
La locuzione latina Noli me tangere ("non toccarmi, non trattenermi") evoca un episodio del vangelo di Giovanni, l'appello che Gesù rivolge a Maria Maddalena subito dopo la risurrezione. La frase evoca un divieto di contatto, un ritrarsi, una fuga impaurita o pudica. In nessun altro momento Gesù ha vietato o rifiutato di essere toccato. Qui, al mattino di Pasqua e nel momento della sua prima apparizione, egli trattiene o previene il gesto di Maria Maddalena. Nell'episodio, i pittori hanno saputo cogliere non la visione estatica di un prodigio, ma un intreccio delicato, intessuto tra il visibile e l'invisibile, dove ciascuno chiama e respinge l'altro, ciascuno sfiora l'altro e lo allontana da sé.
Sappiamo poco dell'infanzia dell'uomo chiamato Gesù. I vangeli canonici non si interrogano sui suoi primi anni di vita, limitandosi a indicare il luogo della sua nascita e a riportare l'episodio del confronto nel Tempio con i dottori della legge. I testi apocrifi colmano la lacuna con narrazioni fantasiose che alimentano una ricca tradizione figurativa e accostano il tremendum della divinità all'apparente insignificanza della fanciullezza. E, pur non offrendo alcun appoggio alla ricostruzione del Gesù storico, forniscono uno straordinario materiale per indagare la concezione dell'infanzia nel mondo antico. È di queste tracce pedagogiche che il libro si mette in ricerca perché per ogni genitore e maestro, per ogni madre in attesa o padre che si interroga sul nuovo destino che lo attende, la sfida è sempre la stessa: che cosa fare quando, al termine di un viaggio, come i pastori e i Magi in quella lontanissima notte, troveremo un bambino. Che ci attende e ci chiama per cambiare per sempre il senso e la direzione della nostra vita.
Quale futuro è riservato alla tradizione cristiana nei Paesi dell'occidente europeo? La "dispersione" attuale ne annuncia la prossima fine o prepara una nuova e diversa coscienza? Attento ai movimenti sotterranei che stanno producendo una mutazione radicale, il teologo Theobald azzarda una "scommessa difficile": per superare la crisi dei riferimenti tradizionali occorre incoraggiare il processo di ricezione del concilio Vaticano II spingendosi verso una configurazione diversa e "testimoniale". Nell'immenso laboratorio delle nostre società è forse il momento di "fidarsi di processi spirituali che rispettino l'unicità della coscienza individuale, il carattere comune della ricerca del vero e il ruolo inalienabile dell'autorità apostolica". Una conversione ecumenica che coinvolge la tradizione, l'autorità e il riferimento alle Scritture.
Da tempo stiamo vivendo una «rivoluzione digitale», un cambiamento profondo nel nostro modo di agire e di pensare dovuto all'incidenza sempre più massiccia delle nuove tecnologie. Esse facilitano la conoscenza, la possibilità di inclusione e l'accesso alle informazioni e, al tempo stesso, rendono comuni forme di esperienza in cui il tempo diviene disarticolato, puntiforme, scollegato, esploso.
Paghiamo la capacità di seguire contemporaneamente più cose con una perdita effettiva di concentrazione e di attenzione. Abbiamo difficoltà a comprendere testi lunghi e, soprattutto, narrazioni complesse. Ci troviamo immersi in una situazione inedita, che non può essere affrontata adeguatamente riferendosi alle categorie di progresso e di regresso.
In questo contesto, la filosofia pub presentarsi come rivoluzionaria. Nulla è infatti più rivoluzionano di ciò che conserva la vocazione all'utopia e delinea scenari alternativi. Anche se ci priviamo del tempo per viverli.
Benché la scienza clinica abbia fatto molta strada, si tende purtroppo ancora a dare spazio a una visione della cura che stigmatizza i comportamenti come giusti o sbagliati e le persone come sane o anormali. Questo approccio comporta precisi rischi rispetto agli obiettivi della maturazione e del discernimento, elementi essenziali per chi lavora con il disagio psicologico di preti e religiosi. Poiché individui diversi reagiscono in modo diverso a un particolare evento disfunzionale o stressante, è necessario rivolgere un'attenzione privilegiata all'esperienza concreta delle persone, alle loro relazioni e al modo in cui praticano l'attività pastorale. Il libro si propone di osservare i dati di realtà facendo riferimento a situazioni concrete esaurimenti emotivi, burnout, difficoltà sul piano affettivo - e guarda alla patologia e ai casi scomodi, strani e difficili con uno sguardo educativo concentrato sugli aspetti motivazionali della vocazione e sul discernimento in vista di scelte concrete di reale cambiamento. Presentazione di Giulio Albanese.
Il volume presenta il testo del Vangelo secondo Marco nella nuova versione CEI. Adatto per la tasca o per la borsa, per essere letto in ogni momento del giorno, come suggerisce papa Francesco.
Il volume presenta il testo del Vangelo secondo Luca nella nuova versione CEI. Adatto per la tasca o per la borsa, per essere letto in ogni momento del giorno, come suggerisce papa Francesco.
SOMMARIO
GIUSEPPE BELLIA - Raffigurare la Parola trasmessa. Una comprensione storico-teologica del canone. p. 5
DANIELE TRIPALDI - Il corpus cristiano dei primi secoli: vino nuovo in otri vecchi? p. 15
DARLO GARRIBBA - Trasmettere la parola. Il giudaismo tra oralità e scrittura p. 37
ROMANO PENNA - Verso la formazione del canone paolino. p. 57
GIANATTILIO BONIFACIO - Le ragioni di Marco. I motivi dell'accoglienza del Vangelo di Marco tra gli scritti canonici. p. 87
MAURIZIO MARCHESELLI - Tracce di autocoscienza di normatività nel Vangelo di Giovanni p. 119
ANDRÉS SAEZ - La trasmissione di tradizioni normative su Gesù da Papia a Giustino p. 149
MAURIZIO GIROLAMI - Il «Vangelo» di Marcione. Criteri non scritti di scelte testuali p. 185
ENRICO NORELLI - Sulla via del canone: la nuova sintesi di Ireneo p. 209
Rimasto sostanzialmente invariato nella struttura, Il manuale del parroco si presenta ampiamente rinnovato. L'opera ha infatti richiesto un notevole aggiornamento sia per i molteplici interventi innovativi del magistero a livello di Chiesa universale e di Conferenza Episcopale Italiana, sia soprattutto per gli aggiornamenti in ambito economico-amministrativo della parrocchia in quanto ente giuridico nell'ordinamento civile italiano. Un aspetto che caratterizza il manuale è quindi il continuo riferimento alle questioni che riguardano il parroco come amministratore di un ente che ha rilevanza nell'ordinamento canonico per diritto concordatario. I contenuti sono stati riformulati in un linguaggio più moderno e si presentano snelliti non solo per gli interventi di stile, ma anche per l'eliminazione di ripetizioni e di quanto non ritenuto più necessario in uno strumento di natura giuridico-pastorale. Particolarmente utile per i parroci, l'opera è destinata a un più vasto pubblico che insieme con il parroco, pastore proprio della comunità parrocchiale, condivide la responsabilità pastorale e vi partecipa attivamente collaborando a vario titolo con lui.

