
Viviamo in un mondo ferito, dove le sofferenze interiori spesso restano inascoltate e senza risposta. Il presente volume si offre come una missione di speranza, come una luce nel buio, guidando i lettori a trasformare il dolore in forza, le cicatrici in testimonianze di guarigione, e le perdite in un ritrovamento di senso attraverso la preghiera e la fiducia in Dio. In queste pagine, l'autrice coniuga una solida competenza professionale con una profonda spiritualità, dando vita a una guida pratica e ispiratrice. Il libro accompagna chiunque sia in cerca di guarigione interiore, offrendo strumenti concreti per riconoscere e superare le ferite più profonde dell'anima, con cui ciascuno è costretto a misurarsi: il rifiuto, l'abbandono, il tradimento, l'ingiustizia e l'umiliazione. Ogni capitolo è un invito a riflettere e agire, a non lasciarsi definire dal dolore, e a intraprendere un viaggio rigenerante che, attraverso storie toccanti, esercizi pratici e un costante richiamo alla forza trasformativa della fede in Gesù, conduce ad abbandonare le convinzioni limitanti e a costruire una nuova identità, guarita e radicata nell'amore di Cristo.
No, questo non è l'ennesimo saggio sulla complessità. E no, non vi serve un master in geopolitica per leggerlo. Vi serve solo un po' di onestà e, forse, un filo di ironia. Il filo a piombo del XXI secolo non è un trattato, ma un invito. Un invito a smascherare le scuse con cui ci raccontiamo che la colpa è sempre della burocrazia, del caos globale, della società che non cambia. Forse il vero problema è un altro: non ci siamo ancora accorti di quanto siamo impreparati. Ma se lo facessimo - se ne diventassimo davvero consapevoli - potremmo iniziare a costruire qualcosa di diverso. A guidarci, un alfabeto fatto di dieci parole-valori intrecciate nella parola COSTRUIRE. Un filo a piombo, sì, ma non per riportarci in riga. Per aiutarci a trovare il nostro centro, in mezzo alla confusione. Con un linguaggio vivo, un dialogo aperto con accademici, imprenditori e innovatori, e un gioco interattivo basato sul potere del what if, questo libro ci accompagna a immaginare futuri alternativi. E soprattutto a fare pace con l'idea che il futuro non è già scritto: si scrive, passo dopo passo. Anche storti, ma verso qualcosa. Non si legge. Si attraversa. E se cercavate un manuale per salvarvi dal mondo, avete sbagliato scaffale.
La digitalizzazione della difesa nazionale, iniziata con la prima guerra del Golfo, ha trovato nella guerra in Ucraina il suo punto di non ritorno. In questi anni è diventato evidente che la grande quantità di dati che produciamo ogni giorno unita all’intelligenza artificiale (IA) ha una notevole importanza nei processi decisionali e operativi della difesa e sicurezza nazionale: dall’intelligence alle operazioni cibernetiche a quelle cinetiche (i veri e propri combattimenti). Tuttavia, al potenziale dell’IA si accompagnano seri rischi etici, sociali e legali, che spaziano dalle difficoltà di attribuire la responsabilità per le azioni compiute dai sistemi IA alla loro limitata predicibilità e sicurezza, al problematico rapporto tra uso dell’IA nella difesa e Teoria della Guerra Giusta. Se la difesa è il banco di prova del rispetto dei valori democratico-liberali, l’adozione dell’IA in questo settore non può prescindere da una valutazione di tipo etico per un suo sviluppo responsabile. Mariarosaria Taddeo presenta un’analisi concettuale e sistematica dei problemi che derivano dall’uso dell’IA, aprendo il dibattito su opportunità e rischi per la difesa e offrendo raccomandazioni pratiche a decisori politici e professionisti. Perché senza una governance etica dell’IA sarà impossibile mitigarne la pericolosità.
