
Anche quest'anno il Card. Tettamanzi si rivolge direttamente agli amministratori invitandoli a sedersi per riflettere bene prima di intraprendere qualunque azione significativa e densa di conseguenze. Un amministratore pubblico non può essere un uomo sventato. Questo intervento vuole essere un aiuto per delineare le modalità con cui deve avvenire tale riflessione, ripartendo dall'uomo del cuore e dalla sua naturale ricerca di sapienza.
L'obiettivo perseguito dal volume è quello di dare particolare attenzione al linguaggio proprio attraverso il quale la cultura, la civiltà e la religione islamica si esprimono, nella convinzione che solo attraverso l'accesso al linguaggio nella sua proprietà e nella sua diversità rispetto ad altri, si crei la giusta distanza e la giusta vicinanza per la comprensione. Capire e capirsi sta alla base di ogni forma di convivenza, di interazione e di integrazione. La conoscenza della diversa configurazione del Gesù della storia e della fede nelle due religioni (Cristianesimo e Islam) arricchisce l'una e l'alta fede, mantenendo ognuna di esse dentro la propria identità.
L'episodio biblico di quest'anno è quello narrato dall'evangelista Luca che vede Gesù dodicenne in mezzo ai dottori nel tempio di Gerusalemme. Prendendo spunto dal riferimento alla "crescita" di Gesù, l'Arcivescovo si sofferma sul significato di "diventare grandi nella fede" e individua cinque "mosse": crescere in sapienza, in età, in grazia, davanti a Dio e agli uomini.
domande. La traccia di meditazione vuole essere un aiuto affinché le domande di Gesù ci raggiungano oggi nel vissuto quotidiano delle nostre famiglie.
Il volume offre a tutti i fedeli e ai diversi animatori liturgici, per l’esercizio del loro ministero, quanto serve per una piena partecipazione alla messa festiva e feriale nei tempi dell’Avvento, del Natale e del dopo Epifania.
Un intervento esigente, ma anche attento a sottolineare ciò che di buono si fa. La chiave di lettura è la necessità di quello che il cardinale chiama, citando uno scritto di Sant'Ambrogio, l'uomo del cuore. Si tratta dell'uomo interiore, l'uomo spirituale che si impegna nel mondo; è l'uomo libero dall'ansia di possedere, che non cede al consumismo; "è l'uomo sapiente che non cede all'individualismo". Un forte richiamo alla responsabilità sociale di ognuno, cittadino ed esponente delle istituzioni, al senso di legalità, alle virtù morali e sociali.

