
Pierluigi Bartolomei affronta il tema della famiglia e delle naturali schermaglie con allegria e ironia e, proprio per questo, avvalora il legame fra coniugi e figli. Certo, nelle discussioni fra marito e moglie bisognerà sempre affrontare affermazioni del tipo: "Non ho detto che ho ragione io, ho solo detto che tu hai sempre torto".
Ci sono ancora donne, femmine, che amano i loro maschi.
Li scelgono e si donano, per sempre. Senza riserve. Si aprono alla vita e si ridonano. Tutte preparano da mangiare, molte addirittura cucinano, asciugano lacrime e dispensano consigli non richiesti, perchè vorrebbero salvare il mondo, magari indossando un tacco 12, molte lavorano fuori casa, anche se a volte preferirebbero poter curare i propri figli.
In comune hanno un segreto che si tramanda da generazioni.
Qualcuno le definisce mogli cattoliche tradizionali, ma rischia un errore che il modello 2020 della categoria rispedisce al mittente. Si raccontano Costanza Miriano, Beatrice Bocci, Raffaella Frullone, Benedetta Frigerio, Annalisa Teggi, Paola Belletti, Caterina Giojelli e tante altre che “nella buona e nella cattiva sorte” restano fedeli all’amore.
«Oggi non viviamo soltanto un’epoca di cambiamenti ma un vero e proprio cambiamento d’epoca» (Veritatis gaudium, 3): siamo più che convinti dell’affermazione, ma forse non vogliamo assumerne ancora tutte le conseguenze, né tanto meno accettare che il comportamento delle persone sia anzitutto guidato dalla visione culturale o dalla comprensione della realtà propria del gruppo al quale appartengono. Ad ogni modo, un mondo scompare e ne sta emergendo un altro senza che, per la sua costruzione, vi sia un modello prestabilito; i cristiani poi abbiamo un problema in più: eravamo gli artefici principali del disegno che sta dileguandosi e – quasi spontaneamente – non solo ci resistiamo a lasciarlo, ma non possiamo credere che sfugga anche a noi l’immagine del mondo che si deve costruire.
È la cultura a determinare in grande misura le nostre idee e i nostri comportamenti: lo si può affermare tanto nel caso di chi l’accetta come di chi invece l’attacca. Ecco perché il cambio epocale comporta logicamente un certo disorientamento generale del pensiero e della condotta, mentre si cerca di attivare tutti i processi d’interpretazione necessari per arrivare a una comprensione in grado di orientarci nella ricostruzione culturale in atto. Questo libro intende situarsi in tale ottica interpretativa, con il vivo desiderio di raggiungere l’obiettivo espresso nel sottotitolo: mostrare alcune «prospettive culturali e teologiche contemporanee». È però nel titolo, «Modernità e cambio epocale», la chiave dell’analisi, in quanto è proprio alla modernità che si deve attribuire l’assalto e demolizione del sistema più o meno fisso dei valori e delle finalità che credevamo possedere. In ogni caso, per comprendere il nostro presente, dobbiamo partire dall’Illuminismo moderno che, senza dubbio, costituisce la rivoluzione più significativa del mondo occidentale; in simile impresa, ancora risultano illuminanti le parole di I. Kant che invitano a uscire dallo stato di minorità: «Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!».
José Luis Moral è Professore Ordinario di «Pedagogia religiosa» nella Facoltà di Scienze dell’Educazione (Università Pontificia Salesiana di Roma), già professore di Pastorale Giovanile, Direttore dell’Istituto Superiore di Teologia «Don Bosco» di Madrid e della rivista «Misión Joven». Alcune pubblicazioni nell’ambito della pastorale giovanile: Giovani senza fede?; Giovani, fede e comunicazione; Giovani e Chiesa; Pastorale Giovanile. Sfida cruciale per la prassi cristiana (2018). Con la «Las» ha pubblicato: Ricostruire l’umanità della religione (2014), L’incontro con Gesù di Nazaret (2016), Cittadini nella Chiesa, cristiani nel mondo (2017).
L'autore descrive la riconfigurazione della missione in atto nella Chiesa del post-concilio, con particolare rilievo al pontificato di papa Francesco, facendo ricorso al concetto di modello. Sono sei i modelli passati in rassegna: missione come Annuncio, Incontro, Servizio, Liberazione, Fraternità ed Ecologia integrale. Al termine dell'analisi di ciascun modello, vengono individuati i punti di contatto tra i modelli, nel contesto di una missione poliedrica e di una ecclesiologia di comunione. Prefazione del card. José Tolentino de Mendonça.
Il libro utilizza la mitologia greca classica come strumento per comprendere meglio la natura, offrendo un percorso di esperienze che utilizzano al meglio il materiale mitologico nell'ambito di un discorso educativo. Al termine, un gioco da costruire e usare insieme.
