
Quella che si è soliti chiamare «fede cristiana» trae origine da una matrice israelitica, gesuana e pasquale. Tre tappe di un percorso complesso,
ma affascinante e coinvolgente per riscoprire come il Dio della fede cristiana si identifichi con un uomo crocifisso, anagraficamente identificabile come Gesù di Nazaret, anche se poi dichiarato risorto (ma in quanto crocifisso) da comunità che esplicitano in maniera diversificata
il contenuto cristologico della fede pasquale. Dietro una variegata trama di testi, si scorge il volto del Dio del Vangelo, il Dio di Gesù Cristo: un Dio sorprendente e imprevedibile. Una fede così sfocia nella contemplazione, e richiede nient’altro che umiltà, ringraziamento, e lode.
Ecco dunque una piccola summa della fede di Israele, di Gesù e della Chiesa primitiva. Agostino di Ippona afferma che «se la fede non è pensata, è
come se non ci fosse»: queste pagine vorrebbero contribuire a ripensarla per appropriarsene in modo nuovo.
L’AUTORE
Romano Penna, nato a Castiglione Tinella (CN), sacerdote della Diocesi di Alba, è Ordinario di nuovo Testamento presso la Pontificia Università Lateranense. È autore di numerose pubblicazioni, tra le quali ricordiamo: Lo Spirito di Cristo (1976); L’ambiente storico-culturale delle origini cristiane (1991) e, presso le Edizioni San paolo, L’apostolo Paolo, Studi di esegesi e teologia (1991); Paolo di Tarso, Un cristianesimo possibile (1994); Una fede per vivere (1992).
Pur tra crisi e incertezze, l’amore uomo- donna custodisce ancora, come in una segreta catacomba, un grande mistero e una viva promessa. Esso è radicato sul fedele progetto di Dio, progetto
che riflette il suo essere Comunione di Amore di Tre Persone. Un tale amore si partecipa all’amore umano, sponsale e nuziale. Cristo stesso, il Figlio di Dio fattosi carne, si è posto come Sposo per la Sposa, la Chiesa-Umanità, che ha in Maria, Donna per eccellenza, la sua viva e perfetta immagine. Così ha assunto, ratificato ed esposto l’amore sponsale. Tutto è sorretto dallo Spirito Santo, l’Eros divino, festoso e forte, che fa sì che l’amore non decada dal suo ardore e dalla sua tensione verso la propria piena realizzazione.
Uomo e donna, immergendosi in questo Mistero d’Amore divino-umano, possono trovare la verità di sé, oltre il semplice piano fisiologico sentimentale. Pur tra limiti, tensioni e ferite, possono diventare lo spazio del mistero di Dio e testimoniarlo al mondo.
L'autore
Giorgio Mazzanti è sacerdote della Diocesi di Firenze e docente di Teologia sacramentaria presso la Pontificia Università Urbaniana in Roma. Accanto alla riflessione teologica sui sacramenti (I Sacramenti Simbolo e Teologia: I. Introduzione generale,II. Eucaristia Battesimo Confermazione, III. Ordine; Teologia sponsale e sacramento delle nozze) e sulla Teologia nuziale (Mistero pasquale, mistero nuziale; Persone nuziali. Communio nuptialis. Saggio teologico di antropologia), ha pubblicato testi di poesia (Il Canto della Madre; Nella adorata luce. Voce di sposo e voce di sposa), tutti editi dall’EDB di Bologna. Recentemente ha pubblicato un saggio sulla poesia, Tra soffio e carne. Una considerazione teologica sulla poesia, (EDB, 2009).
Sullo stile di un’autrice già molto apprezzata dai lettori, una serie di piccole riflessioni sul senso della speranza: noi siamo immagine di Dio, dice Chiara, anche e soprattutto quando la nostra esistenza sembra annunciarci il contrario. Se è vero che guardandoci, talvolta, vediamo come delle righe storte, dobbiamo sempre ricordare che su queste righe Dio sa scrivere dritto. Tutto sta alla nostra disponibilità.
«La speranza è un filo sottilissimo che ti rimane tra le dita, che tieni con estrema cautela per paura che possa spezzarsi.
Si capisce solo dopo che quel filo è, per quanto sottilissimo, resistente più dell’acciaio».
L'autrice
Chiara M. è una ex infermiera di Trento che poco prima dei vent’anni è stata assalita da una malattia rara e incurabile che l’ha costretta su una sedia a rotelle. Da allora i dolori non l’hanno più lasciata. Ma questa sua condizione l’ha portata non alla disperazione ma ad una sempre più intensa e alta vita di fede. Presso le Edizioni San Paolo ha pubblicato Crudele dolcissimo amore (20097), Oscura luminosissima notte (2010, 2008 con DVD) e La perla (20104); di quest’ultima piccola opera esiste anche l’edizione per ragazzi illustrata da Marta Carraro (2013).
