
Un testo di riferimento per comprendere la fede e la tradizione ebraica dalle origini bibliche al mondo contemporaneo. Con approccio rigoroso e al tempo stesso divulgativo, l’autrice illustra i testi sacri, la vita religiosa, i maestri e i movimenti che hanno plasmato nel tempo il volto dell’ebraismo, offrendo una sintesi aggiornata e accessibile a tutti. Che cosa significa essere ebrei oggi? In che modo una tradizione millenaria, nutrita di Scrittura, commento, filosofia e mistica, continua a parlare al nostro tempo? Introduzione al giudaismo conduce il lettore in un viaggio attraverso la Bibbia, il Talmud e le grandi figure del pensiero rabbinico e filosofico, fino alle sfide contemporanee legate a identità, Israele, etica e cultura, rivelando il giudaismo come sorgente viva di spiritualità universale e di dialogo tra le fedi. «Capire l’ebraismo come realtà vivente e non come un fossile è un messaggio teologico fondamentale nella formazione di sacerdoti e leader culturali del mondo cattolico, ed è espressione del nuovo clima di rapporti tra le due religioni che si è sviluppato dalla promulgazione del documento conciliare Nostra Aetate di 60 anni fa. […] L’ampiezza degli orizzonti del testo, con capitoli su temi diversi, costituisce una base importante per un primo avvicinamento all’ebraismo e si spera di stimolo alla curiosità di approfondire la conoscenza» (dalla postfazione del Rav Riccardo Di Segni).
San Francesco non è solo un santo, ma un amico che parla al cuore dei più piccoli. Tra sogni e avventure, questo libro racconta la sua vita con parole semplici e immagini luminose: dall’incontro con il lebbroso al lupo di Gubbio, dal presepe di Greccio al Cantico delle Creature. Un viaggio nella gioia, nella pace e nell’amore per ogni creatura, perché anche i bambini possano scoprire la gioia di un uomo che ha scelto di vivere come Gesù. Un libro da leggere, colorare, guardare e custodire, per crescere insieme a Francesco. Età di lettura: da 4 anni.
Questo studio propone di avanzare un’ipotesi capace di spiegare le ragioni dell’originalità del Quarto Vangelo, individuando le fonti a cui l’Evangelista attinge, le linee guida che segue, i destinatari dell’opera e, infine, l’intento che ne ha motivato la composizione; esso mostra la plausibilità che il filo rosso seguito da Giovanni lungo tutto il Vangelo sia la sequenza di Genesi 1-4, ipotesi suggerita da numerose "coincidenze", e rileva inoltre come Giovanni sembri avere un’ulteriore guida e fonte d’ispirazione nei commenti di Filone di Alessandria ai capitoli 1-4 della Genesi, nel quadro di un progetto orientato al desiderio di evangelizzare i giudei di Alessandria.
Sembrerebbe inopportuno, in questo terzo millennio segnato dalla cibernetica e dall’informatica, proporre all’Africa subsahariana di ritrovare il cammino della nuova evangelizzazione a partire dalla catechesi narrativa; e invece no, perché l’Africa nera, civiltà dell’oralità, ha bisogno di un modello di catechesi che risponda alle esigenze della sua cultura e della sua storia. Tornare a raccontare la Parola di Dio significa tenere conto dell’intreccio tra la tradizione giudaico-cristiana, la cultura negro-africana e l’esperienza vissuta, assumendo come stile della nuova evangelizzazione lo "stile narrativo". Occorre dunque dire Dio e annunciare in profondità la Buona Notizia del Regno rivitalizzando i criteri della narratività - evocabilità e performatività, comunicabilità, argomentazione e simbolo - affinché il narratore della Parola di Dio non sia più un individuo isolato, ma una comunità di narratori: la Chiesa. Attraverso questa esperienza si intende proporre alle guide delle parrocchie dell’Africa di fare della catechesi una narrazione in cui la vita quotidiana risplende e trova orientamento grazie alla Parola di Dio raccontata, alla parola ancestrale evocata e all’analisi del vissuto sociale proiettata verso un futuro migliore, favorendo la maturazione della fede di una comunità cristiana.
Un viaggio attraverso la Bibbia e la tradizione ecclesiale per riscoprire la sinodalità come vocazione condivisa, radicata nell’alleanza tra Dio e l’umanità, che dalla creazione alla Chiesa delle origini, fino alla scuola e alla società di oggi, emerge come stile di comunione, corresponsabilità e discernimento: non un’innovazione recente, ma un tratto originario della Rivelazione, capace di ispirare anche l’ambito educativo, nel quale camminare insieme diventa un’esigenza pastorale e culturale, un modo concreto di costruire futuro e umanità.
Questa è la storia vera di Maria Domenica, madre di nove figli, che ha scelto di affidare ogni passo della sua vita alla Provvidenza. Attraverso racconti semplici e profondi, l’autrice narra l’amore per il marito, la gioia della maternità, le prove della malattia e le luci della fede. Un’autobiografia che diventa testimonianza di speranza, dove ogni evento si trasforma in preghiera, e ogni pagina è attraversata dalla certezza che Dio è sempre presente, anche nei momenti più bui.
