
Dalla rivoluzione del 1979, l’Iran è considerato dall’Occidente il nemico numero uno, uno dei paesi centrali dell’‘asse del male’ da cui Europa e Stati Uniti si sentono minacciati. Ma l’Iran è anche un paese enorme e complesso, in cui il regime teocratico deve fronteggiare una opposizione molto forte e combattiva. Questa storia dell’Iran prende lettori e lettrici per mano e li accompagna alla scoperta di uno dei luoghi centrali delle attuali crisi internazionali a partire da un punto di vista inedito: quello dei movimenti sociali - studenti, donne, lavoratori e minoranze etniche. Invece di mettere al centro le figure apicali dello stato - Khomeini, Khamenei, Ahmadinejad -, il libro segue le proteste e la storia delle organizzazioni politiche che nel corso degli anni si sono alleate, organizzate e mobilitate, influenzando lo sviluppo della politica nazionale e internazionale in maniera determinante fino al movimento Donna Vita Libertà. Uno strumento indispensabile per chiunque voglia comprendere le dinamiche sociali e politiche dell’Iran contemporaneo.
Si può salvare qualcosa dell’idea illuminista di progresso o lo shock del Novecento l’ha resa definitivamente inservibile? Senza di essa, quale appiglio ci rimane per far fronte alla catastrofe ambientale e lasciare un mondo abitabile a chi verrà dopo di noi? Simone Pollo propone una riflessione acuta e attuale, volta a pensare la morale nell’era dell’Antropocene, in cui l’umanità contempla come mai prima la prospettiva della propria fine. Un antidoto contro il senso di disfatta, capace di riscattare noi stessi e il futuro del pianeta, coltivando ancora un po’ di fiducia nella possibilità del progresso.
Ignazio di Loyola è stato senza dubbio un santo rivoluzionario, non solo per la creazione della Compagnia di Gesù che tanto influsso ha avuto nella Chiesa e nella politica, ma anche per l’elaborazione della pratica degli ‘esercizi spirituali’. In modo sorprendente per il tempo, Ignazio coinvolse le donne in questa pratica che conferì loro una consapevolezza di sé e un’autonomia impensabili nel Cinquecento. E fu proprio grazie alle donne ricche e potenti che si radunarono attorno a lui e che lo sostennero con grande forza agli inizi del suo percorso spirituale, che Ignazio riuscì ad aver accesso alle corti papali e imperiali che poi abbracciarono la sua proposta nel pieno della Controriforma. Eppure, lo stesso Ignazio finì per escluderle dall’istituzione che aveva fondato. Una scelta poco comprensibile visto che lo stesso papa Paolo III Farnese aveva inizialmente approvato l’ingresso femminile nella Compagnia, salvo poi, su insistente pressione di Ignazio, estrometterle ufficialmente nel giro di pochi mesi. Perché compie questa scelta? Questa domanda è il centro di una vera e appassionante indagine nella biografia del santo che apre scenari inediti e invita a riconsiderare non solo il passato, ma anche il futuro di una questione che continua a interrogare la Chiesa contemporanea.
Incontri tra popoli, culture e civiltà del Mediterraneo: questo è "Fantastico Medioevo", narrazione avvincente ma rigorosa di un passato che parla al presente e orienta il futuro. I castelli degli Svevi segnano tutto il paesaggio dell’Italia meridionale. Qui soggiornò a lungo il grande imperatore Federico II con la sua corte e qui trovò il punto di innesco una vera e propria rivoluzione istituzionale, politica e culturale.
Incontri tra popoli, culture e civiltà del Mediterraneo: questo è "Fantastico Medioevo", narrazione avvincente ma rigorosa di un passato che parla al presente e orienta il futuro. Al crinale tra Medioevo e modernità, la Costituzione di Federico II fu dettata per il Regno di Sicilia, ma divenne immediatamente un vigoroso manifesto del potere imperiale.
Quasi all’improvviso, negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha rivoluzionato il nostro mondo. Dopo l’arrivo di PC e di Internet, una nuova trasformazione tecnologica ribalta il nostro modo di lavorare e di interagire e per la prima volta lascia intravedere un futuro in cui le macchine si sostituiranno all’uomo. Ma come siamo arrivati a tutto questo? Federico Neri, in Italia uno dei pionieri dell’AI applicata al linguaggio, ha vissuto da testimone privilegiato trent’anni di rivoluzione tecnologica e ci accompagna in un viaggio che parte dalle prime regole simboliche degli anni Novanta fino ai moderni Large Language Model, dai laboratori universitari agli incontri riservati con l’intelligence, dalla semantica dei brevetti militari ai sistemi generativi moderni. Non è solo un resoconto dell’evoluzione degli algoritmi, ma un racconto del loro farsi, un libro in cui biografia e tecnologia si intrecciano: gli aneddoti personali rivelano le emozioni, le paure e le speranze delle persone che stanno dietro ogni avanzamento. In un’epoca in cui l’AI suscita tanto entusiasmo quanto timori legittimi, lo sguardo di chi ha ‘parlato agli algoritmi’ per tre decenni può essere una bussola preziosa, può farci comprendere meglio l’intelligenza artificiale nella sua totalità, dalle radici tecniche alle implicazioni etiche, aiutandoci a orientarci verso la direzione che stiamo prendendo.
