
Un cammino di formazione per riscoprirsi persone responsabili. Riflessioni sulla Pacem in terris" di Giovanni XXIII a 40 anni dalla sua promulgazione"
Chiunque conosce qualcuno con un orientamento omosessuale – un vicino, un collega di lavoro, un parente o un amico. Riscoprirsi normali getta nuova luce su un argomento a lungo frainteso. Fornisce risposte chiare a quesiti come: Che cosa provoca l’attrazione omosessuale? Si può guarire dall’omosessualità? Richard Cohen è un ex omosessuale, ora sposato e padre di tre figli, che ha lottato per gran parte della sua vita contro attrazioni omosessuali indesiderate. Cercò disperatamente di trovare professionisti che comprendessero la sua condizione e lo aiutassero a guarire. Ma poiché “era così difficile cercare di spiegare la mia situazione a terapeuti che non capivano nulla” Cohen divenne egli stesso uno psicoterapeuta, sviluppò una comprensione pionieristica delle attrazioni omosessuali ed elaborò un piano completo per la guarigione dell’omosessualità. Riscoprirsi normali non descrive soltanto il viaggio personale che ha condotto l’autore, Richard Cohen, fuori dell’omosessualità, ma il modo in cui ha aiutato migliaia di uomini, donne e adolescenti a riscoprire la propria autentica identità sessuale.
Raccolta degli atti della ventunesima Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici sul tema Riscoprire il vero volto della parrocchia". " Intervengono: S.E. Mons. Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, Mons. Sergio Lanza e Rev. Dennis Biju-Duval, docenti presso l'Istituto Redemptor hominisdella Lateranense di Roma, Rev.Antonio S. Sanchez-Gil della Pontificia Universita della Santa Croce in Roma, Rev. Libero Gerosa della Facolta di Teologia di Lugano, Rev. Arturo Cattaneo docente presso l'Istituto s.Pio X di Venezia, Luis Fernando Figari (Movimento di Vita Cristiana), Paola Bignardi (Azione Cattolica Italiana), Kiko Arguello (Cammino neocatecumenale), Andrea Riccardi (Comunita S. Egidio), Mons. Luigi Giussani (Comunione e Liberazione).
Questo testo è pensato soprattutto per i fedeli, per aiutarli ad accostarsi alla confessione sacramentale con maggior frutto e con spirito da figli, come siamo davvero, e non da schiavi. Ad esso è aggiunto un piccolo scritto, originariamente pensato, com'è evidente dallo stile e dai contenuti, per gli stessi confessori, sul dovere della nostra fedeltà al Magistero ed alle norme ecclesiastiche nell'amministrazione del sacramento della penitenza: speriamo in tal modo di aiutare gli stessi sacerdoti a celebrarlo con più attenzione pastorale verso le tante situazioni che si possono incontrare, e che richiedono una riflessione in qualche modo più attenta per non incorrere nei contrapposti errori dell'arbitrio o della rigidità.
Nelle scene finali del film Indiana Jones e l’ultima crociata, il protagonista, per raggiungere la custodia del Santo Graal, dovette superare un precipizio attraversando un ponte di pietra reso invisibile dai costruttori mediante un’illusione ottica. Prima di vedere il solido passaggio sul baratro, dovette credere che davanti a lui ci fosse qualcosa che lo potesse sostenere sul vuoto. Di fronte alla scelta tra l’apparente certezza di morte e una misteriosa possibilità di vita, l’avventuroso archeologo accettò la ragionevolezza del rischio e fece il primo passo sull’abisso. Con sorpresa, si sentì sorretto dal ponte che solo il limite della sua vista gli impediva di vedere. Il passaggio tra le due sponde esiste, ma l’unica via possibile appare folle e mortale. Solo accettando il “rischio bello” dell’invisibile, il protagonista può camminare sul ponte che è visibile solo quando è attraversato. Forse questo libro deve qualcosa anche a Indiana Jones: la ragione, osando credere, vede con i suoi occhi cose che gli occhi, da soli, non avrebbero mai potuto vedere.
Nelle società occidentali l’educazione è la più drammatica delle urgenze. All’interno di una visione dell’uomo, nella quale la ragione umana è vista come mero strumento per costruire e fabbricare realtà materiali, l’atto educativo è semplicemente impossibile. Educare significa infatti non solo insegnare «come fare», ma anche insegnare a vedere l’invisibile, a realizzare ciò che è solo potenziale: a «diventare ciò che siamo». Significa soprattutto trasmettere una verità portando la propria esperienza vissuta – che è invisibile – e sollecitando l’adesione libera e fiduciosa del discepolo, o del figlio, a credere a quell’ invisibile che, presto, vedrà.
Le pagine di questo libro narrano una storia vera. I protagonisti sono una coppia di sposi di che hanno saputo vivere in modo straordinario la forza dell'amore in tutte le sue dimensioni, anche e soprattutto nella diversità della fede. Questo testo è per testimoniare che vale la pena fidarsi di Dio, che è straordinario sposarsi anche se mancano tutte quelle certezze materiali che sembrano così indispensabili, che è stupendo amarsi fino al sacrificio.
Il libro presenta una grande varietà di storielle e barzellette di argomento religioso. Sono storielle e battute da leggere e raccontare con cuore semplice, non per fraintendere o essere fraintesi, ma per ridere con chi ride (e, a suo tempo, piangere con chi piange).
Schede mensili per catechesi con i giovani per approfondire la conoscenza della Bibbia. E' il sesto sussidio di una collana curata dall'equipe di pastorale giovanile dei Padri Dottrinari.
Mai come negli ultimi anni la Chiesa ha prestato notevole attenzione all'universo giovanile. Si pensi al lavoro svolto in occasione del Sinodo del 2018. Eppure, si deve riconoscere che da quell'evento non è scaturita una rinnovata azione pastorale nei confronti dei giovani, in particolare con coloro - e sono la maggioranza, in Occidente - che faticano con la fede cristiana. Il saggio avanza l'ipotesi che la ragione ultima di tutto ciò sia da individuare nel fatto che il Sinodo sui giovani non abbia sino in fondo riflettuto sulla «rottura nella trasmissione generazionale della fede», chiaramente indicata da papa Francesco sin dai tempi dell'Evangelii gaudium, e dunque sulla trasformazione della nostra in una società senza adulti. Il nostro è, in verità, il tempo del trionfo di Peter Pan nel cuore degli adulti e delle adulte attuali, i quali non fanno più crescere e credere nessuno dei loro cuccioli. Per questo, il nostro è il tempo giusto per riportare i giovani a Messa. Non solo perché, senza giovani, la Chiesa muore, ma soprattutto perché, unicamente permettendo ai giovani di incontrarsi e innamorarsi del Cristo vivo, potranno onorare ciò che oggi risulta loro praticamente impossibile: il compito di diventare adulti e adulti credenti.