Zygmunt Bauman, il sociologo polacco famoso in tutto il mondo per il concetto di modernità liquida, affronta in questo testo agile ed estremamente attuale il tema della religione e della fede. Oggi nella tremenda crisi di valori che stiamo vivendo, anche la religione, in qualche misura, sta subendo lo stesso destino della società liquida. Assistiamo a una sorta di evaporazione della spiritualità. Il rischio, al di là dell’osservanza da parte dei cattolici degli appuntamenti liturgici, è che queste manifestazioni di adesione e di partecipazione rimangano in superficie, senza entrare davvero nel cuore delle persone. Ma il bisogno di speranza
non può essere cancellato dal cuore dell’uomo, e questo apre nuove porte alla fede.
L'autore
Zygmunt Bauman è nato a Poznan nel 1925 in una famiglia di origini ebraiche. Rifugiatosi in Unione Sovietica allo scoppio della Seconda guerra mondiale, rientrò in Polonia al termine del conflitto e si laureò in sociologia all’università di Varsavia. Nel 1968, in seguito a un’epurazione antisemita, emigrò dapprima a Tel Aviv e poi a Leeds, dove ottenne una cattedra di sociologia. Da allora ha quasi sempre pubblicato le sue opere in inglese, ottenendo particolare riscontro soprattutto dopo l’abbandono dell’insegnamento. La sua reputazione crebbe rapidamente verso la fine degli anni Ottanta, e oggi è considerato tra i più grandi teorici della società del XX secolo. Particolare notorietà ha assunto il suo concetto di società “liquida”: l’incertezza dei nostri tempi moderni
e la trasformazione dei cittadini in consumatori hanno come conseguenze la fine di ogni certezza e una vita
Un percorso biblico che, partendo dalla nascita della paura ("ho avuto paura perché sono nudo" Gen 3,10), ripercorre figure e strategie di speranza nella Bibbia, fino a Gesù e al suo annuncio di libertà e di futuro nuovo. La riflessione sui temi biblici è proposta quasi come una lectio divina a due voci, maschile e femminile, da Ermes Ronchi, frate dei Servi di Maria, e Marina Marcolini, docente universitaria di letteratura italiana, perché la Sacra Scrittura parli parole di vita piena, perché la Parola risuoni più ampia e profonda, più ricca di tonalità e colori diversi, liberata da ogni sequestro maschile o ecclesiastico, e riprenda a scorrere dentro il torrente della vita.
Dodici ninne nanne scritte da Iolanda Restano, illustrate da Stefania Pravato e dedicate ai bambini più piccoli. Da leggere soli o in compagnia della mamma e del papà.
L'autrice
Iolanda Restano, nata a Vercelli nel 1967, ha lanciato il sito Filastrocche.it, diventato in breve un punto di riferimento per l’intrattenimento delle famiglie con bambini sulla rete. La sua passione l’ha quindi spinta a cominciare a scrivere storie, filastrocche, canzoni, e a curare siti web per aziende con target infantile, tramite la sua società Jop. Ha pubblicato una serie di 15 libri di fiabe con CD allegato.
Dodici filastrocche per i più piccini, da leggere e rileggere per ricordare insieme il giorno del battesimo e tutti i suoi protagonisti. Il libro è arricchito da bellissime illustrazioni.
Iolanda Restano, nata a Vercelli nel 1967, ha lanciato il sito Filastrocche.it, diventato in breve un punto di riferimento per l’intrattenimento delle famiglie con bambini sulla rete. La sua passione l’ha quindi spinta a cominciare a scrivere storie, filastrocche, canzoni, e a curare siti web per aziende con target infantile, tramite la sua società Jop. Ha pubblicato una serie di 15 libri di fiabe con CD allegato.
Cronache, a cura di Claudio Balzaretti, con testo ebraico a fronte, note filologiche e note di commento. Conclude il testo la consueta appendice sulla liturgia.
Quelli che per noi sono i due libri delle Cronache nel testo masoretico costituiscono un solo libro; la divisione in due libri è stata adottata per il testo ebraico a partire dalle prime bibbie stampate. Il titolo greco «Le cose tralasciate» (paraleipómena) ha segnato la sorte di questo libro presso i lettori, perché è stato letto come un supplemento ai libri di Samuele e dei Re, in quanto, accanto alle parti parallele o sinottiche con quei libri, esso riporta altro materiale relativo soprattutto al culto La collana Nuova Versione della Bibbia dai Testi Antichi, curata da noti biblisti italiani, riprende ex-novo e amplia il coraggioso progetto della Nuovissima versione della Bibbia dai testi originali. I singoli libri biblici vengono riproposti in una nuova versione che, oltre ad avere i testi antichi a fronte, è accompagnata da un accurato apparato testuale filologico e da un ampio commento esegetico-teologico.
La serie è diretta da Massimo Grilli, Giacomo Perego e Filippo Serafini.
