
Nel travagliato contesto ecclesiale e culturale occidentale, la post-secolarizzazione ha riportato al centro figure che si concepiscono come "cercatori di senso" (seekers). Questa felice intuizione del filosofo Charles Taylor ispira il presente saggio, pensato in particolare per le giovani generazioni, spesso non più alfabetizzate al linguaggio della fede. Il libro offre un percorso agile per comprendere perché Gesù di Nazareth sia la verità dell’uomo e perché la Chiesa sia la comunità nella quale si sperimentano legami di amicizia, generati dalla fede nelle Scritture e dalla partecipazione alla vita divina nei sacramenti. Il cercatore di senso post-secolare non ha paura dell’incertezza del tempo presente: nella Chiesa e nella sua prassi liturgica scopre che l’umano è sempre degno di cura, perché predestinato da Dio ad amare il suo compimento ultimo: la risurrezione.
P. Giovanni Maria Luisetto, religioso francescano del Convento del Santo di Padova e per decenni direttore della Biblioteca Antoniana, era assiduo al confessionale e alla direzione spirituale, per la quale maturò un sapiente magistero attestato da innumerevoli suoi figli spirituali e discepoli. La preziosità dei suoi consigli e insegnamenti sul significato del sacramento del Matrimonio e su come viverlo, ci ha spinto a raccogliere in questo volume i suoi scritti riguardanti questo tema. Li proponiamo ai fidanzati, agli sposi, sia giovani che esperti della vita matrimoniale, ai figli che celebrano gli anniversari dei genitori e ai sacerdoti che preparano le coppie di fidanzati e li accompagnano nel loro cammino cristiano.
Se è vero che nella vecchiaia l’inevitabile decadimento del corpo fa sentire fragili, questa non è una condanna senza appello. Anzi, se accettata, la vecchiaia è un tempo propizio per la crescita interiore. Come scriveva san Paolo, «anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno». Si può crescere nell’amore, si può diventare meno impulsivi, più benevoli, più pazienti, meno severi e più comprensivi, più miti e misericordiosi. Quando ciò avviene, la vecchiaia non è tempo di sterilità, ma di una nuova feconda linfa che fa fiorire la vita. Paglia guida il lettore verso questa forza, tra citazioni bibliche e letterarie, ma anche traendo spunti dalle ultime ricerche di psicologia e neuroscienza. Una riflessione che affronta anche il tema della morte e dell’oltre cristiano, che ci assicura che tutto sarà accolto - e raccolto - al momento dell’uscita dal tempo storico della vita, per essere portato al suo compimento. «Sì, siamo mortali, ma non per la morte».
ANNO 2025 · VOLUME 39 · FASCICOLO 2
Cristian Mendoza
Il bene comune intrinseco. Quale partecipazione alla vita pubblica e quale responsabilità verso di essa sono richieste ai fedeli della Chiesa?
Jean-Pierre Schouppe
La declaration Dignitatis Humanae (1965-2025). Perspectives juridiques et d’éthique politique
Pamela Salvatori
La bellezza del Christus totus nel “frammento” di Maria Assunta, Madre della Chiesa. Una pista di ricerca escatologica e soteriologica per la via pulchritudinis
Giuseppe De Virgilio
Significato e funzione del battesimo di Gesù in Mt 3,13-17: aspetti letterari e teologici
Mauro Gagliardi
Rivelazione ed ermeneutica della Bibbia secondo J. Ratzinger
Americo Miranda
«Qui vident in somnis vana». Agostino e i rapporti con il mondo pagano nei Discorsi sui Salmi
Alberto Frigerio
La presenza dei cristiani nella società plurale. Il caso serio della politica
Giovanni Russo
Progettare il servizio della carità
Luis Cano
Il sacerdozio di san Josemaría Escrivá. E la sua relazione con i sacerdoti diocesani (1925-1950)
Tommaso Catellani
Spiritualità liturgica: storia di un termine
L’immagine della soglia richiama la divisione tra spazi, un confine, ma assume anche il significato di apertura, mutandosi così da limes (limite) in limen (soglia), relazione tra un dentro e un fuori. Con essa si rappresentano esperienze diversificate relative al sacro, al religioso, alla fede. La soglia crea apertura e pone in comunicazione figure del post-moderno dove esiste una fluidità di appartenenza, di passaggi e di determinazioni che non definiscono il rapporto del soggetto con il sacro, con la religione, con l’istituzione in maniera univoca e circostanziata.Le categorie dell’homo viator, religiosus e peregrinus sono icone di una ricerca differenziata della realtà del divino che mai viene meno nella transizione delle epoche. Lo Spirito continua a soffiare e sconquassa le abitudini consolidate e ridà aria nuova all’azione pastorale in ogni tempo e in ogni luogo.
