delle Nazioni Unite, di vice-capo della Segreteria particolare del Ministero degli Esteri, di console d’Italia a Belo Horizonte. Attualmente capo dell’Ufficio Stampa Estera presso il Ministero degli Affari Esteri, è autore di numerosi articoli sul ruolo delle organizzazioni internazionali e del volume “Il negoziato e la conclusione degli accordi internazionali” (Padova 2000).
INDICE
Presentazione di Gianpaolo Salvini
Introduzione
I. Il migliore dei mondi: un modello di globalizzazione responsabile
1. Il nucleo duro della nebulosa
2. Una certa idea di globalizzazione
3. Lo spazio economico
4. Il sistema chiuso e il principio di interdipendenza generale: globalità geografica e globalità intrinseca
5. La responsabilità globale come fondamento di un’etica transculturale
6. I titolari della responsabilità globale e i destinatari dei nuovi precetti etici: individui e istituzioni
7. Qualità della vita e quantità nella vita
8. La libertà come fonte di responsabilità: la democrazia e il rispetto dei diritti dell’uomo quali presupposti dell’equilibrio globale
9. Cicli virtuosi e cicli viziosi
10. Il moltiplicatore degli investimenti sulle condizioni di vita e di realizzazione personale degli individui: natura, contenuti e benefici
11. Il primato dell’uomo e il principio di cooptazione
12. Strutture di pace
II. Il mondo reale: verso nuove strutture di pace?
1. La pace come condizione e obiettivo della globalizzazione responsabile
2. Il primato dell’uomo e il rifiuto della guerra
3. Il tramonto della superiorità nazionale
4. La paura della guerra e la coscienza della sua inutilità
5. La coscienza delle alternative alla guerra
6. Il primato dell’uomo: implicazioni passive e implicazioni attive
7. Un contesto istituzionale di pace
8. La necessità economica della pace e dell’integrazione
9. La fine del bipolarismo e la necessità della democrazia: dal controllo all’autocontrollo
10. La risposta della società
11. La natura necessariamente globale delle strutture di pace
12. La tela di fondo
III. Il mondo reale: l’economia della disparità
1. La disparità: un dato di fatto
2. L’inesistenza del grande complotto
3. Ragioni teoriche degli oppositori alla globalizzazione
4. La tesi dell’imperialismo onnivoro dell’Occidente
5. La tutela delle specificità regionali e la protezione delle economie fragili
6. I gestori della globalizzazione
7. Le Nazioni Unite: l’equità come condizione dell’efficienza
8. Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale: l’efficienza come strumento per costruire la giustizia
9. ‘Eppur si muove’
10. Il punto di svolta: la confluenza dei metodi delle Nazioni Unite e della famiglia di Bretton Woods
11. L’OMC: un foro di dialogo?
12. La filosofia dell’OMC: il commercio come meccanismo di coinvolgimento nello sviluppo
13. Gli investimenti e il ruolo delle multinazionali
14. Il metodo dell’integrazione economica a misura d’uomo
15. Il capitale privato e l’investimento socialmente responsabile
16. Un’autorevole opinione: Amartya Sen
IV. Il mondo reale: un pianeta in prestito dalle future generazioni
1. La sovranità evanescente
2. La triplice alleanza
3. La nascita del concetto di sviluppo sostenibile
4. La nozione attuale di sviluppo sostenibile
5. Progresso tecnico e sviluppo sostenibile
6. Fatti e progetti
7. Cupi scenari
8. Dallo sviluppo sostenibile alla solidarietà ambientale globale: l’acqua, un caso concreto
V. La realtà del mondo: l’uomo come fine, i suoi diritti come mezzo
1. Un metodo efficiente: i diritti dell’uomo
2. La dematerializzazione dei consumi e il Grande Fratello
3. Cultura globale e diritto all’autodeterminazione culturale
4. Le politiche a misura d’uomo
5. Il volontariato e il nuovo ruolo delle ONG
6. Uno sguardo nuovo sulle migrazioni
7. Il microcredito
8. Il commercio equo e solidale alla prova del mercato
9. Conclusione: la famiglia, la scuola, il villaggio
Introduzione
La globalizzazione ha i suoi sostenitori e i suoi avversari. È normale che entusiasmi, paure e perplessità si mescolino alla vigilia di mutamenti epocali. Nel momento in cui perdono alcuni dei loro punti di riferimento, le società esprimono due moti inconciliabili e tuttavia connaturati all’essere umano: il timore di un futuro incerto, ma anche la speranza che nell’incertezza ci siano i semi di un progresso.
