
Santo, mistico e maestro di vita spirituale, Francesco di Sales (1567-1622) - vescovo di Ginevra in anni di profondi contrasti tra cattolici e calvinisti - insiste sul ritorno al primato dell'amore, sulla dogmatica della testimonianza viva e sulla forza di un pensiero teologico basato sulla preghiera e in grado di condurre alla preghiera. Elaborando una teologia dell'amore egli tocca il centro del rapporto tra Dio e l'anima umana, il mistero che, in mancanza di un'espressione più adeguata, chiamiamo grazia, presenza di Dio al centro dell'esistenza. Nel 1661 viene dichiarato beato da papa Alessandro VII e nel 1685 santo. Nel 1887 Pio IX lo proclama dottore della Chiesa e nel 1922 Pio XI lo dichiara patrono dei giornalisti.
Di fronte alle nuove sfide che il contesto contemporaneo rivolge alle famiglie, la Chiesa deve modificare alcune disposizioni disciplinari? La diffusione delle convivenze prematrimoniali e la presenza nelle comunità cristiane di coppie divorziate e risposate sono motivi sufficienti e non più derogabili per modificare la dottrina sul matrimonio? In altri termini, le situazioni familiari vanno assunte così come si presentano oppure la Chiesa deve preoccuparsi di ribadire con maggiore chiarezza il proprio orientamento? Le catechesi di papa Francesco sulla famiglia offrono un contributo significativo a questo dibattito poiché l'approccio del pontefice non è la proposta di un modello di famiglia ideale, ma la presa in carico delle situazioni familiari reali, in modo da fare emergere che lo specifico familiare non consiste nell'impegno ecclesiale o nella trasmissione della fede ma nella cura delle relazioni. In questo modo il papa affronta e supera la contrapposizione tra dottrina e pastorale offrendo una nuova articolazione tra insegnamento della Chiesa e mondo contemporaneo.
Il velo che cinge il capo delle donne, siano esse suore o cattoliche a messa, ebree o musulmane, è divenuto l'emblema di una sorta di schiavitù mentale, un simbolo più o meno forte della sottomissione di un sesso all'altro. Ma davvero quel triangolo di stoffa è solo un mezzo per nascondere, per rinchiudere, per celare nell'umiltà, per segnare una sorta di proprietà privata e riservata, per separare o educare alla docilità? Non potrebbe, invece, essere anche un oggetto che dichiara una scelta libera e consapevole?
Perché Hitler odiava gli ebrei? Quando è nato l'antisemitismo ? Che cosa sono I Protocolli dei Savi di Sion? Esiste un "business della Shoah"? Abbiamo il diritto di criticare lo stato di Israele? E l'antisionismo si può considerare una forma di antisemitismo? Il breve libro non esita a fare le domande più scomode smontando, con chiarezza e semplicità, malintesi, trappole e teorie del complotto. Una guida per capire le radici dell'odio antiebraico e uscire dalla logica del pregiudizio e della violenza.
Nella Francia del Medioevo, il giocoliere Barnaba di Compiègne decide di farsi monaco per cantare le lodi alla Vergine, ma ben presto si accorge che gli altri frati del convento scrivono trattati e li ornano di miniature, scolpiscono statue o compongono inni, mentre lui non sa fare nulla e si scoraggia fino al giorno in cui le sue assenze diventano frequenti. Insospettiti, i confratelli e il priore lo spiano dalle fessure della porta della piccola cappella in cui Barnaba è solito ritirarsi. Ciò che vedono li sconvolge. Lo credono impazzito e gridano al sacrilegio, ma in quell'istante accade qualcosa di imprevedibile che assomiglia a un miracolo. Nel racconto di Anatole France la leggenda cristiana si trasforma in un racconto popolare non privo di un tratto di sovversione, poiché consente al gesto profano di assumere anche un significato religioso, all'acrobazia di diventare preghiera e alla semplicità consapevole del proprio limite di trasformarsi in virtù. Con un testo di Albino Luciani.
Nelle grandi praterie, alle pendici della Grande Montagna, vivono tante piccole tribù di indiani che costruiscono archi e frecce per cacciare i bisonti, vivono in tenda e comunicano con segnali di fumo. Sono i Piedi scattanti, gli Occhi Profondi, le Grandi Braccia, le Menti astute, le Gambe danzanti e le Mani abili. Il grande capo Aquila Bianca Imponente ha convocato tutti per assegnare a ogni tribù un grande dono. Sapranno farne buon uso? Che cos'è questo dono? Perché l'ha conservato così a lungo? Una volta ricevuto il dono, Kondor Ribelle, ammaliata dalla proposta di Orso potente, abbandonerà il villaggio alla ricerca della felicità. Giungerà alla meta sognata, lontano da casa? E Bisonte fedele, che ha scelto di rimanere nella terra dei padri, saprà reagire con giustizia alla sua partenza? I bambini sono invitati a vivere quest'avventura ascoltando i consigli dello sciamano Tatanka, a costruire il proprio totem, entrare nel Sacro Cerchio e percepire la presenza del Grande Spirito che oltre al nome, può cambiare la vita. Il campo scuola ripercorre la parabola del Padre misericordioso per far comprendere che ogni indiano è proprio fratello, che si è parte di un grande popolo, il cui Capo perdona di cuore e accoglie a braccia aperte ogni volta che si fa ritorno alla sua casa. Propone obiettivi sia individuali che collettivi per offrire la possibilità di riflettere sulle proprie scelte, sulle capacità e sulle responsabilità all'interno di un ambiente cristiano. Offre agli animatori strumenti per animare il campo e attività per i ragazzi. Età di lettura: da 6 anni.
