
Una raccolta di lettere e ricordi che l’autrice recupera e rielabora rievocando la vita passata insieme all’amato marito, venuto a mancare agli inizi del 2005, dopo una travagliata malattia. È la storia di due giovani, Guerrina e Bepi riescono entrambi a far emergere l’uno dall’altra le potenzialità latenti, realizzando i loro sogni e facendo nascere un grande amore, nonostante le complicate vicende personali e gli eventi di un’epoca segnata dalla guerra. Il compiersi del miracolo quotidiano dell’amore coniugale è il vero protagonista che emerge in tutto lo svolgersi della narrazione: attraverso fatti concreti e ricchi di spiritualità l’amore, nutrito dalla fede, fa godere piccole gioie dell’anima e superare anche i momenti più duri dell’esistenza..
Destinatari
Tutti.
Autore
GUERRINA FERRONI nasce a Venezia ma a tre anni si trasferirà con la famiglia a Padova, dove tuttora vive. Compie i suoi studi, nel 1951 si laurea in lettere antiche, si dedica all’archeologia patavina e, con entusiasmo, all’insegnamento per trentacinque anni. Nel 1952 sposa Giuseppe Stellin, un anno dopo nasce Luisa, la loro unica figlia. Il 24 gennaio 2005 l’amatissimo marito la lascerà sola a raccontare la loro lunga, straordinaria storia d’amore.
Un piccolo e agile strumento per la preghiera personale e la meditazione degli educatori, che hanno soprattutto a che fare con i preadolescenti e gli adolescenti.
Dieci appuntamenti con san Paolo, per riflettere su alcuni brani tratti dalle sue lettere, per fermarsi in preghiera e lasciarsi provocare.
Ogni passo è stato commentato, in modo semplice e immediato, da un prete che vive il suo ministero in oratorio e che condivide il lavoro educativo con i giovani della sua comunità al servizio dei più piccoli.
Il riferimento alle «lettere» non è solo un richiamo ai brani paolini, ma anche agli educatori perché essi stessi siano «lettere di Cristo» nella relazione educativa con i più piccoli a partire dal servizio che svolgono nella comunità.
Autore:
Balducci Maurizio
Missionario comboniano in Uganda da molti anni, è attualmente direttore dell'Ufficio Catechistico e Pastorale della diocesi di Lira.
Target:
Per tutti. Ambiente cattolico.
Contenuti:
“Quante volte in sella alla mia fida bici (a volte mi sembra di essere nato su una sella…) nei tratti in cui non si incontra nessuno sulle strade petrose della mia Africa mi son sorpreso a pensare…”
Inizia così l’epistolario di Padre Maurizio Balducci, missionario comboniano in Uganda.
Sullo sfondo le tensioni politiche e sociali, la porvertà e la sofferenza di un paese che insegna a ridimensionare i problemi personali e sentirsi felici nonostante il peso della quotidianità.
Con freschezza ed ironia Padre Maurizio racconta la gioia nell’incontrare volti e sentire voci, nello stupirsi dei colori e degli odori, con il desiderio di condividere semplicemente, ma anche profondamente le emozioni e la gioia di sentirsi “a casa”.
“Vi invito così a saltare in sella con me e farvi portare. Non aspettatevi troppo dalle strade sassose d’Africa e da un ciclista tutto sommato dilettante.
Chiudete gli occhi e..via!”
Descrizione dell'opera
Sacerdote romano, l'autore fu missionario in Brasile dal 1967 fino alla morte. Nella difficilissima situazione politica, sociale e religiosa che il paese attraversava in quegli anni, si dedicò alla carità, alla pastorale e alla promozione umana, culturale e religiosa della gente, in particolare dei giovani, convinto che di lì si dovesse partire per cercare di dare nuova speranza al Brasile. Le lettere che spediva agli amici italiani testimoniano la sua profonda umanità, il suo impegno spirituale, la fatica di avviare, tra gli ultimi - poveri di strumenti materiali e culturali - modalità di intervento nuove che ponessero le istanze di rinnovamento pastorale e teologico che gli venivano dalla sua formazione italiana, a servizio della realtà ecclesiale e della mentalità popolare locali.
