
Michelangelo è un corpo a corpo letterario lungo trent'anni con la biografia, le creazioni e l'immaginario del Buonarroti. Un'opera fatta di opere: il risultato del confronto tra uno scrittore e l'ossessione artistica della sua vita. Riuscire a contenere con le parole una figura come Michelangelo, guizzante e statuaria, luminosa e sfuggente, è di per sé un progetto impossibile: non può riuscirci la bianchezza levigata del saggio e nemmeno la plasticità rutilante del romanzo; né possono restituirla le lapidarie testimonianze degli archivi. Per raccontare Michelangelo l’unica possibilità è dare forma a un libro michelangiolesco, composto di pagine elaborate e appunti, di documenti e finzione, di manoscritti catalogati e dialoghi inventati. Qualcosa che abbia in sé la risolutezza del Giudizio universale e i lineamenti accennati dei Prigioni. In questo lavoro monumentale Filippo Tuena concretizza tale ambizione, accostando il romanzo sugli ultimi anni dell'artista all'ipotesi sulla sua anoressia, le sue lettere commentate al contrasto tra le sue parole e il silenzio del contemporaneo Raffaello, il racconto del grande fallimento del cantiere della Sagrestia Nuova nella Basilica di San Lorenzo alla riflessione sulle "opere rotte", le statue sfigurate o andate in pezzi e quelle non finite come la Pietà Rondanini. Quello in cui ci guida Tuena è un peregrinare flaneuristico e personale dentro e attorno al mito di Michelangelo, che da più di cinquecento anni continua ad affascinare e intossicare il mondo di estasi e tormento, brama e genio, sogno e peccato.
La sessualità è un aspetto dello sviluppo che coinvolge la persona a vari livelli: sensoriale, sociale, cognitivo, affettivo, morale ed emotivo; pertanto non ci si può permettere di ignorarla nel corso della crescita dei nostri bambini e ragazzi. Tutte le ricerche concordano rispetto al fatto che l'argomento affettività-sessualità non è mai oggetto di dialogo aperto fra genitori e figli, sia per i maschi sia per le femmine. I genitori sanno quasi sempre, da indizi e congetture, che i propri figli hanno una loro vita affettiva-sessuale ma, come se esistesse un tacito accordo, non ne parlano. È l'ora per genitori e educatori di affrontare il tema della formazione all'affettività-emotività e sessualità dei bambini e dei ragazzi anche per facilitare ragazzi e ragazze ad acquisire conoscenza e consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle altrui, promuovendo il benessere e il rispetto reciproco. Questo libro si rivolge proprio a loro, genitori, insegnanti ed educatori che, seguendo alcune indicazioni e utilizzando i materiali proposti in base alla loro sensibilità, saranno in grado di affrontare questo percorso con la giusta serenità, guidando bambini e adolescenti verso una sana, corretta e positiva educazione affettiva-sessuale.
Fenomeno estremamente complesso e, spesso, oggetto di notevoli fraintendimenti, la dipendenza affettiva tocca le profondità della nostra psiche e influenza profondamente lenostre relazioni interpersonali.Questo contributo si propone di esplorare la dipendenza affettiva, svelandone le radici psicologiche, le manifestazioni concrete e prospettando le vie per affrontarla e superarla.Attraverso un'analisi che combina psicologia, neuroscienze e teorie dell'attaccamento, vengono offerti una visione organica di questa condizione e strumenti pratici per il miglioramento del benessere emotivo e relazionale.L'Autore prospetta anche le linee portanti di alcune strategie terapeutiche che possano aiutare a superare il disagio, costruire una sana autostima e gestire abilità relazionali efficaci,compiendo quei passi cruciali per liberarsi dalle catene della dipendenza affettiva e costruire relazioni più sane e appaganti.
Uno Jung a tutto tondo, anche alla luce delle esperienze avute con il mistero (parapsicologia, medianità, alchimia, astrologia, I:Ching, ufo, NDE). Un saggio nato da profonde ricerche e dall'amicizia dell'autrice con Aniela Jaffé, psicologa, analista e stretta collaboratrice di Jung. Una biografia più aggiornata rispetto a "Vita e opere di "Jung" di Hannah o "Jung, la vita, le opere, il pensiero" di Wehr, perché tiene conto di documenti, lettere e diari a oggi inediti che consentono di far luce su aspetti poco noti, o poco citati per motivi di discrezione, sulla vita del maestro svizzero, le cui scoperte nel campo della psiche fanno ormai parte del patrimonio di conoscenze di chiunque abbia a cuore la propria interiorità e la propria evoluzione.