La prestazione nasce dalla solitudine e crea più solitudine. Tuttavia, da “scelta”, la solitudine nel tempo diventa “subita”: diventa una dipendenza che l’uomo prestazionale vuole far passare come virtù ma che costituisce il segno profondo d’una perdita, la perdita delle relazioni. Ossessionato dalle risorse non solo materiali ma anche immateriali – i valori, le idee, le dottrine, i modelli, i programmi, le strategie – l’uomo prestazionale si allontana ingenuamente, e temerariamente, dall’unica fonte che può valorizzarlo e garantire la sua fioritura. L’uomo prestazionale non sa che l’oggettivazione del mondo finisce per renderlo a sua volta un oggetto. È l’altro a introdurre una opacità, una resistenza, un ostacolo alla programmazione e a ogni tipo di efficienza. Solo il discernimento e la lungimiranza possono consentirci di vederlo come l’unica garanzia per la nostra gioia.
La collana «Storia delle teologie cristiane» si apre con questa ricognizione ambiziosa e critica delle origini cristiane e del periodo tardo-antico (II-IX secolo), ideata per restituire a lettrici e lettori la polifonia degli sguardi teologici e dei contesti pratici in cui il pensiero cristiano ha preso forma. Sedici contributi specialistici alternano indicazioni metodologiche, ricostruzioni tematiche e focalizzazioni puntuali su autori/autrici e ambiti linguistici, offrendo una serie di strumenti di lettura inediti. La prima parte introduce criteri interpretativi essenziali: la forza delle pratiche rituali, l’incidenza dei contesti, la "matristica", i linguaggi poetici. La seconda parte ricostruisce nuclei tematici centrali - memoria di Gesù, canone biblico, antropologia, cristologia, Trinità, ecclesiologia, monachesimo, innologia - restituendoli alle loro radici storiche. La terza parte amplia l’orizzonte fino alle soglie del X secolo: dall’impulso carolingio alla produzione cristiana in area araba e cinese. Originale per l’approccio e per l’ampiezza delle fonti, il volume privilegia una storia che si pone in ascolto delle prassi - riti, catechesi e arte - e delle voci spesso considerate marginali. Accessibile ma rigoroso, concepito per chi studia, ricerca, riflette e si interessa alla genesi plurale del pensiero cristiano, rappresenta il primo passo di un cantiere di ricerca "aperto", che mira a riesaminare da capo la storia delle teologie in chiave davvero plurale, globale e inclusiva.
