
I saggi raccolti in questo volume, pur partendo da punti di osservazione specifici, vogliono offrire una comprensione traversale e interale dell' affettività in un dialogo costante con le dinamiche che pervadono l'attuale contesto socio-culturale. vari punti di vista offerti, da quello filosofico quello psicologico, da quello neuro-scientifico a quello pedagogico-didattico, mirano da un lato ad enucleare fondamenti antropo-etici dell'affettività per l'essere umano, dall'altro a perfezionare strategie educative, pratiche pedagogiche e attività didattiche volte a promuovere le relazioni affettive nei contesti educativi per una formazione interale della persona umana. In una società segnata dalla patologizzazione delle dinamiche intra e inter-personali, questo libro intende piuttosto pro-muovere un agire educativo volto all'implementazione e alla piena espressione della vita affettiva dell'essere umano la quale, nel suo essere sfida quotidiana, apre per l'esistenza orizzonti di compimento e di realizzazione che concretano la qualità buona della vita.
La proposta teorica presentata in questo volume si inserisce nel quadro dell'odierna questione antropologica che tenta di comprendere il senso dell'umano all'interno degli attuali mutamenti paradigmatici. L'intento è quello di esaminare criticamente e secondo una visione multiprospettica i principali orientamenti tematici contemporanei sul rapporto tra l'essere umano, la tecnologia e e gli enti artificiali con lo scopo di verificare contenuti e i modi del discorso antropologico.
vari contributi presentati nel volume, da quelli maggiormente fondativi a quelli più pertinenti ad una declinazione specifica e applicativa, delineano la cornice antropologica ed epistemologica entro cui comprendere il rapporto tra l'essere umano, la tecnica e gli apparati tecnologici che da essa derivano.
Questo volume, partendo dall'interrogativo circa il rapporto di continuità e discontinuità che c'è tra il martirio cristiano e l'eroismo civile, illustra la peculiare maniera con cui il beato Pino Puglisi attinse dal messaggio biblico e dal vangelo le ragioni della sua scelta di proclamare i "diritti di Dio", come già il servo di Yhwh e come Gesù stesso. E descrive il suo metodo della "tenerezza" quale "arma impropria" per resistere cristianamente alla mafia, mentre pure propone per la prima volta uno studio accurato dell'interessante progetto pastorale pensato e anzi calibrato appositamente per la parrocchia di Brancaccio dallo stesso don Puglisi, il quale ne aveva disegnato personalmente i contorni e i profili, decidendone le finalità e persino la portata, che nelle sue intenzioni e speranze avrebbe dovuto avere la lunga gittata dei decenni e la forza di cambiare in positivo il volto di quel suo quartiere. Si vuole ricordare, così, in queste pagine, il senso autentico del martirio sperimentato "per il vangelo" da un uomo mite e forte come il beato Pino Puglisi.
Analisi della predicazione e dei predicatori, della loro cultura, del loro influsso sulla popolazione. In un volume a parte i documenti più significativi.
Il periodo studiato va dalla morte del fondatore della Congregazione delle Serve dei Poveri (padre Giacomo Cusmano) alla morte del primo successore (padre Francesco Mammana).
Questo volume ripercorre la storia della Polonia nel secondo dopoguerra ricostruendo, in particolare, il decennio che va dal 1978, anno dell'elezione papale del card. Wojtyla, al 1989, anno della caduta del muro di Berlino. Le vicende del sindacato guidato da Lech Walesa si intrecciano con il pontificato di papa Giovanni Paolo II.