Storico e critico sociale nato nel Midwest americano, Christopher Lasch (1932-1994) è legato perlopiù a singole opere, segnatamente "La cultura del narcisismo" (1979) e "Il paradiso in terra" (1991). Scopo di questa monografia è invece quello di ricostruire nel suo complesso sia l'itinerario biografico sia il pellegrinaggio intellettuale di un autore spesso citato, ma poco conosciuto. Lo sviluppo intellettuale di Lasch appare strettamente intrecciato con le proprie vicende biografiche. La prima parte del libro intende pertanto dar conto di tali vicende, anche in considerazione del fatto che Lasch stesso affermava che il proprio pensiero, profondamente radicato nel contesto americano, mutò negli anni proprio a causa dei cambiamenti storico-culturali occorsi. La seconda parte si focalizza sui principali interessi di studio che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita: la famiglia, il narcisismo, il paternalismo, il liberalismo, il progresso, il capitalismo, la democrazia e il populismo. Si dà altresì conto della sensibilità religiosa che lo studioso americano via via manifestò e dell'influenza da lui esercitata su - ma anche ricevuta da - singole personalità e riviste.
Una scoperta che ha riscritto le regole della fisica, spingendoci oltre i confini del noto: nel 1900, la formula dell'emissione di corpo nero di Max Planck getta le basi della meccanica quantistica, aprendo squarci su un universo inaspettato. Un passaggio fondamentale per studiare quantitativamente innumerevoli sistemi fisici: i pianeti, le stelle e l'universo primordiale, in ambito astronomico; l'atmosfera terrestre e il bilancio termico del pianeta Terra, in ambito ambientale; è inoltre necessaria per applicazioni tecnologiche che vanno dall'illuminazione ai satelliti, al condizionamento degli edifici, ai sistemi di visione notturna. In questo libro la storia della formula che ancora «illumina» la nostra comprensione del cosmo.
Dalla diagnosi al trattamento: un manuale completo e aggiornato per il clinico. I disturbi di personalità sono un tema centrale nella ricerca clinica, oggetto di continuo dibattito e revisione. Sebbene si siano succeduti diversi volumi sull’argomento, le questioni diagnostiche rimangono controverse: prima fra tutte, il confronto tra approcci categoriali e dimensionali. Gli autori decidono in questo testo di focalizzarsi in principio sulla descrizione delle categorie diagnostiche comuni, integrandole successivamente con un approccio dimensionale che ne favorisca la comprensione. Il lettore viene guidato in ogni passo che rende possibile il trattamento, l’organizzazione della valutazione dei test, l’assessment clinico, il primo colloquio, la diagnosi differenziale e la strutturazione della supervisione. Vengono sintetizzate le prove di efficacia, quando presenti, e si mostra in che modo le neuroscienze aiutano nella comprensione della psicopatologia. Particolare rilievo è dato agli aspetti epidemiologici e alla gestione del rischio suicidario. Un testo che mette ordine in un ambito caratterizzato da grande complessità, utile sia a chi deve formarsi sull’argomento sia a chi cerca un aggiornamento approfondito.
Quanto pesa l’eredità sulle nostre possibilità di successo? Quanto guadagna un manager rispetto a un’operaia? Quanto si mette in tasca l’1% più ricco del nostro paese? E quanto la metà più povera? In queste pagine si attinge agli studi più recenti e di frontiera per raccontare le disuguaglianze economiche in Italia: dall’esplosione dei divari tra lavoratrici e lavoratori all’immobilità sociale estrema, dalle diverse conseguenze dei cambiamenti climatici su ricchi e poveri al ritorno della ricchezza e dell’eredità ai livelli di fine Ottocento. Non dismettendo gli strumenti del dibattito accademico, si mostrano le ingiustizie che queste disuguaglianze rappresentano: non solo delineando quante sono, ma anche comparandole con quelle di altri paesi e periodi storici.
Rainer Maria Rilke (1875 - 1926), scrittore austriaco di origini boeme, è considerato uno dei piÃ^1 importatnti poeti di lingua tedesca del XX secolo. A quasi cent'anni dalla scomparsa e a centocinquanta dalla nascita, Marilena Garis ripercorre i luoghi e le opere di Rilke, alla ricerca di quello spazio interiore di mondo che Rilke ci ha donato.
Il dialogo fra le generazioni è necessario. Lo dimostra il ciclo di incontri "Patto tra generazioni per una società più umana" che i nonni 2.0 hanno organizzato a Milano (2023-2024), i cui contenuti sono raccolti ora in questo libro. La formula prevedeva l'intervento di un nonno, un genitore, uno studente e un sacerdote su temi decisivi non solo per le singole famiglie, ma per l'intero Paese: la formazione del pensiero critico, l'accoglienza della vita, la libertà, l'educazione, la dimensione comunitaria... Sociologi, giuristi, psicologi, sindacalisti hanno dato il loro apporto su questioni aperte concrete, rinvenendo l'urgenza di un'alleanza intergenerazionale per vincere le sfide di un Paese che invecchia. Fra gli autori: Angelo Scola, Mauro Giuseppe Lepori, Giancarlo Cesana.
