
La sinodalità, dimensione costitutiva della Chiesa, è chiamata a esprimersi stabilmente nei processi decisionali del popolo di Dio in cammino. In queste pagine Carmen Peña mostra come tale espressione dipenda non soltanto da futuri cambiamenti strutturali, ma anche dallo sviluppo delle potenzialità già presenti nel Codice di diritto canonico, ancora in parte poco valorizzate. L’ordinamento vigente offre, in realtà, strumenti concreti di partecipazione: dalla valorizzazione dei ministeri dei laici alla presenza di uomini e donne nei processi di governo, fino al ripensamento delle strutture di consultazione a livello diocesano e sovradiocesano. Nella seconda parte del volume questa riflessione viene tradotta in un itinerario operativo di iniziazione alla sinodalità. Attraverso schede per la riflessione personale, percorsi per i consigli pastorali e proposte per diocesi e parrocchie, il testo offre non semplici indicazioni tecniche, ma autentiche occasioni di discernimento comunitario. Ne risulta un contributo rigoroso e insieme profondamente pastorale per accompagnare le Chiese locali verso una configurazione sempre più strutturalmente sinodale, nella quale il diritto canonico diventi garanzia dei diritti dei fedeli e sostegno a una Chiesa realmente corresponsabile e ministeriale.
"Parole di Vita" è un riferimento e un appuntamento di riflessione per seminaristi, diaconi e sacerdoti, religiosi e religiose, per la loro formazione permanente ed un uno strumento per animatori di gruppi biblici e centri di ascolto, per insegnanti di religione, catechisti e laici, per una conoscenza più profonda della parola di Dio.
E se l’essere umano, per la prima volta nella storia, avesse non solo pensato un dio, ma lo avesse creato? In questo acuto saggio filosofico-teologico, Claudia Paganini avanza una tesi provocatoria e dirompente: l’intelligenza artificiale sta emergendo come il nuovo dio dell’era digitale, pronto a soddisfare sempre meglio la ricerca del senso religioso degli esseri umani. Onniscienza, onnipotenza, trascendenza, un pizzico di opacità e un gruppo di esperti quali "nuovi sacerdoti": l’intelligenza artificiale ha tutte le caratteristiche che da sempre, dall’Antichità ad oggi, appartengono a ciò che si riconosce come una "divinità". Il volume fornisce una diagnosi originale delle conseguenze spirituali di una società digitalizzata. Nel terzo millennio la crisi di senso, la solitudine e la brama di risposte immediate spingono verso una fede tecnologica. L’autrice ci mette in guardia: spetta a noi decidere quale interpretazione fare nostra: l’intelligenza artificiale come nuovo dio è speranza oppure terrore apocalittico?
Questa Teologia biblica di Paul Beauchamp (1924-2001) rimane, a venticinque anni dalla morte, un segnavia insuperabile per comprendere la lezione, in gran parte ancora inascoltata, del gesuita francese, forse il biblista più geniale del XX secolo. In questo breve contributo, Beauchamp rende conto della teologia biblica in generale, ma in particolare della sua teologia biblica, che aveva già preso forma e prometteva ulteriori sviluppi. Il risultato è uno scritto agile, dal linguaggio molto denso, ma capace di restituire, in una sintesi illuminante, tutte le grandi direttive da lui toccate nei due tomi successivi del suo opera maggiore e, più in generale, nella sua produzione. L’opera è impreziosita da un ampio Invito alla lettura, a cura del biblista milanese Matteo Crimella, per offrire a un vasto pubblico, non solo di specialisti, le chiavi interpretative corrette per accedere a questo tesoro ancora tutto da scoprire.
Come vivere da cristiani nell’era digitale? Suona così la domanda da cui prende avvio Giovanni Ancona in questa sua rassegna sintetica delle dinamiche, delle opportunità e delle sfide poste dalla cultura digitale. A fronte delle nuove questioni etiche e antropologiche che quotidianamente vengono sollevate da più parti intorno alla tecnologia e al futuro degli esseri umani, quest’opera vuole far prendere coscienza della rivoluzione in atto per delineare in maniera rinnovata e critica, ma con un approccio positivo, il nostro vivere umano e cristiano. Dall’infosfera all’intelligenza artificiale fino al post- e al trans-umanesimo, il libro offre una riflessione teologica che sottolinea i compiti etici ed educativi che queste realtà impongono, ipotizzando infine un modo concreto con cui affrontare questo cambiamento culturale, per abitarlo da cristiani in modo critico.