Il volume ne raccoglie una nutrita selezione, in una nuova edizione corredata di maggiori commenti e migliorata nel linguaggio per aumentarne la comprensibilità. La lettura dei resoconti dell'autore costituisce una preziosa testimonianza per meglio conoscere la sua figura, ma anche per comprendere la realtà del Brasile di quegli anni e l'importanza dell'attività dei missionari italiani.
Sommario
Introduzione alla seconda edizione. Il vangelo annunciato ai poveri. Introduzione alle lettere dal Brasile di Nino Miraldi (G. Ruggieri). Ricordo di don Nino Miraldi, prete romano (dal quotidiano Avvenire del 7 ottobre 1990). Lettere dal Brasile. Dall'arrivo il 28 luglio 1967 al 31 dicembre 1969. Dall'1 gennaio 1970 al 31 dicembre 1979. Dall'1 gennaio 1980 al luglio 1990. Lettera del vescovo di Nova Iguaçu dopo la morte di Nino Miraldi.
Note sull'autore
Nino Miraldi (Roma 1930 - Nova Iguaçu, Brasile 1990), seguì i corsi di filosofia e teologia alla Pontificia Università Gregoriana come alunno del Collegio Capranica. Ordinato nel 1957, dopo dieci anni di ministero in parrocchia decise di partire per il Brasile; dal 1967 al 1980 operò nella diocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro, e dal 1980 al 1990 nella diocesi di Nova Iguaçu. Dedicò la sua attività missionaria all'evangelizzazione e alla promozione sociale, ma soprattutto umana e culturale, della popolazione locale, in particolare dei giovani. Nel suo nome si è costituita un'associazione culturale formata dai suoi ex-ragazzi di strada che, fra le altre attività, gestiscono una biblioteca a lui dedicata.
17 lettere di Dio ai ragazzi. Un aiuto ai catechisti ed agli animatori che sovente sono come pesci a corto d'acqua, che si dibattono disperatamente per trovare il modo di parlare di Dio ai pre-adolescenti. Età di lettura: da 12 anni.
Un frate conosciuto al matrimonio di mia figlia è rimasto nel mio cuore per le sue parole sul matrimonio che diventa una lotta, una sfida, un voler essere proprietari e che, invece, dovrebbe andare avanti solo... a colpi di amore! È quel frate che mi ha dato la voglia di scrivere sull'amore, sulla vita di coppia, sulla famiglia, sui grandi valori interiori dimenticati in questo mondo dell'apparenza e dell'esaltazione della proprietà, che non permettono di far volare l'anima. Liberare l'anima, far vibrare la parte spirituale per non far soffrire il corpo: è il segreto per vivere la vita.
La fede della Chiesa non si basa su concetti astratti, ma sulla “Buona Notizia” di un Dio che ha fatto il suo ingresso nel mondo assumendo la natura umana. Per questo motivo, il “mondo cattolico” è fatto di luoghi fondamentali per la fede della Chiesa così come per quella di ogni singolo fedele, luoghi – come il Santo Sepolcro – che sono stati testimoni di eventi straordinari o che, come la parrocchia nella quale si è cresciuti, hanno contribuito alla formazione dell’identità cristiana di ognuno. Le Lettere a un giovane cattolico di George Weigel sono appunto un racconto epistolare dell’atmosfera e del significato di alcuni luoghi simbolo per la fede cristiana: da Baltimora, città natale dell’Autore e prima diocesi statunitense, alla Basilica di San Pietro, dal monte Sinai al pub preferito da Chesterton, da Gerusalemme alla Cracovia di Karol Wojtyla.
