
Redatte sotto forma di racconto autobiografico, le Memorie dell’Oratorio di S. Francesco di Sales dal 1815 al 1855 sono considerate uno dei testi più importanti scritti da san Giovanni Bosco.
Curandone la forma letteraria, don Bosco volle che i suoi figli vi trovassero ameno trattenimento. Nello stesso tempo le Memorie dell’Oratorio dovevano servire loro da norme per superare le difficoltà future prendendo lezione dal passato. Inoltre, volle dare loro un esempio di come Dio guida ogni cosa in ogni tempo.
L’intento narrativo risulta finalizzato alla preoccupazione di definire il senso di una esperienza educativa globale e alla formulazione di un programma di azione.
La vita avventurosa, le battaglie, il processo, la morte sul rogo di una delle figure femminili più straordinarie della storia: Giovanna d'Arco, la vergine guerriera che sgominò l'esercito inglese e cambiò il destino della Francia.
Giovanni Miccoli, uno tra i maggiori storici, da quasi cinquant’anni lavora su testi francescani. Questo ricorrente lavorio si è tradotto via via in saggi e contributi diversi. Un tentativo di ricostruzione complessiva del primo secolo francescano figura al centro della “storia religiosa”, pubblicata nel II volume della Storia d’Italia Einaudi nel 1975. Quelli del decennio successivo sono parzialmente raccolti nel volume uscito nel 1991, sempre presso l’Einaudi. La presente raccolta comprende una buona parte di quelli degli anni più recenti
Nel luogo abitato più alto d’Europa, San Bernardo d’Aosta fondò intorno al 1050 il celebre ospizio che porta il suo nome. Collocata nel punto mediano della Via Francigena la casa ospitale era aperta a chiunque fosse in viaggio. Tutti, perfino i viaggiatori d’altra religione, vi furono accolti come Cristo in persona, secondo il motto: «Qui il Cristo è adorato e nutrito».
La millenaria tradizione di accoglienza è viva ancor oggi nella congregazione dei canonici. Per questo San Bernardo è stato proclamato patrono degli alpinisti e di quanti amano la bellezza severa e rigeneratrice dei monti.
DESTINATARIO
Un libro destinato a chi vuol conoscere meglio la vita di San Bernardo.
L'AUTRICE
Mariella Carpinello, studiosa di storia e spiritualità monastica, ha pubblicato: "Benedetto da Norcia" (1991); "Libere donne di Dio" (1997); "Brigida di Svezia" (2000); "Il monachesimo femminile" (2002). In collaborazione con altri autori: "Il segreto del chiostro" (con Anna Maria Canopi, 1996); "San Giulio e la sua isola" (2000); "Il dolce canto del cuore" (2004); "L’eredità spirituale di Gregorio Magno fra Occidente e Oriente" (2005). Per le Edizioni San Paolo ha inoltre curato il volume di Gabriella dell’Unità (B. Maria Gabriella Sagheddu), "Lettere dalla Trappa", 2006. Ha fondato l’associazione «Lettere dal Monastero» per promuovere gli studi sul monachesimo femminile. Tiene attualmente un corso su «Donne di Dio nella storia monastica» presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo.
La liturgia della Chiesa cattolica onora san Giovanni Battista più di tutti i santi del suo martirologio, dopo la Vergine Maria. Molte città del mondo lo hanno scelto come patrono. Le arti figurative, la letteratura e la musica si sono spesso ispirate a lui. Questo libro illustrato ne racconta la vita a partire dai Vangeli e dalle leggende apocrife, e il suo culto nel mondo.
