
Il tema dell’intelligenza artificiale si trova attualmente al centro di molti discorsi che attraversano il dibattito pubblico. Il fenomeno, pertanto, non può essere ignorato da una riflessione teologica che voglia essere all’altezza di questo tempo e della cultura che lo caratterizza. Un approccio critico alle nuove tecnologie solleva due domande cruciali: stiamo assistendo a una ridefinizione dell’umano? E quali conseguenze ha questo per una fede che vede nell’essere umano l’immagine di Dio? Il volume raccoglie gli atti dei seminari preparatori e del convegno di studio della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale del febbraio 2025.
Otto uomini, un'Assemblea, una Costituzione. In Otto alla Costituente, Luigi Accattoli ed Emilia Flocchini portano alla luce un fatto unico nella storia parlamentare: la presenza, tra i padri della Repubblica, di otto figure cristiane di altissimo profilo spirituale e civile. Da De Gasperi a Moro, passando per La Pira, Dossetti, Lazzati, Giordani, Medi e Zaccagnini, prende forma un racconto che intreccia fede e politica, coscienza personale e responsabilità pubblica. Non un saggio specialistico, ma un affresco narrativo costruito attraverso profili agili, parole significative e richiami ai momenti decisivi dei lavori costituenti. Ne emerge una trama di relazioni, amicizie, differenze e convergenze che hanno contribuito a dare alla Carta del 1948 un'impronta profondamente umana e solidaristica. Un libro che illumina l'anima cristiana della democrazia italiana e invita a riscoprire la politica come vocazione al servizio, responsabilità morale e possibile cammino di santità.
Instabile nei governi, resistente nella storia: il racconto di una Repubblica che ha imparato a cambiare e rinascere. La storia della Repubblica italiana è un lungo e difficile cammino verso il radicamento della democrazia. Un percorso non lineare, segnato da conflitti, tensioni e tentativi di destabilizzazione, ma anche sorretto da una straordinaria vitalità politica e civile che ha saputo difendere e consolidare le istituzioni nate dal 1946. In questo senso il libro individua i fili rossi che ne hanno segnato l'evoluzione e riconosce nei decenni repubblicani i frutti duraturi di un processo democratico che, pur tra contraddizioni e distorsioni, ha resistito agli estremismi e si è rigenerato nel tempo. Tuttavia, fin dai primi anni, la politica italiana si è confrontata con una fragilità strutturale: l'instabilità dei governi. Come ricordava Calamandrei in Assemblea costituente, l'assetto multipartitico del Paese rendeva inevitabile la logica delle coalizioni, con tutti i limiti e le tensioni che ne derivano. A ottant'anni dalla Costituzione, questo nodo del sistema resta aperto e attuale, interrogando ancora oggi il futuro della nostra democrazia.
Il numero 4/2026 di Limes s’intitola "Lo scisma d’Occidente", e analizza la crisi dei rapporti transatlantici calandoli nel contesto della guerra israelo-americana contro l’Iran. Al centro dell’analisi, tuttavia, non vi è solo il futuro della Nato, ma anche quello dei rapporti tra papato e impero americano, le cui criticità sono emerse plasticamente con gli attacchi di Trump a Leone XIV. Il volume è diviso in tre parti. Nella prima - dal titolo Vivere senza essere Nato - l’analisi è centrata sulla crisi dell’alleanza atlantica, sui motivi che stanno portando l’America a svuotarla di senso senza chiuderla ufficialmente e sul modo in cui altre potenze, Cina in primis, sperano di profittarne. Particolare attenzione è dedicata poi al modo in cui i paesi europei stanno affrontando questa svolta, senza dubbio epocale ma non sempre vissuta con l’urgenza strategica che meriterebbe. Nella seconda parte - Imperatore contro papa - lo scisma d’Occidente viene indagato nella sua dimensione georeligiosa: la tensione tra Trump e Prevost, infatti, nasce sullo sfondo di diverse idee di religione e di America dei due americani più importanti al mondo. Al di là delle singole questioni, però, ciò che gli articoli di questa sezione mostrano è la sempre maggiore distanza culturale - dunque geopolitica - tra le due sponde dell’Atlantico, che prende le forme di un rinnovato scontro tra papato e impero. Nella terza e ultima parte - intitolata L’Iran funesto - il volume fa il punto sulla guerra contro l’Iran. Nonostante la tregua, infatti, americani e israeliani non paiono essere in grado di raggiungere i loro obiettivi, mentre la posizione di Teheran pare consolidarsi. Intanto, un Israele sempre più diviso va alla disperata ricerca di zone di sicurezza in Libano, Siria e Cisgiordania, condannandosi a una guerra perpetua. Da segnalare, in questa sezione, la traduzione di un inedito di Edward Said intitolato L’essenza del terrorista, in cui l’autore di Orientalismo recensisce criticamente un libro di Binyamin Netanyahu, all’epoca (1987) ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite.