Tale atteggiamento ha in sé, in realtà, un prezioso meccanismo di salvaguardia. È da esso che nasce la capacità di valutare collettivamente i rischi e i vantaggi di cui è portatore qualsiasi fenomeno. È quindi da esso che dovrebbe prendere le mosse quel dibattito che conduce le società a governare ogni mutamento in modo da indirizzarlo al bene comune.
All’ora attuale, il dibattito sulla globalizzazione è intenso, ma pare falsato da diversi errori di prospettiva. Il primo è frutto di una diffusa semplificazione linguistica: in teoria, è possibile essere semplicemente ‘contrari’ o ‘favorevoli’ alla globalizzazione, alla rivoluzione industriale, allo Stato, o alle nuove tecnologie. Tuttavia, è lecito domandarsi se ha un senso dibattere pro o contro una dinamica storica che procede autonomamente, senza dipendere dal consenso di nessuno. Il vero problema non è probabilmente quello di dire ‘sì’ o ‘no’ alla globalizzazione, ma si impernia sulla definizione di un bene comune cui essa dovrebbe indirizzarsi. Si tratta quindi di comprendere quali progressi si potrebbero conseguire assecondando il naturale sviluppo della storia del XXI secolo. Ma si tratta anche di identificare i suoi risvolti negativi e di adottare le misure adeguate per contenerli o contrastarli. In altri termini, il problema non è quello di accettare o rifiutare la globalizzazione, bensì di governarla correttamente.
Il secondo errore di prospettiva consiste nel concentrare l’analisi solo sui risvolti economici della globalizzazione. Tale ottica – prevalente, ma limitata – nasce dalla riluttanza ad affrontare pragmaticamente alcune questioni finora rimaste dominio riservato dei filosofi, come le aspirazioni collettive e il destino dell’umanità.
Senonché tali questioni divengono oggi ineludibili. Pur astenendosi dal concepire grandi progetti, siamo costretti a constatare che la globalizzazione non è un fenomeno qualsiasi: essa appare il punto d’arrivo di un moto millenario di ‘sinecismo’ che – con alterne vicende – ha portato l’umanità a organizzarsi in comunità sempre più vaste e articolate. Un moto che pare prossimo al suo esito finale e pone oggi l’individuo dinanzi al suo referente collettivo naturale: la famiglia umana, che abita su un unico pianeta e che, perciò, ne condivide le sorti.
Andiamo alla messa ogni domenica o ogni giorno; siamo presenti, compiamo segni e pronunciamo parole. Ci siamo mai chiesti il significato di quello che compiamo?
È quello che ci propone l’autrice di questo sussidio, di piacevole lettura e nello stesso tempo ben documentato, con riferimento ai testi normativi dell’Ordinamento Generale del Messale Romano.
La prospettiva è catechetica: attraverso una serie di schede si ripercorre i vari momenti della celebrazione eucaristica, rispondendo alle esigenze di chi vuole celebrare l’eucaristia con sempre maggiore consapevolezza e partecipazione.
Uno strumento prezioso per chi è chiamato, nella catechesi o nell’animazione liturgica, ad aiutare altri a compiere lo stesso cammino. Lo sviluppo segue la celebrazione eucaristica nei suoi diversi tempi e riti e offre suggerimenti o interrogativi utili al gruppo liturgico che vuole svolgere il suo servizio ecclesiale nel migliore dei modi.
Nell'anno di Expo 2015, la quinta edizione del rapporto di Caritas Italiana, "Famiglia Cristiana" e "Il Regno" sui conflitti dimenticati nel mondo si focalizza sul legame tra guerra e problema alimentare. Gli interrogativi di fondo sono due: in che misura la guerra può essere determinata da fattori legati alla produzione, distribuzione e consumo del bene alimentare? Che tipo di conseguenze sono prodotte dai conflitti in riferimento alla malnutrizione e alla cattiva distribuzione delle risorse alimentari? Il testo è diviso in tre parti. La prima parte fornisce al lettore le principali coordinate culturali e scientifiche sui fenomeni di guerra e sul rapporto tra guerra e cibo. La seconda parte riporta i risultati di due indagini sul campo: una ricerca relativa alla presenza delle persone in fuga dalla guerra nel circuito di accoglienza Caritas e un'altra indagine sulla diffusione dei video di guerra e terrore sulla Rete. La terza e ultima parte presenta alcune proposte e linee di intervento sul tema del conflitto e del problema alimentare, rivolte ai principali attori, pubblici e privati. Alla stesura del rapporto hanno contribuito studiosi ed esperti del mondo accademico, del volontariato, della Chiesa e del privato sociale internazionale.