I membri del Centro Pastorale Ragazzi di Verona sono consapevoli che far sperimentare ai ragazzi la bellezza del vivere Cristo sia, non solo possibile, ma entusiasmante. Il Clan dei MacMercy vuole proporre un'esperienza che possa provocare i preadolescenti circa la capacità di Gesù di dare il giusto peso alle diverse situazioni della vita. L'unità di misura dell'amore di Cristo è la misericordia. Il campo scuola Il Clan dei MacMercy diviene perciò una traduzione del capitolo 15 del Vangelo di Luca (le parabole della misericordia) e propone l'analisi di alcuni punti focali, un adattamento delle differenti tematiche alla vita dei ragazzi, un'avventura strabiliante che fa da collante alle diverse proposte, con obiettivi e un'ambientazione che la caratterizzano. Età di lettura: da 11 anni.
Si può avanzare l'ipotesi che il Vangelo secondo Marco sia stato composto a Roma, subito dopo la morte di Pietro e durante la persecuzione di Nerone. In tal caso risalirebbe agli anni 64-70 d.C. Quasi tutti gli studiosi ritengono infatti si tratti del primo tra i Vangeli canonici a essere stato messo per iscritto. Nel racconto di Marco Gesù si stupisce, si commuove, si indigna. Volge lo sguardo alle persone ora con tristezza, ora con tenerezza. Osserva in silenzio, ascolta, fa domande, prega, sceglie i suoi discepoli, insegna, guarisce e impone il silenzio sulla sua persona.Del Vangelo di Marco il volume propone: il testo della Bibbia CEI 2008 con introduzione e note tratte dalla Bibbia di Gerusalemme; il testo greco tratto dall'edizione interconfessionale The Greek New Testament (GNT), basato prevalentemente sul codice manoscritto B (Vaticano), risalente al IV secolo; la versione interlineare in lingua italiana eseguita a calco, che cerca di privilegiare il più possibile gli aspetti morfologico-sintattici del testo greco, anche a scapito, in alcuni casi, della semantica.Il volume consente anche a chi non conosce o conosce solo parzialmente la lingua antica di cogliere le specificità e il ritmo del Vangelo di Marco, per una fruizione più piena di un contenuto che non è solo testo sacro ma è anche opera letteraria. Il testo, come pure gli altri della stessa collana, è adatto anche a un pubblico laico.
Il Nuovo Testamento ha conservato nel canone una sola Apocalisse, composta sotto Domiziano verso il 95, anche se con parti che potrebbero essere state redatte fin dal tempo di Nerone, un po' prima del 70. L'autore stesso dice il suo nome, Giovanni, e che al momento in cui scrive si trova nell'isola di Patmos, esiliato per la fede in Cristo. Il testo presenta una parentela innegabile con gli altri scritti del quarto evangelista, ma se ne distingue nettamente per la lingua, lo stile e certe prospettive teologiche; malgrado tutto, resta un'opera di ispirazione giovannea, scritta nei circoli più vicini all'apostolo e penetrata del suo insegnamento.Nell'Apocalisse Giovanni riprende i grandi temi profetici tradizionali, specialmente quello del «grande giorno» di YHWH: al popolo santo, sottomesso al giogo degli assiri, dei caldei, poi dei greci, disperso e quasi annientato dalla persecuzione, i profeti annunziarono il giorno vicino della salvezza, quando Dio avrebbe liberato il suo popolo dalla mano degli oppressori, ridandogli non solo la libertà, ma anche potenza e dominio sui suoi nemici, castigati a loro volta e quasi annientati. Quando Giovanni scrive, la Chiesa è appena stata decimata da una persecuzione sanguinosa, scatenata da Roma e dall'impero romano (la bestia) su istigazione di Satana, l'avversario per eccellenza del Cristo e del suo popolo.Dell'Apocalisse il volume propone: il testo della Bibbia CEI 2008 con introduzione e note tratte dalla Bibbia di Gerusalemme; il testo greco, tratto dall'edizione interconfessionale The Greek New Testament (GNT) e basato prevalentemente sul codice manoscritto B (Vaticano), risalente al IV secolo; la versione interlineare in lingua italiana eseguita a calco, che cerca di privilegiare il più possibile gli aspetti morfologico-sintattici del testo greco, anche a scapito, in alcuni casi, della semantica.L'opera consente anche a chi non conosce o conosce solo parzialmente la lingua antica di cogliere le specificità e il ritmo dell'Apocalisse, per una fruizione più piena di un contenuto che non è solo testo sacro ma anche opera letteraria. Il libro, come anche gli altri contenuti nella stessa collana, è adatta anche a un pubblico laico.