Siamo nell'epoca delle macchine celibi, dove l'essere umano viene modellato da ciÃ^2 che lui stesso ha costruito. La via d'uscita sta nel recuperare ciÃ^2 che la modernità ha emarginato: il dialogo, il pensiero, lo spirito. Perché la felicità non è celibe (e nemmeno la libertà ). Cosa resta oggi della modernità definita «liquida» da Zygmunt Bauman? Il modello di sviluppo che ha dominato il passaggio di secolo è ormai tramontato. Come tenere insieme, allora, una società sempre piÃ^1 grande e frammentata, che si sbarazza dell'ordine morale tradizionale in nome della libertà personale? Il digitale, che si propone come antidoto alle spinte disgregatrici della nostra epoca, è allo stesso tempo un potente catalizzatore di nuovi problemi. Il risultato è paradossale: massima efficienza e massimo caos comunicativo coesistono. E mentre le macchine intelligenti diventano sempre piÃ^1 simili all'uomo, l'uomo rischia di regredire a «macchina celibe»: un Io isolato, performante, privo di legami e incapace di riconoscere l'altro. Questo libro ci richiama all'urgenza di un pensiero nuovo, a partire dalla riscoperta di una «politica dello spirito» capace di restituire senso, legami e futuro alle nostre società . Siamo a un bivio: sta a noi scegliere la direzione.
La pace sporca: questo il settimo volume di Limes del 2025, dedicato al possibile accomodamento tra Stati Uniti, Cina e Russia per chiudere i fronti aperti o incombenti, trovando un modus vivendi che eviti altri, piÃ^1 sanguinosi ed estesi conflitti. "Sporca" perché la pace, specie in Ucraina, passa per un compromesso politico e dunque per concessioni reciproche. "Sporca" in quanto ingiusta, dunque, almeno dal punto di vista ucraino. Ma forse l'unica ormai possibile, appurata l'indisponibilità statunitense a perseguire la distruzione di una Russia determinata a non cedere l'Est ucraino. Il numero passa in rassegna i dossier piÃ^1 destabilizzanti e tormentosi del momento: dall'Ucraina a Taiwan, dall'Iran al Levante. Si scandagliano motivazioni, timori, aspettative e trasformazioni interne dei tre grandi protagonisti. Ma anche delle potenze minori che hanno molto da perdere o da guadagnare da un accomodamento - o da uno scontro diretto.
Proclamato “venerabile” dalla Chiesa cattolica, Giuseppe Lazzati (1909-1986) fu una figura importante del movimento cattolico italiano nel Novecento. Dopo l'8 settembre 1943 rifiutò di aderire al fascismo e per questo fu deportato nei lager nazisti. Tornato in Italia, partecipò all'Assemblea Costituente e fu parlamentare fino al 1953. Accademico di rilievo, divenne rettore dell'Università Cattolica di Milano. La sua esperienza umana, politica e religiosa viene ripercorsa – in una conversazione con i curatori – dall'amico e compagno di impegno Giuseppe Dossetti, anch'egli costituente e leader della sinistra democristiana, che li vedeva, a fianco di Giorgio La Pira e Amintore Fanfani, animati da forti ideali etici e spirituali. Dopo la sconfitta nel confronto con la linea degasperiana, Lazzati e Dossetti abbandonarono la politica attiva, ma continuarono a lavorare, nei rispettivi ambiti, per la riforma della Chiesa e per la promozione della cultura e del laicato cattolico, restando sempre coerenti con i valori che li avevano guidati.
La pedagogia fondamentale di Edith Stein è stata definita in vari modi, ad esempio come “pedagogia della Grazia” o come “educazione del cuore”; per parte mia scelgo di intenderla come una forma originale di pedagogia cristiana dello spirito: è lo spirito “il fiore dell'essere”, la piena, felicissima fioritura della persona. Ora, mi pare emerga dalla riflessione su questi scritti la convinzione che, come il nostro venire ad essere e la nostra esistenza sono un mistero, quasi fosse custodito un segreto nel dono che ciascuno di noi è; così si deve affermare che anche l'educazione si presenta come una realtà carica di mistero. L'azione educativa per Edith Stein impegna massimamente la nostra libertà e, quanto risulta ancor più ineffabile, la Libertà stessa di Dio.