Un piccolo saggio sulla figura del vicario parrocchiale, affinché i sacerdoti novelli vivano questo periodo della vita presbiterale in modo pieno, intenso e gioioso. Quella del viceparroco è, infatti, una nomina che spesso alcuni vivono come una pausa, prima di essere indirizzati a un compito di più spessore. L'intesa con il parroco e i collaboratori parrocchiali non è scontata. Il rischio è che si affronti questa fase con fatica e poco entusiasmo. Al contrario, è occasione di crescita e maturazione di quel senso ecclesiale e fraterno su cui tutta la Chiesa si appoggia. Un testo che si legge davvero facilmente e che invita ad una riflessione profonda e gioiosa.
Il testo consiste in un breve racconto che ripercorre in forma narrativa i temi dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco sulla cura della casa comune, il creato.
I due protagonisti sono Andrea e Ilaria, due fratellini di 8 e 4 anni, i quali vivono alcune situazioni che li portano a capire la bellezza e l’importanza del creato, un dono da conoscere e rispettare. Con i genitori, con i nonni, con le insegnanti vengono a contatto nella vita quotidiana con vari paesaggi (città, campagna, collina) e scoprono l’importanza e le caratteristiche degli elementi naturali presenti: l’acqua, il sole, il cielo, le stelle, la terra, gli insetti, i fiori, i campi e l’aratura, l’alternarsi delle stagioni... Vengono anche sollecitati ad acquisire comportamenti corretti contro l’inquinamento: andare a piedi e in bici anziché in macchina, tenere pulito l’ambiente dove si vive, non sprecare l’acqua o le altre risorse naturali,fare la raccolta differenziata. E infine imparano a vivere in una dimensione di solidarietà con tutti, compiendo piccoli gesti. Ogni capitolo si conclude con il saluto-ringraziamento dell’elemento naturale trattato, considerato come un bene prezioso sullo stile di san Francesco, da qui il titolo.
L’AUTORE
Luigi Ferraresso, già insegnante nella scuola primaria e all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova, è ideatore del Concorso Internazionale d’illustrazione Scarpetta d’oro e coideatore della mostra I colori del sacro. Ha collaborato con diverse case editrici come autore, curatore e direttore di collana. Con Paoline ha pubblicato diversi libri per adulti e bambini; l’ultimo è Raccontami tutto di Gesù nella collana «Chicchi di grano» (2015).
Questo libro non è una biografia, ma una raccolta di testi frizzanti e profondi con cui, don Giorgio Buzzo, sacerdote veneziano, ha conquistato il cuore di tanti giovani, molti dei quali hanno abbracciato, grazie anche al suo sorriso contagioso e alla sua opera instancabile, la chiamata a dedicarsi al Signore. Un testo dedicato ai ragazzi adolescenti e agli adulti educatori con indicazioni non scontate sulla vocazione e sulle nostre comunità.
Quarto volume della serie Pollicino, Ciao, io esco! è dedicato ai primi passi del bambino nel mondo esterno: la scuola, i primi amici, le prime decisioni, l’incontro con nuove regole e nuovi interlocutori. Il bambino vuole scoprire il mondo dei grandi, e la mamma e il papà lo vedono crescere e apprendere nuove cose. Quando il bambino comincia a infrangere le regole, a dire le prime bugie, ad avere i primi segreti dentro e fuori dalla rete social/e dei coetanei spesso i genitori dicono di non riconoscerli più. L’impegno di mamma e papà diventa allora riconoscersi in un ruolo genitoriale che subisce bruschi cambiamenti e nel riconoscere e valorizzare le parole, i desideri, i sogni e le ambizioni di figli che non sono più dei piccoli e non sono ancora grandi: bisogna darsi tempo e fargli spazio!
La vita di Marco, figlio unico, appassionato di giochi elettronici e molto schizzinoso a tavola, viene rivoluzionata dall'arrivo di una cugina di tredici anni, Camila, che viene dall'Argentina per trascorrere un po' di giorni di quell'estate dalla nonna di Marco, a Torino. Camila, esuberante e piena di voglia di fare, trascina Marco in oratorio, una realtà che fino a quel momento gli era del tutto sconosciuta. Con l'animatore Luca e gli altri ragazzi decidono di realizzare un piccolo film sulla vita di don Bosco. Per realizzare il film i ragazzi si documentano sulla vita di don Bosco. Anche se il piccolo film girato non è un capolavoro, Marco alla fine dell'estate è uscito dal guscio, ha trovato nuovi amici in oratorio e spera, l'estate successiva, di andare in Argentina da Camila. Età di lettura: da 6 anni.