Margherita di Savoia, una donna che ha lasciato una traccia nella nostra storia: si pensi al termine Margheritismo coniato per definire il movimento culturale-sociale-artistico fiorito attorno alla sua corte o alla prima rivista di moda che si chiamò "Margherita" in suo onore. Regolo, già autore di due biografie su Elena e Maria José, le altre due regine d’Italia, conclude così un ciclo, portando a galla scritti e testimonianze su Margherita che, come scrive la principessa Maria Gabriella di Savoia nell'introduzione, persino tra i discendenti erano sconosciute. Dal rapporto difficile col patrigno, Rapallo, che sposò segretamente la madre Elisabetta di Sassonia, alle nozze combinate con il cugino Umberto I, col quale costruì un'alleanza "professionale" ma mai un rapporto coniugale. Anche col figlio Vittorio Emanuele Margherita alterna slanci e ansie materne a rigore e freddezza estremi dovuti anche al senso di colpa che le provocava l’aspetto dell’erede, di poco superiore al metro e mezzo d’altezza. Lettere inedite ricostruiscono il rapporto con il barone Peccoz, forse l'unico suo vero amore, seppure Margherita non sacrificò mai a esso il "culto" per la missione dinastica. Fu artefice instancabile di disgelo tra i Savoia e la Chiesa dopo la Presa di Porta Pia, ma anche cultrice del latino, musa di poeti come Carducci, referente privilegiata di altri reali, non ultimo il consuocero Nicola del Montenegro che se ne invaghì, capace di ammaliare persino Garibaldi. Le ricevute degli acquisti svelano una smania compulsiva per lo shopping, ma anche il suo perfezionismo, dai dettagli per i costumi carnevaleschi alle lezioni di mandolino. Col suocero, "padre della Patria", ebbe un rapporto complesso e si adirò quando per liquidare le madri dei suoi figli illegittimi il ministro della Real Casa tagliò l’appannaggio anche a lei e al marito, come provano documenti finora inediti dell'Archivio centrale dello Stato. Con le sue contraddizioni Margherita, che fu tra le prime donne a guidare l’auto e ad abbracciare la causa dell'emancipazione femminile, nonostante il reazionarismo politico era entrata nel cuore degli italiani e fu salutata da ali di folla piangente lungo i binari del treno che da Bordighera, dove morì nel 1926, la portò a Roma, dove tuttora, al Pantheon, riposa.
A Hebron, un gruppo di minorenni ebree innalza uno striscione contro i matrimoni misti. A Tulkarem, i ragazzini palestinesi appendono ai fucili le foto degli amici uccisi e si preparano a combattere i soldati israeliani. A Teheran, Abbas piange il cugino impiccato dal regime e prova un misto di terrore ed eccitazione per il grande attacco dello Stato ebraico alla Repubblica islamica. Il nuovo reportage di Cecilia Sala è un viaggio che guarda da vicino tre grandi storie intrecciate tra loro: la radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina e il collasso dell’Asse della resistenza che ha la sua testa a Teheran. Con uno stile vivido e in presa diretta, Cecilia Sala ci fa attraversare i check-point e i raid, ci fa entrare nelle case delle vittime e dei carnefici, dei leader militari e dei sopravvissuti. Ci svela così lo scontro generazionale che attraversa ciascuno di questi paesi, divenuto una delle linee di faglia più rilevanti – e meno indagate – del nostro presente. Perché mentre i «pacifisti esausti» tra gli anziani israeliani assistono impotenti alla deriva del proprio paese, una generazione di coloni giovanissimi è la più feroce di sempre in Cisgiordania. Mentre in Palestina un padre come Firas crede ancora nella diplomazia e rimpiange i tempi degli accordi di Oslo, il figlio Samih vede nei suoi tre fucili d’assalto l’unica risposta all’occupazione. E mentre i vertici della Repubblica islamica dell’Iran tentano di nascondere la propria debolezza, le arrabbiate senza velo che sfidano le telecamere per il riconoscimento facciale sono diventate centinaia di migliaia. Il racconto sul campo si arricchisce di alcune interviste a figure chiave, come Hossein Kanaani, uno dei fondatori dei pasdaran, e Ronen Bergman, giornalista premio Pulitzer che spiega il fallimento di Israele nel difendersi dal suo nemico interno, l’estremismo armato. E ancora Imad Abu Awad, analista palestinese, che non crede esista più una soluzione diplomatica né una militare e per risolvere i problemi del suo popolo spera in una guerra civile interna a Israele. Da questo coro di voci, che Cecilia Sala orchestra con maestria, rigore giornalistico e una straordinaria capacità narrativa, nasce un libro essenziale per comprendere i conflitti che definiscono il nostro tempo.

