
Il diario epistolare di Emanuela Violani - un nome fittizio per un urlo di dolore e un atto d'accusa - racconta l'esperienza di abuso subìto da una ragazza con gravi disagi familiari da parte del sacerdote cui si era rivolta in cerca di aiuto. Una drammatica e commovente storia di violenza, colpevolizzazione e omertà che la porta dritta all'autolesionismo e al tentato suicidio, fino all'arduo cammino - mai davvero concluso - verso un nuovo inizio.
I saggi contenuti in questo volume, tutti opera di docenti universitari, sono frutto di un lavoro di ricerca che ha impegnato i soggetti aderenti al Coordinamento delle Associazioni Teologiche Italiane (CATI). Il loro intento è quello di offrire uno sguardo complessivo sulle tappe dello sviluppo storico e delle impostazioni metodologiche che hanno caratterizzato le scienze teologiche in Italia dal Concilio Vaticano II ad oggi, e di individuare le prospettive per il futuro lavoro teologico.
Cosa c'è dopo la morte? Come comprendere il paradiso e l'inferno? Cosa significa vivere nell'eternità? Domande difficili, di fronte alle quali si ha spesso l'impressione di non poter ottenere risposte soddisfacenti.
Buona parte dei fedeli considera l’omelia una sorta di penitenza da subire, magari pensando a tutt’altro. Molti annunciatori del Vangelo sembrano non conoscere parole umane, vere e autentiche per proporre il mistero di Cristo all’uomo contemporaneo. In chiesa vorremmo ascoltare una parola diversa, che non si sente altrove, che faccia luce sulla nostra vita e ci aiuti a scoprire il senso straordinario dell’esistenza umana. Questo libro, nato da una sorta di “pellegrinaggio” in diverse parrocchie per tastare lo stato di salute dell’omelia, intende ricordare che i predicatori devono risvegliare nelle persone il senso del Mistero e che la forza delle parole di Gesù sta nel parlare in modo concreto e accessibile a tutti.
Il motivo per cui la Chiesa ha posto il Credo dopo l’omelia è per invitarci a credere nonostante ciò che abbiamo ascoltato
Card. Tomás Spidlík
Claudio Dalla Costa, classe 1968, vive in provincia di Torino e unisce, all’attività professionale, la passione dello scrivere su tematiche di saggistica religiosa. Il suo libro Scommessa sull’uomo (Elledici 2006) ha ottenuto un notevole successo di pubblico e di critica. Per Effatà ha pubblicato Maurice Zundel. Un mistico contemporaneo (2008), tradotto in lingua francese nel 2010.
Un franco confronto teologico con la svolta epocale della cultura contemporanea.
Oggi più che mai, la fede deve tuffarsi in maniera responsabile e credibile nella propria profondità insondabile. Se questo libro cerca di riprendere le parole fondamentali della fede cristiana, è esattamente per promuovere una chiesa che vive il mistero e suscita la gioia del credere.
Descrizione
La Chiesa si muove oggi convulsamente tra management e spiritualità, tra sviluppo dell’organizzazione e approfondimento della fede. Ma la missione fondamentale della Chiesa consiste nell’essere strumento docile al servizio della realizzazione della salvezza da parte dello Spirito di Dio nel cuore degli uomini.
Il libro raccoglie “letture spirituali” e promuove una Chiesa che vive il mistero e suscita la gioia della fede. «Nella fedeltà al concilio, lavoriamo a un futuro buono della Chiesa se inquadriamo i tanti discorsi che facciamo in essa nell’unico discorso relativo a Dio».
Raccolta di scritti di teologia morale fondamentale. Il titolo di quest'opera fa allusione ad una pericope evangelica (cf. Mt 11, 25-30) assai conosciuta e studiata in modo speciale nel presente libro. Essa indica anche che il peso o il giogo" della morale cristiana, fondamentalmente legato all'agire eccellente, si trova come neutralizzato da colui che raccomanda di farsene carico. Questi scritti dispersi qua e là si orientano in definitiva verso un centro: la persona di Cristo, considerata nella sua vita terrena e gloriosa, e anche nella sua presenza sacramentale nel tempo della Chiesa mediante l'Eucaristia. "
I Movimenti e le comunità ecclesiali costituiscono oggi una realtà nuova e significativa della Chiesa. La loro presenza invita a ripensare l'identità del laicoe contemporaneamente in relazione ad essa il carattere distintivo della vocazione sacerdotale. Illuminante il ricco insegnamento di Balthasar sugli stati di vita ecclesiali per averne evidenziato le rispettive specificità in tutte le loro sfumature e particolarità.