Vittorio Gassman
1. Appello all'uomo che è diventato il corpo della storia
2. Il Pavimento
3. Attore
4. Fanciulli
5. La speranza che va oltre la fine
6. In memoria di un compagno di lavoro
Monica Vitti
7. Magnificat
8. Quando apri gli occhi sul fondo dell'acqua
9. Guardando il pozzo di Sichar
10. Il dialogo che si svolge in lei tra lui e la folla del muro serale
11. Canto dello splendore dell'acqua
12. Ragazza delusa in amore
Alberto Sordi
13. Lo spazio necessario alle gocce della pioggia di primavera
14. Il Negro (con Claudia Cardinale)
15. La parete
16. L'errore
17. Un emotivo
Claudia Cardinale
18. Sulla tua bianca tomba
19. Oliveti
20. Stanislao
Veniamo da secoli in cui il corpo umano è stato disprezzato: guardato con sospetto, quasi si trattasse di una minaccia alla natura spirituale dell’uomo e al suo destino; trascurato o negato nella sua dimensione affettiva e sessuale, come se essa comportasse inevitabilmente tentazioni e pericoli.
Oggi il pendolo sembra volgersi dalla parte opposta, con un culto del corpo, che lo esalta finché è giovane, bello e fonte di piacere, ma che poi lo rifiuta quando testimonia l’inevitabile decadenza, la malattia e la morte. Al di là dell’apparente contraddizione queste due posizioni in realtà condividono un identico riduzionismo antropologico, che rende impossibile integrare il corpo nella realtà della persona e quindi valorizzarlo nella sua soggettività.
Nel 1979, papa Giovanni Paolo II partì da questa pretesa dicotomia e offrì una visione integrata dell’uomo come unità di corpo e anima in una serie di catechesi che sono note oggi come “teologia del corpo”. Egli spiegò il ruolo della sessualità umana nel piano divino, mostrando in che modo il corpo poteva dare risposta alle fondamentali questioni dell’esistenza.
In Chiamati all’amore, Carl Anderson e José Granados riflettono sui testi del pontefice con un linguaggio semplice e profondo. Il corpo parla di Dio, ne svela la bontà e la sapienza, ma parla al contempo anche dell’uomo e della donna, e della loro universale vocazione all’amore.
«Memori delle parole di nostro Signore Gesù Cristo per le quali siamo invitati a riconoscere l'albero dai suoi frutti, abbiamo voluto sottolineare la capacità del carisma francescano di generare frutti di santità anche oggi, mostrando come essa stessa possa rappresentare l'ideale formativo cui educare le nuove generazioni di coloro che si mettono alla sequela di Cristo» (dall'Introduzione). Le celebrazioni dell'VIII centenario dell'approvazione della protoregola di san Francesco (1209-2009), appena concluse, richiamano tutta la famiglia francescana a una rinnovata responsabilità rispetto alla realtà contemporanea. Il volume presenta i contributi offerti nell'annuale giornata di studio promossa dall'Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum (aprile 2009), che ha avuto come titolo «Santità francescana oggi e la grazia delle origini».
Non è un compito facile raccontare un pontificato, soprattutto se lungo e intenso come quello di Giovanni Paolo II. Ci vogliono date, temi, istantanee, e testimonianze in prima persona di chi ha preso parte ai moltissimi eventi memorabili di un mandato durato quasi ventisette anni. L'attentato che ha cambiato la percezione del papato, mostrando che anche un vicario di Cristo è vulnerabile. E poi il commovente gesto della mano di Wojtyla sul braccio del suo attentatore, una conferma tangibile alle parole di perdono pronunciate subito dopo il ricovero al Gemelli. L'incontro del 2002 ad Assisi con i leader delle altre confessioni religiose, chiamati a pregare per la pace, allo scopo di scongiurare un conflitto di civiltà. La vicinanza ai giovani: è per loro che Giovanni Paolo II inventa le giornate mondiali, come quella di Czestochowa del 1991, quando per la prima volta anche i ragazzi dell'Est Europa possono incontrare i loro coetanei dell'Ovest. E soprattutto l'Europa non più divisa. Con un papa che prepara la Chiesa alle novità e ai cambiamenti: a Berlino passa sotto la Porta di Brandeburgo da ovest a est, in senso inverso rispetto alle molte fughe verso la libertà dei cittadini dell'ex Repubblica Democratica Tedesca. In questo libro, il giornalista offre il più fedele e intenso racconto in presa diretta del percorso pontificale di Giovanni Paolo II, di cui regala un ritratto inedito e ricco di sfumature.