L'autore
Claudio Balzaretti (1956), laureato in lettere classiche, è ordinario per l’insegnamento di filosofia e storia nei licei statali. Presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma ha difeso una tesi di dottorato sulla versione siriaca del libro di Esdra-Neemia. Si occupa soprattutto di esegesi dei libri storici dell’Antico Testamento, ha pubblicato commenti a Esdra-Neemia (Milano 1999 e 2010), Cronache (Roma 2001), Re (Roma 2002 e Padova 2008), Maccabei (Padova 2004) e ha collaborato a recenti introduzioni all’Antico Testamento in lingua italiana. Applicando un metodo filologico allo studio di diversi fenomeni ha anche pubblicato articoli su varie riviste, italiane e straniere, e due libri: “Missa”. Storia di una secolare ricerca etimologica ancora aperta (Roma 2000) e Il Papa, Nietzsche e la cioccolata. Saggio di morale gastronomica (Bologna 2009).
«L’amicizia è rimasta per caso nel mondo, nascosta da qualche parte?». È quanto si chiede don Mazzi all’inizio del libro. La risposta, naturalmente, è positiva. Ma don Mazzi vi giunge partendo dalle domande e dalle provocazioni di un bambino di dieci anni – il nipotino Matteo – e commenta: «Dopo i dieci anni la mamma, il papà, la nonna, l’orsacchiotto non bastano. Vuoi amare ed essere amato, conosciuto, stimato, apprezzato da altri, fuori dalla tua famiglia. Dentro di te si aprono dei buchetti, non so come definirli... I fratelli e le sorelle, come i genitori, sono già stati collocati nel posto giusto, quando eri piccolo. Quello degli amici è un buchetto nuovo e, sai cosa ti dico? Si allargherà». L’amicizia, continua don Mazzi, ha a che fare con Dio e l’eternità, è il primo segno del Paradiso. E per spiegarsi meglio ricorre a sette brevi storie (L’ago e la Madonna, La colomba amica, I volti, La gratuità, Sachi, Il tempo degli animali, L’anello d’oro). Il volume è arricchito dalle illustrazioni di Martina Peluso.
Gli autori
Antonio Mazzi è sacerdote, pedagogista e presidente della Fondazione Exodus Onlus. Spesso ospite in qualità di educatore nelle principali trasmissioni televisive, collabora con numerosi giornali e riviste. Tre lauree ad honorem in Pedagogia, Don Mazzi lavora al progetto “Un’idea”, struttura sperimentale alternativa al carcere minorile. Per le Edizioni San Paolo ha pubblicato: Preghiere di un prete di strada (20042), La tv in mano. Riflessioni in punta di dita (20082, con Giovanni Anversa), Come rovinare un figlio in dieci mosse (201010), Come salvare un figlio dopo averlo rovinato (2010), Di squola, si muore?! (20102) e Il mondo e l’infradito (2011)
Martina Peluso vive e lavora a Napoli. Ha studiato arte della stampa e frequentato corsi di illustrazione a Sarmede scegliendo di dedicarsi all’illustrazione per l’infanzia. Ha partecipato a numerose mostre collettive e, nel 2006, realizza la sua prima mostra personale presso la scuola circense Carampa di Madrid. Nel 2007, nel complesso museale di San Damiano ad Assisi, allestisce una personale dal titolo Il Cantico delle Creature - immagini di un mondo di grazia. Si occupa da sempre di laboratori artistici e collabora con numerose case editrici italiane e straniere.
Quest’opera, per dirla in termini moderni, è una sorta di fiction di una storia che i cristiani “normali” più o meno conoscono, ma che hanno bisogno di sentirsi narrare con quello spessore narrativo e convincente che non teme scorciatoie, aggiunte e perfino ambientazioni un po’ facili. In certi momenti felici è un vero e proprio midrash della Parola di Dio, cioè un racconto contestuale che lo cala nell’esperienza del lettore (nel nostro caso, i genitori). E il Dio di cui ci parla è un Dio che gustiamo nella sua accanita e irrevocabile passione di conquistarsi la fiducia degli uomini, cioè di trasformarli in figli, in coloro che si fidano e permettono a Dio di essere Dio, cioè Padre. Dalla prefazione di Mariateresa Zattoni Gillini.
L'autore
Giuseppe Antonio Amadeo, avvocato genovese, sposato e padre di due figlie. Ha presieduto la locale Unione dei Giuristi Cattolici Italiani, della quale
è tuttora consigliere generale, nonché la Commissione Diocesana Giustizia e Pace di Genova, organizzando incontri e convegni e realizzando pubblicazioni divulgative. Ha sempre coltivato anche interessi culturali in letteratura, arti figurative, musica e teatro. Nella sua città ha curato letture pubbliche di testi di Caterina Fieschi e Tommaso Moro, oltre all’integrale delle lettere di san Paolo nel 2009.

