
Nel maggio del 1901, Giovanni Laterza, membro di una famiglia di cartolai, tipografi e librai, fonda a Bari una casa editrice destinata a segnare la cultura italiana del Novecento. Dall'incontro con Benedetto Croce, pochi mesi dopo, scaturisce un sodalizio senza precedenti. Alessandra Tarquini racconta la storia della Laterza come specchio e insieme agente di cambiamento della cultura italiana a partire dalla difficile coesistenza con il fascismo al significativo rinnovamento operato nel dopoguerra da Vito Laterza, fino al confronto sempre più serrato con la cultura europea. Un'opera che intreccia le scelte editoriali con le trasformazioni culturali, sociali, politiche ed economiche del nostro paese.
Che cosa c'entra l'acqua che bolle in un pentolino con la teoria del Big Bang? E gli ingorghi in tangenziale con i sistemi complessi? Per un fisico, c'entrano moltissimo. Perché ogni aspetto della realtà può regalare sorprese, se indagato con lo sguardo della scienza. La fisica moderna è ovunque nel dibattito pubblico ‒dalle tecnologie innovative al riscaldamento globale ‒,tuttavia le sue idee e le sue teorie restano spesso prigioniere di un linguaggio matematico che scoraggia chi non ha una formazione scientifica. Eppure, quelle stesse idee e teorie hanno un'origine profondamente intuitiva: nascono dal modo in cui tutti noi guardiamo il mondo, riconoscendo ordine e disordine, regolarità e irregolarità. È da questo talento naturale ‒che appartiene a ciascuno di noi ‒che Alessandro Silva prende le mosse per accompagnarci quanto più in alto possibile nel castello della fisica moderna, senza mai ricorrere alla matematica. Come davanti a un quadro impressionista: non si distingueranno tutti i dettagli, ma luci e colori restituiranno un insieme capace di cambiare il modo in cui guardiamo le cose. E guardare il mondo con gli occhi di un fisico sarà un'abitudine difficile da perdere.
Quando inizia la storia dell'intelligenza artificiale? Chi sono le persone che ne hanno segnato lo sviluppo? Quali visioni scientifiche e filosofiche si sono scontrate nel corso dei decenni? Tra speranze e chimere, clamorose sviste e colpi di genio, un racconto avvincente che mette in luce i tanti volti umani nascosti dietro alla tecnologia più travolgente della nostra epoca. L'intelligenza artificiale ha fatto irruzione nel nostro quotidiano con una forza dirompente. Nel giro di pochi anni chatbot, software e algoritmi intelligenti ci sono diventati familiari. Ma pochi conoscono la storia e le idee di quanti, nel corso di un secolo, silenziosamente preparavano questa esplosione improvvisa. Fin dalle sue origini, negli anni Quaranta, gli scienziati che hanno dato vita a questa disciplina hanno tentato le strade più diverse per perseguire un obiettivo comune: replicare il funzionamento del cervello umano. Un sogno incredibilmente ambizioso, che ha dato più volte adito ad aspettative smodate, accendendo dibattiti infiniti sul concetto stesso di ‘intelligenza'. Andrea Daniele Signorelli ricostruisce le figure più importanti, gli approcci filosofici, i momenti di svolta e quelli di impasse nell'affannosa impresa di fornire il pensiero alle macchine: dalle intuizioni di Alan Turing alla rivalità tra Marvin Minsky e Frank Rosenblatt, creatore della prima rete neurale; dalla celebre conferenza di Dartmouth al ‘padrino dell'IA' Geoff Hinton; da ELIZA, antenato di ChatGPT, alla rivoluzione della computer vision con Fei-Fei Li. Passando per lo scontro tecnologico tra Stati Uniti, Unione Sovietica e oggi Cina, la disfatta di Garry Kasparov contro DeepBlue, la rottura tra Elon Musk e Sam Altman, le mosse di Google, Anthropic e delle altre Big Tech. È un'avventura, quella dell'IA, nata tra le mura universitarie per conquistare il mondo intero; una storia tormentata, fatta di slanci iperbolici e brusche battute d'arresto. Un passato da cui possiamo ancora imparare molto sul futuro di questa tecnologia.
Incontri tra popoli, culture e civiltà del Mediterraneo: questo è "Fantastico Medioevo", narrazione avvincente ma rigorosa di un passato che parla al presente e orienta il futuro. Una madre ormai anziana - per Giovanni Boccaccio addirittura quasi sessantenne - e un parto che la leggenda volle ora simulato, ora esibito sulla pubblica piazza: così nasce il mito di Costanza d'Altavilla, la donna silenziosa che generò Federico II tra stupore, sospetto e meraviglia.
Incontri tra popoli, culture e civiltà del Mediterraneo: questo è "Fantastico Medioevo", narrazione avvincente ma rigorosa di un passato che parla al presente e orienta il futuro. Nel 1130, a Melfi, crocevia del potere politico e religioso, nacque il Regno di Sicilia. A ‘inventarlo' dal nulla fu una figura controversa: l'antipapa Anacleto II. Nel corso dei secoli quell'istituzione, pur cambiando variamente denominazione, avrebbe influenzato le sorti dell'Italia e dell'intera Europa.
