
La transessualità è un fenomeno in crescente espansione. L'Autore indaga sul disturbo dell'identità di genere e offre indicazioni per fronteggiarlo.
Il presente studio, redatto a più mani nell'intento di coniugare sensibilità orientale e sensibilità occidentale, desidera presentare la ricca personalità e il pensiero del teologo rumeno p. Dumitru Staniloae.
Uomo di grandi sintesi, egli ha saputo armonizzare fedeltà al passato e apertura al futuro nello spazio esistenziale di un presente ricco di fermenti e intuizioni.
Il metodo teologico proposto da p. Staniloae può ritenersi non solo attuale, ma anche carico di molteplici rimandi ad un modo dialogico, comunionale ed ecumenico di accogliere e comprendere l'unico mistero di Dio Uno e Trino.
Tale mistero, che è un mistero di amore tri-personale, risplende nel'"Uomo-sacramento", nella "Chiesa-sacramento" e nei sacramenti da essa celebrati i quali scaturiscono e convergono nel Sacramento dei sacramenti che è l'Eucaristia.
Che cosa è successo al «mestiere» di prete negli ultimi quarant’anni? Quali tornanti ha dovuto attraversare? Che cosa rimane dell’antica aura di sacro che lo scortava e che cosa promette la nuova scioltezza di gesti e di parole che oggi lo contraddistingue? È nel tema della benedizione che l’Autore individua il luogo per un ripensamento e una ricollocazione del ministero sacerdotale all’altezza del tempo presente. L’invito è quello di cogliere l’essenzialità del ministero, quale prassi di accompagnamento degli uomini e delle donne nella contingenza dei tempi, alla luce della presenza benedetta e benedicente di Dio.
Informazioni sugli autori
Elmar Salmann ha compiuto gli studi di Filosofia, Lettere e Teologia a Paderborn, Vienna e Münster. Insegna Teologia e Filosofia presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo e l’Università Gregoriana di Roma. Il suo pensiero verte sul rapporto tra esperienza e simbolismo, cultura moderna e cristianesimo, mistica e filosofia. Presso Cittadella ha pubblicato: Passi e passaggi nel cristianesimo (2009).
Uno studio che analizza il rito della "consacrazione delle Vergini" per offrire un contributo all'attuale dibattito intorno alla presenza delle vergini consacrate che vivono nel mondo all'interno della vita ecclesiale.
Il prete come uomo "libero", colto in uno dei suoi atti più tipici: la "predica".
Alla luce del Dio biblico amante dell'uomo, la morte - più che il momento finale della vita - è la finestra attraverso la quale comprendere la vita.
L'argomento si colloca all'interno di una delle questioni che, in ambito teologico, più ha attirato l'attenzione degli studiosi fin dal primo cristianesimo: il rapporto tra l'Antico e il Nuovo Testamento.
Riguardo al libro dell'Apocalisse tale rapporto si presenta come uno degli aspetti più complessi dell'opera, ma allo stesso tempo come quello che più lo caratterizza, visto l'uso che l'Autore ha fatto delle Scritture d'Israele.
Un uso talmente originale e creativo da poter definire l'Apocalisse non solo una “rilettura cristiana di tutto l'AT", ma anche una "riscrittura" di essa alla luce della novità del messaggio evangelico.
Con un linguaggio semplice, ma esegeticamente corretto, il testo analizza le storie e i personaggi principali del libro della Genesi. Il tema della relazione dell'uomo con l'altro/a, con il mondo, con Dio, guida il lettore a scorrere le pagine iniziali della Bibbia. Si impara così a gustarne la ricchezza sapienziale, la sorprendente capacità di descrivere le strutture psicologiche dell'umanità, l'insospettabile attualità della visione del mondo.
Nazzareno Marconi, biblista, docente di Esegesi dell'Antico Testamento all'Istituto Teologico di Assisi, è Rettore del Pontificio Seminario Regionale Umbro. Presso Cittadella Editrice ha pubblicato: Imita ciò che celebri, Assisi 2009.
Il dono allevia, solleva, sorprende. C'è però sempre il rischio di ridurlo all'oggetto donato, smarrendone il senso più profondo che risiede oltre ogni gesto e ogni pensiero.
Il dono è là dove si riesce a cogliere l'esistenza come dono: allora è veramente efficace. Se la comunità cristiana conserva i sacramenti è proprio per custodire questa verità, ossia perché ha fede nel dono e riceve la fede come dono.
La stessa parola che annuncia la salvezza ha le caratteristiche del sacramento e vive nei sacramenti per mantenere nei credenti la coscienza che quella parola è anzitutto il dono con cui Dio attraversa la carne dell'uomo.
Il sacramento è l'atto e la coscienza del dono di Dio.
"Lo scopo dell'autore è di mostrare che cosa sta dietro al problema della storicità in genere e quindi anche della storicità dei Vangeli: è il problema del conoscere umano (...). Proprio lo studio del kerigma, così come esso è presentato dai vari autori del Nuovo Testamento, permette all'autore di mostrare che oggetto di questo kerigma è la storia di Gesù in senso proprio, e non un'istanza atemporale di salvezza, un generico appello alla decisione esistenziale. 'Non malgrado tutto, ma perché sono documenti di fede, i Vangeli raccontano la vera storia di Gesù'" (dalla Presentazione del Card. Carlo Maria Martini)

