
In un mattino del 1924, Jacob Burckardt è seduto inquieto sulla sedia del barbiere, quando sente un improvviso vociare nel negozio. Riconosce una voce di ragazzo, quella di Rainer Maria Rilke, che tenta di giustificarsi, inutilmente, per aver lasciato il portafoglio a casa. "Non la conosciamo dicono gli inservienti - non possiamo farle credito". Al che, Jacob, riconosciuto l'amico, si alza e risolve la situazione pagando lui il conto al maldestro poeta. Così comincia il breve racconto e si avvia per le strade soleggiate di Parigi: una passeggiata che non ha nulla di bohémien. Burckhardt registra, da spettatore partecipe, un pomeriggio diverso, fatto di incontri e confronti inusuali, dove tutto, almeno in apparenza, è solare.
Il Corpus hermeticum è una raccolta di scritti filosofico-religiosi di epoca tardo-ellenistica attribuiti ad Ermete Trismegisto, il Mercurio latino identificato anche con l'egiziano Thot, il Dio che dona agli uomini la scrittura. Le caratteristiche di fondo di questi scritti si riassumono in una dottrina esoterica che pretende di essere una "divina rivelazione", donata agli uomini da Ermete non mediante dimostrazioni razionali e deduzioni logiche, bensì tramite una sorta di "iniziazione" misterica. Qui viene presentata l'edizione critica di Nock e di Festugière, arricchita da alcuni trattati copti trovati nella "biblioteca" gnostica ed ermetica di Nag-Hammadi. Il volume è curato da Ilaria Ramelli.
Selezionate e introdotte da Claudio Magris, quattordici storie, istantanee epifanie del quotidiano, nelle quali si mescolano sapientemente realismo sanguigno, pietas, umorismo e slanci visionari. Sulla scia di Svevo, Saba e Scipio Slapater, Roveredo sviluppa l'antiletterarietà propria della narrativa triestina in cinque racconti dove l'esperienza vissuta infrange le regole del galateo narrativo. Pino Roveredo è nato nel 1954 a Trieste da una famiglia di artigiani. Dopo varie esperienze di vita disordinata, ha lavorato per anni come operaio in fabbrica. Scrittore e giornalista, fa parte di varie organizzazioni umanitarie che operano in favore delle categorie disagiate.
Nel testo di Francesco Bacone dal titolo "De principiis atque originibus secundum fabulas Cupidinis et Coeli, sive Parmenidis et Telesii et precipue Democriti philosophia tractata in fabula de Cupidine", vengono affrontati molti temi rilevanti nella filosofia baconiana, in particolare quello dell'atomismo. Sul rapporto tra Bacone e l'atomismo esiste un consistente dibattito al quale si fa ampio riferimento nell'introduzione. Il volume esce con una Presentazione di Paolo Rossi, professore emerito all'Università di Firenze.
Osho nei Segreti della gioia commenta altre e nuove tecniche di meditazione, sempre contenute nel Vigyana Bhairava Tantra; la summa per eccellenza delle tecniche di meditazione della tradizione orientale. Questo testo, infatti, completa l'intera ricerca interiore e l'intera gamma di strategie utili a ripulire la mente e a trascenderla. Inoltre, contempla tutte le tipologie di esseri umani: con un po' di esercizio chiunque vi troverà il metodo che si adatta a lui.
In una lunga conversazione con Giancarlo Dotto, Carmelo Bene racconta e si racconta: il teatro e il cinema, la letteratura e la voce, le passioni e i disgusti. La dissipazione incessante di una vita privata e pubblica che "gioca" al massacro. E mentre si dipana il filo di un'esistenza unica che via via si libera insofferente da ogni gabbia e da qualsiasi tentativo di schematizzazione, più di cinquant'anni di vita culturale, artistica e sociale si srotolano tra le pagine, raccontati da due occhi inquieti e mobili alla cui lucidità spietata niente sembra poter mai sfuggire.
L'autore, rivolgendosi alle due figlie gemelle nate nel 1996, ripercorre quasi diaristicamente le tappe che hanno segnato la scoperta della sua paternità, e prosegue fino a quando le bambine abbandonano il nido e, ormai "grandi", iniziano l'avventura dell'asilo. Il libro ha un tono commosso, a tratti poetico, riflette una sensibilità diffusa e forte, ma ancora poco affrontata nei testi narrativi. L'autore, invece, riesce bene a descrivere questa esperienza come apertura verso il cambiamento del proprio stile di vita e della propria visione delle cose.
Questo volume contiene le due opere scritte da Palamas secondo lo stesso metodo seguito in "Atto e Luce Divina"; sono le Confutazioni di Acindino e Niceforo Grigoras, rispettivamente un monaco e un filosofo che polemizzavano con Palamas su questioni teologiche relative alla frattura tra la Chiesa d'Oriente e la Chiesa d'Occidente. Palamas risponde ai suoi nuovi oppositori con questi due scritti di vasto respiro. Le sue opere possono essere lette oggi anche come una critica serrata e puntuale dei principi seguiti da molti pensatori e linguisti del XX secolo che, dal positivismo logico alla semiotica, hanno insistito più sull'autonomia del linguaggio che sulla realtà che esso esprime.
Tre donne, tre amiche e la loro storia, raccontata da Virginia. Il tema dell'eros e quello dell'addio, il tradimento e la fedeltà ai patti d'amicizia, l'ambiguità del vivere e il matrimonio, prigione piena di speranze di salvezza. E poi l'invidia e l'ipocrisia, che fanno da sfondo alle grandi amicizie nello straordinario mondo del teatro dell'opera.