È sul confine tra filosofia e scienza che si combatte una delle battaglie più importanti della nostra epoca: scoprire cosa vedono le macchine quando guardano il mondo. Dopo il successo della trilogia in cui ha svelato come sono nate le macchine pensanti, Nello Cristianini ci conduce oggi dentro le prime enigmatiche mappe delle intelligenze artificiali. Le macchine più intelligenti che abbiamo mai costruito non sono state programmate. Sono state coltivate. E oggi nessuno - nemmeno chi le ha create - sa davvero cosa accada al loro interno. Mentre milioni di persone, ogni giorno, chiedono loro consiglio, una comunità di ricercatori è impegnata in una sfida urgente: decifrare i pensieri di una mente che nessuno ha scritto. Esplorando i circuiti delle reti neurali, questi scienziati hanno trovato mappe geografiche, concetti astratti e regole scacchistiche mai insegnate. Hanno scoperto persino un principio di astuzia e la strana sensazione di essere osservati. Siamo di fronte a un territorio che si espande più in fretta della nostra capacità di mapparlo, affidiamo decisioni cruciali a intelligenze di cui sappiamo misurare il comportamento ma non spiegare i meccanismi. Nello Cristianini ci guida in una scalata tra i livelli di astrazione delle IA per rispondere alla domanda che definirà il prossimo futuro: come si legge una mente che ha una forma diversa dalla nostra?
Viviamo in un'epoca di schermi onnipresenti. Ma qual è il prezzo che pagheranno i nostri figli per questa sovraesposizione digitale? Basandosi su numerosi studi scientifici e fornendo dati statistici dettagliati, Michel Desmurget rivela gli effetti nocivi di smartphone, tablet e computer. Mentre la tecnologia frammenta l'attenzione, impoverisce il linguaggio e indebolisce la comprensione del reale, la lettura precoce e continuativa è uno strumento insostituibile per stimolare lo sviluppo cognitivo, arricchire il lessico e migliorare l'attenzione e la comprensione del mondo, contribuendo in maniera determinante non solo al successo scolastico, ma anche alla futura carriera professionale. Questo libro è un inno alla lettura e un appello urgente a genitori, insegnanti e alla società intera: amare i libri non è un lusso, ma una necessità vitale per le future generazioni.
La rivoluzione dell’informazione ha trasformato il mondo in profondità e in modo irreversibile. Alla filosofia spetta il compito di capire e indirizzare questa trasformazione. Luciano Floridi sviluppa un originale quadro etico per affrontare le sfide poste dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dal cui sviluppo e funzionamento dipendono oggi il benessere individuale, collettivo e ambientale. Queste tecnologie influiscono in maniera radicale e diffusa sulle nostre esistenze e sul dibattito etico contemporaneo. I pressanti problemi derivanti dal loro uso costituiscono l’oggetto dell’etica dell’informazione, l’area filosofica che ne indaga l’impatto sulla vita umana, la società e l’ambiente. Questa è la prima monografia filosofica interamente dedicata all’etica dell’informazione, di cui Floridi pone in modo sistematico le fondamenta, descrivendo la disciplina nel suo complesso e delineando concetti come la natura informativa dell’io, la moralità distribuita, il male artificiale, il valore intrinseco dell’infosfera.
Alle origini della follia esplora la complessità dei disturbi schizofrenici, unendo l’esperienza clinica pluriennale dell’autore ad approfondimenti psicoterapeutici e psichiatrici. Il volume integra le teorie classiche - dalle intuizioni di Bleuler alle ricerche di Sullivan, Wynne e Singer - con una mappa articolata dei paradigmi di sviluppo della schizofrenia. Analizza inoltre la distinzione tra schizofrenie di tipo 1 e di tipo 2, includendo le forme miste. Particolare attenzione è dedicata al vissuto soggettivo del paziente, al livello di maturità affettiva raggiunto prima della crisi e alle dinamiche familiari e comunicative che ne influenzano il decorso. In questa prospettiva l’autore mette in discussione un pregiudizio ancora troppo diffuso - anche tra gli addetti ai lavori - relativo all’incurabilità della schizofrenia: sulla base dell’esperienza clinica e della ricerca, questo disturbo può in realtà essere compreso, trattato e soprattutto prevenuto. Per questo motivo il libro si propone come riferimento essenziale per psichiatri, psicoterapeuti e studiosi interessati alla diagnosi, al decorso e all’esperienza interna dei disturbi schizofrenici.