Una narrazione spirituale che dà voce all’apostolo Pietro, immaginandolo a Roma, in prigione, mentre rilegge il proprio cammino di fede: scritto in prima persona, il testo si presenta come testimonianza immaginata e meditazione interiore, radicata nella Scrittura, nella tradizione patristica e nel Magistero della Chiesa, ma con un tono semplice, accessibile e profondamente umano. Come scrive Paolo Curtaz nella prefazione, «il libro di Giuseppe Cesareo aiuta a entrare nella vita di Pietro, mettendosi nei suoi panni, accorciando la distanza che ci separa da lui, per farlo tornare fratello e compagno di viaggio, e ci aiuta a desiderare di percorrere lo stesso cammino, a compiere gli stessi passi, a conoscere anche noi la tenerezza di Dio». Ne nasce un invito a scoprire Pietro non come una statua irraggiungibile, ma come un uomo fragile e appassionato, chiamato da Cristo a essere guida, custode e testimone della speranza.
Con l’edizione 2025, la Fondazione Migrantes presenta la nona edizione del Rapporto su richiedenti asilo e rifugiati. È un lavoro corale, scritto da una redazione che sceglie di lasciarsi interrogare dalle sofferenze e dalle contraddizioni delle persone in fuga. Anche quest’anno questo sguardo empatico e critico è indispensabile per leggere dati, norme, politiche e storie, in un contesto in cui - a livello globale, europeo e nazionale - convenzioni internazionali e diritti umani risultano sempre più violati. Così si restringe la tutela effettiva del diritto d’asilo, mentre il numero di persone costrette a fuggire ha superato i 123 milioni. Le guerre - esposte o ignorate dal racconto mediatico - non cessano: conoscono tregue fragili, in cui l’attacco ai civili è accettato come "danno collaterale". In questo scenario parole come tutela, cooperazione e sicurezza diventano eufemismi che celano pratiche di esclusione e sospensione del diritto. Ciò che un tempo sarebbe apparso inaccettabile - respingimenti, accordi con regimi autoritari, esternalizzazione della protezione - diventa tollerato e persino desiderabile. È la "nuova normalità" di un Nord America e di un’Europa sempre più chiusi, e di un mondo che sembra rassegnato alla crisi permanente. Dietro questa stabilità del disastro si cela una rimozione profonda: quella delle responsabilità politiche, economiche e morali che alimentano le crisi. Guerre, collassi ambientali, disuguaglianze e persecuzioni non sono fatalità, ma il risultato di scelte e rapporti di potere. La crescente percezione della sofferenza come inevitabile è forse il segno più drammatico del nostro tempo. Per questo proviamo ancora a proporre dati di realtà e di responsabilità, per comprendere la deriva in corso e offrire prospettive di cambiamento. Lo facciamo riconoscendoci nell’orizzonte indicato da Leone XIV per la 111ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2025, dedicata al tema Migranti, missionari di speranza. L’auspicio è che questo volume contribuisca a costruire un sapere fondato su chi è costretto a fuggire e chiede protezione nel nostro continente e nel nostro Paese. Un sapere che aiuti a restare - o tornare - umani, creando condizioni perché le persone in fuga possano rivendicare il diritto d’asilo senza essere recluse o respinte. Non richiedenti asilo "dalle speranze recluse", ma persone la cui umanità e capacità di speranza può rinnovare le nostre società.
Questa è la storia di Peace, una giovane nigeriana vittima di tratta, ispirata a vicende reali. Ingannata con la promessa di un lavoro, affronta un duro viaggio verso l’Europa, dove riesce a fuggire dallo sfruttamento e a ritrovare sé stessa grazie alla musica e a nuove relazioni. Tra flashback, versi cantati e volti femminili che ne accompagnano il cammino, il fumetto sensibilizza i più giovani su un dramma attuale con un linguaggio diretto, narrativo e visivo coinvolgente. Disponibile in formato cartaceo e online, arricchito da contenuti multimediali.
Il Diluvio Universale, che sia effettivamente avvenuto, oltre alle testimonianze dell’Antico Testamento, è evidenziato dai numerosi racconti delle civiltà del passato e dalle prove geologiche, molti dei quali parlano dell’Arca di Noè in modo sorprendentemente simile tra loro. L’autore del libro si mette alla ricerca di quest’ultima attraverso sei spedizioni avventurose, raccontando con foto personali e in maniera dettagliata le scoperte da lui compiute; non prima di aver analizzato e confrontato in modo scientifico i resoconti dei testimoni oculari sugli avvistamenti, le spedizioni degli esploratori del passato e le loro fotografie, i legni della struttura rinvenuti, le scoperte dei geologi, le immagini satellitari e i rilievi archeologici, geologici e storici, permettendo così di fare luce su un mistero millenario.

