
Il lavoro è diviso in tre parti.
Nella prima si prova che la parola è il nostro linguaggio vertice, il nostro più ricco allattamento psicologico. Noi siamo un colloquio.
Le anime crescono a parole!
Sì: mandateci in giro nudi, ma lasciateci parlare!
Nella seconda, più concreta, spieghiamo come deve essere il parlare adatto alle orecchie dell’uomo d’oggi che ha due caratteristiche: la prima: pensa più con gli occhi che col cervello (di qui i capitoli sul valore e sulla forza dei paragoni e dei racconti); la seconda caratteristica: l’uomo d’oggi ama le spremute; pensa a flebo, goccia dopo goccia; pensa a scatti (di qui il capitolo sull’attualità dei proverbi).
La terza parte, concretissima, presenta i sei caratteri che dovrebbe avere il nostro parlare, oggi: originale - inculturato - ristretto - trasparente - allegro - visivo.
Contenuto
Oggi tutto si mondializza; i mercati, l'informazione, il lavoro, la cultura, persino la povertà, sono sempre più questioni globali e tutti, in un modo o nell’altro, subiamo gli influssi di questo fenomeno denominato globalizzazione che pervade a livello planetario ciascun settore della società contemporanea. Questo libro ha la pretesa di voler guardare oltre la notizia, suggerendo alcuni spunti di riflessione sul contesto esistenziale nel quale viviamo immersi, per tentare una risposta alle domande sui valori e sull’etica che formano la nostra concezione del mondo globale.
Destinatari
Tutti
Autore
Padre Giulio Albanese , religioso comboniano, ha diretto il New People Media Centre di Nairobi e fondato la Missionary Service News Agency. Attualmente collabora con varie testate giornalistiche per i temi legati all’Africa e al Sud del mondo tra cui «Avvenire» e il Giornale Radio Rai. Dal 2007 insegna Giornalismo missionario presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma ed è direttore delle riviste missionarie delle Pontificie Opere Missionarie. È anche autore di alcuni libri tra cui Hic sunt leones (2006), Soldatini di Piombo (2005), Il Mondo Capovolto (2003), Ibrahim, Amico Mio (1997) e Sudan solo la speranza non muore (1994).
Il mondo delle fiabe e il Vangelo di Gesù di Nazareth insegnano che è sotto quella parte di noi che ci fa più paura che si nascondono le perle più preziose. Occorre solo diventarne consapevoli, attraversare tutto il nostro «bosco» interiore fatto di ombre e paure, per uscirne trasformati e cominciare il viaggio verso il compimento del sé e quindi della felicità.
Una vita ideale, immaginata non segnata dal limite e dall’ombra, non potrà mai compiersi, semplicemente perché la vita non è sogno.
Queste pagine prendono vita da un pereorso formativo realizzato con gli educatori del Progetto Oratori della Diocesi di Parma. Il Progetto, gestito dalla cooperativa sociale Eidé, e attivo dal 2000, grazie al sostegno di Fondazione Cariparma, Enti locali e Comunità Parrocchiali. Fare della propria passione e competenza educativa una professione a servizio della comunità ecclesiale e civile, li proprio da questo desiderio che nel 1997 è nata Fide (Esperienze innovative di educazione), che oggi conta 39 socie e soci e 65 dipendenti e che gestisce a Parma e provincia servizi in diversi ambiti di intervento: Infanzia, Scuola e Inclusione, Oratori. Tra questi, la Scuola Primaria Paritaria "Edith Stein", la Scuola dell'Infanzia Parrocehiale "Giovanni XXIII", Centri di Aggregazione Giovanile, un Centro Interculturale, Centri Estivi c diversi servizi a supporto delle attività di scuole statali di ogni ordine e grado. Eidé, dal greco eidos: idea. Tante idee da sperimentare nella forma democratica di una cooperativa sociale nella quale coniugare impresa, bene comune, promozione umana e integrazione sociale. Una delle prime idee, condivise fin dalle origini con un gruppo di sacerdoti diocesani, è il rilancio degli oratori parrocchiali attraverso un animatore retribuito e presente con continuità, attorno al quale attivare volontariato e partecipazione. Un'idea condivisa che diviene il Progetto Oratori della Diocesi di Parma.