Professore e poi Rettore dell’Università Cattolica, Padre costituente, laico cristiano impegnato nell’attuazione nel Concilio Vaticano II, Giuseppe Lazzati è una figura di rilievo del nostro Novecento. Mentre è in corso la causa di beatificazione, ecco un volume che raccoglie per la prima volta gli interventi pubblicati sulla rivista «Vita e Pensiero» dal 1968 al 1983, gli anni del rettorato. Testi che restituiscono il contesto storico-culturale nel quale furono scritti: il Sessantotto e la questione studentesca, gli anni Settanta e la fine del boom economico, il declino dei grandi partiti popolari, in particolare la Democrazia Cristiana, e la crisi della politica dei primi anni Ottanta, la difficile attuazione del Concilio Vaticano II e la cosiddetta "scristianizzazione" in atto in Italia. Ma soprattutto ci permettono di rileggere il suo pensiero ancora attuale sul rapporto tra la Chiesa e il mondo, sui fedeli cristiani laici e l’azione culturale, sul ruolo dell’Università Cattolica e quello dei cristiani nei confronti della "città dell’uomo", affrontando temi culturali, sociali e politici, con linee di pensiero e di azione del laicato cattolico italiano impegnato per il bene del Paese. Un’eredità da non disperdere, che ci ricorda, come scrive Lazzati, che «le provocazioni della realtà, lungi dal turbare, devono costituire uno stimolo permanente a cercare di operare al meglio perché la nostra presenza quaggiù, ciascuno nel posto cui è stato chiamato, sia la meno inutile possibile».
Stiamo vivendo un’epoca profondamente segnata da un’atmosfera di tristezza e dalla sensazione di non essere riconosciuti da nessuno. Alle radiazioni di questa malinconia si alimentano le "passioni pericolose", come le chiama il filosofo Guillaume Le Blanc - pigrizia, codardia, menzogna, invidia, gelosia, paura, odio, risentimento - sentimenti negativi replicati compulsivamente in risposta all’insoddisfazione per una vita che non desideriamo e con la quale non riusciamo a fare pace. Queste tonalità emotive non vanno attribuite alla sola responsabilità del singolo, ma sono anche l’esito degli insostenibili paradigmi dell’odierna società neo-liberista, che si insinuano nei desideri individuali rimodellandoli in profondità. Come uscire dall’irretimento nelle passioni tossiche che ci consumano, rendendoci degli eterni scontenti? Non bastano i tradizionali rimedi della psicologia o dell’etica, prospettive attente all’individuo ma non ai meccanismi sociali che generano e incoraggiano queste modalità nocive del nostro sentire. Il piccolo trattato di Le Blanc sulle forme contemporanee dei ‘vizi’ ci aiuta a nominarli e comprenderli attraverso un’originale e lucida analisi della loro dimensione sociale e politica. È il primo indispensabile passo per intraprendere un percorso che dia spazio al desiderio di vivere in altro modo, riconciliati con noi stessi e con gli altri.
La guerra dei dazi di Trump insieme a molti altri fattori segnano un arresto e una decisa inversione di rotta della globalizzazione. A questo contribuisce il proliferare in diversi paesi di partiti e governi sovranisti e xenofobi. Se è vero che la globalizzazione è responsabile di grandi squilibri sociali ed economici, è innegabile che ha prodotto anche grandi benefici di cui non possiamo fare a meno. Dobbiamo, allora, uscire dal tunnel regressivo e, fin da oggi, preoccuparci di ripristinarne le condizioni, senza ripetere gli errori del passato.
Il mondo di oggi, in particolare il mondo occidentale, registra un appannamento del soggetto. Il processo è stato attivato ed è sorretto da possenti mutazioni sistemiche. La parcellizzazione/precarizzazione del lavoro e l’avvento delle tecnologie digitali hanno indebolito la soggettività individuale; la dissoluzione delle (grandi) ideologie ha indebolito la soggettività dei corpi intermedi; la finanziarizzazione dell’economia e la costituzione di inaudite ricchezze private hanno indebolito la soggettività dello Stato. È un processo che una significativa parte della cultura del Novecento non solo non ha contrastato, ma ha convintamente accompagnato e addirittura irrobustito. Il progressivo svuotamento del mondo, che genera un profondo effetto dis-ordinante, altera il funzionamento complessivo dell’ordinamento giuridico e ostacola la progettualità normativa, erodendo la certezza del diritto. Né una resistenza adeguata viene più dal costituzionalismo, che non sempre ostacola il disordine e cerca di costruire un ordine fondato sulla libertà e sull’eguaglianza. È tempo di aprire un percorso di rigenerazione delle sue gloriose categorie e di recupero della sua capacità di incidere positivamente sulla vita degli esseri umani.