Una Chiesa che si dice in ascolto è anche, inevitabilmente, una Chiesa che riconosce di essere in debito di ascolto. Da questa consapevolezza prende avvio la riflessione di Daniela Cannavina. L’autrice mostra come l’ascolto non sia un atteggiamento accessorio né una fase preliminare del cammino ecclesiale, ma una dimensione costitutiva della vita della Chiesa: è nell’ascolto reciproco che prende forma il discernimento comunitario ed è dalla qualità dell’ascolto che dipende la credibilità di una Chiesa che vuole dirsi realmente sinodale. A partire dal magistero di papa Francesco e dai documenti del sinodo sulla sinodalità 2021-2024, Cannavina illustra i fondamenti teologici di questa prospettiva e presenta la "conversazione nello Spirito" come pratica spirituale e metodo di discernimento comunitario. Il volume ne descrive con chiarezza i passaggi operativi, il ruolo del facilitatore e gli atteggiamenti interiori necessari, articolando il processo in tre movimenti fondamentali: io, tu, noi. Le schede operative curate da Serena Noceti completano il volume, proponendo percorsi concreti di conversione personale, rinnovamento comunitario e riforma delle strutture pastorali. Un sussidio agile e rigoroso, pensato per chi - animatore, formatore, consiglio pastorale, comunità religiosa - vuole passare dalla teoria della sinodalità alla sua pratica quotidiana. Prefazione di Giacomo Costa.
Il tentativo di elaborare teologicamente l’incontro con la modernità, della quale il pluralismo è espressione, ha caratterizzato i lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II nel dialogo con le culture e la storia umana. Il presente studio individua quali sviluppi e quali limiti, all’interno del magistero pontificio e della riflessione di diversi teologi cattolici, abbia avuto la recezione postconciliare del pluralismo ecclesiale. Nel corso dell’opera emerge quanto l’urgenza di abitare la complessità socioculturale dell’oggi e la considerazione di un’ecclesiologia che valorizzi la dimensione locale abbiano condotto alla riscoperta della natura escatologica della Chiesa. La prospettiva della venuta del Regno apre alla valorizzazione delle diversità teologiche, spirituali e pastorali che emergono nel tempo. In esso, infatti, la Chiesa raggiungerà il suo compimento, che segna la realizzazione di un’unità maggiormente inclusiva, composta dalle molteplici forme assunte nel pellegrinaggio terreno per armonizzare le differenze nell’unico popolo di Dio.
Vera e propria summa della spiritualità ortodossa, questo studio originale costituisce una vasta sintesi degli insegnamenti patristici e ascetici orientali dal II al XVI secolo. È una rinnovata visione della dottrina cristiana della "salute" che ci viene offerta dal voluminoso trattato di Larchet, teorico e pratico al contempo, di psicologia e di medicina spirituali. Dalle origini del cristianesimo, la "salute" è stata considerata dai Padri della Chiesa come una guarigione portata dal Cristo, medico delle anime e dei corpi, all’umanità malata. Tale concezione, che trova nella Sacra Scrittura e nella liturgia un solido fondamento, è stata fatta propria dalla tradizione ascetica dell’Oriente cristiano, al punto da costituire un vero metodo diagnostico e terapeutico delle malattie spirituali. Questo metodo fu messo a punto nel corso del tempo, sulla base dell’antropologia cristiana elaborata dai Padri, da generazioni di spirituali, i quali hanno esplorato l’anima umana nei suoi angoli più reconditi, hanno appreso a dominare tutti i suoi movimenti e si sono impegnati a trasformarla. Tale metodo ha progressivamente raggiunto una coerenza, una precisione e una profondità che ci lasciano sbalorditi.
La celebrazione eucaristica è il cuore della vita cristiana. Eppure, spesso la viviamo in modo frettoloso, senza riuscire a coglierne tutta la profondità e il mistero. Questo libretto propone una strada semplice e preziosa: vivere la Messa nella comunione dei Santi, lasciandosi accompagnare dalla Vergine Maria. Maria, madre e discepola, ci conduce nei vari momenti della liturgia, aiutandoci a comprendere ciò che avviene e a partecipare con il cuore. Non è un manuale di liturgia, ma una guida spirituale: una presenza materna che ci insegna a stare davanti all’Eucaristia con fede, attenzione e amore. Una prospettiva accessibile a tutti, per rendere la partecipazione alla Messa più viva, più consapevole, più orante.