Da qui Weigel parte per illustrare la ricchezza e la profondità della fede cristiana a quanti, giovani anagraficamente o solo nell’animo, sono affascinati dal Mistero e sperano di potergli dare un volto lungo il loro cammino.
Queste pagine sono un dono di amicizia: sono invito a diventare lucidi e svegli, a scoprire e vivere la propria originalità. Esse testimoniano la possibilità reale di non cadere nella superficialità. infatti, "tutto è importante". Tocca a noi aprire gli occhi e gli orecchi e renderci sensibili al mondo, per coglierne la bellezza e la preziosità.
dalla "Prefazione" di Enzo Bianchi
Diciotto lettere scritte da un padre, per parlare di educazione a un figlio che sta per mettere su famiglia. Tutto vero: le lettere, il padre, il figlio. Anzi: i nove figli, che in queste pagine ci hanno messo la vita. Anche la faccia, accettando di comparire in copertina. Nessuna teoria: soltanto realtà. In uno dei suoi tre romanzi, "Giusto", pubblicato nel 2006 e continuamente ristampato, Giovanni Donna d'Oldenico ha toccato il tema della paternità, dal punto di vista di un genitore di eccezione: san Giuseppe. Qui non parla del mestiere di padre; lo fa, scrivendo per trasmettere quanto sta imparando e vivendo; cioè quello che serve a un uomo per crescere e quanto serve per crescere un uomo. Perché uno è sempre figlio. Lettere indirizzate a un figlio, ma destinate a chiunque abbia a cuore l'educazione, in qualsiasi contesto; genitori per primi. Non accademia, né galateo o psicologia; nessuna ricetta bell'e pronta: solo gli ingredienti sui quali ciascun lettore... lavorerà. Ogni lettera ha un tema, introdotto da un titolo: basta leggerli tutti per capire di che cosa si tratta. Soprattutto: di Chi si tratta.
Questo libro raccoglie alcune lettere inviate a giovani fidanzati nel tempo di preparazione prossima e immediata alla celebrazione delle loro nozze o a coniugi in varie circostanze, tutte idealmente indirizzate a Sergio come loro rappresentante.
Questa pubblicazione presenta la prima raccolta sistematica delle lettere di Fratel Giosuè Dei Cas (1880-1932), missionario comboniano in Sudan, lettere che rispecchiano una splendida testimonianza. Ancor oggi Fratel Giosuè è amato dalle comunità cristiane del Sudan, che lo considerano un antenato insigne.
Nato in un piccolo paese della Valtellina, uomo umile e apparentemente rude, Giosuè Dei Cas manifestò una carità e una sapienza che all'inizio nessuno si aspettava da lui. Virtù cristiane e umane espresse, nel suo epistolario, con tutta la vivacità e l'arguzia del linguaggio popolare, con un invincibile legame al dialetto nativo.
Testi sorprendenti, che il curatore, compaesano di Fratel Giosuè, ha saputo rendere accessibili in italiano standard.
La figura del missionario riesce particolarmente attraente per lo stile dolce e simpatico con cui ha vissuto una vita cristianamente eroica. Assistendo gli ammalati di lebbra, contrasse la malattia. Dal lebbrosario di Wau continuò ad amare e servire gli africani: "Eccetto la lebbra, che del resto per intanto non mi dà gran pena... Deo gratias sto bene. Sempre meglio di tanti poveretti miei vicini".
Obiettivo del sussidio è avvicinare il bambino al Vangelo, aiutarlo a comprenderne gli insegnamenti e a crescere nei valori che costituiscono la vera ricchezza dell'umanità. Un sussidio che non si esaurisce in una proposta di gioco-passatempo o di semplice apprendimento di brani evangelici, ma che si offre come strumento per una catechesi fonte di aggregazione tra fede e vita. Per questo, oltre al materiale necessario per la conduzione del gioco, viene presentata una serie di contenuti e suggerimenti per un approccio agli argomenti trattati.