C’è un’azione che sorprende: non si annuncia in modo eclatante, ma si manifesta nella vita quotidiana. Questo libro raccoglie lettere e storie di giovani e adulti che, spesso inaspettatamente, hanno avvertito il "passaggio" di Dio nella propria vita e hanno scelto di chiedere il battesimo. Le loro voci sono testimonianze in presa diretta e fonti che rivelano le costanti e le novità dell’azione divina, diventando provocazioni che interrogano la chiesa. Con un sapiente equilibrio fra narrazione, teologia e sensibilità pastorale, il volume intreccia tre registri: le esperienze di conversione, la loro lettura teologica e gli strumenti interpretativi e pratici. Ciò che questi "aspiranti cristiani" del XXI secolo hanno vissuto può parlare alla chiesa e diventare luogo di discernimento. Quali opportunità si aprono? Quali resistenze vanno superate? C’è molto da imparare dal catecumenato e dall’esperienza di chi lo ha attraversato. Questo libro si propone come uno spazio di rinnovamento pastorale, per accogliere le "sorprese" che rigenerano la chiesa e ne indicano le vie future.
Serviva proprio un altro libro sul concilio Vaticano II? Sì, è indispensabile se si vuole andare oltre le fonti, oltre la storia e la redazione dei documenti, per cogliere direttamente il cuore pulsante di questo evento. Ecco la sfida raccolta dai quattro teologi impegnati in questo volume, a cura di Marco Vergottini, che con serietà e un linguaggio fresco ed efficace offrono una rilettura teologico-fondamentale dell’evento che, oltre sessant’anni fa, ha impresso una svolta alla cattolicità. Gesù Cristo, il sacramento, la chiesa e l’umano: sono queste le quattro direttrici da seguire per comprendere l’intentio profundior, cioè lo spirito che ha intimamente animato il concilio e che ne ha plasmato i frutti, sfidandoci ancora oggi a lasciarci interpellare come credenti. Una magistrale opera di sintesi, che presenta il "succo" del Vaticano II ma allo stesso tempo il suo "impensato", ciò che il concilio non ha detto e che ha lasciato come compito da svolgere all’odierna comunità cristiana.
Perché le funzioni di prete, diacono, vescovo sono riservate ai soli uomini? È davvero scritto nel vangelo che le donne non possono essere apostole di Cristo? In questo manifesto coraggioso e rigoroso, la teologa francese Sylvaine Landrivon ci conduce nella casa di Betania per riscoprire figure femminili troppo a lungo dimenticate o fraintese. Sviluppando un’analisi innovativa dei testi evangelici, l’autrice rivela come Marta e Maria di Betania, insieme alla Maddalena, abbiano avuto un ruolo fondamentale nella rivelazione della missione di Gesù. Con audacia intellettuale e profonda erudizione, Landrivon propone un’ipotesi rivoluzionaria, facendo leva su un dettaglio del testo originale che apre prospettive completamente nuove sulla comprensione del ruolo delle donne nel cristianesimo primitivo: Magdal, in ebraico, significa "torre" e non indica necessariamente una città... Eppure questo non è solo un libro di esegesi biblica. Dalla ricerca teologica, l’autrice passa all’azione concreta, mostrando come le prime comunità cristiane si radunassero nelle case, dove le donne ricoprivano ruoli di leadership. Come si può, allora, sostenere oggi un modello ecclesiale esclusivamente maschile? Un libro destinato a chi cerca di comprendere il rapporto tra Gesù e le donne, per ritrovare (ed è urgente!) la freschezza delle origini cristiane. Prefazione all’edizione italiana in forma di lettera aperta a papa Leone XIV.