Francesco d'Assisi è universalmente conosciuto come colui che amava la povertà e predicava agli uccelli e come il primo stimmatizzato della storia. A partire dal medioevo, innumerevoli agiografie e moltissime opere a lui sono state dedicate e, ai giorni nostri, la sua fama supera largamente le frontiere del cattolicesimo, poiché credenti di tutte le confessioni e numerosissimi non credenti si interessano a san Francesco e al francescanesimo, che ha segnato in profondità il cristianesimo occidentale. Malgrado la simpatia generale che circonda la sua figura, il «Povero d'Assisi» è conosciuto in modo superficiale e impreciso dal grande pubblico, in quanto la sua immagine è stata deformata da interpretazioni edificanti o fantasiose che ne hanno intorbidito e snaturato il messaggio.
Negli ultimi cinquant'anni le ricerche a lui consacrate, in Italia e nel mondo intero, hanno modificato in modo radicale la conoscenza e la comprensione della vicenda e della personalità del Poverello. Pertanto, è diventato urgente consacrargli un nuovo lavoro di sintesi sulla base delle ricerche piú solide. Non si dimentichi inoltre che oggi ci si riferisce spesso allo «spirito d'Assisi» e al contributo che esso può offrire a riportare la pace tra le diverse religioni (nel 1986 Giovanni Paolo II ha invitato nella città umbra i principali esponenti delle grandi religioni). Il presente volume cerca di spiegare, ponendosi dal punto di vista dello storico, perché Francesco d'Assisi continui a esercitare un'autentica fascinazione a distanza di otto secoli.
«La difficoltà che incontriamo nel cogliere la figura del Povero d'Assisi nella sua realtà storica dipende in larga misura dal fatto che la sua esperienza religiosa è stata presentata spesso come la riproduzione pura e semplice di quella di Gesú: lo indica il titolo di alter Christus (secondo Cristo) a lui attribuito da diversi autori a partire dalla fine del Duecento. [...] Sicuramente Francesco d'Assisi ha cercato di "seguire le orme" di Gesú di Nazareth, secondo quanto riusciva a scoprire nelle sacre Scritture (i Vangeli ma anche i Salmi!) e tra gli esseri umani incontrati; ma ha effettuato delle scelte fra le diverse immagini di quel Cristo che egli aveva collocato al centro della sua esistenza. In sintesi, diciamo che ha dato della vita del Cristo una interpretazione molto radicale, poiché egli era un laico la cui intelligenza non era ingombra da formulazioni dottrinali né da influenze delle correnti filosofiche e teologiche. Realizzando il vangelo alla luce della sua esperienza personale e della sua cultura cittadina e cavalleresca, Francesco ha scelto di seguire un Cristo povero e mendicante, sempre in cammino, che condivideva con i marginali la precarietà delle loro condizioni di vita [...]. Ma non ha cessato, dal secolo XIII, di esercitare un effettivo fascino sugli spiriti e costituisce ancora oggi una figura a cui gli individui e le società si rapportano in modo giovevole per trovarvi, secondo la parola evangelica, nova et vetera, verità antiche e idee nuove».
Nato in provincia di Bologna nel 1916, Antonio Quadri entrò giovanissimo nell'Ordine dei Servi di Maria assumendo il nome di Venanzio Maria. Prima di giungere al giorno del desiderato sacerdozio, un morbo improvviso lo portò alla morte nel 1937, a soli 21 anni. Angelo di purezza, Venanzio cercò la perfezione assoluta nei piccoli doveri quotidiani. Tutta la sua vita, pur semplice e nascosta, fu caratterizzata dall'amore a Gesù e a Maria che si esplicitava nella completa dedizione di sé nell'umiltà, nella carità, nel sacrificio. E' in corso la causa di beatificazione.

