
Il rapporto tra natura e credo, tra fede e scienza, per padre John McCarthy è materia di studio appassionato e rigoroso frutto di anni di ricerca, sperimentazione e preghiera. Egli è convinto che attraverso il creato l'uomo possa riconoscere la presenza del divino. Le riflessioni sono suddivise per mese e organizzate in base ai ritmi stagionali e liturgici dell'anno. Rivelano come l'esperienza della natura e l'esperienza di Dio siano profondamente legate l'una all'altra in un'infinità di modi, spesso sorprendenti. Con umorismo e introspezione padre John affina le sue meditazioni rendendole piacevoli e accessibili anche ai più scettici.
Incontro, confronto pacifico, reciproca conoscenza, senso di fraternità: di tutto ciò sono imperniate le riflessioni di papa Francesco riguardo alla questione del dialogo tra le religioni. Nell'arco del suo pontificato sono stati diversi i momenti in cui il pontefice ha affrontato questi temi il cui approfondimento si rivela estremamente necessario e urgente oggi. Ecco una raccolta dei più significativi passaggi tratti da documenti, esortazioni, encicliche e discorsi del papa.
Vademecum per chi vuole scoprire Dio nella bellezza dei monti. Sono molti i Salmi che ci presentano Dio come la «roccia del nostro cuore», il sostegno incrollabile che dà senso alla vita. L'altezza, la durata e la stabilità delle montagne, che rimangono ferme e immobili, mentre passano le generazioni umane, sembrano farci intuire qualcosa dell'eternità e della pace senza confini, della pienezza di vita cui aspira il nostro cuore. Andare in montagna non è semplicemente respirare aria pura o fare un pic-nic all'aperto. Chi sa gustare il silenzio e la pace della natura, scopre che c'è un messaggio della montagna che bisogna ascoltare e accogliere. Come dice un antico proverbio: "Molte sono le vie che conducono a Dio: una passa sui monti".
Una Lectio divina popolare dedicata al Deuteronomio, il libro che chiude il Pentateuco. Il Libro non si caratterizza per la storia narrata, ma perché contiene il cuore della fede di Israele suscitata dall'esodo e dalle promesse rivolte ai padri. Il lettore è condotto a incontrare ciò che è essenziale: in quale Dio crede Israele e che cosa significa credere nel Signore che è unico, e continuare a sperare anche in un'epoca di crisi. Inoltre, viene consegnato un progetto di società in cui ha un posto privilegiato l'attenzione all'altro come attestazione pratica della fede.
Dopo i volumi sui vizi capitali (2013), le opere di misericordia (2014), i doni dello Spirito Santo (2015), le beatitudini (2016) che raccolgono la singolare e felice esperienza delle prediche al «Festival dei Due Mondi» di Spoleto ecco il quinto sulle parabole. Ogni parabola di Gesù è una risposta in forma di racconto. Chi non conosce le più significative: il padre misericordioso, il buon samaritano, la pecorella smarrita, la dramma perduta, il fariseo e il pubblicano, il seminatore, il giudice iniquo e la vedova importuna e... i frutti dell'albero (Lc 6-39-45). Quante volte le abbiamo ascoltate e ogni volta esse ci aprono a una comprensione rinnovata e più profonda della nostra vita. La Parola di Dio contiene sempre delle sorprese, come dice Gregorio Magno: «La Bibbia cresce con chi la legge». In fondo è l'esperienza che può fare ognuno di noi quando si dedica alla meditazione della Sacra Scrittura.
Un esperimento straordinario: Chiara d'Assisi (1193-1253), insieme ad alcune compagne, si stabilisce in totale povertà alle porte della sua città natale. Affidarsi alla provvidenza di Dio, senza alcuna sicurezza, ma anche senza dipendere da qualsivoglia sostentamento istituzionale o lavoro retribuito per vivere, è un progetto di vita inusuale per le donne e guardato con diffidenza dai contemporanei. Il movimento di Chiara però cresce, nonostante le resistenze, e influenza in modo durevole lo sviluppo del movimento francescano. Infine, la conferma papale della regola scritta da Chiara, fa sì che le clarisse siano riconosciute nella chiesa come nuova forma di vita per le donne. L'autrice delinea questo modo di vivere e lo traduce per l'oggi: vale ancora la pena essere coraggiosi, giocarsi il tutto e per tutto, credere in Dio più che nelle convenzioni e pensare sempre di nuovo la chiesa a partire dalle sue origini.
Il volume, partendo dalla certezza che la Bibbia è un prodotto multiculturale, propone lo sviluppo di alcuni temi utili a comprendere il valore di una prospettiva interculturale e interreligiosa. L'attenzione è all'incontro con l'«altro». Iniziando con una figura emblematica sia per l'ebraismo che per il cristianesimo, Abramo, «padre nella fede», saranno sviluppati vari temi: - la relazione tra uomo e donna; - la relazione fraterna; - il valore e il senso dell'amicizia; - l'amicizia con valenza sociale e politica, il popolo amico; - l'incontro con l'«altro», colui che riteniamo «straniero» per geografia ed etnia, per lingua e cultura; - le relazioni sociali di «cittadinanza e città», il luogo in cui le differenze si incontrano e si organizzano dinamicamente; in tal senso diventa il luogo sociale privilegiato dell'interculturalità.
Un'accurata e originale ricerca che indaga sul senso evangelico-teologico delle canzoni di Fabrizio De Andrè. Il libro si divide in tre capitoli: Fabrizio De Andrè: evangelista involontario? Con breve biografia del cantautore. I tre temi di teologia deandreiana: Cristo, l'amore e la morte. Analisi delle tre opere che maggiormente definiscono il cristianesimo anarchico di De Andrè: il singolo "Si chiamava Gesù", il concept album "La buona novella" e il singolo "Il testamento di Tito".
Un libro che, spiegando la scelta radicale della spiritualità del deserto alla luce dei padri del monachesimo e della tradizione carmelitana, aiuta tutti a vivere un rapporto profondo e totale con Dio per una vita bella e feconda. Un giardino chiuso offre l'immagine di uno spazio verde e fiorito, limitato da quattro mura e isolato dall'esterno, un luogo in cui l'unica prospettiva che si apre è quella verso l'alto. L'immersione in questo spazio del giardino chiuso è la perfetta immagine del giardino dell'anima di un eremita, rivolto solo alle cose di Dio. Un libro che presenta la spiritualità del deserto alla luce dei padri del monachesimo e della tradizione carmelitana.
L'autrice ci fa conoscere il volto umano estremamente attuale di venti donne dell'Antico Testamento. Sara, Agar, Le due figlie di Lot, Rebecca, Le donne di Giacobbe, Dina, Tamar, Mirjam, la signora delle acque, Sipporà - Rahab, donna libera di Gerico, Deborah e Giaele, Anna, la graziata, Mical, figlia del re, Abigàil, la saggia, Betsabea, Tamar, Huldah, la profetessa. Donne tragicamente sole con i loro conflitti interiori, in lotta fra loro o insieme, in cordata, che, in un modo o nell'altro, cantano il loro inno alla vita.