Il numero 6/25 di Limes ̬ dedicato alle conseguenze della guerra tra Israele e Iran, a partire dalla crisi della deterrenza nucleare.
Non è difficile comprendere che cosa significa “Europa cristiana”, poiché i temi cristiani si trovano nell’architettura, nella pittura, nella musica, nella letteratura e nella cultura politica e sociale di tutta l’Europa. E allora perché, sin dalla sua fondazione, l’Unione Europea ha spesso preferito ignorare i legami con l’identità cristiana, richiamandosi solo alla tradizione di laicità dello Stato proveniente dalla Rivoluzione francese? Se lo chiede in questo saggio il giurista e docente Joseph Weiler, mostrando i rischi e le criticità legate alla scelta di eliminare il Cristianesimo dalla storia moderna europea. "L’Europa è ancora cristiana?" costituisce una testimonianza profonda per tutti coloro, credenti e non, che si sentono europei, con un saggio che esplora la rilevanza del magistero cristiano rispetto a questioni cruciali per il dibattito sull’integrazione europea.
Le forze armate
Ai confini o dentro la democrazia?
Le ragioni di una collana, di Francesco Clementi
Prima di cominciare
I. Le Forze armate nella storia d’Italia
1. Per una ricostruzione oggettiva
2. Dall’unificazione alla grande guerra
3. Il ventennio fascista e la seconda guerra mondiale
4. L’8 settembre 1943
5. I primi tre decenni della Repubblica
6. Dal Libano (1982) al Libano (2024): l’impegno internazionale delle Forze armate italiane
II. La fisionomia delle Forze armate
1. Struttura e ruoli
2. La direzione politica della difesa
3. Organi politici e reparti militari: una grande differenza
III. Le Forze armate nella Costituzione italiana
1. Le Forze armate come «materia costituzionale»
2. Verso l’Assemblea costituente: la riscoperta della democrazia
3. Il sacro dovere di difesa della patria
4. Lo spirito democratico dell’ordinamento militare
5. L’identikit costituzionale
6. Il sacro dovere di difesa della patria secondo la Corte costituzionale
7. Lo status costituzionale del soldato
8. E i doveri?
IV. Proiezioni democratiche e repubblicane delle Forze armate
1. Le Forze armate nell’assetto democratico e repubblicano
2. Leva obbligatoria o militari di professione?
3. Le donne in divisa
4. Il soldato in politica
5. Forze armate e ordine pubblico interno
6. Esportare la democrazia? Le missioni internazionali
7. Quale futuro democratico e repubblicano per le Forze armate?
8. A proposito di spesa militare
9. Verso un esercito europeo?
10. Una istituzione riscoperta
Declinata sempre più spesso al plurale, la parola “spiritualità” descrive i vari modi attraverso cui uomini e donne cercano il senso della propria vita nella complessità del mondo contemporaneo. Soluzioni molteplici, che mettono al centro la libertà di scelta del soggetto, con i suoi sentimenti e la sua aspirazione a una piena realizzazione, lasciando sullo sfondo il riferimento alla dimensione istituzionale tipica delle religioni tradizionali. A vent'anni dalla sua comparsa nel dibattito sociologico italiano, il volume illustra le diverse traiettorie di ricerca che hanno caratterizzato gli studi su questo tema nel nostro paese. Un percorso che si è al contempo allargato e approfondito: allargato fino a comprendere le “spiritualità atee”, che non fanno riferimento ad alcuna forma di trascendenza intesa in senso tradizionale; e approfondito perché, integrando un'impostazione romanticamente individualistica della ricerca del senso, ne evidenzia le nuove condizioni sociali che la rendono possibile. I capitoli narrano le strategie inedite di connessione con il sacro elaborate dagli attori sociali a partire dalle esperienze della vita quotidiana.