Nei rapporti interpersonali oggi c’è molta sopraffazione, addirittura molta violenza, verbale e no. La tentazione, se provocati, è di rispondere nello stesso modo. Ma specialmente chi ha un compito educativo si interroga: da cristiani, ci si può rassegnare a questo stato di cose? Come calare nella realtà il messaggio evangelico?
Partendo da ciò che in proposito si legge nel Vangelo secondo Matteo (in cui Gesù si definisce «mite e umile di cuore»), l’autore prende in considerazione tre episodi biblici incentrati sulla mitezza come fonte della vera forza interiore: la risurrezione di Lazzaro, le Beatitudini, la lavanda dei piedi durante l’ultima cena.
In Appendice sono raccolte alcune preghiere – destinate ai docenti – che scandiscono, giorno dopo giorno, l’intera settimana.
Marco D’agostino (1970), prete della diocesi di Cremona dal 1995, responsabile del Centro Vocazioni, insegna Sacra Scrittura al seminario diocesano, di cui è vicerettore, e lettere classiche al liceo classico e scientifico Vida di Cremona. È autore di diverse pubblicazioni in campo biblico e pedagogico.
L'opera divisa in tre parti raccoglie i dati essenziali sulla Teologia del matrimonio e della famiglia per la nuova evangelizzazione.
Nel matrimonio, il tema dell’accoglienza e dell’apertura alla vita si presenta sempre come l’incontro con un mistero, con una verità alla quale l’uomo non può arrivare da solo, ma che solo un rapporto continuo e fiducioso con Dio può donargli. Educare alla paternità e maternità responsabili non può limitarsi ad insegnare agli sposi i metodi naturali per la regolazione della fertilità, mettendo a loro disposizione una tecnica. Educare alla vita vuol dire aiutare e sostenere gli sposi nel loro cammino verso la pienezza, mostrare loro la grande potenzialità e il dono meraviglioso del significato unitivo e procreativo della sessualità umana, guidandoli a riscoprirsi uniti nel cooperare all’azione creatrice di Dio.
Il pregio di questo libro consiste nell’aver colto e approfondito la necessità di promuovere un’adeguata spiritualità coniugale, che integrando una formazione teologica, una informazione pratica e una crescita nella virtù, renda la coppia consapevole e responsabile della propria peculiare missione di testimoniare al mondo la fecondità e l’accoglienza dell’amore di Dio.
Francesco Pilloni, sacerdote della diocesi di Verona, è docente di Teologia patristica del matrimonio e della famiglia presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II e Coordinatore del Centro di Spiritualità Padre Enrico Mauri.
La famiglia racchiude un grande mistero che chiede di essere scoperto: di esso le persone vivono, imparando ad amare e costruendo una dimora nella quale si configura in maniera intima la loro esistenza. Il libro e' rivolto alle coppie e alle famiglie; tratta della loro vita e dei loro problemi, dell'esigenza di incoraggiamento e di luce.
Negli anni recenti il tema della mistagogia è affiorato con una certa costanza nella letteratura di carattere non solo teologico-liturgico ma anche pastorale-catechetico. Essa rappresenta ormai un orizzonte ineludibile per chi si occupa di adulti catecumeni come pure di ragazzi preadolescenti e adolescenti dopo i consueti itinerari per la cresima (qui "il riferimento alla mistagogia è in grado di offrire più di un motivo ispiratore": CEI, Incontriamo Gesù, n. 62; cf. anche nn. 51; 52; 61). Se le acquisizioni teoriche hanno fatto dei passi avanti, lo stesso non si può dire per i percorsi pratici, dove cioè la teoria ha da misurarsi con la concreta pratica pastorale, le sue opportunità, le risorse e le sue difficoltà. Il volume cerca di articolare il discorso in modo da propiziare l'ideazione di alcuni possibili itinerari mistagogici: uno per gli adulti che hanno vissuto il catecumenato, altri per giovani e adulti che ricominciano a credere (tra cui giovani coppie / mistagogia del matrimonio), altri per ragazzi preadolescenti e adolescenti.
Il volume 6 della collana Iniziazione cristiana dei ragazzi (solo la Guida: per i preadolescenti non è previsto un Quaderno), sussidia il quarto tempo: la mistagogia. Si propone come un tentativo di progettare una pastorale globale dei preadolescenti (11-14 anni) e offre contenuti e esperienze di fede (la domenica e l'eucaristia, il discepolato e la conversione, la carità e la testimonianza); temi educativi per stimolare a una maturità umana; sollecitazioni a un servizio individuale e di gruppo; una iniziale direzione spirituale. Si vuole, così, portare i ragazzi che hanno completato l'iniziazione cristiana a terminare il loro cammino e ad accompagnarli dentro i consueti percorsi di vita della comunità giovanile e parrocchiale. Questa Guida può servire a tutti coloro che si occupano della formazione cristiana dei preadolescenti, anche se non hanno seguito il percorso di tipo catecumenale.