A Melfi, nel 1129, Ruggero d'Altavilla riunisce la feudalità meridionale per imporre il riconoscimento della sua autorità e proclamare la volontà di pacificare il Mezzogiorno. Quella visione politica nel giro di un anno porterà alla creazione del Regno di Sicilia, capace di recepire prestigiose istanze politiche e culturali da più parti del Mediterraneo. Incontri tra popoli, culture e civiltà del Mediterraneo: questo è "Fantastico Medioevo", narrazione avvincente ma rigorosa di un passato che parla al presente e orienta il futuro.
L'opera di Michel Foucault continua a essere di ispirazione e di stimolo per le nuove generazioni. È difficile trovare un altro filosofo che abbia mantenuto la stessa freschezza di pensiero nel corso del tempo: le sue analisi sul potere, sulla follia, sulla sessualità, sulle tecnologie di governo e su quelle del sé parlano ancora direttamente al presente, come se fossero state scritte per raccontare il mondo in cui viviamo oggi. Questo libro non è una biografia nel senso tradizionale e neppure un'introduzione alla sua filosofia. È qualcosa di più: un tentativo di seguire il pensiero là dove si forma; nei materiali laterali, nelle esperienze vissute, nelle contestazioni e nella malattia. Interviste, corsi, appunti sparsi: tutto ciò che sta fuori dal perimetro dell'opera pubblicata in vita e che rivela il movimento di un'intelligenza sempre in sintonia con gli eventi e in anticipo sul proprio tempo. Ne emerge un Foucault inatteso: il ragazzo di provincia cresciuto nell'universo silenzioso di una famiglia di medici, il giovane che attraversa la guerra, l'omosessualità e la follia come esperienze che lasciano depositi profondi nel pensiero, il filosofo nomade che scrive "Storia della follia" nelle lunghe notti che trascorre in Svezia e che impara a conoscere la materialità del potere nelle strade di Varsavia e di Tunisi, che scende in piazza con studenti, detenuti, immigrati e che porta in America una filosofia che non abbiamo finito di scoprire. Ogni tappa rivela un pensiero che non descrive il mondo guardandolo da fuori ma ci abita dentro, e si trasforma insieme alle sue sfide.
Il diritto internazionale è davvero carta straccia? O «conta solo fino ad un certo punto»? Di fronte a guerre, crimini impuniti e doppi standard, molti oggi lo liquidano come inutile. Eppure, è proprio la crisi attuale a mostrare quanto sia invece necessario: perché se le regole perdono credibilità, a restare esposti sono soprattutto i più deboli. Il diritto internazionale è inutile? Per rispondere bisogna prima fare i conti con le sue origini coloniali, le sue contraddizioni strutturali e i suoi fallimenti più clamorosi. Nato come sistema europeo, costruito per giustificare l'esclusione e la sottomissione del resto del mondo, nel Novecento ha conosciuto una trasformazione profonda: divieto dell'uso della forza, decolonizzazione, diritti umani, giustizia penale internazionale. Un cammino reale di progresso. Oggi quel cammino sembra interrotto e la matrice della crisi è l'applicazione selettiva delle regole. Di fronte all'aggressione russa dell'Ucraina, gli Stati occidentali hanno invocato con forza il diritto internazionale; di fronte all'operazione militare israeliana contro Gaza ‒ in cui organi internazionali hanno ravvisato i presupposti di un genocidio ‒ hanno per lo più taciuto o protetto Israele. Un doppio standard che logora la credibilità dell'intero sistema. La risposta, però, non è rinunciare al diritto. Dire che conta fino a un certo punto non è realismo: è una scelta di parte. A guadagnarci sono i più forti; a perderci gli Stati deboli, i popoli, le minoranze. "Il diritto internazionale non è carta straccia": è una carta fragile, che tutti abbiamo interesse a non strappare.
Uno dei maggiori esperti europei di welfare state ridefinisce lo stato sociale - la nostra ‘casa comune' - come il fondamento della democrazia. Rispondendo alle domande di Daniele Manca, e attingendo alla sua lunga esperienza di ricerca e di collaborazione con le istituzioni europee, Maurizio Ferrera affronta i nodi cruciali del welfare: dalla riforma delle pensioni alle politiche per le famiglie e per i giovani, dalle diseguaglianze di genere alle specificità del caso italiano. Sullo sfondo, le trasformazioni del nostro tempo: l'intelligenza artificiale, le migrazioni, l'invecchiamento della popolazione e il ritorno dei nazionalismi. Un libro che unisce analisi e proposta, offrendo una sintesi chiara del dibattito internazionale e spunti per rafforzare la casa comune di fronte alle sfide del futuro.
Un lungo e complesso viaggio nel quale Adriano Favole ci invita a spostare lo sguardo e a pensarci come parte della natura: siamo ambiente come lo sono le piante e gli animali. Marco Aime, "Tuttolibri" Un gioco di rimbalzi, dal Piemonte all'Oceania, che racconta realtà alternative, dove la divisione fra natura e cultura sembra non essere arrivata. Danilo Zagaria, "Corriere della Sera" Dobbiamo la vita a forze ed esseri ‘selvatici', ‘incolti', che vivono fuori dai confini delle culture intese come spazi simbolici. L'incolto non è il caos: è la vita che si organizza, che germoglia, che si stratifica come i coralli, che si incontra e si scontra, la vita che rinasce continuamente nei dintorni di quella organizzazione che chiamiamo ‘cultura'. La ‘via selvatica' è quella che ci fa scoprire che non siamo solo cultura, che l'essere umano vive delle relazioni che intrattiene con tutti i suoi ‘simili' che abitano la Terra.