Le società avanzate di oggi si presentano a prima vista come complesse e poco comprensibili. Corrono sempre più veloci, tra schermi, social media e una realtà sempre più dematerializzata. Molte le etichette proposte per definirle, ma finora nessuna si è rivelata pienamente soddisfacente. Quel che appare, però, evidente a tutti è che viviamo in una ‘società sovreccitata’. I media digitali producono una successione accelerata di ‘choc’ informativi che impattano su una struttura sociale composta da individui resi più vulnerabili dall’ideologia neoliberista che ne ha polverizzato le strutture portanti. Attraverso 10 concetti chiave - dal ‘capitalismo estetico’ all’‘iperconsumo’, dall’‘iperdivismo’ al ‘corpo-flusso’ e al ‘biocapitalismo’ - l’autore si chiede se le caratteristiche del mondo attuale siano radicalmente nuove rispetto a quelle della modernità tradizionale e non piuttosto il risultato di una loro intensificazione.
Raccontare una guerra significa in primo luogo ricercarne le origini. Se le propagande hanno sempre le idee chiare e distribuiscono, con ilare incoscienza corruttrice, torti e ragioni, gli storici hanno il compito di scavare nel profondo e di risalire - se l’obiettivo è capire - «quanto possibile indietro nel tempo». È quanto fa Luciano Canfora in questo libro. Luciano Canfora ricostruisce quella che Tucidide definì la «grandissima guerra», un conflitto che durò ben più di trent’anni e logorò prima Atene e poi Sparta.
Perché, nonostante la crisi delle vendite, continuiamo a riconoscere autorevolezza e serietà ai quotidiani? Perché certe testate sembrano più oggettive di altre? Cosa rende un articolo ‘credibile’? Per la semiotica si tratta di effetti di senso, giochi di simulacri e costruzioni narrative, risultato di precise strategie discorsive che costruiscono impressioni di realtà. È di queste strategie - delle loro differenze e delle loro modalità - che il libro si occupa, decifrando quelle con cui viene gestita l’informazione. Lo fa esercitandosi soprattutto sui quotidiani, ma offre spunti e strumenti utili per ‘smontare’ l’informazione tout court, sia essa su carta, on line o in televisione. In questa edizione, il libro si arricchisce di una postfazione sulla disinformazione attuale e sui suoi tratti distintivi.
Ecco, dunque, il punto di partenza: una mappa. Come quelle dei viaggiatori antichi: una carta un po’ ingiallita, stesa con attenzione su un tavolo di legno. Per scoprire che non c’è nessun confine naturale, nessun luogo geografico dove sia possibile affermare che abbia inizio l’Oriente. C’è invece un solo unico immenso macrocontinente, dove le divisioni tra Europa e Asia non sono geologiche ma umane, culturali e politiche. In questo libro Alessandro Vanoli racconta la storia di come l’Oriente ha contribuito a costruire l’Occidente. Una storia fatta di viaggi, mercanti e guerre e che parla di spezie, di gioielli e di pietre preziose, ma anche di un’infinità di scoperte, dalla bussola allo zero, al divano. Ma in parallelo racconta anche come, proprio assieme a questa progressiva mescolanza, si sia costruita sempre di più una contrapposizione culturale, ideologica e politica. Perché erano in Oriente il giardino dell’Eden e le immense ricchezze sognate da Alessandro Magno, ma erano a Oriente anche i barbari e i più terribili mostri. E di secolo in secolo tutto questo sarebbe stato ripreso e rivisto in forme diverse, fino ai sogni orientalistici più moderni fatti di harem e odalische, di asceti in meditazione ma anche di violenza e di tirannide. Sino al presente, tra spiritualità indiana, ristoranti di sushi e serie televisive coreane, in un mondo sempre più frammentato e segnato dai drammi del Medio Oriente e dal potere della nuova Cina, dove nessuna facile definizione basta ormai a dirci cosa di noi sia Occidente e cosa Oriente.

