
Il Convegno "Quale etica per la bioetica'', tenuto a Roma, dall'Associazione Docenti Italiani di Filosofia (A.D.I.F.) ha trattato la tematica proposta da diverse angolature dalla scienza del diritto alle scienze filosofico-teologiche. Parte dei lavori presentati e discussi nel corso del Convegno compongono questa pubblicazione.
Raccolta dei messaggi del Papa per le Giornate Mondiali della Gioventù, dal 1986 al 2011. I messaggi del Papa per le Giornate Mondiali della Gioventù sono una sorta di catechismo per i giovani distribuito lungo questi ultimi quindici anni del secolo e a inaugurazione del nuovo millennio. Tutti sappiamo che le GMG sono nate dal cuore del Papa, ma, come dice spesso lui, sono state stimolate sempre dai giovani, dalla loro sete di Dio, dalle loro sfide e dai loro problemi.
Raccolta di messaggi del Papa per le Giornate Mondiali della Gioventù. Questi messaggi sono una sorta di catechismo per i giovani distribuito lungo questi ultimi quindici anni del secolo passato e a inaugurazione del nuovo millennio. Tutti sappiamo che le GMG sono nate dal cuore del Papa, ma, come dice spesso lui, sono state stimolate sempre dai giovani, dallo loro sete di Dio, dalle loro sfide e dai loro problemi.
Un nuovo Lezionario Festivo per la Santa Messa, per l'anno liturgico A.
Il Siracide – scritto verso il 180 – è l’unico libro dell’Antico Testamento con la firma del suo autore: Gesù Ben Sira (51,30). Il suo scritto, che fa parte dei libri sapienziali dell’epoca postesilica, si compone di istruzioni relative alla vita, trasmesse dal maestro al discepolo, come insegnamenti di un padre a suo figlio.
Una raccolta di lettere semplici e sincere che testimoniano i frutti prodotti dalla Parola annunziata, ascoltata e meditata dai detenuti.
...il titolo del volumetto: "In carcere ma liberi!" è una certezza e una speranza, liberi nel cuore perché l’ascolto della Parola rende tali e liberi nell'attesa di tornare nella comunità civile per essere uomini nuovi.
Ho potuto constatare personalmente il desiderio dei detenuti di ascoltare la Parola di Dio, difatti ogni qualvolta che ho visitato le carceri mi è sempre rimasto nel cuore il grido dei fratelli: “Dacci di quest’acqua”.
Nelle visite in carcere ho sperimentato la forza della Parola che seminata generosamente è destinata a portare frutti abbondanti.
Queste lettere semplici e sincere vogliono testimoniare i frutti prodotti dalla Parola annunziata, ascoltata e meditata.
Le considerazioni che seguono non sono frutto di un ragionamento convincente, né di un motivato atto di fiducia concesso ad una dottrina o ad una Chiesa, ma sono frutto di un incontro con una persona che ha potuto affermare di sé – senza ombra di follia – Io sono la risurrezione e la Vita.
Questo libro non è un trattato di teologia dei “novissimi”. È superfluo dirlo..., ma va detto, tanto per non lasciare dubbi neanche circa le intenzioni dell’autore! Si tratta solo di pennellate, non però tracciate a caso ma nell’intento di ritrarre il volto del Risorto, volto che appare ai suoi oggi, anche se solo in modo confuso, come in uno specchio.
Lo schema di questo lavoro di Barresi è semplice e ci permette di entrare nella meditazione per scoprire e illuminare, purificare e rinnovare i costumi degli uomini attraverso il senso dell’amore.
Il testo ci aiuta a vivere, in un clima culturale sfavorevole all’opera di “evangelizzare Cristo” (At 8,36), la responsabilità primaria dell’annuncio che investe tutta la Chiesa e che presuppone una conoscenza sempre più profonda (cfr. Fil 3,8) di Lui.
Il leitmotiv del testo è che l’uomo per essere tale – cioè per far splendere la bellezza dell’umano in lui –, ha bisogno di Dio. Proprio in questo bisogno c’è la sua grandezza, perciò A. Rosmini poteva sostenere: «l’uomo non è grande se non perché è bisognoso». Infatti: «Senza Dio l’uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia (...). Dio ci dà la forza di lottare e di soffrire per amore del bene comune, perché Egli è il nostro Tutto, la nostra speranza più grande».
Al termine della lettura dell’opera, colpisce la chiamata in causa della testimonianza personale a non eludere il dovere di interrogarci se il nostro modo di pensare e di vivere, le nostre scelte e i nostri atteggiamenti, la nostra vita familiare e le nostre relazioni sociali rivelano una piena coerenza – sempre cercata, anche se non del tutto attuata – con la fede che professiamo.
Il Vangelo giorno per giorno in tutti i tempi: Avvento e Natale, Quaresima e Pasqua, Ordinario, Proprio dei Santi.
Negli anni del Concilio Vaticano II, gli studi storico-critici prendono definitivamente piede anche in campo cattolico. Diventa così sempre più evidente che il teologo è chiamato anzitutto a dare ragione del proprio compito e del proprio metodo.
Il nostro lavoro non ha pretese di grandi scoperte e tanto meno di esaurire l’intera fonte del pensiero teologico di Lonergan, ma abbiamo comunque fiducia e crediamo che questo incamminarci nella riflessione teologica lonerganiana, sarà un contributo che porterà, come tanti altri, un po’ di luce nella lettura dei suoi saggi e un apporto per un nuovo slancio nello studio della teologia di oggi e di domani.