Che cos'è una famiglia? Fino a qualche tempo fa la risposta era talmente ovvia che la domanda non meritava neppure di essere posta. Ma oggi, con la propaganda del "matrimonio per tutti", la diffusione delle teorie del gender, e l'invasione della tecnologia per produrre individui preselezionati e performanti, niente va dato per scontato. Per Fabrice Hadjadj, la famiglia "è il luogo nel quale si articolano la differenza dei sessi e la differenza delle generazioni, e anche la differenza tra queste due differenze"; fondata su un desiderio, prima che da una decisione, la famiglia "è il luogo del dono e della ricezione incalcolabile di una vita che si dispiega con noi ma anche nostro malgrado, e ci spinge sempre più avanti nel mistero dell'esistere". Per questo, Hadjadj può affermare che "la famiglia è lo zoccolo carnale dell'apertura alla trascendenza": infatti, "proprio perché la trascendenza è la sorgente di tutto ciò che appare, è nascosta come la luce. Il suo spirito è nel tessuto stesso della nostra carne". "Che cosa dice l'inizio del libro della Genesi? Dio creò l'uomo a sua immagine. Maschio e femmina li creò (Gn 1, 27). In altri termini, l'immagine di Dio si trova nella differenza dei sessi". Non è dunque una provocazione il titolo del secondo saggio di questo volume, La trascendenza nelle mutande.
Il peso di queste pagine sta nel tematizzare il problema del senso della vita. Sono pagine indispensabili in una società disorientata come la nostra. Pagine da regalare ai depressi, ai delusi. Non lasciano riposare la mente, in compenso rendono abbracciabile la vita. Il lettore scoprirà che vivere è lavorare con il cuore, vivere è stancarsi per gli altri. Scoprirà che l'Amore è il brevetto della vita e della felicità (L'Autore).
Il sussidio racconta caratteri e abitudini di alcuni animali attraverso cui è possibile trovare la via per avvicinare i piccoli a Gesù. E così l'asino diventa maestro di umiltà, l'agnello di ubbidienza, l'ape di laboriosità...
Il volume intende offrire alle famiglie e a coloro che si accingono al matrimonio, una guida ai centri di spiritualità dedicati specificatamente a chi ha abbracciato questo stato di vita. Con una introduzione di Luciano Moia, giornalista del quotidiano Avvenire ed esperto di tematiche familiari, il volume si presenta agile e di facile lettura. Suddiviso in tre sezioni, seguendo un criterio geografico: Nord Italia, Centro, Sud, più una breve sezione dedicata ai movimenti che organizzano incontri, corsi, esercizi spirituali, periodi di vacanza e una mappa geografica, per facilitare l'individuazione delle strutture di spiritualità. Ciascuna sezione presenta una breve introduzione, che evidenza le caratteristiche specifiche delle offerte dell'area.
Continua la proposta di una "lectio coniugale" in schede: nel terzo sussidio vengono messi a tema le tonalità degli affetti e i diversi linguaggi dell'amore. Dopo le uscite sul Vangelo di Matteo, presentato nell'anno A, e sul Vangelo di Marco, proprio della liturgia dell'anno B, il progetto prosegue con il Vangelo di Luca per l'anno C. Il racconto lucano può essere infatti definito il Vangelo degli affetti; la Parola di Dio è una luce che rischiara e valorizza le infinite risonanze del cuore. Gesù non solo ci mostra l'amore del Padre, ma vuole risvegliare in noi la capacità di amare da figli. Nel narrare gli incontri del Maestro con la gente, attraverso le parole e i gesti, l'evangelista ne illustra i risvolti affettivi: in questo specchio, ciascun credente è invitato a sostare per riconoscersi e aprirsi all'amore. Seguire Gesù significa imparare ad amare. Scaturito dall'esperienza di un gruppo di famiglie della diocesi di Milano, l'itinerario non vuole essere un commento esegetico completo, ma piuttosto esprimere spunti e interrogativi che possano interpellare le coppie di oggi: la peculiarità del percorso sta infatti nel rivolgersi anzitutto ai due, che sperimentano ogni giorno le fatiche e le gioie dello stare insieme.
Gesù grida, si indigna, ha la forza fisica per far uscire pecore e buoi dal tempio, ribaltare tavoli pieni di monete.
Gesù dice cose durissime a costo di portare su di sé il peso della solitudine e dell’incomprensione. Gesù accusa i farisei
di essere vipere, ipocriti. Gesù sceglie e rimprovera.
Gesù prega, perdona, accoglie. Gesù non
risponde a tutte le domande e non ha paura di deludere. Gesù sta anche in silenzio e quando parla dice cose non immediatamente
comprensibili. Gesù Cristo non cambia rispetto a quello del Vangelo. Rispetto a quello che dovrebbe essere per risultare gradevole a ogni palato moderno,
inesorabilmente diverso.

