
A che cosa pensa un insegnante prima di entrare in classe? Rispondere a questa domanda significa adoperarsi per cogliere lo spirito che sta alla base dell'educazione e che trascende tutti i contenuti specifici che l'insegnamento ha la vocazione di trasmettere. Un'educazione degna di questo nome deve infatti fornire ai suoi destinatari un orientamento di fondo, il cui scopo prioritario è quello di aiutarli a vivere e ad affrontare l'esistenza con fiducia. Non è forse da questo spirito dell'educazione che sono nate le nostre istituzioni educative e la nostra stessa civiltà? Basandosi su oltre quarant'anni di esperienza di insegnamento in diverse lingue e in molti Paesi, un docente appassionato come Jean Grondin - quasi a voler tratteggiare un bilancio - riflette sui presupposti della sua pratica educativa e ne trae alcune lezioni da affidare alla giovane generazione, quella dei maestri di domani.
E se la metafisica fosse il più grande beneficio della storia dell'umanità? La metafisica si basa su un'esperienza semplicissima e sconcertante: quella dell'infinita bellezza del mondo che si impone alla nostra intelligenza, malgrado il male, la sofferenza e l'assurdo in cui ci imbattiamo di continuo e che suscitano la nostra indignazione solo perché l'aspettativa metafisica è predominante. L'idea alla base della metafisica è che questa bellezza ha una ragione. Scoprendo la bellezza delle cose, la cui contemplazione fa la nostra felicità, e riconoscendo una dignità all'umano, che a quella bellezza partecipa nella sua capacità di trascendenza, la metafisica ci procura delle ragioni per vivere e sperare, realizzando quindi la finalità della filosofia stessa. Ogni filosofia o è metafisica, o è triste poiché non lo è.
Un proyecto que marca nuevos rumbos y se acerca a una ciencia que, desatendida por el mundo científico, es constitutiva del fundamento de la filosofía.
La metafísica sigue siendo quizás el presupuesto insuperable de todo pensar, en la medida en la que es a ella a la que le incumbe aportar el proyecto de comprensión del mundo, con vocación de universalidad, que se pregunte por el ser y el porqué de las cosas.
Según Jean Grondin, la necesidad de una introducción a esta rama de la filosofía se ha vuelto urgente debido al clima de sospecha general que la envuelve. A través de la presentación y el análisis de textos de Parménides, Aristóteles, San Agustín, Descartes, Heidegger, Gadamer y Derrida, entre otros, el autor propone, con sencillez y claridad, un ameno itinerario por sus momentos clave. El objetivo de la obra no es pasar revista a los «grandes sistemas» metafísicos en toda su diversidad, sino poner de relieve la continuidad de una cuestión y de una rama de la filosofía quizá constitutiva del pensamiento filosófico como tal.
Jean Grondin conduce Gadamer sull'inevitabile banco di prova della Germania novecentesca. L'intreccio dell'esistenza di Gadamer con le dolorose vicende della storia tedesca contemporanea è però meno episodico rispetto a quello del suo maestro Heidegger, rendendolo un testimone incomparabile delle fasi salienti di quella storia. L'opera è arricchita dagli aggiornamenti redatti dopo la morte di Gadamer e da inediti apparati per orientare il lettore nella vasta opera del filosofo.