Communio numero 226, ottobre-novembre-dicembre 2010
Contributi di: L. Accattoli, E. Castellucci, A. Cazzago, M.A. Crippa, H. Norona Galvao, C. Dagens, B.-D. de la Soujeole, G. Gili, L. Giussani, D. Pompili, A. Scola, W. Shomali, A.M. Sicari
La domanda dell’uomo sulle cause e le modalità in cui la speranza incide nella propria vita implica uno sguardo intelligente e privo di pregiudizialità sulla realtà che lo riguarda. Nel volume vengono indagati i diversi aspetti della speranza attraverso l’analisi dei maggiori ambiti del sapere. Secondo M. Bersanelli, la speranza nella scienza, per essere umanamente solida, deve appoggiarsi su un fatto certo, riconoscendo la realtà come bene dato e come dono. In ambito letterario, F. Nembrini analizza i contenuti della speranza, come certezza della gloria futura, tratti dalla lettura del Paradiso. La speranza nel suo rapporto con la libertà, il vivere la speranza quotidianamente davanti alla realtà ha costituito, secondo il dissenso cristiano, l’occasione per esercitare l’intelligenza, la forza di carattere, l’inventiva umana come chiarisce M. dell’Asta nel suo saggio. Nell’arte, infine, M.G. Riva dimostra, mediante lo studio dei quadri di Fetting, Magritte, Van Gogh, Bosch, Caravaggio, Koder, come l’uomo appaia radicato nella speranza.
Il XX secolo ha visto le chiese cristiane in un certo affanno per quanto riguarda il loro rapporto con la società: l’allontanamento delle grandi masse operaie dalla pratica religiosa, l’ateismo comunista al potere in ampie regioni del globo, la radicale secolarizzazione occidentale, l’emergere, anche in contesti tradizionalmente cristiani, del pluralismo religioso. Il pensiero teologico ha reagito a tali sfide con grande vivacità, facendo del Novecento uno dei secoli più ricchi dell’intera storia del pensiero cristiano. Il volume ripercorre i principali snodi della riflessione teologica recente, guidando il lettore, anche profano, in un’avventura intellettuale che proprio la nostra cultura, ampiamente scristianizzata, merita di conoscere.
«Questo mondo nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza, per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione» (Paolo VI, Messaggio agli artisti, 8 dicembre 1965).
«Troppo spesso, però, la bellezza che viene propagandata è illusoria e mendace, superficiale e abbagliante fino allo stordimento e, invece di far uscire gli uomini da sé e aprirli ad orizzonti di vera libertà attirandoli verso l’alto, li imprigiona in se stessi e li rende ancor più schiavi, privi di speranza e di gioia» (Benedetto XVI, Discorso agli artisti, 21 novembre 2009).
È in questo contesto che si inserisce la denuncia fatta da Ratzinger della nuova cultura iconoclasta oggi imperante, la quale, pur accettando di essere invasa da immagini di ogni genere, ha perso il gusto per l’immagine bella e significativa, dalla sfera artistica a quella letteraria, in particolare nell’ambito del sacro. Ciò esige una nuova educazione all’immagine che tenga conto del suo vero valore e delle possibili distorsioni che esso può subire, nonché dell’uso fatto da coloro che ne hanno saputo trasmettere lo spessore, anche nella sfera letteraria. A tal fine uniamo ad una disamina filosofica e teologica sull’immagine anche un saggio sull’esemplare e sapiente uso delle immagini, proposto da sant’Antonio da Padova nei Sermones, ove brilla la profondità delle splendide simbologie bibliche.

